La Città Futura

il progetto rossoverde per Portogruaro
 

Un parcheggio pieno di sciocchezze

13 gennaio 2017
Pubblicato da La Città Futura

Paradossali incoerenze

Parcheggio di Via Valle a Portogruaro e Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro (Legge 28.12.2015 n. 221 art. 5 РDecreto Ministeriale n. 208 del 20.7.2016).

Un anno fa la Giunta Senatore aveva inteso adibire a parcheggio l‚Äôarea verde di Via Valle adiacente alla Scuola Pascoli, infischiandosene delle numerose prese di posizione di cittadini e residenti, ignorando le osservazioni contrarie di comitati, associazioni e forze politiche e tentando di far trasferire il milione di euro di finanziamento regionale per la realizzazione del park interrato nell’area del Pio X (progetto indubbiamente pi√Ļ funzionale alla valorizzazione del centro storico). Fortunatamente il progetto, che aveva lo scopo di creare 105 posti auto a servizio del Centro Storico, fu bocciato dalla Regione che revoc√≤ il finanziamento assegnando il finanziamento stanziato al Comune di San Giovanni Lupatoto.

Oggi la stessa Giunta Senatore riesuma lo stesso progetto per partecipare ad un bando promosso dal Ministero dell‚ÄôAmbiente sulla mobilit√† sostenibile che finanzia ‚Äúprogrammi di riduzione del traffico, dell‚Äôinquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimit√† degli istituti scolastici”.

E‚Äô PARADOSSALE che si possa ritenere che questo tipo di progetto possa avere come finalit√† la riduzione del traffico e dell‚Äôinquinamento e porti a una riduzione dei veicoli in sosta in prossimit√† della scuola; ancor di pi√Ļ se pensiamo che la stessa Giunta Senatore un anno fa ha incentivato il traffico in centro storico, aprendo al transito degli autoveicoli Borgo S. Giovanni e modificando tutta la viabilit√†, senza tener conto del Piano Urbano del Traffico vigente, che anche con questo progetto viene totalmente disatteso, dato che il parcheggio di via Valle nel Piano non √® previsto!

L’INCOERENZA sembra del resto essere una delle caratteristiche principali nella gestione delle opere pubbliche a Portogruaro:

‚ÄĘ prima, l’intervento viene inserito nel programma opere pubbliche per un valore di 300.000 euro con la seguente dicitura: ‚ÄĚNuove aree di sosta a servizio del centro storico 1¬į stralcio (Via C.Valle e Piazza Castello)‚ÄĚ, con modalit√† di finanziamento derivante da vendita immobili area Perfosfati;

‚ÄĘ poi, con successiva deliberazione la n. 236 del 27.12.2016, la Giunta Senatore fa rientrare lo stesso intervento come ‚Äúazione finalizzata‚ÄĚ (…)¬†“a ridurre il numero degli autoveicoli in circolazione, favorendo la mobilit√† ciclistica o pedonale” (…) “e delle soste di autoveicoli in prossimit√† degli istituti scolastici‚ÄĚ.

‚ÄĘ infine, nella seduta consiliare del 29.12.2016 si conferma la precedente denominazione e modalit√† di finanziamento in totale disaccordo con la deliberazione assunta dalla Giunta solo due giorni prima.

La normativa nazionale al riguardo √® chiara. L’art. 1 del D. M. 208 del 20.7.2016 (molto antecedente al programma opere pubbliche) indica precisamente gli obiettivi che si intendono perseguire e cio√®: incentivare scelte di mobilit√† sostenibile per favorire gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola con mezzi di trasporto sostenibili e favorire la riduzione del numero di autoveicoli privati in circolazione, anche al fine di ridurre il traffico, l’inquinamento e la sosta di autoveicoli in prossimit√† degli istituti scolastici e delle sedi di lavoro.

Come si fa a sostenere che un’area verde adiacente ad una scuola viene riconvertita a parcheggio proprio per ridurre la sosta di autoveicoli? E’ UNA CONTRADDIZIONE EVIDENTE, oltre che una scelta illogica.

Le eccezioni pi√Ļ volte sollevate sulla destinazione urbanistica dell’area sono del tutto fuori tempo e fuorvianti: la scelta se fare o non fare non pu√≤ essere scaricata su programmazioni generali precedenti, √® una scelta di cui deve assumersi la totale responsabilit√† chi governa la citt√† in questo momento.

