30 novembre 2010Pubblicato da Ivo Simonella
(Pubblichiamo l’intervento dell’Assessore alle Politiche Ambientali e alla MobilitĂ al Consiglio Comunale di lunedì 29 novembre 2010)
Per sgomberare ogni dubbio, dico subito che per quanto non siano disponibili ancora progetti precisi sul tratto di nuova linea ferroviaria di cui parliamo, il suo impatto ambientale sarĂ in ogni caso elevatissimo, così come elevatissimo sarĂ l’impatto sociale sulle comunitĂ che verranno attraversate.
Se immaginiamo infatti che sul nostro territorio siano realizzate le stesse opere dei tracciati giĂ eseguiti in altre parti d’Italia possiamo descrivere l’alta velocitĂ come una serie di strutture di tipo viadottistico o su terrapieno che possono essere alte fino all’equivalente di una casa a 4 piani, con il treno che ci passerĂ sopra, quindi grande impatto paesaggistico, ma anche elevato consumo di suolo e rischio idrogeologico.
Quindi, se la terza corsia in qualche modo dal punto di vista paesaggistico, almeno per lunghi tratti può anche essere in qualche modo mitigata, come visuale, se lo si vorrĂ , questo sarĂ certo impossibile per l’alta velocitĂ .
(continua…)
29 novembre 2010Pubblicato da Ermes Drigo
«Il Corridoio 5 dovrebbe collegare Ovest e Est Europa passando per Trieste. L’impatto del progetto sui traffici di lunga distanza è scarso. Eppure, ogni ipotesi alternativa è vista come un tentativo di isolare l’Italia. PerchĂ© dietro i nazionalismi si nasconde il timore di perdere i finanziamenti europei per le infrastrutture. Sarebbe però piĂą efficace sostenere le nostre richieste con analisi economiche serie e non con motivazioni geopolitiche peregrine.» Così si esprime Marco Ponti, docente di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano, e siccome noi non siamo nĂ© stregoni nĂ© polipi vogliamo ragionare e discutere senza essere accusati di far perdere al territorio una grande opportunitĂ e soprattutto senza furore nazionalistico.
PerchĂ© paventare un’alternativa di corridoio a nord delle Alpi come una barriera in grado di isolare l’Italia dall’Europa, è stato chiesto a Ponti. La ragione è semplicissima, afferma il docente di Economia dei trasporti e ha a che vedere con il «timore che vengano meno i fondi europei per gli investimenti italiani nel corridoio, specificatamente per il nuovo valico ferroviario del FrĂ©jus (per il quale i francesi hanno emesso recentemente una valutazione di scarsa prioritĂ ) e per la linea alta velocitĂ Torino-Trieste, cioè per infrastrutture che interessano tutt’al piĂą noi, non certo gli scambi Lisbona-Kiev. Non è una motivazione ignobile. Tuttavia, sarebbe assai piĂą efficace dimostrare la validitĂ delle infrastrutture che ci interessano, qualsiasi ne sia l’orientamento geografico, con accurate analisi economiche e finanziarie, e richiedere che le scelte europee siano basate su queste. Esistono, tra l’altro, solidi modelli di previsione di traffico per l’”Europa estesa a Est”, che consentono valutazioni non arbitrarie delle prioritĂ infrastrutturali».
Troppo semplice, ovvio, lapalissiano: fare delle valutazioni non arbitrarie delle priorità funzionali. Siccome noi rossoverdi non siamo né in grado di fare le valutazioni tecniche richieste né siamo in possesso di studi simili, possiamo per ora, come indicato anche dal nostro Ivo Simonella, assessore in comune di Portogruaro, riportare quali sono i fatti fino ad oggi accaduti, quali sono nel settore dei trasporti le priorità del nostro territorio, e quali sono le invarianti; i paletti per noi invalicabili.
(continua…)
28 novembre 2010Pubblicato da lacittafutura.net
Sabato 4 dicembre 2010, dalle 15.00 alle 19.00
Sala del Caminetto Villa Comunale – Portogruaro
Incontro pubblico sul CORRIDOIO 5.
Interverranno: (continua…)