La Città Futura

il progetto rossoverde per Portogruaro
 

Un parcheggio pieno di sciocchezze

13 gennaio 2017
Pubblicato da La Città Futura

Paradossali incoerenze

Parcheggio di Via Valle a Portogruaro e Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro (Legge 28.12.2015 n. 221 art. 5 – Decreto Ministeriale n. 208 del 20.7.2016).

Un anno fa la Giunta Senatore aveva inteso adibire a parcheggio l’area verde di Via Valle adiacente alla Scuola Pascoli, infischiandosene delle numerose prese di posizione di cittadini e residenti, ignorando le osservazioni contrarie di comitati, associazioni e forze politiche e tentando di far trasferire il milione di euro di finanziamento regionale per la realizzazione del park interrato nell’area del Pio X (progetto indubbiamente più funzionale alla valorizzazione del centro storico). Fortunatamente il progetto, che aveva lo scopo di creare 105 posti auto a servizio del Centro Storico, fu bocciato dalla Regione che revocò il finanziamento assegnando il finanziamento stanziato al Comune di San Giovanni Lupatoto.

Oggi la stessa Giunta Senatore riesuma lo stesso progetto per partecipare ad un bando promosso dal Ministero dell’Ambiente sulla mobilità sostenibile che finanzia “programmi di riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici”.

E’ PARADOSSALE che si possa ritenere che questo tipo di progetto possa avere come finalità la riduzione del traffico e dell’inquinamento e porti a una riduzione dei veicoli in sosta in prossimità della scuola; ancor di più se pensiamo che la stessa Giunta Senatore un anno fa ha incentivato il traffico in centro storico, aprendo al transito degli autoveicoli Borgo S. Giovanni e modificando tutta la viabilità, senza tener conto del Piano Urbano del Traffico vigente, che anche con questo progetto viene totalmente disatteso, dato che il parcheggio di via Valle nel Piano non è previsto!

L’INCOERENZA sembra del resto essere una delle caratteristiche principali nella gestione delle opere pubbliche a Portogruaro:

• prima, l’intervento viene inserito nel programma opere pubbliche per un valore di 300.000 euro con la seguente dicitura: ”Nuove aree di sosta a servizio del centro storico 1° stralcio (Via C.Valle e Piazza Castello)”, con modalità di finanziamento derivante da vendita immobili area Perfosfati;

• poi, con successiva deliberazione la n. 236 del 27.12.2016, la Giunta Senatore fa rientrare lo stesso intervento come “azione finalizzata” (…) “a ridurre il numero degli autoveicoli in circolazione, favorendo la mobilità ciclistica o pedonale” (…) “e delle soste di autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici”.

• infine, nella seduta consiliare del 29.12.2016 si conferma la precedente denominazione e modalità di finanziamento in totale disaccordo con la deliberazione assunta dalla Giunta solo due giorni prima.

La normativa nazionale al riguardo è chiara. L’art. 1 del D. M. 208 del 20.7.2016 (molto antecedente al programma opere pubbliche) indica precisamente gli obiettivi che si intendono perseguire e cioè: incentivare scelte di mobilità sostenibile per favorire gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola con mezzi di trasporto sostenibili e favorire la riduzione del numero di autoveicoli privati in circolazione, anche al fine di ridurre il traffico, l’inquinamento e la sosta di autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici e delle sedi di lavoro.

Come si fa a sostenere che un’area verde adiacente ad una scuola viene riconvertita a parcheggio proprio per ridurre la sosta di autoveicoli? E’ UNA CONTRADDIZIONE EVIDENTE, oltre che una scelta illogica.

Le eccezioni più volte sollevate sulla destinazione urbanistica dell’area sono del tutto fuori tempo e fuorvianti: la scelta se fare o non fare non può essere scaricata su programmazioni generali precedenti, è una scelta di cui deve assumersi la totale responsabilità chi governa la città in questo momento.

L’area verde di Via Valle è un valore indiscutibile proprio perché vicina ai plessi scolastici, perché i parcheggi a servizio delle scuole sono numerosi, perché le esigenze intervenute sono state più volte documentate – non per ultima quella che la scuola avrebbe peraltro la necessità di esser ampliata.

La normativa prevede peraltro ben altri interventi per i quali sarebbe stato eventualmente opportuno chiedere finanziamenti (percorsi protetti; progetti di bicibus e pedibus; parcheggi per biciclette protetti; buoni mobilità; zone 30; isole pedonali attorno alle scuole, ecc.), come hanno fatto altri Comuni del nostro territorio che hanno aderito al protocollo d’intesa.

Tra tutti gli interventi possibili a Portogruaro viene invece scelto l’unico intervento in aperto contrasto con le finalità della legge: un parcheggio a ridosso di una scuola!