L’area verde di Via Valle √® un valore indiscutibile proprio perch√© vicina ai plessi scolastici, perch√© i parcheggi a servizio delle scuole sono numerosi, perch√© le esigenze intervenute sono state pi√Ļ volte documentate – non per ultima quella che la scuola avrebbe peraltro la necessit√† di esser ampliata.

La normativa prevede peraltro ben altri interventi per i quali sarebbe stato eventualmente opportuno chiedere finanziamenti (percorsi protetti; progetti di bicibus e pedibus; parcheggi per biciclette protetti; buoni mobilit√†; zone 30; isole pedonali attorno alle scuole, ecc.), come hanno fatto altri Comuni del nostro territorio che hanno aderito al protocollo d’intesa.

Tra tutti gli interventi possibili a Portogruaro viene invece scelto l’unico intervento in aperto contrasto con le finalit√† della legge: un parcheggio a ridosso di una scuola!

Partito Democratico
Lista Rosso Verde ‚Äď La Citt√† Futura
Lista Citt√† per L’Uomo

13 gennaio 2017

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Bisogna mungere la mucca

5 dicembre 2016
Pubblicato da Adriano Zanon

Risultati immagini per ha vinto il no

Ha vinto il No col 59,1% – il 60,0% nel voto in Italia.

Il risultato del referendum che si √® svolto ieri sulla riforma Renzi-Boschi √® stato chiarissimo come dato complessivo,¬†ma come sempre va attentamente analizzato, a partire dalla¬†sua distribuzione geografica, per cercar di capire le motivazioni pi√Ļ profonde degli elettori. Vediamo prima i dati.

L’affluenza √® stata piuttosto alta. I¬†votanti sono stati il 65,5%, ma ben il 68,5% in Italia e il 30,7% all’estero. Il Veneto ha superato tutti col 76,7% , con la provincia di Venezia al 74,4%, ma Vicenza al 78,5% e Padova da record col 78,9%. E’ per√≤ importante segnalare la diversa partecipazione tra Nord-Centro e Sud: dopo il Veneto ci sono Emilia al 75,9% e Toscana al 74,4%, ma¬†la Campania √® al 58,9%, la Sicilia al 56,6% e la Calabria, l’ultima al 54,4% (con Crotone al 47,8%). Venti punti di differenza tra Nord e Sud sono tanti¬†e sono un chiaro segnale, non certamente di fiducia, da parte delle regioni meridionali.

Voti. In Italia¬†sono stati 31,7 milioni: 19.025.254 al No (60,0%) e 12.709.536 al S√¨ (40,0%),¬†ovvero 3 a 2. All’estero ¬†sono stati 1,1 milioni: 722.672 al S√¨ (64,7%) e 394.253¬†al No (35,3%), quasi 2 a 1 per il S√¨. Dunque¬†si diceva il vero quando si parlava di voti all’estero decisivi in caso di risultato sul filo di lana.¬†Il risultato finale quindi √®: No al 59,1% con 19.417.507 voti;¬†Si al 40,9% con 13.432.208 voti.

Ma anche i risultati sono territorialmente piuttosto diversi. Prendendo il 60% del No sul territorio italiano come spartiacque, solo tre regioni del Nord l’hanno superato (Veneto al 61,9%, Friuli-Venezia Giulia al 61,0% e Liguria al 60,1%), mentre dal Lazio in gi√Ļ le regioni sono tutte sopra quota 60, con la Campania al 68,5%, Sicilia al 71,6% e Sardegna al 72,2%. In tre regioni invece √® prevalso il S√¨: il Trentino-Alto Adige al 53,9%, la Toscana al 52,5% e l’Emilia-Romagna al 50,4%.

