4 gennaio 2011Pubblicato da Patrizia Daneluzzo
Come nelle migliori tradizioni, approfitto degli ultimi giorni dell’anno per fare un consuntivo dei risultati raggiunti nell’anno in corso, con conseguenti propositi per quello alle porte. Per farlo, prenderò spunto dalla mia collezione di numeri della Città Futura, strumento di informazione politica locale della nostra Lista (lasciatemelo dire, come primo risultato direi egregiamente raggiunto). Quali sono i temi che abbiamo trattato quest’anno? E cosa abbiamo invece fatto in questi nove mesi al governo della città ? Cosa ci impegniamo quindi a fare nell’anno nuovo?
Partirei dal tema dell’acqua come bene pubblico: su questo fronte voglio decisamente sottolineare la nostra lotta nel contrastare la decisione di cedere il 40% delle quote degli acquedotti ai privati entro il 31.12.2010, con il conseguente slittamento di un anno del termine ultimo per tale eventuale operazione e l’inserimento della dichiarazione dell’acqua come bene pubblico all’interno dello Statuto Comunale, che dovrebbe consentirci di mantenerne pubblica la gestione. Il nostro impegno sul fronte del contrasto alla privatizzazione dell’acqua ovviamente continua anche nell’anno nuovo.
Sul tema delle biomasse è dell’ultimo consiglio comunale – dopo un periodo dedicato alla ricerca, non ottenuta, dell’unanimità consigliare – l’approvazione di un ordine del giorno, proposto dalla componente rossoverde, con cui chiediamo alla Regione di sospendere il rilascio di autorizzazioni alle centrali a biomasse sul nostro territorio e di adottare le Linee guida ministeriali che ne regolamentano la diffusione, escludendo di fatto territori con le caratteristiche di quello portogruarese. Legato al tema delle biomasse e della promozione del settore agricolo, lo sforzo che stiamo facendo per realizzare un Farmers’ Market, un mercato dei prodotti agricoli locali, che ci impegniamo a portare a termine entro il prossimo anno. Iniziativa, questa, che si lega anche al tema del lavoro e della green economy.
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6 novembre 2010Pubblicato da Ivo Simonella
In queste settimane l’Asvo è al centro di un dibattito che dall’interno è passato ai comuni interessati, ma anche sui quotidiani locali. Al centro dell’attenzione c’è una scadenza tecnica, la stessa che ha coinvolto i consorzi della gestione dell’acqua con il famigerato art.15 della legge 166 del 20 novembre 2009. Entro il 31 dicembre 2011, i rifiuti del bacino portogruarese o vanno in gara, quindi presumibilmente in competizione tra società di certe dimensioni e in grado di svolgere tutte le operazioni, oppure possono rimanere in gestione se l’Asvo vende almeno il 40% ad un socio privato. L’Asvo si è attivata da tempo per orientarsi tra le due possibili opzioni che sono passate da ipotesi del Cda a oggetto di decisione dell’Assemblea dei soci, cioè i comuni.
La prima opzione può essere ‘governata’ con un buon espediente. Anziché dare la gestione in gara a grandi imprese, si può far parte di una di queste, capace di vincere le gare. La candidata naturale è Veritas Spa (Veneziana Energia Risorse Idriche Territorio Ambiente Servizi), la società veneziana che si autodefinisce “la prima multiutility del Veneto per dimensioni e fatturato e una delle più grandi d’Italiaâ€. Una società interamente pubblica che opera in 30 comuni, sia sull’acqua che sui rifiuti. Su questi in particolare opera con la Ecoprogetto Venezia Srl, un società mista “controllata da Veritas (che ne detiene il 66,6%) e partecipata dal Gruppo Ladurner di Bolzano (23,4%), una delle principali realtà attive nel settore ambientale in Italia, e da Ascopiave – Asco Holding (10%), società veneta che opera nel ciclo energetico†(come recita il suo sito). Ecoprogetto ha un ‘polo integrato’ (un impianto per la produzione di CDR, combustibile derivato dai rifiuti, e un termovalorizzatore, un inceneritore, per intenderci) a Fusina, dove già oggi finisce il residuo secco non riciclabile del bacino portogruarese. E’ noto infatti che la discarica di Centa Taglio ormai dall’agosto 2008 ha smesso la sua attività di smaltimento. L’operazione Ecoprogetto prevede lo scambio azionario del 20% di Ecoprogetto con il 50% circa di Asvo, ma la perdita di fatto del controllo societario.
La seconda opzione è dunque la cessione ‘solo’ del 40% ad un privato, un socio cogestore. In questo caso la gestione ‘in house’, cioè in casa, rimane tale per legge per altri 15 anni. Naturalmente ci sono diversi protagonisti del settore. Sappiamo di contatti con società che operano già in zone limitrofe e con problematiche pressoché uguali, in particolare nella gestione dei rifiuti delle spiagge, un problema che va da Lignano a Jesolo, passando per le nostre Bibione e Caorle.
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11 ottobre 2010Pubblicato da Ermes Drigo
Diamo i voti. La ripresa del dialogo con la comunità , i tagli della manovra finanziaria non fermeranno l’attività del comune, “reinventiamo nuove modalità gestionali del comuneâ€, questi erano i sottotitoli della relazione sui primi 100 giorni di attività amministrativa del comune di Portogruaro. Impegnativo il documento, importanti gli obiettivi espressi nell’incontro con tutti i componenti delle liste. Ci troviamo verso le diciannove al ristorante Prà Grande per sentire cosa ci dice il Sindaco, poi ovviamente mangeremo assieme: buona l’idea di presentare una relazione politica in un ristorante un po’ prima della cena. Bene, voto 9.