Partito Democratico
Lista Rosso Verde – La Città Futura
Lista Città per L’Uomo

13 gennaio 2017

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Una viabilità dannosa e una salute senza tutela

12 febbraio 2016
Pubblicato da La Città Futura

Non siamo certo i soli a preoccuparci della salute dei portogruaresi, ci sono diverse associazioni e anche i singoli cittadini sono capaci d’iniziative intelligenti e coraggiose.

E’ il caso del dottor Oreste Mauro, cittadino portogruarese e medico in pensione, già responsabile della Terapia del Dolore e Cure Palliative del nostro Ospedale, che ha inviato un esposto alla Procura di Venezia sul “danno alla sicurezza e alla salute dei cittadini che accedono al centro storico di Portogruaro determinato dalla riapertura lo scorso dicembre di detto centro al traffico automobilistico” e che qui sotto riproduciamo.

Non servono tanti commenti alle osservazioni del dr. Mauro, se non la sottolineatura che la nuova viabilità non ha portato solo un fastidio estetico o disagi agli abitanti del centro storico, non è solo potenzialmente pericolosa, ma è già oggettivamente dannosa alla sicurezza ed alla salute di chi ne è coinvolto.

Conseguentemente, scrive il nostro concittadino, “se il Sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione e del suo territorio e il Consiglio Comunale condivide questa responsabilità, è legittimo chiedersi, in situazioni quale quella descritta, di quale tutela godano i cittadini di Portogruaro che accedono al centro storico”.

Esposto del dr. Mauro (11 febbraio 2016)

 

 

 

Lo stile e la facciata

18 settembre 2014
Pubblicato da Adriano Zanon

Sulla vicenda della sponsorizzazione Zignago e certi commenti sui rossoverdi

Finalmente anche il blogger portogruarese Stefano Zanet dedica un po’ di attenzione ai rossoverdi che con sciatteria chiama prima “lista d’ispirazione ambientalista Città futura-Rosso Verde”, poi “Lista Rosso-Verde Città Futura”. Lo fa in occasione del voto in Consiglio comunale di lunedì 15 settembre sulla sponsorizzazione della Zignago Holding. Ma è meglio riassumere bene il fatto.

Primo. L’8 agosto la Giunta Comunale ha deliberato l’approvazione di una sponsorizzazione della Zignago Holding. Costei spenderà 122.344 euro (più Iva) per ridipingere entro il 2014 la facciata della Villa Comunale che compare come logo delle Cantine Santa Margherita, mentre il Comune concede per otto anni (1) di usufruire della Villa Comunale per eventi e di associare l’immagine aziendale ad una importante opera di valorizzazione, (2) di usufruire della sala del Caminetto per incontri e simposi aziendali, (3) di farsi pubblicità dell’intervento sulla Villa Comunale quando lo ritiene opportuno. In Giunta hanno votato a favore quattro assessori (Villotta, Daneluzzo, Drigo, Ret), mentre due membri erano assenti (Bertoncello e Bellotto).

Secondo. Il 15 settembre in Consiglio Comunale la delibera passa dopo un animato dibattito con il voto favorevole di tutti, ma con l’astensione della rossoverde Lucia Steccanella che ha dichiarato (testo tratto dal suddetto blog):

“Sono consapevole che questo periodo storico ed economico più di sempre necessita della collaborazione tra cittadini ed istituzioni, tra pubblico e privato. Non sono mai stata e non lo sono neanche ora contraria al reciproco sostegno che virtuosamente si può realizzare in una relazione tra imprenditoria privata ed amministrazione pubblica. Non sono contraria quindi alla sponsorizzazione come metodo di recupero fondi soprattutto quando questi sono indispensabili alla realizzazione di opere finalizzate al mantenimento di importanti strutture pubbliche e come in questo caso (la ristrutturazione della facciata della Villa Comunale ndr.) di una struttura a servizio della cittadinanza. Sono contraria, invece, ad utilizzare luoghi pubblici, anche in cambio di denaro, per fare pubblicità ai prodotti di un’azienda come la Zignago Holding. La Zignago Holding – prosegue la consigliera Steccanella – ha costruito ed attivato un impianto a biomasse che, come ben mi ricordava il consigliere comunale Renzo Mazzon durante la commissione, rispetta tutta la normativa vigente nel campo delle energie rinnovabili. Peccato, però, che la legge può essere spesso rispettata pur eludendo il buon senso. La centrale di proprietà della Zignago Holding non usa scarti di produzione come dovrebbe, ma brucia legname in una zona che non produce legname e quindi deve trasportarselo da altri luoghi aumentando il traffico e l’inquinamento. Aumenta gli effetti della combustione in una zona in cui qualcuno aveva persino pensato di vietare il falò dell’Epifania. Inoltre non è controllato da un idoneo sistema di monitoraggio. In effetti viene controllata solo l’aria nei dintorni dei luoghi della centrale dove è posizionata. Poiché penso, non da oggi, che questa azienda non si stia comportando in modo rispettoso nei confronti dell’ambiente e delle persone, e non solo dei cittadini del comune in cui è stata costruita, non darò il mio voto favorevole a questa delibera.”