E’ interessante osservare la distribuzione del No tra le grandi aree regionali:

Nord:¬†57,3%¬†– Centro:¬†54,3%¬†– Sud:¬†67,5% –¬†Isole:¬†71,8%
Lazio:¬†63,3% –¬†Centro senza il Lazio:¬†49,8%
Sud+Isole: 68,6%
Sud+Isole+Lazio: 67,4%

Dunque, i dati pi√Ļ significativi sono cos√¨ individuabili:
1) l’alta affluenza¬†(68,5% in Italia), ma non al Sud dove si √® andati a votare anche -20% che¬†al Nord;
2) il No¬†vince complessivamente¬†in Italia col 60% contro il 40%, col¬†57% al Nord, pareggia al Centro senza il Lazio, vince col 68% da Orte in gi√Ļ;
3) il rapporto No/S√¨ al Sud+Isole+Lazio √® 2,07 (cio√® per ogni S√¨ ci sono pi√Ļ che due No), mentre nel resto √® 1,22: sotto Orte, il 40% dei votanti totali ha espresso da solo ben il 71% della differenza tra il No ed il S√¨.

E’ stato un voto contro. Si sapeva¬†che era un voto con almeno due componenti, quella tecnica, la riforma o difesa della Costituzione, e quella politica, la scommessa di Renzi o il suo abbattimento. Ma la prima componente √® stata¬†tutto sommato meno incisiva.¬†Da troppo¬†tempo c’√® tanta parte della societ√† italiana che sta male. E soprattutto al Sud e nelle Isole hanno votato¬†per cambiare il quadro politico, per modificare l’inerzia di una politica economica e sociale fatta di tante parole ma di scarsa, se non nulla, efficacia.

Probabilmente serviva il grande lavacro, il grande sacrificio per rompere il velo che nascondeva¬†un realt√† pur cos√¨ visibile. Cos√¨ credo che oggi sia assai efficace la metafora bersaniana: “c’√® una mucca in corridoio”. Purtroppo io non vedo nessuno nel Pd che sappia o voglia mungerla. Dovr√† farlo qualcun altro.

Per la cronaca a Portogruaro:
– ha votato il 73,4%, con netta differenziazione tra maschi al 76,3% e femmine al 70,6%;
Рil No ha ottenuto il 57,4% contro il Sì al 42,6%.
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Al referendum votiamo No

2 dicembre 2016
Pubblicato da La Città Futura

Domenica 4 dicembre, dalle 7 alle 23, si voterà per confermare o meno la riscrittura di 47 articoli su 139 della Costituzione, il patto fondamentale degli italiani.

Noi rossoverdi votiamo e chiediamo di votare No.

Per ragioni di metodo, perché la riforma è stata approvata in un parlamento eletto grazie ad una legge elettorale (il famigerato Porcellum) dichiarata incostituzionale dalla Consulta e sensibilità democratica avrebbe richiesto di tornare alle urne con una buona legge prima di modificare la Carta Costituzionale.

Per ragioni di merito, perch√© i due fuochi della riforma, la fine del bicameralismo paritario e la supremazia dello Stato sulle Regioni sono stati concepiti con grande confusione l’uno ed ancor maggiore arroganza l’altro,¬†creando cos√¨ le condizioni per un ulteriore¬†svilimento della politica, non certo per il recupero della sua dignit√†.

Per ragioni politiche, perché votare No significa tentare di rovesciare le tendenze in atto da decenni verso il centralismo e la governabilità, contro i diritti e la rappresentanza. Ed in questo senso è un voto neppure avvicinabile a quello della Lega di Salvini ed altre forze di destra responsabili proprio di gran parte del degrado della politica italiana di questi ultimi due decenni e che inneggiano oggi ad intolleranza e razzismo. Se poi ne usciranno sconfitti Renzi ed il suo Pd, pensiamo che non sarà proprio una tragedia storica ma solo un altro chiaro segnale sulla necessità di cambiare rapidamente strada nelle politiche economiche e sociali.

Votiamo No.

Lista Rossoverde La Città Futura

(1 dicembre 2016)

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Acqua. Consumo 1 pago 40

11 agosto 2016
Pubblicato da Ermes Drigo

In questi giorni mi √® arrivata la fattura relativa alle mie spese per il consumo di acqua nello studio di Gruaro. Ho consumato mc 1 (uno) e in fattura mi vengono addebitati mc 40 (quaranta), per una fattura totale di 48,15 euro. Lasciamo perdere l’altra voce “importo quote fisse acqua” per euro 17,17 e concentriamoci sull’importo fisso di 40 mc di acqua.

In un mondo dove si fanno le guerre per l’acqua, esiste una societ√† LTA Livenza Tagliamento Acque, con sede legale a Portogruaro in Piazza della Libert√† 1, che fa pagare tanto a chi consumo poco. E’ un bell’incentivo a sprecare. Vuol dire che la prossima volta laver√≤ l’auto o bagner√≤ l’erba, tanto non costa niente.

