La Città Futura

il progetto rossoverde per Portogruaro
 

Biomasse: responsabilità e spese comunali

11 febbraio 2013
Pubblicato da Ivo Simonella

L’autore è Assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Portogruaro
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In merito al dibattito col dott. Montanari seguito alla proiezione del film “Sporchi da morire” di venerdì 1 febbraio, ritengo necessario fornire qualche ulteriore elemento, visto che la repentina chiusura della serata non mi ha permesso di replicare agli ultimi interventi.

Il dott. Montanari alla fine ha nuovamente accusato i Comuni di aver operato contro legge in quanto non avrebbero applicato la convenzione di Aarhus sul diritto della partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche in materia ambientale; nello stesso intervento ha però detto anche che questo compito compete a chi ha la responsabilità del procedimento. In ogni occasione che è venuto a Portogruaro e anche nell’incontro che abbiamo avuto con lui nel suo studio, gli abbiamo spiegato che il procedimento di approvazione della costruzione delle centrali a biomasse è in capo alla Regione. Pertanto va reso noto che l’applicazione di tale convenzione spetta alla Regione Veneto, non ai Comuni.

Se si vanno a vedere le memorie depositate dal Comune di Portogruaro in sede di conferenze dei servizi, tanto per la Sigeco di Lugugnana, quanto per la Cereal Docks di Summaga, si vede che è sempre stata nostra cura lamentare alla Regione la mancanza di qualsiasi processo partecipativo nell’iter di approvazione delle centrali. Secondo la Regione questo atto non era dovuto, secondo il Comune invece sì, tanto che si fa richiamo alla cosa nei ricorsi al TAR presentati poi dal Comune.

E’ quindi ancora una volta necessario ricordare in capo a chi stiano le responsabilità, visto che si continuano a fare considerazioni prive di fondamento. Ricordo ancora una volta che entrambe le centrali che riguardano il nostro Comune hanno concluso il loro iter autorizzativo con una approvazione a maggioranza che ha visto sempre il voto contrario del Comune di Portogruaro.

Ricordo inoltre che nessuna delle due centrali a combustione è ancora entrata in funzione: la Cereal Docks di Summaga benché realizzata e collaudata è ancora ferma, la Sigeco di Lugugnana ha dichiarato l’inizio lavori, che di fatto sono partiti solo in forma simbolica e – a quanto ci risulta – la proprietà non ha intenzione di proseguire.

In entrambi i casi il Comune di Portogruaro ha presentato dei ricorsi, quello contro la Cereal Docks è pendente un ricorso in Consiglio di Stato (dopo aver perso di fronte al TAR), mentre per la Sigeco siamo ancora al TAR, dove saremmo pronti a chiedere la sospensiva, se si avviassero i lavori.

Ritornando invece all’incarico da dare a Montanari per la produzione di uno studio sugli impatti delle centrali, c’è bisogno di spiegare meglio la situazione. Sono rimasto sorpreso dal fatto che lui abbia raccontato solo una parte dei contatti intercorsi con il Comune. In particolare non ha detto che ci aveva presentato per la consulenza, un preventivo di circa 13.000 euro. Per dare l’incarico c’era bisogno però di una motivazione, di dare un senso al lavoro che sarebbe stato prodotto, che uso farne, in sostanza.

Per trovare un idoneo utilizzo dello studio da commissionare a Montanari si è contattato l’avvocato che ci sta seguendo nella causa contro la Sigeco. L’avvocato riteneva utile in effetti poter avere un supporto tecnico da utilizzare per presentare una richiesta di sospensiva. Prima di mettere in contatto i due, abbiamo chiesto, come credo sia normale, se il preventivo che ci era stato presentato fosse riesaminabile, la risposta ottenuta, in perfetto stile Montanari è stata: “sono certo che esistano consulenti molto più bravi di me che offrono i loro servigi a prezzi di saldo”. Credo potesse essere sufficiente dire che il costo era quello e non era possibile rivederlo. Tra l’altro in premessa il sindaco comunque dichiarava la sua disponibilità a fare ulteriore verifiche per poter reperire la quota necessaria a pagare Montanari e l’avvocato. Venerdì sera poi ci è stato detto che è un lavoro che non farebbe volentieri.

