La difficile eredità del piano regolatore vigente
Questo è l’editoriale del numero 19 del nostro periodico La Città Futura.
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“Ma come è possibile che con voi in Giunta si costruisca ancora così tanto a Portogruaro?†E’ questa una delle domande che più spesso ci viene rivolta da tanti cittadini ed è un argomento che spesso l’opposizione usa per attaccarci in Consiglio Comunale. La risposta è semplice anche se può sembrare poco credibile: noi paghiamo ancora le scelte di un PRG approvato nell’ormai lontano 1987 e poi sottoposto a variante nel 1999, che immaginava Portogruaro come una città in forte espansione demografica. Molte sono ancora le aree disponibili per le nuove edificazioni, si stimano infatti in oltre 600.000 i metri cubi di solo residenziale ancora disponibili nel PRG vigente.
Una scelta, quella di quel PRG che oggi può essere considerata sciagurata. È vero che se dopo più di vent’anni ci sono aree non ancora decollate, potrebbe anche essere che non partiranno mai, ma è vero che questi 600.000 mc sulla carta ci sono tutti. Nell’inserto di questo numero* trovate un po’ di esempi di eredità che ci lascia il vecchio PRG. Un elemento del quale siamo costretti a tener conto nel nuovo strumento urbanistico, il PAT. Perché il problema è anche giuridico: nel momento in cui è stata introdotta l’ICI, chi aveva un terreno edificabile si è visto appioppare la nuova imposta, conseguentemente ha acquisito un diritto e il Comune non ha più la possibilità , se non acquisendoli, di declassare i terreni edificabili ad agricoli. E’ questo il motivo per cui non possiamo intervenire su quello che il PRG già consente, possiamo dire la nostra, in una certa misura sul come, ma non sul sì o no.

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