Eliminiamo il fisso.

Portogruaro 23/07/2016 ermes drigo 3388310582

 

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Al Comune di Portogruaro un finanziamento di 3,6 milioni della BEI non serve

3 luglio 2016
Pubblicato da La Città Futura

Projection mapping sul municipio di Portogruaro (Kino Quartet, settembre 2013)

Nel 2014, era il 4 marzo, la Giunta Comunale di Portogruaro approv√≤ l’adesione del Comune al progetto AMICA-E (Azioni Metropolitane Inter Comunali per l’Ambiente e l’Energia) coordinato e promosso dalla provincia di Venezia per il risparmio e la riqualificazione energetica di edifici e linee di pubblica illuminazione. Un progetto al quale avevano aderito diversi comuni della provincia che si erano messi assieme per fare massa critica e attingere, attraverso il Programma Europeo ELENA (European Local Energy Assistance), ad un finanziamento della BEI (Banca Europea per gli¬†Investimenti). La quota di progetti che il Comune aveva proposto riguardava il miglioramento delle linee di pubblica illuminazione per un importo di 3,6 milioni di euro: si sarebbe cos√¨ riqualificata tutta la pubblica illuminazione del Comune.

L’altro giorno, marted√¨ 28 giugno, la Giunta Senatore con delibera numero 97, ha deciso di uscire dal progetto AMICA-E, con la motivazione che fare gli interventi in proprio anzich√© affidarsi ad una ESCo (Energy Service Company), come prevede il progetto AMICA-E, d√† maggiori ritorni economici al Comune. Questo lo sanno tutti… Ma quando mai il Comune riuscir√† ad investire 3,6 milioni di euro per sistemare la sua pubblica illuminazione? In quanti anni?

Nel 2014 si decise di aderire al progetto perché le risorse allora disponibili ci avrebbero consentito di fare solo piccoli interventi e mai avremmo trovato 3,6 milioni di euro da investire per la pubblica illuminazione. Sì, ci sarebbe piaciuto tanto fare gli interventi in proprio, ma non mancavano solo i soldi, ma anche il personale comunale in grado di seguirli.

Curioso che quando approvammo il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile, da cui tutta questa vicenda ha origine, fosse stata proprio l’opposizione, in primis l’allora consigliere Corlian√≤, che faceva gruppo con l’attuale Presidente del Consiglio, ad insistere perch√© inserissimo la possibilit√† di ricorrere alle ESCo per gli interventi sulla pubblica illuminazione.

E siamo anche curiosi di vedere come si riuscirà a fare gli stessi interventi che si intendeva finanziare attraverso la banca europea, ricorrendo solo a risorse proprie del Comune. Vedremo dunque, chissà mai che non ci sorprendano…

E le previsioni del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile con il quale ci siamo impegnati davanti alla Unione Europea a raggiungere determinati obiettivi, sar√† rispettato? O tra poco ci troveremo davanti a una nuova delibera di rinuncia anche al Patto dei Sindaci?

Speriamo poi che l’uscita del Comune di Portogruaro dal progetto AMICA-E non abbia conseguenze sugli altri Comuni, perch√© se si scendesse sotto un certo importo complessivo neanche gli altri potrebbero pi√Ļ avere il finanziamento.

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Portogruaro e i fascisti

18 giugno 2016
Pubblicato da La Città Futura

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L’attuale Presidente del Consiglio Comunale Gastone Mascarin ha presenziato sabato 11 giugno¬†all’inaugurazione della nuova sede di CasaPound in via Spalti. In seguito¬†alla notizia riportata dalla Nuova Venezia del 12 giugno col titolo “Mascarin ‘benedice’ Casa Pound”, i RossoVerdi hanno subito manifestato la loro opinione e pubblicato un documento,¬†“L’Amministrazione Senatore benedice Casa Pound”, leggibile ¬†su questo sito. Il 16 giugno CasaPound Portogruaro ha risposto con un lungo comunicato reperibile dal web locale.

