L’Asvo ad una svolta. I rifiuti come bene comune
In queste settimane l’Asvo è al centro di un dibattito che dall’interno è passato ai comuni interessati, ma anche sui quotidiani locali. Al centro dell’attenzione c’è una scadenza tecnica, la stessa che ha coinvolto i consorzi della gestione dell’acqua con il famigerato art.15 della legge 166 del 20 novembre 2009. Entro il 31 dicembre 2011, i rifiuti del bacino portogruarese o vanno in gara, quindi presumibilmente in competizione tra società di certe dimensioni e in grado di svolgere tutte le operazioni, oppure possono rimanere in gestione se l’Asvo vende almeno il 40% ad un socio privato. L’Asvo si è attivata da tempo per orientarsi tra le due possibili opzioni che sono passate da ipotesi del Cda a oggetto di decisione dell’Assemblea dei soci, cioè i comuni.
La prima opzione può essere ‘governata’ con un buon espediente. Anziché dare la gestione in gara a grandi imprese, si può far parte di una di queste, capace di vincere le gare. La candidata naturale è Veritas Spa (Veneziana Energia Risorse Idriche Territorio Ambiente Servizi), la società veneziana che si autodefinisce “la prima multiutility del Veneto per dimensioni e fatturato e una delle più grandi d’Italiaâ€. Una società interamente pubblica che opera in 30 comuni, sia sull’acqua che sui rifiuti. Su questi in particolare opera con la Ecoprogetto Venezia Srl, un società mista “controllata da Veritas (che ne detiene il 66,6%) e partecipata dal Gruppo Ladurner di Bolzano (23,4%), una delle principali realtà attive nel settore ambientale in Italia, e da Ascopiave – Asco Holding (10%), società veneta che opera nel ciclo energetico†(come recita il suo sito). Ecoprogetto ha un ‘polo integrato’ (un impianto per la produzione di CDR, combustibile derivato dai rifiuti, e un termovalorizzatore, un inceneritore, per intenderci) a Fusina, dove già oggi finisce il residuo secco non riciclabile del bacino portogruarese. E’ noto infatti che la discarica di Centa Taglio ormai dall’agosto 2008 ha smesso la sua attività di smaltimento. L’operazione Ecoprogetto prevede lo scambio azionario del 20% di Ecoprogetto con il 50% circa di Asvo, ma la perdita di fatto del controllo societario.
La seconda opzione è dunque la cessione ‘solo’ del 40% ad un privato, un socio cogestore. In questo caso la gestione ‘in house’, cioè in casa, rimane tale per legge per altri 15 anni. Naturalmente ci sono diversi protagonisti del settore. Sappiamo di contatti con società che operano già in zone limitrofe e con problematiche pressoché uguali, in particolare nella gestione dei rifiuti delle spiagge, un problema che va da Lignano a Jesolo, passando per le nostre Bibione e Caorle.

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Colloquio con Zanon Adriano membro del Consiglio di Amministrazione ASVO