3 luglio 2011Pubblicato da Ivo Simonella
Diamoci una piccola soddisfazione
Adesso l’acqua che scorre dai nostri rubinetti è sicuramente più pulita. Non mi riferisco tanto all’aspetto della qualità che sappiamo già essere superiore a molte acque minerali tanto pubblicizzate: è più pulita perché la sua gestione è stata sottratta agli interessi dei privati. I rischi che avremmo corso in caso di sconfitta dei referendum sono noti a tutti, sembra proprio che solo il nostro governo non li conoscesse (logicamente li conosceva benissimo): dovunque si è privatizzato i costi sono aumentati a dismisura e gli investimenti diminuiti, esattamente l’effetto contrario rispetto agli obiettivi che s’intendeva raggiungere.
Non possiamo però dimenticare che nel nostro territorio, soprattutto la società Acque del Basso Livenza, ha occupato molto del proprio tempo, risorse umane e finanziarie, per gran parte del 2010, nell’avviare le procedure per cedere parte delle proprie quote ai privati e nel separare la società in due, una parte gestionale, l’altra patrimoniale: la convinzione era che per il caso specifico dell’Ambito interregionale del Lemene la scadenza da rispettare fosse il 2010 e non il 2011 come nel resto d’Italia.
Dobbiamo come rossoverdi prenderci qualche merito, perché se non avessimo sollevato con forza la questione a giugno dello scorso anno, lavorando per scongiurare questa cessione, oggi probabilmente saremmo “cornuti e mazziatiâ€, avremmo cioè vinto il referendum, ma ci troveremmo con il servizio di gestione dell’acqua in parte già privatizzato.
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14 giugno 2011Pubblicato da Lista RossoVerde
La Lista rossoverde – La Città Futura saluta con gioia la vittoria dei SI nei referendum del 12 e 13 giugno sull’acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento. Questa data sarà ricordata come una tappa nella difesa della democrazia, dei beni comuni, della salute, della legalità .
La grande partecipazione, oltre il 57%, ottenuta senza, anzi contro, le televisioni, pubblica e private, è il frutto del lavoro di oltre un anno di tanti gruppi e di tanti volontari che hanno fondato la loro attività sulla fiducia verso i cittadini e l’istituzione del referendum.
Ringraziamo tutti i nostri amici e compagni, tutti i volontari, che hanno condotto e sostenuto questa battaglia. Ringraziamo tutti i cittadini che ci hanno incoraggiato e tutti coloro che hanno votato e fatto votare a questi referendum. La vittoria e la soddisfazione è di tutti.
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8 giugno 2011Pubblicato da Lorenzo Bussi
Vota SI
20 maggio 2011Pubblicato da Lista RossoVerde
COMUNICATO STAMPA
La beffa ai danni dei cittadini sul tema dell’acqua continua. Quello dell’acqua pubblica continua ad essere un tema tanto importante per la popolazione, quanto snobbato dal mondo politico e dalle istituzioni. La risorsa più preziosa per la vita di tutti i cittadini continua ad essere gestita in un modo, per usare un eufemismo, poco democratico.
Dopo che, come Lista rosso-verde, abbiamo denunciato e scongiurato, quasi un anno fa, il pericolo della cessione del 40% delle azioni dei nostri acquedotti ai privati entro il 2010. Dopo che il Consiglio Comunale ha quindi approvato un ordine del giorno con cui: (1) riconosceva nel proprio Statuto il Diritto umano all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene pubblico; (2) confermava il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque sono pubbliche; (3) riconosceva nel proprio Statuto che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua e pari dignità umana a tutti i cittadini; (4) impegnava il Comune di Portogruaro ad aderire al Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e per la ri-pubblicizzazione del Servizio Idrico Integratoâ€. Anche dopo questo passaggio, il problema si ripropone oggi con la non-campagna referendaria.
E’ incredibile la scarsità di informazioni che i cittadini hanno su un tema di così evidente e rilevante interesse pubblico. La maggior parte delle persone non è a conoscenza del fatto che il 12 e il 13 giugno si andrà a votare; molti non sanno che i quesiti riguardano l’abrogazione del decreto che inserisce il servizio idrico tra i servizi pubblici locali di rilevanza economica e di quello che sancisce la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’“adeguata remunerazione del capitale investito†(oltre al quesito sull’abrogazione della norma per la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”, di non minore importanza); alcuni, venuti da fuori, chiedono se si tratta di referendum comunali, convinti che non riguardino la loro città .
