18 novembre 2010Pubblicato da lacittafutura.net
Riceviamo e pubblichiamo volentieri una lettera di Lorenzo Bussi su un argomento di grande interesse e da noi molto seguito.
Sabato 13 novembre mi sono recato al teatro Russolo per seguire il dibattito “Scuole senza soldi… e non solo”, organizzato dal Coordinamento dei presidenti dei Consigli d’Istituto del Portogruarese. Mi aspettavo delle proposte d’intervento per affrontare la situazione di disagio in cui versa la scuola a tutti i livelli (dall’infanzia alla secondaria superiore).
Purtroppo non sono riuscito ad assistere a tutti gli interventi, ma la percezione che ho ricevuto è stata la seguente:
- Un’incompleta e inesatta rappresentazione della situazione organizzativa e didattica: il dirigente del 2° circolo Supino ha parlato di una scuola in grado di accogliere le sempre maggiori richieste di tempo pieno facendo l’esempio di Caorle dove, pur non ottenendo l’istituzione di una nuova classe il dirigente è riuscito comunque a formarla, attingendo all’organico assegnato all’istituto. Supino però ha omesso di dire che in questi casi, com’è già successo in altre realtà , viene meno la contemporaneità , condizione indispensabile per garantire una scuola di qualità .
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5 novembre 2010Pubblicato da lacittafutura.net
Ai Genitori degli alunni del 2° Circolo di Portogruaro VE
Il 13 settembre è iniziato l’anno scolastico 2010-2011, il secondo della gestione Gelmini, ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ormai nota per il rigore nel contenimento delle spese e per i tagli al personale impegnato nella scuola.
Proseguendo col programma avviato nel 2009-2010, quest’anno, a livello nazionale ci saranno 26mila docenti e 15mila ATA in meno, per un taglio totale di 41mila unità .
Va ricordato che nel 2009-2010 il taglio ha riguardato 42mila docenti e che per l’anno scolastico 2011-2012 ci saranno altri 13mila insegnanti in meno.
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19 ottobre 2010Pubblicato da Lucia Steccanella
E’ vero, le tristi novitĂ della riforma Gelmini sono note a noi insegnanti da tempo, dapprima vissute come minacciose evoluzioni del sistema scuola, che speravamo non potessero tramutarsi in reali proposte di legge, poi rese oggetto di proteste a tutto campo perchĂ© non trovassero spazio di realizzazione, oggi concretizzate in quotidiane incoerenze e mancanze che ci vedono spettatori e protagonisti insieme di una ben camuffata ma inesorabile distruzione qualitativa del sistema scolastico italiano. Essere protagonisti e spettatori di un fenomeno come questo, equivale ad esserne inevitabilmente anche vittime. Ogni giorno vado a scuola e penso che il mio dovere è fare del mio meglio perchĂ© tutto quello che a me e ai miei alunni è stato tolto non riduca il fare scuola ad una farsa e la mia passione a dovere, restando schiacciata dall’esiguitĂ di mezzi che mi sono rimasti per far sì che tutto questo non avvenga.
Il problema ha molti aspetti e la mia riflessione si ferma su uno per me non trascurabile. Rousseau scriveva nel suo Emilio: «Per insegnare il latino a Giovannino non basta conoscere il latino, bisogna soprattutto conoscere Giovannino». Credo che chiunque abbia avuto un’esperienza scolastica condivida che a scuola non si realizzino processi di istruzione, senza sottostanti processi di educazione. I bambini, i ragazzi, non crescono da soli, ma grazie ad una relazione produttiva e costante con cose prima e persone poi. L’insegnante può indicare cosa fare e cosa non fare; cosa studiare e come comportarsi, cosa è bene e cosa no; oppure può scegliere, perchĂ© di scelta si tratta, di accompagnare chi sta crescendo, unendo le proprie parole alle sue, accompagnandolo con la curiositĂ e la disponibilitĂ di capire come crea lo schema del proprio mondo cognitivo e sociale divenendo, come scrive Galimberti, ospite e compagno di un viaggio alla scoperta del nuovo. «Se vogliamo costruire la testa ai nostri giovani, dobbiamo stimolare in loro non tanto l’apprendimento quanto la ricerca, che si combina con la naturale curiositĂ giovanile, su cui si radica l’interesse» (tanto cercato e sperato negli studenti da parte di insegnanti e genitori).
