La CittĂ  Futura

il progetto rossoverde per Portogruaro
 

La CittĂ  Solare

3 luglio 2011
Pubblicato da Matteo Civiero

Un progetto aperto, da partecipare 

Colloquio tra Matteo Civiero e Ermes Drigo

M. Ciao Ermes, dunque, è martedì 14 giugno, il sole splende su Portogruaro e gli italiani hanno detto no al nucleare!
E. E’ già, il sole non splende solo su Portogruaro, ma su tutta l’Italia. E’ stata una grande vittoria, di quelle che questo paese ogni tanto sa ottenere, meglio di molti altri paesi europei che dovranno gestire la fuoriuscita da una tecnologia costosa e molto problematica, come purtroppo abbiamo visto anche di recente.

M. E’ vero, anche se i giornali e le tv ormai non parlano più di Fukushima e del Giappone…
E. Così la gente pensa che tutto sia tornato alla normalità, mentre le cose non stanno affatto migliorando. Per fortuna c’è la rete e sempre più persone si informano in maniera diversa. A proposito, quanti nel nostro territorio sanno che da giorni a San Stino, presso la stazione ferroviaria, c’è un camion sotto sequestro per materiale radioattivo, e nessuno è ancora intervenuto per bonificare il mezzo?

(continua…)

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La cornucopia delle rinnovabili

17 maggio 2011
Pubblicato da Matteo Civiero

100% di energia pulita: it’s the economy, stupid!

Dopo aver evidenziato tutte le criticitĂ  del nucleare, vorrei confutare anche quest’altro luogo comune: se vogliamo abbandonare l’uso dei combustibili fossili, non possiamo basarci solo sulle fonti rinnovabili. Invece si può fare, si deve fare e conviene farlo: entro il 2050 tutta la domanda mondiale di energia può essere soddisfatta con fonti pulite. Sono giĂ  diversi gli studi usciti in questi ultimi anni che hanno mostrato la raggiungibilitĂ  di questo traguardo, da alcuni a torto bollato come fantascientifico.

GiĂ  nel 2007, Greenpeace insieme all’European Renewable Energy Council, nel loro Energy (R)evolution: A sustainable World Energy Outlook dimostrarono come fosse possibile dimezzare entro il 2050 le emissioni di CO2 rispetto a quelle del 1990,  per limitare l’aumento medio delle temperature terrestri a 2°C, riuscendo al tempo stesso a fornire energia a prezzi abbordabili a tutti i paesi, e a quei due miliardi di persone che non hanno accesso all’elettricitaĚ€. Secondo il rapporto, due sono gli strumenti indispensabili per costruire un sistema del genere: (1) l’efficienza energetica, con un potenziale enorme in grado di coprire tutto il fabbisogno aggiuntivo di energia da oggi in avanti; (2) le energie rinnovabili, che in quello scenario arrivavano a coprire il 35% del fabbisogno totale al 2030 e il 50% al 2050.

Nel frattempo gli studi si sono moltiplicati, le conoscenze approfondite e gli obiettivi si sono fatti piĂą ambiziosi. L’ultimo lavoro, di recentissima pubblicazione, arriva dal WWF e si intitola The Energy Report. Un lavoro commissionato alla societĂ  di consulenza Ecofys che dipinge uno scenario energetico che porterebbe a ridurre le emissioni dell’80% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. E’ una rivoluzione energetica che – se si investe con convinzione nei prossimi decenni – dal 2040 in poi farĂ  anche risparmiare 4mila miliardi di euro l’anno. Anche in questo scenario, inutile dirlo, è fondamentale il ruolo dell’efficienza energetica: si prospetta una domanda di energia al 2050 inferiore del 15% a quella del 2005. Per ridurre i consumi l’azione dovrĂ  essere decisa per tutti i settori: l’industria utilizzerĂ  una quantitĂ  maggiore di materiali riciclati ed energeticamente efficienti, gli edifici verranno costruiti o ristrutturati in modo tale da richiedere livelli minimi di energia per il riscaldamento e il condizionamento, e le varie forme di trasporto saranno piĂą efficienti. Per quanto possibile, si userĂ  l’energia elettrica in luogo dei combustibili solidi e liquidi e l’elettricitĂ  sarĂ  gestita in maniera efficiente rendendo piĂą “intelligente” la rete elettrica.