A questo punto però si aggiunge un altro problema: la nostra intenzione era di presentare la richiesta di sospensiva per la Sigeco, utilizzando anche il lavoro di Montanari, nel momento in cui avrebbe ripreso i lavori, ma cosa facciamo adesso che sappiamo che probabilmente i lavori non inizieranno mai?

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Distrazione fatale

24 agosto 2012
Pubblicato da Ivo Simonella

La delibera regionale sui siti non idonei: ignorato un aspetto fondamentale 

E’ stata approvata lo scorso 7 agosto, ma non ancora pubblicata la Deliberazione di Giunta Regionale del Veneto che individua aree e siti non idonei alla costruzione e all’esercizio di impianti alimentati da biomasse, da biogas e per produzione di biometano.

Ho potuto comunque vederla: come annunciato nel comunicato stampa della Regione, il provvedimento  individua come non utilizzabili per la realizzazione di impianti di bioenergia: 
– siti che siano dichiarati patrimonio storico-architettonico e del paesaggio o inseriti nella lista mondiale dell’UNESCO;
– aree e beni di notevole interesse culturale;
– aree e immobili dichiarati di notevole interesse pubblico;
– aree tutelate per legge;
– zone all’interno di coni visuali la cui immagine è storicizzata e identifica i luoghi in termini di notorietà internazionale di attrattività turistica;
– zone umide di importanza internazionale, le Important Birds Areas;
– le aree incluse nella Rete Natura 2000;
– le aree naturali protette (nazionali, regionali e locali); 
– aree che svolgono funzioni determinanti per la conservazione della biodiversità;
– aree di dissesto o rischio idrogeologico;
– geositi;
– aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate a consumo umano;
– aree agricole interessate da produzioni biologiche, DOP, IGP, IGT, DOC, DOCG, produzioni tradizionali;
– aree agricole di particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico culturale.

Non era citato in questo comunicato un parametro, che il decreto ministeriale da cui discende questa delibera consente di valutare: l’elevata concentrazione di impianti di produzione di energia e l’interazione con altri piani e progetti.

Purtroppo leggendo la delibera viene confermata la scelta della Regione di non tener conto di questo aspetto. E’ un fatto gravissimo perchè in questo modo si continua a non tener conto delle ricadute sulla salute che più impianti vicini possono creare e si continuerà a valutare i progetti uno per uno senza esaminare gli impatti cumulativi generati. Ignorando così anche le posizioni espresse più volte in questo senso dal Consiglio Comunale di Portogruaro, oltre alle preoccupazioni manifestate da tanti cittadini.

Certo nel portogruarese questa delibera arriva in ogni caso quando i buoi sono scappati, ma non si potrà restare tranquilli neanche per il futuro, dato che con questo atto la Regione consente ancora che vaste aree del nostro territorio siano idonee ad ospitare nuovi impianti.

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Contro le polveri

14 giugno 2012
Pubblicato da La Città Futura
 
NB: questa nota è corretta come da RICHIESTA DI RETTIFICA in commento.
 
 Quali sono i Comitati protagonisti della battaglia del territorio portogruarese contro le centrali a biomasse?
 
Nel giugno 2010 cinque gruppi si sono costituiti nel Coordinamento dei Comitati per la Difesa Ambientale e lo Sviluppo Sociale del Veneto Orientale. Ne fanno parte:
  • Comitato No Centrale Cereal Docks (presidente Renato Vivan)
  • Comitato Salute & Ambiente Portogruaro (presidente Claudio Fagotto)
  • Comitato per la Sicurezza Generale del Cittadino (presidente Gianfranco Battiston)
  • Comitato Territoriale di Fossalta di Portogruaro (presidente Fabio Pupulin, anche portavoce del Coordinamento)
  • Comitato Annia Nuova (presidente Maria Elena Crociani)

Dal maggio 2011 ne fa parte anche:

  • Comitato Concordia per l’Ambiente (presidente Salvatore Monni)

Nel giugno 2011, per supportare giuridicamente i comitati, è nata l’Associazione “Limen Universalis”, in grado di promuovere e tutelare, anche in giudizio, le istanze e i diritti dei cittadini.