Non consideriamo i giudizi espressi su di noi, non √® questo l’oggetto e comunque ognuno pu√≤ pensarla come vuole senza avere da noi¬†automatiche risposte o controrisposte. In politica, come nel resto della vita, c’√® un momento in cui tra due parti non c’√® possibilit√† di comprensione reciproca. Questo √® un fatto concreto e pratico, non astratto e teorico, e la civilt√† occidentale √® arrivata progressivamente a riconoscere la necessit√† di regolare i conflitti¬†con quella che chiamiamo democrazia. In questa c’√® spazio per tutti e tutte le idee, basta che non servano a ostacolare o minacciare i diritti universali dell’uomo, che nel 1948 sono stati riconosciuti¬†in una Dichiarazione promossa dalle Nazioni Unite.¬†Per noi in questa c’√® anche¬†l’unico pregiudizio accettabile, ovvero non ci sono¬†pregiudizi ideologici, religiosi o etnici che possano impedire il libero manifestarsi di idee ed azioni politiche. E su questo pensiamo¬†che non si possa transigere.

CasaPound per√≤,¬†oltre a rimproverarci¬†che non conosciamo tutte le loro belle azioni, non accetta in particolare un’espressione da noi usata, quella che li valuta come “anticostituzionali” e “antidemocratici”, minacciando perfino la querela. Ma noi abbiamo usato diverse espressioni: “movimento di destra radicale”, “un vero partito politico che richiama esplicitamente l‚Äôideologia fascista”, “un movimento fascista”, “un partito d‚Äôispirazione dichiaratamente mussoliniana che si fa beffe della¬†Costituzione” e –¬†solo verso la fine – “un partito anticostituzionale e antidemocratico”.

Come si vede, il problema √® molto semplice: costoro che si dichiarano rispettosi della Costituzione e delle regole democratiche non disconoscono di essere, semplicemente, fascisti, anzi “fascisti del terzo millennio”, come usano dire. E se¬†in verit√† si dichiarano di essere fascisti¬†perlopi√Ļ verbalmente, nei loro testi √®¬†facile leggere rimandi al pensiero gentiliano e all’esempio mussoliniano.

Ma noi non possiamo non¬†ricordare almeno i capitoli principali che hanno caratterizzato il nostro ventennio fascista,¬†quando gli italiani si videro progressivamente¬†massacrati dagli squadristi in camicia nera, privati di ogni attivit√† democratica e parlamentare, omaggiati¬†del primo totalitarismo, confinati ed imprigionati, quando non assassinati, portati in guerra, dapprima all’effimera conquista di colonie e negli innovativi bombardamenti sui civili in Spagna, quindi sottoposti all’ignominia delle leggi razziali e poi – dopo la guerra lampo in Albania – alleati¬†ai nazisti tedeschi per l’aggressione in¬†Francia, in Nord¬†Africa, in Grecia, in Jugoslavia, in Russia, per finire trascinati alla guerra civile nel Nord del paese, dove i gruppi di volontari partigiani dovevano combattere contro l’invasore tedesco affiancato dai residui fascisti repubblichini.

Dunque CasaPound si rif√† al fascismo storico e pensa¬†a quello futuro, questo √® noto¬†a tutti i cittadini un po’ attenti e curiosi di politica. Solo che¬†il fascismo non √® compatibile con la Costituzione Italiana e con la democrazia. E questo √® un giudizio politico che ribadiamo.¬†Mentre siamo fiduciosi dell’azione della¬†polizia e della magistratura alle quali spetta¬†il compito di valutare il rispetto della legalit√†.

Ma il vero problema dai noi¬†posto a¬†Portogruaro¬†√® altrettanto semplice: pu√≤ il Presidente del Consiglio Comunale “benedire” un’associazione fascista? Sappiamo tutti della familiarit√† di Gastone Mascarin con certi gruppi, non √® certo un fatto oscuro, vista anche la formazione della sua ultima lista elettorale. E Mascarin pu√≤ far politica come vuole, nel rispetto delle leggi. Solo che noi riteniamo inaccettabile che costui non partecipi alla cerimonia del 25 aprile nella piazza della Repubblica, contigua al corso Martiri della Libert√†, dove furono lasciati appesi i nostri partigiani, e partecipi con tanta visibilit√† all’inaugurazione di una sede fascista di via Spalti. Con simili comportamenti, quale sar√† il futuro del Municipio di Portogruaro?