Figurarsi se poteva dire certe cose! Così, legittimamente, questa posizione è stata subito commentata dai consiglieri di minoranza Mascarin, Gradini (su cui torneremo) e Florean. Ognuno fa il suo mestiere. Come l’ha fatto il blogger di destra che ha chiuso così:

“A noi, però, non è sfuggito il fatto che l’assessore all’ambiente, Patrizia Daneluzzo, aveva precedentemente votato a favore di questa delibera in giunta. Ed entrambe fanno parte dello stesso gruppo: “Lista Rosso-Verde Città Futura”. Lascio a voi lettori tirare le opportune conclusioni.”

A noi invece, che non facciamo informazione (si fa per dire) come il blogger, ma politica, la posizione dei rossoverdi ci pare sia stata ancora una volta seria e responsabile, anzi nell’occasione l’unica tra tutte le forze politiche, di maggioranza e di minoranza. Intanto informiamo che la questione è stata discussa all’interno del nostro gruppo, se per caso si fosse pensato, non c’è stato nessuno scontro tra assessore e consigliere rossoverdi. Solo che ognuno fa il suo mestiere.

Non pretendiamo che tutti ci capiscano, ma chiediamo: (a) vista la situazione attuale, era possibile procurare un danno economico al Comune? (b) vista la netta vittoria della Zignago sull’esercizio della centrale a biomasse, era possibile aprire un’altra trincea su un terreno già perso? (c) visto l’oggetto, sarebbe stato più serio non partecipare al voto in Giunta? (d) vista la situazione di resistenza in cui ci troviamo (tutti) rispetto alla centrale a biomasse, sarebbe stato giusto far finta di niente e non dichiarare che ci fa schifo ma ingoiamo questo rospo?

Ecco, la differenza tra tanti protagonisti della politica, nazionale e locale, e noi, sta tutta qui. Noi sappiamo di vivere in una situazione piena di contraddizioni e facciamo di tutto per modificarla, anche vivendo le stesse contraddizioni sulla nostra pelle. Non pretendiamo né di aver ragione né di dettar legge, ma siamo contrari alla politica come pura testimonianza. Pensiamo che la nostra presenza in questa maggioranza sia stata utile, in molte se non tutte le occasioni, per spostare almeno un po’ la politica locale su posizioni e obiettivi che riteniamo giusti. E sappiamo mandar giù i rospi. Ogni rospo ci dà energie per una nuova battaglia.

Infine, sul consigliere Gradini. Anche qui, non pretendo certo che costui capisca la nostra strategia, ma visto che si è manifestato su di noi in generale e su Patrizia Daneluzzo in particolare come fossimo dei mercenari, gente senza principi e senza scrupoli, pur di raccattare qualche soldo e magari un futuro politico, devo dire che – incredibilmente – stavolta non mi è dispiaciuto. La sua carriera politica è sempre stata legata a formazioni che hanno fatto buon perno sulla carriera, sull’affare, sulla disinvoltura morale, così se ora dice certe cose forse ha fatto una profonda riflessione sui guasti di certi comportamenti e siamo lieti di averlo, almeno moralmente, dalla nostra parte. Certo non pretenda di far affari con noi. Siamo strani, siamo legati a certe manie, come l’ambiente, la legalità, i diritti di tutti gli esseri viventi, e tutto sommato non ci preoccupa veramente la carriera politica individuale. Insomma, anche nel suo nuovo corso, stia sempre un po’ alla larga da noi.

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Staffetta, ma la corsa continua

21 marzo 2014
Pubblicato da La Città Futura

Nella mattina di oggi, 21 marzo, primo giorno di primavera, il sindaco Antonio Bertoncello ha comunicato le dimissioni di Ivo Simonella da Assessore e la sua sostituzione con Patrizia Daneluzzo, nonché la redistribuzione di alcuni referati.

Noi rossoverdi vogliamo ringraziare anche pubblicamente Ivo Simonella per l’intelligenza dimostrata e la sua assidua dedizione al ruolo di Assessore. La sua esperienza merita il riconoscimento nostro e dei cittadini per lo stile di lavoro, lo spirito di confronto e di dialogo, il coraggio all’innovazione, sempre fusi con la lealtà al progetto amministrativo votato.

Facciamo gli auguri a Patrizia Daneluzzo, già nostro Capogruppo, che viene nominata in Giunta, dove siamo certi che anche nel poco tempo che ci separa dalle prossime elezioni amministrative darà un’altra dimostrazione della sua passione ed intelligenza.