Non fa parte del Coordinamento PortogruaroVive, l’associazione culturale guidata da Maria Luisa Venturin, professoressa nei licei cittadini. Questo gruppo è però molto attivo con il gazebo in piazza della Repubblica a Portogruaro ed è stato promotore di due incontri con il prof. Stefano Montanari che hanno riempito il Teatro Russolo (maggio 2011 e marzo 2012).

Va segnalato che Gianfranco Battiston è anche master di un sito, La voce del cittadino, molto attento ai temi dell’ambiente e alla cronaca sulle attività dei comitati cittadini.

Lancio delle lanterne, manifestazione di Eticamente davanti alla centrale di Villanova (5 giugno 2012)

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Centrali a biomasse nel portogruarese: la responsabilità è della Regione Veneto

27 maggio 2012
Pubblicato da Ivo Simonella

Ancora nessun segnale da parte della Regione Veneto: le centrali a biomasse si possono continuare a fare come e dove si vuole. Sarà il nuovo sistema degli incentivi che probabilmente le fermerà, non certo la Regione. Il Piano Energetico Regionale pare ancora lontano, se poi si pensa che ne è stata affidata la redazione alla Confindustria, l’associazione che principalmente in Italia ha spinto per le grandi centrali a combustione, c’è poco da stare tranquilli in ogni caso.

Ma la Regione ha da tempo a disposizione un altro strumento, il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 10 settembre 2010, “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, che consente, tra i molti parametri valutabili, di escludere l’insediamento di centrali in quei territori che vedono già elevate concentrazioni di questo tipo d’impianti.

Siamo andati a verificare quale è la situazione negli undici comuni del portogruarese, ebbene ricordiamo ancora una volta che nel territorio di Portogruaro e nelle sue immediate vicinanze è già attiva una centrale da 13,2 MW (Zignago Power), è pronta per essere avviata la Cereal Docks (7,6 MW), è stata autorizzata la Sigeco (6 MW), per quanto riguarda le centrali a combustione, ma sono almeno 17 le centrali a biogas, tra autorizzate e in corso di autorizzazione che interessano il portogruarese, un numero che rappresenta più del 10% delle centrali a biogas sino ad ora autorizzate in tutto il Veneto. In totale si tratta di circa 45 MW di potenza elettrica.

Non secondario è poi il fatto che, dalle stime eseguite, quando tutti gli impianti saranno a regime, saranno oltre 5mila gli ettari di territorio agricolo del portogruarese che saranno coltivati per produrre derrate agricole non più destinate all’alimentazione umana o animale, ma alla produzione di energia (un territorio equivalente a mezzo comune di Portogruaro).

In ogni caso, ben consapevoli della differenza che sussiste tra impianti a combustione diretta e a biogas, è tempo che si ponga l’accento sulle diverse situazioni che si vanno a generare quando si tratti di aziende agricole che utilizzano prodotti di scarto (come gli allevamenti zootecnici) e aziende che impiegano invece colture dedicate. Infatti quelli a biogas sono impianti mai dimensionati sulle caratteristiche dell’azienda agricola richiedente e pensati per il raggiungimento del massimo profitto che la legge consente. Tutto ciò perché è permesso impiegare anche materiali non prodotti direttamente dall’azienda. In particolare è molto preoccupante che i liquami rientrino tra questi prodotti e che gli stessi circolino sul territorio.

Lo scorso 20 maggio i Comitati hanno organizzato una manifestazione a Portogruaro. Bene! Adesso è necessario fare un passo avanti: andare a manifestare presso la Regione Veneto, vera responsabile della situazione. Altre regioni hanno regolamentato il settore, la nostra no e questo è molto grave.