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19 maggio 2011Pubblicato da lacittafutura.net
11 maggio 2011Pubblicato da Lorenzo Bussi
Referendum
19 luglio 2010Pubblicato da Ivo Simonella
… probabilmente si ritroverà a privatizzare la sua acqua, ma che tenterà fino all’ultimo di fare di tutto per evitarlo
Il 30 marzo, come è noto, il Sindaco Bertoncello con un inaspettato ed entusiasmante risultato, viene rieletto sindaco di Portogruaro al primo turno, dopo un anno di commissariamento.
Pochi giorni dopo, comunque prima della nomina della Giunta, riceve la visita del Presidente e del Direttore della società Acque del Basso Livenza. I due spiegano al Sindaco che la nuova normativa sulla privatizzazione dell’acqua non dà scampo: bisogna vendere il 40% della società di gestione ai privati (conservando ad una società patrimoniale creata ad hoc le reti) se non si vuole che tutta la gestione del servizio vada in gara.
Il percorso, iniziato ancora a febbraio (Portogruaro era commissariata) prevede che entro breve tutti i Comuni approvino una modifica dello Statuto della società che introduca anche il cosiddetto controllo analogo, concordino sull’entrata di altri otto comuni nella società , accettino di creare una società patrimoniale e di vendere il 40% della società di gestione attraverso una gara europea.
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17 luglio 2010Pubblicato da Adriano Zanon
Alessio Alessandrini, presidente di Acque Basso Livenza e noto esponente politico del Partito Democratico portogruarese, ci ha scritto. Questa mail ed il nostro breve commento verranno pubblicati anche sul prossimo numero de ‘La Città Futura’.
Poichè non sono abituato a farmi dare dello “schizofrenico”, e neanche a leggere che “dico delle cose e ne faccio altre” o, peggio ancora, “che faccio delle cose e ne dico altre”, vorrei, se mi è consentito, brevemente replicare all’articolo pubblicato a pagina 2 di “La città futura” di Giugno.
Io sono, e l’ho ripetuto in tutte le sedi, convintamente contrario alla legge 166 del novembre 2009. Ma una cosa sono i miei convincimenti personali ed una cosa le responsabilità che mi derivano dal ruolo di presidente di ABL. E’ mio preciso dovere preservare la società da danni che potrebbero derivarle dal mancato rispetto della legge. Perchè piaccia o non piaccia quella citata è una legge dello Stato e mi pare davvero curioso prendersela con chi è costretto a prepararne l’applicazione e non con chi l’ha proposta e votata. Non è colpa mia se i tempi sono ristretti e se il governo, come sarebbe opportuno che facesse, non ne rinvia l’attuazione a dopo l’esito del referendum abrogativo.
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22 giugno 2010Pubblicato da lacittafutura.net
Stiamo ancora distribuendo LCF5, come la chiamiamo noi, dedicata alla battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, avevamo deciso di dedicare LCF6 allo sport portogruarese, un tema estivo, adatto anche ad una meritata pausa politica, che dobbiamo invece rimanere sul vecchio tema e con gravità e determinazione.
Cos’è successo di tanto grave? E’ successo che mentre si raccoglievano le firme e le idee su come bloccare l’iter della privatizzazione, firme che sono state messe anche dai maggiori protagonisti portogruaresi sul tema dell’acqua, quali il sindaco Antonio Bertoncello ed il presidente di ABL (Acque Basso Livenza) Alessio Alessandrini, abbiamo ‘scoperto’ che questo iter è avviato da tempo, con scadenze ravvicinate e tali da indire la gara per la privatizzazione del 40% del consorzio ABL già entro il mese di agosto.
Era noto che – a causa del ritardo con cui si era formato l’ATO locale di pertinenza – la scadenza che il decreto Ronchi prevede è il 31 dicembre 2010, anziché 2011 come per tutti gli altri. Ci era stato detto nelle interviste su LCF5 sia da Alessio Alessandrini che da Corrado Fontanel (CAIBT). Ma ci dicevano anche che “non è ancora stato approvato il decreto attuativo†(Fontanel) e che “il panorama è particolarmente incerto e fumoso†(Alessandrini).
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19 giugno 2010Pubblicato da Lorenzo Bussi
Privatizzata