Salutiamo il nuovo consigliere comunale Lucia Steccanella che fa così la sua prima esperienza, ma che non sarà mai sola, avrà tutto il nostro supporto.

Ci saranno altre occasioni e sedi per analizzare il lavoro fatto, come le difficoltà, i problemi, i compromessi in un periodo particolarmente difficile dell’amministrazione comunale di Portogruaro. Difficoltà e problemi certamente non solo locali, nei quali si è trovato tutto il nostro Paese. Alcuni problemi tra quelli affrontati hanno avuto natura esogena, come i limiti di spesa, come alcuni problemi ambientali (Terza corsia, centrali a biomasse, ipotesi TAV) o quello della minaccia di non avere più un presidio ospedaliero a Portogruaro. Altri erano di natura endogena, interni all’attuale maggioranza (p.es. il difficile confronto sul PAT).

Noi rossoverdi siamo consapevoli che nel 2010 la vittoria dello schieramento che appoggiava la candidatura di Bertoncello sia stata un successo meritato, sia per i contenuti apprezzati dai cittadini con il voto, sia perché ottenuto in un contesto estremamente difficile, col voto simultaneo alle Regionali, che fu un plebiscito favorevole alle destre. Ma pensiamo che le ragioni del nostro ruolo – decisivo in quell’occasione – e della nostra presenza siano ancor più forti oggi.

La Lista Rossoverde “La Città Futura” è una lista civica comunale aperta alla partecipazione di “tutti coloro che si riconoscono nei valori della pace, della solidarietà, della legalità, della partecipazione, della sostenibilità, della tutela dell’ambiente, della difesa dei diritti” – niente di più e niente di meno. Su questa ispirazione di fondo restiamo aperti al contributo ed al confronto con tutti i nostri concittadini.

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Ma i rossoverdi quanto contano in questa maggioranza che governa Portogruaro?

9 dicembre 2012
Pubblicato da Ivo Simonella

Anticipiamo l’editoriale di LCF21, di prossima uscita.

Se dovessimo soffermarci solo sui numeri dovremmo dire poco, visto che la nostra rappresentanza in Consiglio Comunale vale un voto su tredici e in Giunta uno su sette. Ma la nostra presenza è fatta di idee, di suggerimenti, di visioni da angolature diverse rispetto ad altri, spesso di lungimiranza. E quando si è lungimiranti è più complicato far passare le proprie idee specie se si è circondati da gruppi politici che vedono la mediazione come principale metodo di governo.

Le mediazioni, spesso, danno origine a posizioni poco chiare che la gente fa fatica a capire. Bisogna avere più voglia di guardare avanti, di assumere posizioni precise. Non per prenderci meriti, ma per segnalare come, alle volte, la lungimiranza, se condivisa, ci avrebbe consentito, come maggioranza, di anticipare tante questioni, di fungere da capofila rispetto ad altri Comuni, di essere più chiari verso i nostri cittadini. Tre sono i temi cui faccio riferimento: l’acqua pubblica, il TAV, il governo del territorio.

Sull’acqua abbiamo dovuto lavorare tanto (era il 2010) per convincere il resto della maggioranza (e dei Comuni) che la vendita ai privati di una parte delle quote della società Basso Livenza non era il male minore, ma un errore. Ed è stata dura, perché abbiamo saputo tardi della questione (c’era il commissario) e abbiamo dovuto impuntarci, contattare un avvocato di Torino, in qualche modo obbligare l’allora presidente del Basso Livenza a seguirci nell’incontro con lo studio legale (avvenuto a Milano lo stesso giorno in cui era programmato il Consiglio Comunale decisorio). Alla fine, tutti i Comuni hanno capito che era un errore la scelta di vendere una parte delle quote. Come avremmo spiegato che mentre si raccoglieva firme per il referendum sull’acqua si stavano vendendo le quote? E che figura avremmo fatto poi a referendum vinto?

Sul TAV non si può negare che più di qualcuno della maggioranza aveva dato per scontato che non avevamo voce in capitolo, che la nuova linea si sarebbe fatta su un tracciato o sull’altro, ma col sistema dell’Alta Velocità-Alta Capacità (in viadotto per intenderci). Si è lavorato piuttosto per cercare di portare a casa qualcosa per “lo sviluppo”, come la possibilità che Portogruaro fosse almeno un punto idoneo alla interconnessione con le merci. Qui fin da subito abbiamo chiesto che si studiassero altre ipotesi, in primis il potenziamento della linea storica. In Consiglio Comunale l’assessore regionale Chisso aveva detto che la linea era satura. Ora la nostra posizione è quella proposta dal Commissario Mainardi, non certo per merito nostro, ma per puro buonsenso. Se una linea è utilizzata al 40% e posso migliorarla, perché farne una nuova? E non è meglio aggiungere due binari, se e quando serviranno, a fianco di quelli attuali, senza viadotti o altre strutture? Se l’amministrazione avesse cavalcato subito, in maniera chiara, l’ipotesi del potenziamento della linea storica al posto del TAV, saremmo stati capiti meglio e, appunto, ci saremmo mostrati lungimiranti.