E’ anche fondamentale che la Regione rimetta mano al Piano Regionale di Tutela e Risanamento Atmosferico e che lo colleghi non solo al Piano Energetico Regionale, ma anche agli interventi legati alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, temi tutti tra loro correlati. Dobbiamo infatti ricordarci che le polveri sottili e anche le nanoparticelle, si espandono per centinaia di chilometri rispetto al punto di emissione: è dunque indispensabile ragionare su grande scala, unire le forze di tutte le amministrazioni, dei comitati e delle associazioni sensibili alla questione. Per migliorare la qualità dell’aria non basta ragionare sulle biomasse, dobbiamo preoccuparci del traffico e di tutti gli altri tipi di combustione.

Quella del portogruarese deve essere vista come una battaglia importante, ma la guerra si vince solo se si interviene in tutti i settori e su larga scala.

Manifestazione contro le centrali del 20 maggio 2012

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Un consigliere a tutto gas

9 marzo 2012
Pubblicato da Adriano Zanon

Un legittimo cattivo pensiero

Abbastanza inusuale il Consiglio comunale di mercoledì 7 marzo, con poche scaramucce e tanti ordini del giorno approvati all’unanimità. Verso la fine del Consiglio però, l’assessore Ivo Simonella, nostro amico, rivolgendosi al Consigliere Mazzon – che in riferimento all’articolo della variante al Piano Regolatore che intende regolamentare meglio gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili continuava a ripetere “legalità, legalità” – ha ricordato un fatto verificatosi a fine 2010 e segnalato al consigliere Mazzon stesso come in quell’occasione il suo comportamento fosse stato almeno poco opportuno.

Abbiamo chiesto al “nostro” assessore di spiegarci bene a cosa facesse riferimento. Ecco la risposta.

“L’8 novembre 2010 la nostra consigliera Patrizia Daneluzzo presentò in Consiglio un ordine del giorno che chiedeva alla Regione di dichiarare una moratoria per le centrali a biomasse. L’odg fu ritirato in quanto l’opposizione era disponibile a lavorare per modificare il testo e cercare una posizione unitaria. Ci furono più scambi di opinione, in particolare col consigliere Gianmarco Corlianò, e si era trovata una formulazione che sembrava potesse andare bene a tutti. Ci furono anche due commissioni consiliari che affrontarono l’argomento. Il consigliere Mazzon si diede molto da fare invece per fare in modo che l’accordo non si trovasse e così in effetti fu. Il 20 dicembre solo la maggioranza approvò l’ordine del giorno rivisto. Cosa si è scoperto dopo? Il consigliere ingegner Mazzon almeno da giugno 2010 stava progettando la centrale a biogas Nuova Annia di Lugugnana (il tutto è ampiamente documentato nel progetto della centrale pervenuto in comune a inizio 2011 poche settimane dopo). A mio avviso lealtà avrebbe voluto che il Consigliere si astenesse dall’occuparsi dell’ordine del giorno, visto il chiaro conflitto di interessi.”

Così ci viene senza grande fatica di pensar male: il rinnovato impegno del consigliere contro una norma che vorrebbe fornire al Comune maggiori elementi per controllare il proliferare delle centrali a biomasse che sia legato a un nuovo progetto di centrale a biogas in arrivo? Speremo de no.

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Fabio Pupulin: Lettera aperta alla politica e ai cittadini

17 febbraio 2012
Pubblicato da La Città Futura

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo la lettera aperta di Fabio Pupulin del Comitato Territoriale di Fossalta di Portogruaro.

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Dopo la spiacevole questione che, mio malgrado, mi ha visto coinvolto, riguardo la querela per “diffamazione a mezzo stampa” intentata nei miei confronti dal sindaco di Fossalta di Portogruaro, Paolo Anastasia, questa volta non vorrei parlare di centrali a biomasse o inceneritori, dal momento che sull’argomento è già stato detto e scritto fin troppo, ma vorrei fare alcune considerazioni più ampie.