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Il bidone nucleare

7 aprile 2011
Pubblicato da Matteo Civiero
Una scelta costosa, pericolosa, immorale

Il nucleare è davvero una fonte di energia conveniente ed utile nella lotta ai cambiamenti climatici? Oggi le circa 440 centrali funzionanti nel mondo coprono il 6% del fabbisogno energetico primario e il 16% di quello elettrico mondiali. I vantaggi del nucleare possono essere riassunti nella possibilitĂ  di produrre grandi quantitĂ  di energia in maniera costante, certa e senza l’emissione di gas climalteranti in fase di esercizio (non certo in fase di costruzione). Un cantiere dura mediamente dai 5 ai 7 anni e da lavoro diretto a circa 3.000 persone, che diventano 9.000 considerando l’indotto; si stima che circa il 60% dell’investimento può essere realizzato dall’industria italiana. In fase di esercizio un impianto darebbe lavoro a circa 1.300 persone, tra impiegati diretti e indotto, a cui si aggiungono 150 occupati diretti in fase di smantellamento[i]. Qualcuno sostiene anche che l’energia nucleare, abbassando il costo dell’energia, possa aumentare la competitivitĂ  del sistema paese e delle sue imprese.

Che l’energia nucleare sia conveniente è un grande abbaglio. Nell’ultima valutazione del Dipartimento dell’Energia Usa (Energy Outlook 2010) sugli impianti da costruire nei prossimi due decenni, l’elettricitĂ  da nucleare risulta la piĂą cara tra tutte le forme di energia possibili. Negli ultimi 40 anni il suo costo di realizzazione non ha fatto altro che crescere anzichĂ© diminuire, soprattutto per i costi legati alla sicurezza, esattamente il contrario di quello che succede alle fonti rinnovabili (Gianni Silvestrini, Politecnico di Milano su Qualenergia.it). Le uniche due centrali attualmente in costruzione in Europa, in Finlandia e Francia, stanno subendo continui ritardi, revisioni degli standard di sicurezza e soprattutto aumento del costo di realizzazione, che è quasi triplicato. Figuriamoci cosa potrebbe succedere in Italia.[ii]

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Da Fermi a intelligenti

3 aprile 2011
Pubblicato da Adriano Zanon

Breve storia del nucleare italiano 

Quarant’anni fa, nella primavera del 1971, le classi quinte di elettrotecnica dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Portogruaro andarono in gita scolastica alla centrale elettronucleare di Latina, il top della tecnologia di loro interesse. In quella gita c’ero anch’io. Ricordo bene la centrale nucleare, un posto dove – a differenza di Roma, la base ludica della gita – non tornai piĂą. E’ passato tanto tempo, ma ricordo in particolare quando, ad un certo punto, la nostra guida ci disse: «Ecco, qui siamo sopra il reattore».

Allora in Italia funzionavano tre centrali nucleari completate negli anni Sessanta: quella di Garigliano, col nome del fiume adiacente, ma insediata nel comune di Sessa Aurunca, Caserta (1964-1982), di 150 MW; quella di Latina (1964-1986), di 216 MW; quella di Trino Vercellese (1965-1987), di 270 MW. Nel 1971 anno cominciò anche la costruzione a Caorso (Piacenza, 1981-1988) di un impianto di 850 MW. Queste quattro furono le uniche centrali nucleari a produrre energia in Italia. All’inizio degli anni Ottanta, quando funzionavano tutte insieme, non raggiungevano il potenziale di 1.500 MW. Ma qual è stata la parabola dell’energia nucleare italiana? Abbozziamo una breve ricostruzione. 

Negli anni Sessanta in realtĂ  l’Italia era una piccola potenza in tema di nucleare. Era il terzo produttore mondiale. Ma era anche il posto dove c’era intatto il mito della scuola di via Panisperna a Roma, la sede dell’istituto universitario di fisica, dove un gruppo formatosi a partire dalla metĂ  degli anni Venti sotto la spinta di Orso Mario Corbino (1876-1937) e la guida di Franco Rasetti (1901-2001) ed Emilio Fermi (1901-1954), aveva raggiunto negli anni Trenta grandiosi risultati nella ricerca sulla fisica atomica. Con il contributo di SegrĂ©, Amaldi, Majorana, Pontecorvo e del chimico D’Agostino, Fermi approdò dalla sua teoria del decadimento beta del 1933 alla produzione della radioattivitĂ  artificiale dell’anno successivo, esperimenti che permisero le prime riflessioni teoriche alla base dei reattori nucleari. Con il 1935 cominciò la diaspora e alla fine del 1938, in occasione del Nobel ritirato a Stoccolma, anche Fermi (che aveva la moglie ebrea) si trasferì in America, dove sarebbe stato protagonista assieme ad altri della costruzione del primo reattore per la fissione controllata dell’uranio, a Chicago il 2 dicembre 1942.     (continua…)