Infine, il governo del territorio che si sta ora estrinsecando con il nuovo strumento urbanistico, il PAT. Qui l’obiettivo di lungimiranza e di “Comune esempio” doveva essere lo STOP al Consumo del suolo. E’ un tema molto sentito dalla popolazione. Invece, a un documento preliminare, che tutto sommato andava in questa direzione, è seguito un PAT più incerto da questo punto di vista, meno determinato direi. Si è sempre detto che l’attuale Piano Regolatore era sovradimensionato e in alcuni punti bloccato, in particolare su comparti importanti per la città come Scardellato, Bergamin, Consorzio Agrario. Il nostro lavoro è stato quello di far passare il concetto che aggiungere nuove aree di intervento era possibile solo se si svuotava il PRG vigente. E così sarà: alla fine, la volumetria rimarrà la stessa e il consumo di suolo si ridurrà visto anche che molte aree prima indicate come F2V (verde sportivo), che non erano a volumetria zero, torneranno a essere agricole.

Così possiamo confermare l’inizio di questo editoriale. Se i rossoverdi in Consiglio Comunale non contano tanto come numeri, hanno contato e contano, eccome, come idee ed impegno. E da questi non ci tireremo indietro.

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Per un anno migliore

4 gennaio 2011
Pubblicato da Patrizia Daneluzzo

Come nelle migliori tradizioni, approfitto degli ultimi giorni dell’anno per fare un consuntivo dei risultati raggiunti nell’anno in corso, con conseguenti propositi per quello alle porte. Per farlo, prenderò spunto dalla mia collezione di numeri della Città Futura, strumento di informazione politica locale della nostra Lista (lasciatemelo dire, come primo risultato direi egregiamente raggiunto). Quali sono i temi che abbiamo trattato quest’anno? E cosa abbiamo invece fatto in questi nove mesi al governo della città? Cosa ci impegniamo quindi a fare nell’anno nuovo?

Partirei dal tema dell’acqua come bene pubblico: su questo fronte voglio decisamente sottolineare la nostra lotta nel contrastare la decisione di cedere il 40% delle quote degli acquedotti ai privati entro il 31.12.2010, con il conseguente slittamento di un anno del termine ultimo per tale eventuale operazione e l’inserimento della dichiarazione dell’acqua come bene pubblico all’interno dello Statuto Comunale, che dovrebbe consentirci di mantenerne pubblica la gestione. Il nostro impegno sul fronte del contrasto alla privatizzazione dell’acqua ovviamente continua anche nell’anno nuovo.

Sul tema delle biomasse è dell’ultimo consiglio comunale – dopo un periodo dedicato alla ricerca, non ottenuta, dell’unanimità consigliare – l’approvazione di un ordine del giorno, proposto dalla componente rossoverde, con cui chiediamo alla Regione di sospendere il rilascio di autorizzazioni alle centrali a biomasse sul nostro territorio e di adottare le Linee guida ministeriali che ne regolamentano la diffusione, escludendo di fatto territori con le caratteristiche di quello portogruarese. Legato al tema delle biomasse e della promozione del settore agricolo, lo sforzo che stiamo facendo per realizzare un Farmers’ Market, un mercato dei prodotti agricoli locali, che ci impegniamo a portare a termine entro il prossimo anno. Iniziativa, questa, che si lega anche al tema del lavoro e della green economy.

Sul fronte del lavoro, congiuntamente con la maggioranza, è stato istituito, come da nostro programma elettorale, un fondo per il sostegno alle persone in situazione di crisi lavorativa. Noi rossoverdi  abbiamo poi particolarmente voluto la realizzazione della palazzina che ospiterà il POLINS (primo edificio pubblico in Classe A+ in Regione) ed il controllo ambientale delle aziende che decideranno di insediarsi nell’area ex-ENI.

Per quanto il lavoro non sia, di per sé, una competenza del Comune, nel nuovo anno ci impegniamo anche a riprendere le occasioni formative sulla ristrutturazione energetica degli edifici, che erano state avviate nella scorsa legislatura: lo sviluppo di competenze legate alla ristrutturazione e alla riqualificazione degli edifici è un’opportunità occupazionale non solo interessante, ma decisamente necessaria, se vogliamo dare un giro di vite al problema del consumo di suolo. Da questo punto di vista, invitiamo caldamente l’Amministrazione comunale a riprendere il percorso interrotto del PAT, la cui applicazione consentirà di limitare i danni che ancora oggi originano dal PRG in vigore. Parallelamente, ci impegniamo a ricercare e a proporre all’Amministrazione soluzioni diverse da quella dell’introito degli oneri di urbanizzazione per sostenere le finanze comunali.