Ricordo solamente al sindaco Anastasia che il diritto di critica, se non scade nell’offesa gratuita, non solo è consentito, ma è un diritto sacrosanto che spetta in capo a qualsiasi persona.
Chiunque cerchi di mettere il bavaglio a chi dissente pubblicamente, soprattutto se “l’imbavagliatore” è il rappresentante di una pubblica amministrazione democraticamente eletto, ha già perso in partenza.
Anastasia, oltre a rappresentare una pessima immagine per il suo partito, si è comportato per l’ennesima volta da arrogante, cercando di utilizzare la giustizia per censurare il legittimo dissenso di molti cittadini, non solo quello del sottoscritto.
Meno male che non esiste solo una giustizia divina.

Partendo da queste semplici ma, a quanto pare, non scontate considerazioni, vorrei evidenziare come oramai la distanza tra cittadini e politica sia diventata abissale, quasi incolmabile.

I partiti politici, è giusto ricordarlo, sono associazioni private, lobbies, ma da lungo tempo e in misura sempre maggiore, si sono impossessati di tutti i gangli della vita pubblica.
Non c’è concorso pubblico, appalto pubblico, bene pubblico, gestione di un servizio pubblico che non sia occupato e gestito dai partiti, sulla base di “quote” spartitorie da essi stessi decise, senza interpellare nessun cittadino che li ha votati, né associazione o comitato di cittadini.
La politica interpella solo se stessa e i suoi cooptati, dove quest’ultimi sono chiamati all’interno del gruppo sulla base della loro fedeltà ed accondiscendenza dimostrata in precedenza nei confronti dei loro superiori e delle segreterie di partito.

In pratica, il cittadino viene saltato a piè pari e, se osa alzare la testa o chiedere conto di qualcosa, nell’ipotesi migliore viene ignorato, mentre se insiste partono le “bastonate”.
È giusto questo?

Certo che una grossa parte di responsabilità per questo stato di cose deve essere attribuita a noi cittadini, che oramai abbiamo delegato totalmente la gestione delle nostre vite a gruppi di persone organizzate in lobbies che si fanno chiamare partiti e che, anche se periodicamente cambiano nome, come il lupo cambia il pelo, sono formati dalle stesse persone che perseguono sempre gli stessi intenti: spartirsi il potere e il controllo del flusso del denaro pubblico.

Quanti sono i figli, i fratelli, le mogli i parenti e gli amici di politici locali o politici stessi “trombati” in qualche elezione, sistemati all’interno di comuni, società o aziende che si occupano di gestione dell’acqua, dei rifiuti, dell’energia, dei trasporti ecc.?
Sulla base di quali meriti e concorsi essi sono stati assunti?

Si tratta di una domanda retorica, alla quale qualsiasi persona saprebbe rispondere, dal momento che ciascuno di noi conosce almeno una persona investita da simili privilegi.
Questa sarebbe la politica?
Perché gli interessi e le priorità della politica quasi mai coincidono con quelli della collettività che essa avrebbe la pretesa di rappresentare?

E i politici locali che siedono in Parlamento cosa dicono?
Essi sono stati eletti con il sistema delle liste bloccate, in pratica sono stati scelti dai segretari di partito sulla base della loro fedeltà alla causa della lobby di appartenenza. Inutile quindi nutrire speranze che da loro possano partire segnali di cambiamento. Essi non sono inutili, sono dannosi per la società.

La politica, quella vera, la fanno le persone che lavorano, faticano e giorno dopo giorno costruiscono qualcosa con il loro sudore e i loro sacrifici, non i mestieranti della politica e i loro fedeli – per pura convenienza – cagnolini.
Ora è giunto il momento di pretendere un cambiamento radicale dei comportamenti e dei metodi spartitori usati dalla politica per accaparrarsi il frutto del lavoro di altri.