Con questa presa di posizione non ci preoccupa certo essere considerati vecchi o marginali, sappiamo piuttosto di avere con noi molti portogruaresi. E chiediamo a chi è presente in Consiglio Comunale, di qualsiasi schieramento, di riflettere e di dibattere pubblicamente questo punto con la dovuta chiarezza e responsabilità.

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L’Amministrazione Senatore benedice Casa Pound

12 giugno 2016
Pubblicato da La Città Futura

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Ieri, a Portogruaro, si sono tenuti in contemporanea due eventi: da una parte la presentazione del libro di Imelde Rosa Pellegrini Omaggio alla memoria partigiana; dall’altra, l’inaugurazione della sede di Casa Pound, movimento di destra radicale.

Al primo evento ha preso parte la Sindaca, Maria Teresa Senatore, che ha pubblicamente espresso apprezzamento per quanti si adoperano per tener viva la memoria della Resistenza di cui la nostra Costituzione √® figlia. All’altro evento ha partecipato il Presidente del Consiglio Comunale, Gastone Mascarin, la cui presenza, di fatto, ha legittimato l’insediamento di quello che √® ormai un vero partito politico che richiama esplicitamente l’ideologia fascista.

Ci si chiede come sia possibile che due membri della stessa Amministrazione, di cui uno (la Sindaca) ha iniziato il mandato giurando fedelt√† alla Costituzione Italiana, possano autorizzare formalmente le attivit√† di un movimento fascista. Perch√© se √® vero che la Senatore ha plaudito al libro sui partigiani, riconoscendo come fondamentale l’impegno di tanti giovani che si sono immolati per la democrazia, √® anche vero che la presenza di un membro della sua Amministrazione all’inaugurazione di Casa Pound √® il segnale di una presa di posizione inequivocabile.

La presenza di Mascarin, infatti, sdogana e legittima l’esistenza stessa di un movimento con derive spesso violente, di un partito d’ispirazione dichiaratamente mussoliniana che si fa beffe di quella Costituzione alla quale sia la sindaca Senatore che il presidente Mascarin devono ispirarsi nel loro operato di rappresentanti dei cittadini.

E’ gi√† grave che in questa comunit√† ci siano manifestazioni di estrema destra, il riconoscimento e l’autorizzazione formale di un politico √® fatto esecrabile, gravissimo anche per il peso che pu√≤ avere in questo particolare e fragilissimo momento storico.

Poco importa se la Sindaca partecipa all’evento organizzato dall’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) se poi un suo Amministratore si presenta all’inaugurazione di Casa Pound. Lei ha autorizzato lui che autorizza loro! Questa √® l’equazione stringente e preoccupante che dovrebbe essere inaccettabile soprattutto da coloro che, pur facendo parte della maggioranza di centrodestra che governa Portogruaro, provengono da esperienze che si richiamano a principi di democrazia, uguaglianza e partecipazione. Costoro non hanno nulla da dire?

E non pensino di venirci a raccontare che la presenza del Presidente del Consiglio Comunale di Portogruaro all’inaugurazione della sede di Casa Pound sia stata a titolo personale! E’ politica ogni scelta e ogni azione di chi amministra, tanto pi√Ļ se l’amministratore ricopre cariche importanti perch√© le sue azioni hanno un peso specifico che pu√≤ fare la differenza.

La differenza – ahinoi! – la fa pure il silenzio dei tanti, troppi, anche del centrosinistra. Silenzio che legittima, al pari di scelte insensate, chi sta portando il nostro Paese verso una deriva antidemocratica.

Sottovalutare certi movimenti, certe idee striscianti, √® oltremodo pericoloso. Restare a guardare mentre tutto questo accade significa rendersi complici. Rendere onore con la propria presenza all’insediamento di un partito anticostituzionale e antidemocratico √® addirittura scellerato. Mentre ieri si ricordavano le azioni eroiche dei partigiani, di uomini e donne che hanno difeso fino alla morte l’idea di libert√† e di democrazia, un nostro politico – autorizzato dalla Sindaca e accompagnato dal silenzio di molti – con la sua presenza prendeva, di fatto, le distanze dalla Costituzione per arrivare alla quale in tanti hanno perso la vita.

E anche certa stampa, che accusa taluni di gettare benzina sul fuoco delle polemiche per aver riportato un comunicato che ricordava alcune vicende violente che hanno coinvolto Casa Pound in tante parti d’Italia, farebbe bene a porre la propria attenzione sulle scelte politiche dei nostri amministratori, quelle s√¨ pericolosamente incendiarie.

