La Città Futura

il progetto rossoverde per Portogruaro
 

La Città Futura. Dal 2015 al 2020

21 luglio 2020
Pubblicato da Adriano Zanon

 

Subito dopo la sconfitta del 2015 Terenzi ottenne la disponibilità di Lcf ad un lavoro comune in vista dell’opposizione in Consiglio comunale. Il team prese il nome di “Centro Sinistra – Avanti insieme”. Ma la cosa durò poco, un anno, forse un anno e mezzo. Ci fu un importante momento di lotta comune quando all’inizio del 2016 ci si oppose al progetto della maggioranza di destra che voleva un parcheggio nell’area verde di via Valle. Con l’iniziativa forte e decisiva di Lcf, ci fu una notevole partecipazione ad una manifestazione sul posto, con la raccolta di un migliaio di firme. Il sigillo di questa lotta fu un documento comune della vecchia coalizione del 13 gennaio 2017 per combattere il tentativo della maggioranza di finanziare la costruzione del contestato parcheggio con fondi impropri. Poi i rapporti si allentarono.

Le cause della separazione vanno cercate in diversi livelli e luoghi politici. C’era un primo dato, mai apertamente discusso. La disponibilità dimostrata da noi nella corsa per Terenzi sindaco, non era stata premiata ma per noi le cause erano da cercare tutte all’interno del Pd, mentre i danni furono subiti soprattutto dai suoi alleati. E questa fu una questione mai affrontata all’interno dei successivi rapporti.

Nel quadro nazionale già accennato c’è stata in realtà la deriva di tutta la sinistra nazionale, dal Pd alle piccole forze residue (Rc, Sel, poi Sinistra Italiana, Verdi), ai tentativi di nuove formazioni (Alba), alle alleanze occasionali (Altra Europa). Una crisi senza fine. In particolare nel Pd, dopo la sconfitta al referendum costituzionale del dicembre 2016 che vide la caduta di Renzi, si aprì una frantumazione quasi incredibile che non si vedeva dalle scissioni storiche del partito socialista di un secolo prima. Già a giugno 2015 Pippo Civati aveva fondato Possibile, mentre nel febbraio 2017 uscì Articolo Uno (Bersani, D’Alema, Speranza e altri) per far anche una coalizione alle elezioni nazionali del 2018 (Liberi e Uguali, insieme con Sinistra Italiana e Possibile) che non arrivò a fine 2018. Poi (finalmente) nel settembre 2019 uscì Renzi con Italia Viva. Infine Carlo Calenda a novembre 2019 ha fondato Azione.

Ma la crisi della sinistra e del Pd in particolare è stata simultanea all’avanzata prima del M5S (alla Camera 25,6% nel 2013 e 32,8% nel 2018) e poi della Lega di Salvini (passata dal 4,1% del 2013 al 17,4% del 2018, ma ben al 34,3% alle Europee di metà 2019). Così l’agenda politica nazionale è stata dettata dai populisti e sovranisti italiani, ultimi arrivati in termini di tempo ma in grado di governare, anche se insieme solo per poco più di un anno (governo Conte I, giugno 2018-settembre 2019).

Più lontano nel mondo, ma per noi non meno importante, durante la seconda parte del 2018 a livello internazionale è successo qualcosa d’inaspettato, anche se più che necessario. Nel dibattito sempre minimizzato sul riscaldamento globale e sul cambiamento climatico irrompe una ragazzina svedese adolescente, Greta Thunberg, che protesta solitaria fuori della scuola saltando le lezioni del venerdì. Poche settimane dopo nasce il movimento Friday for Future che innesca proteste e manifestazioni in tutto il mondo. I problemi ecologici e dell’ambiente arrivano finalmente al pubblico mondiale, ineliminabili dalle agende politiche. (Ma in Italia, dove ci sono molti rischi e risvolti critici, chi se ne fa carico?)

In questo quadro generale, al punto forse più alto del populismo e del sovranismo italiano, poteva Lcf dedicarsi a una battaglia consiliare in alleanza col Pd? In difesa di cosa? Di Portogruaro minacciata dai barbari o di una coalizione che non è mai stata dichiaratamente sia di sinistra che ecologista? Alla resa dei conti, l’ipotesi della collaborazione all’opposizione, ma con quattro consiglieri del Pd e nessun altro della coalizione elettorale, si è dimostrata ben presto impraticabile. Nel nuovo quadro politico delineato emergeva sempre più la distanza tra la realtà Pd e il progetto rossoverde. Potevamo o dovevamo lavorare con Terenzi che si barcamenava tra Renzi (il Pd nazionale) e Bertoncello (il Pd locale), tra una buona opposizione in Consiglio comunale e la propaganda sul voto al referendum renziano? Cosa si poteva fare con lui e cosa si poteva fare da fuori? Niente o poco più, senza elezioni in vista. Questa sarebbe stata l’impossibile conferma di una nostra subalternità ad una forza politica con cui condividevamo alcune grandi idee, forse il campo politico, ma non certamente grandi progetti. E questa conferma non c’è stata senza alcuna difficoltà al nostro interno. Così, a settembre 2018 quando noi di Lcf ci ritrovammo, convivialmente com’è sempre stato nostro costume, restammo semplicemente concordi che dalla nostra stasi poteva uscire qualsiasi cosa, anche niente.

Oggi è chiaro che il nostro errore fu commesso proprio nella primavera del 2015, quando decidemmo di presentarci ancora in coalizione. La stessa vittoria della Senatore al ballottaggio dimostrò tutta la presunzione sulla necessità di una coalizione compatta già al primo turno, qualcosa che implica perdita di visibilità alle singole liste e azzera lo spazio contrattuale all’eventuale ballottaggio. Una presunzione poi elevata al quadrato proprio nel ballottaggio da parte di Terenzi, che volle andare al voto senza alcun appello ad altre forze più o meno disponibili. E presunzione e scarso realismo a ben vedere sono stati il nostro grave limite politico, sintetizzabile in sostanza con quello che una volta si descriveva come il ruolo della “mosca cocchiera”. Per questo, si noti l’espressione usata nel citato documento del 9 aprile 2015 sulla possibilità di avere “un’amministrazione comunale in linea con i nostri progetti”.

Quest’anno, nel 2020, la Lista rossoverde La Città Futura non si presenta più come tale al rinnovo del Consiglio comunale. In una rapida verifica ci sono state opinioni diverse e non c’era più l’unità d’intenti. 

Ma questa è stata un’esperienza unica nella vita politica e civile della comunità di Portogruaro, grazie all’intelligenza e l’impegno di tutti coloro che in questi anni hanno partecipato alle discussioni e alle attività della lista, coloro che hanno avuto un ruolo in Consiglio e nella Giunta comunale, coloro che ci hanno appoggiato e votato nelle diverse elezioni comunali. 

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