Per le future elezioni amministrative sarebbe bene che le forze sane della società civile si organizzassero in liste civiche completamente sganciate dai partiti, fuggendo le liste civetta che questi ultimi creano ad arte in occasione delle tornate elettorali nel proprio comune, presentandosi compatte, con un programma chiaro e semplice, improntato sulla totale trasparenza e condivisione delle proprie scelte con tutti gli abitanti del luogo, facendoli partecipare attivamente al processo decisionale.
In questo modo sarebbe interessante vedere se vengono costruiti ancora inceneritori in centro abitato o cementificati ogni anno centinaia di ettari di terreni, o ancora se gli studi di progettazione e le imprese che si aggiudicano gli appalti sono sempre gli stessi.
È un sogno? Chissà!

Per concludere, vorrei ricordare le parole pronunciate dall’ex Presidente della Provincia di Venezia ed ex sindaco di Dolo, scomparso alcuni giorni fa, Orlando Minchio:

“Il messaggio proveniente dalla classe dirigente politica del nostro paese, in questi ultimi tempi, ha superato il limite della decenza. Il linguaggio usato è quasi sempre offensivo nei riguardi della gente comune e soprattutto degli umili e dei deboli… L’uso della menzogna e delle false promesse è talmente diffuso… Vorrei morire in un paese normale”.

Fabio Pupulin

Fossalta di Portogruaro, 16 febbraio 2012

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Centrali a biomasse, giusto: chi è causa del suo mal, pianga se stesso!

20 settembre 2011
Pubblicato da Ivo Simonella

Su questo sito seguiremo il dibattito in atto sulle centrali a biomasse. Di seguito, riportiamo la risposta che l’assessore Ivo Simonella ha dato al comunicato del delegato dei comitati Fabio Pupulin, pubblicato da Stefano Zanet il 15 settembre. Sul sito di Zanet si possono leggere anche altri interventi, tra cui la contro-risposta dello stesso Pupulin del 19 settembre.


In passato ho glissato sugli interventi del sig. Pupulin anche quando aveva usato lo strumento dell’attacco personale nei miei confronti
, stavolta però devo dire che il presidente del coordinamento risulta come sempre sopra le righe nei toni, ma soprattutto poco informato dei fatti, evidentemente poco aggiornato anche da parte dei suoi stessi collaboratori. 

Le firme della petizione di cui parla sono state raccolte a nome del Gruppo Culturale Portogruaro Vive ed è con esso che l’Amministrazione deve per correttezza confrontarsi, non con i Comitati, ed in effetti un incontro con i rappresentanti dell’associazione è stato cercato nelle scorse settimane ed è già stato fissato. 

Se il signor Pupulin, andasse un po’ a vedersi la rassegna stampa legata all’avvio della questione centrale a biomasse, iniziata con la Cereal Dock’s, vedrebbe anche che la contrarietà dell’Amministrazione era stata pubblicamente annunciata ancora prima che nascessero i comitati, quindi volontà precisa, altro che obbligo imposto! 

Con il Convegno che stiamo organizzando intendiamo poi conseguire degli obiettivi precisi, vogliamo capire cosa la Regione voglia fare quando a fine anno cesserà la moratoria: applicherà e se sì, come, il decreto ministeriale che consente di escludere delle aree dall’insediamento delle centrali? Inoltre questo fantomatico Piano Energetico Regionale andrà mai avanti? L’importante è riuscire ad avere le persone giuste al convegno, fare in modo che serva a qualcosa, compiere qualche passo in avanti su tutta la questione, anche allungando i tempi dell’organizzazione se necessario.

Credo che delegittimare a priori l’organizzazione del convegno non convenga se lo scopo reale è quello di remare tutti nella stessa direzione. 

Sorprende sempre di più come ci si stia quasi esclusivamente concentrando sul Comune di Portogruaro, ricordo ancora che nelle riunioni decisorie che hanno approvato le due centrali di Summaga e Lugugnana, il Comune ha VOTATO CONTRO, mentre Regione, ARPAV, Consorzio di Bonifica, Provincia hanno votato a favore, forse bisognerebbe pretendere da loro delle spiegazioni, più che dal Comune. E magari ricordare anche ogni tanto a qualche Assessore Regionale del territorio (leggasi Daniele Stival) gli impegni che si era preso nell’incontro pubblico tenutosi a Pramaggiore il 12 novembre 2010, dove aveva annunciato l’imminente arrivo delle linee guida regionali per regolare la proliferazione delle centrali a biomassa, a tutt’oggi mai uscite. 