Per anni le difficoltĂ di apprendimento sono state imputate a soggettive deficienze intellettive, ad impreparazione o ad insufficienti capacitĂ comunicative dell’insegnante; poi finalmente lo studio dei processi di apprendimento ha fatto luce sul disagio e l’insicurezza che l’apprendere il nuovo, inevitabilmente porta con sĂ©: il dubbio di non riuscire, le aspettative dell’insegnante, i tempi pre-costituiti, l’allontanamento dal conosciuto e la sfida del non-conosciuto: tutte producono un disagio che l’alunno deve spesso gestire da solo, utilizzando gran parte delle proprie energie psichiche, e che si risolve spesso con il rifiuto della scuola e dello studio.
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19 settembre 2010Pubblicato da Marisa Furlanetto
A settembre la situazione finanziaria nelle scuole sarà esplosiva e parlare di progettualità o di priorità da realizzare in assenza di un budget finanziario è molto arduo.
Come abbiamo giĂ scritto su questo periodico (no. 4, aprile 2010) il Ministero della Pubblica Istruzione giĂ da due anni non contribuisce piĂą al funzionamento amministrativo-didattico delle scuole e dal 2008 non copre le spese per supplenze sostenute dalle scuole, garantendo solo un budget minimo, assolutamente insufficiente alle necessitĂ . Le scuole a tutt’oggi rimangono indebitate con centinaia di migliaia di euro. La riforma Gelmini, peraltro, in un’ottica di risparmio prettamente economico, prevede l’eliminazione delle compresenze degli insegnanti, appesantendo ulteriormente la didattica e impedendo di fatto la copertura dei docenti assenti. L’ente locale, dati i tagli delle ultime finanziarie, riesce con estrema difficoltĂ a garantire i minimi servizi scolastici, quali mensa, trasporti, manutenzione edifici, ecc.
Ma guardiamo la nostra realtĂ locale. Il comune di Portogruaro comprende sei Istituti Superiori per un totale di 3.724 studenti, due Circoli Didattici per un totale di 1.535 alunni e una Scuola Media per un totale di 686 alunni (dati dell’anno scolastico 2009/2010). La competenza sul funzionamento e sulla manutenzione degli edifici delle scuole superiori è della Provincia. Al Comune competono, per obbligo di legge, la manutenzione degli edifici delle scuole dell’infanzia statale (sono sei), delle scuole primarie statali (otto) e delle scuole medie statali (quattro), la fornitura degli arredi, dei servizi di mensa, trasporto, il pagamento delle spese telefoniche, dell’energia elettrica, del riscaldamento, della cancelleria degli uffici e del materiale igienico sanitario collegato alle mense, l’assistenza socio sanitario per gli alunni non abbienti. In sostanza per la scuola dell’obbligo lo Stato si occupa solo della retribuzione degli insegnanti, dei collaboratori scolastici e del personale di segreteria.
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11 settembre 2010Pubblicato da Lorenzo Bussi
Tre i
5 settembre 2010Pubblicato da Lorenzo Bussi
Scuola Tagliata
26 maggio 2010Pubblicato da Lorenzo Bussi
Prove
27 aprile 2010Pubblicato da lacittafutura.net
Ai Sigg. Genitori
Al Personale
Ai Comitati studenti
Ai Sindaci
Al Presidente della Provincia di Venezia
Al Presidente della Regione Veneto
All’Ufficio Scolastico Regionale
All’Ufficio Scolastico Provinciale
Al M.I.U.R.
Ai Parlamentari eletti nel territorio
Alle Organizzazioni Sindacali
Agli Organi di Informazione
OGGETTO: Situazione finanziaria delle Scuole della Rete Interdistrettuale Venezia Orientale
In questo momento dell’anno scolastico 2009/2010 la situazione finanziaria delle Scuole della Rete Venezia Orientale presenta gravi difficoltà che riteniamo debbano essere ben chiare alla comunità di riferimento e ai decisori politici, a livello locale, regionale e nazionale.
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