Arrivo un po’ tardi, il Sindaco impaziente deve ancora iniziare, c’è tanta gente, fa caldo, i tavoli sono preparati, sarà dura ascoltare. Peccato per Michele che non può esserci perché la sala al primo piano non è accessibile per i disabili. Accidenti: dobbiamo sempre pensare anche a quelle persone, amici sempre più numerosi che hanno delle disabilità . Male, voto 2.
Ovviamente la relazione non è il resoconto di risultati ottenuti, troppo breve il tempo, riporta valutazioni e progetti del Sindaco. La Giunta comunale di Portogruaro è una squadra che funziona e il lavoro degli assessori è apprezzato dal Sindaco. Bene, voto 7.
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3 ottobre 2010Pubblicato da Patrizia Daneluzzo
Nel cuore di una crisi economica tutt’altro che superata, che sta anzi oggi mostrando le sue conseguenze più tragiche a livello sociale, la discussione politica a Portogruaro pare aver toccato l’acme. Sul tavolo ci sono i problemi attuali, ma dal loro approccio dipenderà il futuro della nostra comunità .
Il problema cruciale è naturalmente il lavoro. In questi giorni la V commissione consiliare (Innovazione Sviluppo Lavoro) ha ospitato, in un’affollatissima riunione nella sede municipale, le rappresentanze sindacali del territorio, in particolare, ma non solo, quelle delle due maggiori aziende in crisi: il Linificio Zignago e la Nuova Pansac. Lungi dall’essere un elenco di richieste e recriminazioni, si è rivelato invece un incontro ricco di spunti di riflessione. Quello che induce alla solidarietà con questi lavoratori è infatti la loro forza e dignità più che il loro bisogno di aiuto. Non voglio quindi soffermarmi sugli impegni immediati che l’Amministrazione Comunale se è assunta: la disponibilità a reperire in bilancio, per quanto possibile, fondi per affiancare gli ammortizzatori sociali stanziati dai livelli di governo superiori e la disponibilità , per altro già ampiamente dimostrata, di fare da intermediario delle esigenze dei lavoratori presso il Ministero o altri protagonisti. Mi sembra infatti più interessante sottolineare le questioni strategiche che le rappresentanze sindacali hanno posto: qual è la nostra vocazione territoriale? Che futuro vogliamo per quest’area?
Non è la prima volta che ci poniamo queste domande, ma il panorama di crisi potrebbe proprio incentivare a trovare delle risposte. Risposte che non possono essere date dalla sola Amministrazione Comunale, ma che richiedono un ragionamento corale di tutti gli attori del territorio, economici e sociali, nonché dei cittadini stessi. Proprio per questo, ritengo che i tempi siano maturi per convocare i cosiddetti ‘Stati generali’ per parlare del futuro del portogruarese in campo economico, commerciale e turistico in primis.
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15 settembre 2010Pubblicato da Ivo Simonella
In questo periodo tutti gli enti locali stanno facendo i conti con due strumenti fondamentali di gestione della cosa pubblica: il patto di stabilità e la manovra economica del Governo. Il primo è uno strumento perverso che obbliga, per dirlo in modo semplicistico, gli enti locali a non spendere più di una certa cifra in base a dei parametri piuttosto complicati. E’ un discorso che incide particolarmente sulle opere pubbliche. L’assurdo è che, al fine del patto, un avanzo di amministrazione non può essere considerato come una entrata. Quindi se un comune ha dei soldi risparmiati non può spenderli. Mentre lo sforamento del patto dà luogo a ricadute molto gravi, come l’ulteriore taglio di trasferimenti dallo Stato al Comune per un importo pari allo sforamento e l’impossibilità di assumere personale.
La manovra economica invece, proprio come scelta principale, ridurrà in maniera significativa i trasferimenti dello stato verso comuni, regioni e province: Portogruaro si stima avrà oltre 500 mila euro in meno; ulteriore effetto sarà anche una riduzione del personale, dato che solo un pensionato su cinque potrà essere sostituito. Certo non bisogna piangersi addosso, ma è anche vero che la rabbia è tanta, se si pensa a quanto lo Stato potrebbe risparmiare e, soprattutto, al fatto che il comune virtuoso viene trattato come quello spendaccione: se il nostro è un comune con un basso rapporto di dipendenti per abitante, perché è obbligato a non assumere tanto quanto ad esempio un comune del vicino Friuli, dove i dipendenti sono in proporzione molti più dei nostri?
Comunque quello che è certo è che si dovrà ragionare per priorità e per aggregazioni, quindi bisogna farlo con metodo. Tornano utili qui i ragionamenti, per nulla scherzosi, fatti per l’area protetta del portogruarese centrale per la tutela del centrosinistra. Il metodo per scelte così importanti non può che essere quello partecipativo e della condivisione, con la maggioranza, con i dipendenti e con la cittadinanza, cittadinanza che deve possedere tutti gli strumenti – ad esempio un bilancio semplificato comprensibile – di conoscenza utili alle decisioni. Ma se è vero che bisogna fare di necessità virtù, perché non avviare rapporti di collaborazione e di messa in comune di personale e servizi almeno tra le quattro amministrazioni di centrosinistra ‘superstiti’?
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