Venendo al tema delle energie rinnovabili, il progetto Città Solare ha portato a risultati notevoli, che rimangono patrimonio prezioso dell’Amministrazione e che ci impegniamo a capitalizzare, come il censimento energetico degli edifici comunali, il Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale, l’inserimento di criteri di risparmio energetico negli appalti calore. Abbiamo inoltre richiesto, tra le osservazioni inviate agli organi competenti sul progetto relativo alla Terza Corsia dell’A4, l’adozione di barriere fonoassorbenti fotovoltaiche. Ci impegniamo anche a riprendere le iniziative di sensibilizzazione legate al progetto Vivere con Stile.

Infine, per quanto riguarda il tema della mobilità, abbiamo consolidato il servizio di bike sharing sul territorio comunale e chiediamo all’Amministrazione di procedere con l’implementazione del Piano Urbano del Traffico e di riflettere seriamente sul tema della TAV: tema su cui abbiamo organizzato un interessante incontro dal titolo “Camera con vista sul Corridoio V”. Incontro da cui sono emersi spunti interessanti e preoccupanti sul senso dell’opera in sé e forti perplessità sul fatto che questa infrastruttura possa effettivamente essere utilizzato per trasportare merci (TAC); dubbi che ci impegniamo ad approfondire e a portare all’attenzione di tutta la maggioranza.

Buon anno a tutti!

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L’Asvo ad una svolta. I rifiuti come bene comune

6 novembre 2010
Pubblicato da Ivo Simonella

In queste settimane l’Asvo è al centro di un dibattito che dall’interno è passato ai comuni interessati, ma anche sui quotidiani locali. Al centro dell’attenzione c’è una scadenza tecnica, la stessa che ha coinvolto i consorzi della gestione dell’acqua con il famigerato art.15 della legge 166 del 20 novembre 2009. Entro il 31 dicembre 2011, i rifiuti del bacino portogruarese o vanno in gara, quindi presumibilmente in competizione tra società di certe dimensioni e in grado di svolgere tutte le operazioni, oppure possono rimanere in gestione se l’Asvo vende almeno il 40% ad un socio privato. L’Asvo si è attivata da tempo per orientarsi tra le due possibili opzioni che sono passate da ipotesi del Cda a oggetto di decisione dell’Assemblea dei soci, cioè i comuni.

La prima opzione può essere ‘governata’ con un buon espediente. Anziché dare la gestione in gara a grandi imprese, si può far parte di una di queste, capace di vincere le gare. La candidata naturale è Veritas Spa (Veneziana Energia Risorse Idriche Territorio Ambiente Servizi), la società veneziana che si autodefinisce “la prima multiutility del Veneto per dimensioni e fatturato e una delle più grandi d’Italia”. Una società interamente pubblica che opera in 30 comuni, sia sull’acqua che sui rifiuti. Su questi in particolare opera con la Ecoprogetto Venezia Srl, un società mista “controllata da Veritas (che ne detiene il 66,6%) e partecipata dal Gruppo Ladurner di Bolzano (23,4%), una delle principali realtà attive nel settore ambientale in Italia, e da Ascopiave – Asco Holding (10%), società veneta che opera nel ciclo energetico” (come recita il suo sito). Ecoprogetto ha un ‘polo integrato’ (un impianto per la produzione di CDR, combustibile derivato dai rifiuti, e un termovalorizzatore, un inceneritore, per intenderci) a Fusina, dove già oggi finisce il residuo secco non riciclabile del bacino portogruarese. E’ noto infatti che la discarica di Centa Taglio ormai dall’agosto 2008 ha smesso la sua attività di smaltimento. L’operazione Ecoprogetto prevede lo scambio azionario del 20% di Ecoprogetto con il 50% circa di Asvo, ma la perdita di fatto del controllo societario.

La seconda opzione è dunque la cessione ‘solo’ del 40% ad un privato, un socio cogestore. In questo caso la gestione ‘in house’, cioè in casa, rimane tale per legge per altri 15 anni. Naturalmente ci sono diversi protagonisti del settore. Sappiamo di contatti con società che operano già in zone limitrofe e con problematiche pressoché uguali, in particolare nella gestione dei rifiuti delle spiagge, un problema che va da Lignano a Jesolo, passando per le nostre Bibione e Caorle.