Ma voglio ricordare anche qualcos’altro: con la precedente presidenza del Coordinamento dei Comitati si era avviato un tavolo di confronto tra amministrazione e comitati stessi, tavolo che si era riunito più di una volta e ad una richiesta in 10 punti presentata sempre dai Comitati, avevo consegnato personalmente delle risposte, in modo informale, chiedendo, attraverso uno dei vice presidenti del Coordinamento, un incontro con il coordinamento stesso per discuterne prima di dare loro una veste ufficiale: non ho mai avuto risposta ed è da allora che i rapporti si sono di fatto interrotti. 

Non dimentichiamo anche che il Comune ha concesso una via preferenziale ai comitati per accedere a tutta la documentazione disponibile presso gli uffici. Al di là di tutto quello che poteva essere successo in precedenza, il fatto stesso che il Comune di Portogruaro, a differenza di altre amministrazioni, anche sovracomunali, avesse concesso tutte le facilitazioni per accedere ai documenti doveva essere letto come un chiaro segno di trasparenza e di disponibilità a lavorare assieme, invece i documenti recuperati sono stati usati contro il Comune senza cercare prima alcun momento di confronto nel tavolo di concertazione che era stato costituito. Addirittura i Comitati si sono fidati di più delle informazioni ricevute dalla Sigeco, che non dal Comune, in un incontro da loro avuto con la società che intende realizzare la centrale a Lugugnana. Si è caduti così nel tranello della ditta che certo aveva tutto l’interesse a spezzare il fronte della contrarietà. 

Credo che l’unità di intenti debba essere la strada che un presidente di un coordinamento debba ricercare, invece abbiamo assistito all’azzeramento del tavolo di concertazione Comitati – Comune e non certo per colpa del Comune, abbiamo visto il coordinamento attaccare pubblicamente uno dei Comitati che ne fanno parte per le modalità con cui ha avviato una azione legale a sostegno del ricorso al TAR presentato contro la Cereal Dock’s, sappiamo infine che si stanno percorrendo strade diverse tra comitati e Gruppo Culturale Portogruaro Vive per avere i giusti supporti scientifici a sostegno dell’azione contro la Zignago Power di Villanova. Peccato! 

Comunque l’Amministrazione Comunale di Portogruaro rimane sempre disponibile ad ogni collaborazione possibile e continuerà la sua battaglia legale contro le centrali, dove è possibile (Summaga) assieme ai Comitati, altrove (Lugugnana) per proprio conto.

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Lettera aperta sulle centrali a biomasse

3 agosto 2011
Pubblicato da Ermes Drigo

Gentile lettrice,

la ringrazio innanzitutto per l’impegno e l’attenzione che lei ha posto nella lettura del periodico della lista rossoverde per Portogruaro “La Città Futura”, periodico che vuole non solo informare, nei limiti delle nostre risorse anche economiche, ma avviare dove possibile un dibattito sulle questioni del nostro territorio. Se lei avrà la cortesia di entrare nel nostro sito, potrà vedere e scaricare tutti i numeri del periodico (ben 17), magari scoprendo che alcune considerazioni da noi fatte sulle centrali a biomasse sono ben riportate nei numeri arretrati.

Detto ciò e scusandomi per il ritardo, rispondo alle osservazioni da lei fatte.

La mia valutazione negativa è riferita alla iniziativa di far valere un diritto di tutti, la salute e la possibilità di esprimere il proprio dissenso, soprattutto contro la Zignago Power (deliberata dal consiglio comunale di Fossalta di Portogruaro) con un presidio, gazebo, collocato in piazza a Portogruaro.

Niente di male se tutto ciò non fosse usato contro l’amministrazione di Portogruaro, il sindaco Bertoncello e l’assessore Simonella, da sempre considerati responsabili, non solo della centrale a biomasse del proprio territorio ma anche di quelle collocate in altri comuni. Lo striscione con su scritto “Grazie Sindaco per le 5 centrali” né è la riprova.