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Le vignette di Lorenzo Bussi: M’illumino di meno 2011

10 febbraio 2011
Pubblicato da Lorenzo Bussi

M’illumino di meno 2011

millumino-di-meno-2011

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M’Illumino di Meno – 2011

7 febbraio 2011
Pubblicato da Patrizia Daneluzzo

Ovvero divertirsi a fare la rivoluzione (energetica, ma non solo)

 

Anche per quest’anno la trasmissione di Rai Radio 2 Caterpillar promuove la Giornata del Risparmio Energetico in occasione dell’anniversario della firma del Protocollo di Kyoto. Caterpillar invita comuni, associazioni, scuole, aziende e case di tutt’Italia ad aderire all’iniziativa creando quel “silenzio energetico” che ha coinvolto le piazze di tutt’Europa negli anni scorsi, per fare spazio, dove possibile, ad un’accensione virtuosa, a base di fonti rinnovabili. Pur svolgendosi con il consueto senso dello humour e in un clima festoso che non può che far bene allo scopo di avvicinare sempre piĂą persone a questi temi, l’iniziativa è tutt’altro che frivola e superficiale. Gli autori ci ricordano nel sito della trasmissione che “allo stadio attuale della ricerca tecnologica è giĂ  possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per spegnere lo spreco e accendere una scenografia tricolore il 18 febbraio 2010.”

Si tratta di un tema importante, quello di promuovere un sistema energetico diverso, piĂą sostenibile, distribuito e democratico, in grado di promuovere un modello diverso di benessere, occupazione stabile e riduzione degli impatti ambientali. M’illumino di Meno e tutte le iniziative di sensibilizzazione sono un tassello di questo progetto, che si rivolge al singolo cittadino perchĂ© diventi elemento attivo di cambiamento, attraverso stili di vita e di consumo virtuosi. Sebbene non sia infatti secondario il ruolo propulsivo delle imprese e quello di regolamentazione, incentivazione e stimolo delle amministrazioni centrali e locali, un cittadino consapevole e attivo, un utente accorto e magari autoproduttore di energia, sono la spinta piĂą forte ed efficace al cambiamento, la chiave di volta per far muovere rapidamente tutte le altre pedine verso un sistema energetico veramente sostenibile. 

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Decrescita Felice – Maurizio Pallante a Portogruaro

29 dicembre 2009
Pubblicato da Marco Zullo

Di seguito riporto l’intervento di Maurizio Pallante, Presidente del Movimento per la Decrescita Felice, in occasione della presentazione del Circolo Livenza Tagliamento Movimento per la Decrescita Felice (13-12-09)

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Portogruaro CittĂ  Solare su Terranauta.it

31 maggio 2009
Pubblicato da Lista RossoVerde

(Tratto da Terranauta.it – Virginia Greco – 6/4/09)

Vivere in pace e bene in un contesto urbano” si può, se si ha un progetto preciso e articolato e se si coinvolge la cittadinanza in un’esperienza di amministrazione partecipata. E’ quanto ci insegna Portogruaro, comune veneziano che da quattro anni sperimenta una politica improntata alla sostenibilitĂ  ambientale. La testimonianza diretta dalla voce di Ermes Drigo, Consigliere Comunale alla QualitĂ  Urbana e alla VivibilitĂ .

Consumare meno energia, ridurre il trasporto privato, limitare il consumo di territorio, produrre meno rifiuti: quattro obiettivi basilari da raggiungere per poter vivere in pace e bene in un contesto urbano. Sono i traguardi ai quali è orientato il piano “CittĂ  Solare” lanciato nel 2005 dall’amministrazione comunale di Portogruaro, agglomerato di 25000 abitanti posto nella parte orientale della provincia di Venezia.

In quattro anni il Comune ha compiuto parecchi passi avanti, soprattutto sul piano dell’energia. L’aspirazione a contribuire a livello locale al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto ha indotto l’amministrazione portogruarese ad applicare una politica energetica concreta, volta ad accrescere l’efficienza degli edifici e dell’illuminazione pubblici e a realizzare una graduale conversione all’uso delle rinnovabili.

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