Noi siamo per questa seconda soluzione, cioè la privatizzazione del 40%, per un paio di buoni motivi. Lo scambio azionario con Ecoprogetto ci farebbe perdere sia il controllo della società che l’anima. Primo, perdere il controllo significa che l’utilità economica iniziale, le possibili sinergie ed i vantaggi tariffari nello smaltimento, potrebbero durare molto poco. Ben presto gli interessi del ‘core business’ di Ecoprogetto, cioè l’inceneritore, potrebbero indurre lobbisticamente ad un atteggiamento diverso nella raccolta, un abbassamento della raccolta differenziata che non è solo un atto concreto di civiltà ambientale, ma anche un mezzo di comunicazione e di orientamento al consumo critico. Secondo, è bene che i rifiuti rimangano in gestione e controllo del territorio di pertinenza. E’ bene che le amministrazioni rimangano padrone a casa loro, come piace dire adesso, cioè dei costi dei rifiuti del loro territorio ed i cittadini padroni della loro salute.

Quest’occasione può anche essere un’opportunità per cambiare radicalmente la formazione e la gestione dei vertici societari in Asvo. Oggi infatti esiste un’Assemblea dei soci – cioè i comuni che pesano secondo le quote versate e proporzionali ai cittadini residenti – che per statuto ha compiti essenziali di indirizzo e controllo strategico, nonché quelli tradizionali di gestione del bilancio. L’assemblea attuale esprime un Cda di cinque membri, compreso il Presidente. Dal Cda dipende poi il Direttore Generale, un dirigente che di fatto governa in piena autonomia tutte le direttive e delibere degli organi superiori. In questi anni i cinque membri del Cda sono stati spartiti secondo le proporzioni tra le amministrazioni di centrosinistra (oggi maggioranza, pur risicata) e centrodestra. Obiettivamente, al di là della figura del Presidente, che ha una responsabilità giuridica primaria in tutta l’attività produttiva, sempre piuttosto rischiosa, con mezzi che scorazzano giorno e notte in tutte le strade, i consiglieri sono sia troppi che inutilizzati, anche perché sono – come in tutte le società municipalizzate – perlopiù individuati per dare una ‘carega’, un contentino ad un portaborse o la consolazione ad un capolista trombato o ad una figura professionalmente irrecuperabile.

Noi pensiamo che l’occasione della privatizzazione al 40% possa vedere una riduzione del Cda a tre membri. Un presidente designato (se proprio serve) dalla maggioranza; un vicepresidente, designato dalla minoranza, ma meglio remunerato del consigliere attuale e che si divide i compiti di rappresentanza col presidente, insomma più operativo e responsabile; infine, il consigliere designato dal socio privato, che per definizione sarà senz’altro una persona competente in materia tecnica ed economica. Un simile essenziale Cda non può che collaborare e preparare alle decisioni che deve prendere l’Assemblea, che detiene il vero ruolo guida.

Una simile operazione richiede un accordo bipartisan, ma duraturo, un cambiamento di strategia radicale nella gestione delle società partecipate dai comuni, un elementare tentativo di rovesciare la pessima immagine della politica, dei politici, degli amministratori, anche quelli che tutti i giorni lavorano in pieno disinteresse personale e che si sentono accomunati al carrozzone della casta.

I rifiuti sono un oggetto sociale particolare, poiché non c’è cittadino o famiglia che possa ignorarli. In certi momenti alcuni cittadini non sono toccati dalla scuola o dalla sanità, ma nessuno può non toccare i propri rifiuti. Questi, nonostante le loro apparenze, sono un bene comune, una risorsa e non solo un costo, un mezzo di comunicazione e d’igiene ambientale e non un oggetto di sotterfugio e sporcizia. Sappiamo che è un strano paradosso, ma non sarebbe male partire dai rifiuti per cominciare a rovesciare l’immagine della politica.

Ivo Simonella e Adriano Zanon

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Si può dare di più! La pagellina dopo i primi 100 giorni

11 ottobre 2010
Pubblicato da Ermes Drigo

Diamo i voti. La ripresa del dialogo con la comunità, i tagli della manovra finanziaria non fermeranno l’attività del comune, “reinventiamo nuove modalità gestionali del comune”, questi erano i sottotitoli della relazione sui primi 100 giorni di attività amministrativa del comune di Portogruaro. Impegnativo il documento, importanti gli obiettivi espressi nell’incontro con tutti i componenti delle liste. Ci troviamo verso le diciannove al ristorante Prà Grande per sentire cosa ci dice il Sindaco, poi ovviamente mangeremo assieme: buona l’idea di presentare una relazione politica in un ristorante un po’ prima della cena. Bene, voto 9.

Arrivo un po’ tardi, il Sindaco impaziente deve ancora iniziare, c’è tanta gente, fa caldo, i tavoli sono preparati, sarà dura ascoltare. Peccato per Michele che non può esserci perché la sala al primo piano non è accessibile per i disabili. Accidenti: dobbiamo sempre pensare anche a quelle persone, amici sempre più numerosi che hanno delle disabilità. Male, voto 2.

Ovviamente la relazione non è il resoconto di risultati ottenuti, troppo breve il tempo, riporta valutazioni e progetti del Sindaco. La Giunta comunale di Portogruaro è una squadra che funziona e il lavoro degli assessori è apprezzato dal Sindaco. Bene, voto 7.