Se siamo contro le centrali bisogna incalzare chi le ha approvate (Regione Veneto e in un caso il Comune di Fossalta di Portogruaro), magari lavorando in sinergia con chi ha sempre votato contro (il comune di Portogruaro) spendendo anche soldi pubblici per i ricorsi.

E’ fuori discussione che se la Regione Veneto avesse votato contro le centrali non saremmo ora qui a preoccuparci. Nonostante questa ultima semplice considerazione, non ho mai sentito in tutte le riunioni a cui ho partecipato esprimere un forte giudizio negativo contro la Regione Veneto; viceversa abbondantemente e falsamente contro l’amministrazione di Portogruaro.

E’ per questo che la mia valutazione è stata e rimane negativa, non certamente sui contenuti della protesta contro le centrali, ma sulla modalità messe in atto che forse porterà qualche voto a qualcuno ma certamente non aiuta a risolvere il problema.

Augurando di averla ancora come nostra lettrice, cordialmente la saluto.

Ermes Drigo
31 luglio 2011
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La risposta di Ermes Drigo è al commento di Eleonora Zanet alla rubrica  “Un mese di cattivi pensieri”. Per comodità, riportiamo anche qui il testo del commento stesso.

22 giugno.
Non comprendo la motivazione del suo commento relativa all’iniziativa proposta in Piazza dal gruppo culturale PortogruaroVive: come se la Piazza di Portogruaro non respirasse l’aria che arriva da Villanova di Fossalta!
Essendo comune confinante probabilmente dovremmo avere voce in capitolo anche dal punto di vista normativo, visto che ciò che potrebbe rilasciare nell’aria non si fermerà davanti ai confini comunali.
Penso che il gazebo andrebbe fatto anche negli altri comuni confinanti Teglio Veneto e San Michele al Tagliamento per informare la popolazione.
Propongo quindi un 2 al suo commento perché non coglie le motivazioni dell’iniziativa, che dimostra di criticare senza conoscere, e non considera la gravità del problema che ci chiama tutti a guardare al di là del proprio orticello!
Eleonora Zanet
10 luglio 2011

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Le vignette di Lorenzo Bussi: Sorgo

8 marzo 2010
Pubblicato da Lorenzo Bussi

Sorgo

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Centrali a biomasse, fantastico: in Veneto la Lega riesce ad essere contemporaneamente al governo e all’opposizione!

12 febbraio 2010
Pubblicato da Ivo Simonella

In tempi normali ci saremmo sorpresi, di quanto affermato sulla stampa dai rappresentanti della Lega riguardo alla proposta di realizzare una centrale a biogas a Cinto e in generale sulla questione delle centrali a biomasse previste nel Portogruarese, ora non più.

Il Consigliere regionale Stival in un’intervista a un quotidiano afferma, proponendo un referendum tra la popolazione: “Dovranno essere i residenti a decidere del proprio futuro energetico”.

Bene, benissimo, ma fino ad adesso dove è stato? A Portogruaro la gente non voleva la centrale a olio combustibile della Cereal Docks (moltissime le firme raccolte), che è ben 13 volte più grande di quella di Cinto, ma la Regione se ne è fatta un baffo della posizione contraria del Comune e Stival non ha aperto bocca.

Peccato poi che la legge regionale che individua i criteri per approvare questi tipi di centrale non preveda alcuna forma di partecipazione della cittadinanza, non preveda la Valutazione di Impatto Ambientale, dia ai Comuni un potere pressoché solo consultivo: già ma la Lega quando è stata approvata quella legge regionale era distratta, anzi era all’opposizione…

E non dimentichiamo che la Regione è ancora priva di un Piano Energetico: che fine ha fatto la proposta trasmessa dalla Giunta regionale al Consiglio il 28 gennaio 2005, “Adozione del Piano energetico regionale”, su proposta dell’allora assessore Marino Finozzi, ahi, ahi, proprio della LEGA?

Portogruaro, 12 febbraio 2010

Lista RossoVerde La Città Futura

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