 

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Niente scherzi col bosco di Summaga

3 giugno 2016
Pubblicato da La Città Futura

 

Comunicato stampa

L’Amministrazione comunale di Portogruaro ha tolto dal bilancio e dal piano triennale delle opere pubbliche i fondi necessari per¬†la realizzazione del bosco di Summaga. Quel che √® pi√Ļ grave sono le dichiarazioni dell’Assessore Morsanuto che sostiene che questa non √® pi√Ļ una priorit√† per l’Amministrazione, che deve invece pensare ad asfaltare le strade… Forse l’Assessore Morsanuto non sa che la realizzazione del bosco non era un vezzo della precedente Amministrazione, ma una precisa prescrizione della Provincia di Venezia in relazione al progetto di ampliamento dell’attivit√† della ex Purina, ora Nestl√®.

Il 21 dicembre 2006, infatti, la Commissione VIA approv√≤, con lungimiranza amministrativa, il progetto di ampliamento con 11 prescrizioni. La prescrizione n. 3 prevede come compensazione, la formazione di un bosco fra lo stabilimento Nestl√® e l’abitato limitrofo di Summaga, demandando al comune di trovare un accordo fra la Nestl√® e i proprietari dei terreni agricoli limitrofi e contestualmente versando la somma necessaria all’Amministrazione di Portogruaro.

Da quel momento, la precedente Amministrazione, pur nelle difficolt√† legate al patto di stabilit√† ma soprattutto all’acquisto dei terreni, ha sempre mantenuto nel bilancio la somma relativa alla realizzazione del bosco, sia per la convinzione che un’opera di piantumazione boschiva fosse necessaria a mantenere la qualit√† ambientale di un’area urbana limitrofa ad una industriale, sia perch√© la legge non consente di eliminare o dirottare i fondi relativi a una prescrizione VIA su altre voci di spesa, pena la decadenza del progetto a cui essa √® collegata.

Oggi, l’attuale Amministrazione ha tolto la spesa dal bilancio. Il gruppo RossoVerde chiede non solo che la somma venga rimessa interamente nel bilancio e nel piano triennale delle opere pubbliche, ma soprattutto che essa venga utilizzata per fare quell’area boschiva prevista dalla VIA.

La prescrizione n. 2 prevede inoltre la formazione a spese della Nestl√® di un sistema informativo territoriale (SIT) per il controllo del traffico, dei residui di lavorazione, degli odori e dell’aria, visibile dal sito del comune di Portogruaro. Ma questa √® una storia che vi racconteremo la prossima volta.

Portogruaro, 3 giugno 2016

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Le vignette di LB: Serve una buona scarpa

8 maggio 2016
Pubblicato da Lorenzo Bussi


LCF 2016-05 Bussi sui Gradini portogruaresi

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Il traffico in centro è una cosa seria

3 maggio 2016
Pubblicato da Ermes Drigo

Analisi viabilistica CS 022016_01

L’elaborato ricevuto – Analisi viabilistica Comune di Portogruaro (VE), Monitoraggio dell’impatto viabilistico delle nuove modifiche alla viabilit√† del centro storico di Portogruaro, Febbraio 2016 – √® composto da 38 facciate formato A4, in bianco e nero, da 8 allegati (5 riportano i rilievi dei flussi in linea, 1 le manovre ai nodi e 2 i flussi caricati ante intervento e post intervento) e una copia della presentazione fatta da AB&P Engineering s.r.l., ed √® stato redatto, come recita il titolo, per capire l’impatto viabilistico a seguito delle modifiche alla viabilit√† nel centro storico di Portogruaro.

L’elaborato parte apparentemente con grandi obiettivi ma alla fine risulta carente e poco leggibile. Come¬†si √® visto √® stato anche poco pubblicizzato e poco dibattuto dalla comunit√†. Capire l’impatto viabilistico in un centro storico a seguito di modifiche al traffico √® un compito difficile, laborioso, che richiede mesi di studio ed analisi ed una serie di modelli raffiguranti gli scenari presenti e futuri cos√¨ come √® stato fatto dall’Amministrazione precedente con il Piano Generale del Traffico del maggio 2007. Un elaborato dunque di difficile lettura, in bianco e nero, poco pubblicizzato ed addirittura negato ai pochi che come me hanno fatto richiesta via e-mail al Comune senza neanche avere risposta. Un pessimo esempio di partecipazione su un tema che senza la partecipazione dei cittadini non trover√† mai soluzione.

Fatta questa premessa, veniamo ai contenuti che ovviamente non possono che essere la logica conseguenza di quanto sopra scritto: limitati, imprecisi e non rispondenti all’obiettivo¬†indicato dal titolo. Se si voleva dimostrare che con la nuova viabilit√† (riapertura della limitata zona a traffico limitato) il traffico in centro storico sarebbe aumentato allora lo scopo √® stato raggiunto e peraltro non serviva pagare uno studio fatto da professionisti; se invece si voleva capire l’impatto viabilistico dato dalle modifiche al traffico allora questo documento √® inutile. Un documento limitato, impreciso e alla fine inutile.

Limitato, perch√© il monitoraggio √® stato limitato come tempi a 3 giorni (18, 19, 20 gennaio 2016) per valutare nelle 24 ore il numero di auto che hanno transitato su via Seminario e Via Valle e altri 3 giorni diversi (25, 26, 27 gennaio 2016) per valutare il traffico nelle tre porte di accesso al centro storico (San Giovanni, San Gottardo e Sant’Agnese). Riuscite a valutare l’impatto viabilistico contando le auto che transitano una sola volta per 6 giorni nello stesso periodo dell’anno? Io no, ma probabilmente sono un incapace.

Limitato, perch√© il monitoraggio √® stato fatto in uno spazio limitato. Tre strade e tre porte di ingresso sono troppo poche per comprendere la complessit√† di un fenomeno cos√¨ interdipendente come il traffico. Manca in somma la contestualit√†, la generalit√† e l’assiduit√† nella fase di analisi. Comprendo che il tempo sia stato limitato ma non mi pare corretto spacciare questi quattro dati come analisi dell’impatto viabilistico.

Limitato, perch√© individua un solo fattore da analizzare: il numero di auto che transitano. Se vogliamo valutare l’impatto viabilistico a seguito di modifiche del traffico dovremmo prima definire quali sono gli indicatori che useremo per definire l’impatto: il rumore, la qualit√† dell’aria, la qualit√† del paesaggio, il reddito delle attivit√† presenti nell’area modificata, la facilit√† di parcheggio, la soddisfazione dei residenti, sono alcuni indicatori che avrebbero dovuto essere usati per comprendere un impatto viabilistico generale. Analizzare la quantit√† di auto che transitano e avere la presunzione di capire un impatto viabilistico non solo √® sciocco ma soprattutto fuorviante.

Impreciso, perch√© √® scritto nelle stese conclusioni dell’elaborato a pag. 37, dove testualmente si riporta:

‚Äú E’ quindi ragionevole pensare, anche alla luce dei dati raccolti e delle simulazioni effettuate, (microsimulazioni della rete dalle 17,30 alle 18,30 pag. 31), che la proposta di riassetto dello schema circolatorio interno al centro storico abbia effetti generalizzati positivi [quali?]¬†su tutti gli utenti [quali?] dell’area garantendo una migliore e pi√Ļ intuitiva accessibilit√† e uscita dal centro¬†e una riduzione delle percorrenze.‚ÄĚ

Concludere un lavoro scientifico con la dicitura ‚Äú√® quindi ragionevole pensare‚ÄĚ mi pare irragionevole e non adatto, infatti¬†personalmente mi √® rimasto un ragionevole dubbio.

Inutile, infine, dire perch√© questo elaborato non pu√≤ essere utilizzato per supportare e ancora di pi√Ļ giustificare una qualsiasi modifica della viabilit√† soprattutto in un’area cosi delicata come il centro storico di Portogruaro.

Se possono interessare i pochi dati riportati, eccoli:

– Transitano in corso Martiri in un’ora: ante 218, post 412;
РVelocità media della rete: ante 36 km/ora, post di 33 km/ora (orario riferimento 17.30, 18.30);
– Il ‚Äúperditempo‚ÄĚ si √® alzato da 8,5 sec, prima, a 11,1 sec, dopo (orario riferimento 17.30, 18.30);
– L’asse nord/sud si percorre pi√Ļ velocemente: ante 166,60 sec, post 86,60 sec.

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