Sono state nominate le cinque commissioni consiliari. Come sempre non capisco i criteri e la suddivisione, considerando che dietro ci stanno i diversi assessori. Assetto del territorio e infrastrutture, commissione 1; politiche ambientali e mobilità, commissione 4. E’ difficile scorporare il disegno del territorio dalle politiche ambientali e dalla mobilità. Male, voto 4.

Sono stati nominati i consiglieri comunali incaricati. Tanti e con tanti incarichi, troppi per un lavoro che prevede coinvolgimento con la Giunta e le strutture tecniche del comune. Benino comunque,  in attesa voto 6 (di speranza).

Il Comune, continua la relazione, ha inoltre provveduto ad effettuare le nomine di propria competenza presso gli enti sovraordinati.  Avrei voluto una sana discussione sui criteri usati per queste nomine ma anche in questa occasione si preferisce usare la formula “seguendo i criteri e gli indirizzi approvati dal Consiglio Comunale”. Male, scarso, voto 3.

Il Comune ha un bilancio sano, peccato che sia finita la campagna elettorale, ha un avanzo di amministrazione di 1.830.000 euro. Il governo Berlusconi, con la Lega (quelli che dicono “paroni a casa nostra”), impedisce al comune di Portogruaro di spendere i suoi soldi, procurati con una attenta e corretta gestione della spesa pubblica negli anni scorsi. Non dobbiamo reinventarci nuove modalità gestionali, dobbiamo pretendere e operare perché lo Stato faccia il suo mestiere, a cominciare dal finanziamento della scuola pubblica, altrimenti vadano a casa. Malissimo. Voto 9 per l’amministrazione di Portogruaro, voto -1 al governo Berlusconi e Lega.

Poche le priorità d’intervento, bene, altrimenti non sarebbero priorità. Il ruolo di Portogruaro nel Veneto Orientale, la ripresa di azioni volte al sostegno ed allo sviluppo dell’economia, le trasformazioni urbanistiche e l’assetto del territorio. Bene, voto 7. Non si comprende però il progetto amministrativo per la città: come dovrebbe essere Portogruaro fra 10 anni. Insufficiente, voto 5 +.

Seguono le liste delle attività da fare per ogni singolo assessore. Tante: voto 6 di incoraggiamento.

I primi 100 giorni si sono quindi conclusi positivamente, termina la relazione con lettere maiuscole e in grassetto. Le scritte maiuscole mi mettono a disagio e poi meglio lasciare ai cittadini eventuali giudizi positivi. Male, voto 3.

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Memo per gli Stati generali

3 ottobre 2010
Pubblicato da Patrizia Daneluzzo

Nel cuore di una crisi economica tutt’altro che superata, che sta anzi oggi mostrando le sue conseguenze più tragiche a livello sociale, la discussione politica a Portogruaro pare aver toccato l’acme. Sul tavolo ci sono i problemi attuali, ma dal loro approccio dipenderà il futuro della nostra comunità.

Il problema cruciale è naturalmente il lavoro. In questi giorni la V commissione consiliare (Innovazione Sviluppo Lavoro) ha ospitato, in un’affollatissima riunione nella sede municipale, le rappresentanze sindacali del territorio, in particolare, ma non solo, quelle delle due maggiori aziende in crisi: il Linificio Zignago e la Nuova Pansac. Lungi dall’essere un elenco di richieste e recriminazioni, si è rivelato invece un incontro ricco di spunti di riflessione. Quello che induce alla solidarietà con questi lavoratori è infatti la loro forza e dignità più che il loro bisogno di aiuto. Non voglio quindi soffermarmi sugli impegni immediati che l’Amministrazione Comunale se è assunta: la disponibilità a reperire in bilancio, per quanto possibile, fondi per affiancare gli ammortizzatori sociali stanziati dai livelli di governo superiori e la disponibilità, per altro già ampiamente dimostrata, di fare da intermediario delle esigenze dei lavoratori presso il Ministero o altri protagonisti. Mi sembra infatti più interessante sottolineare le questioni strategiche che le rappresentanze sindacali hanno posto: qual è la nostra vocazione territoriale? Che futuro vogliamo per quest’area?

Non è la prima volta che ci poniamo queste domande, ma il panorama di crisi potrebbe proprio incentivare a trovare delle risposte. Risposte che non possono essere date dalla sola Amministrazione Comunale, ma che richiedono un ragionamento corale di tutti gli attori del territorio, economici e sociali, nonché dei cittadini stessi. Proprio per questo, ritengo che i tempi siano maturi per convocare i cosiddetti ‘Stati generali’ per parlare del futuro del portogruarese in campo economico, commerciale e turistico in primis.

Nello stesso incontro è emersa, ad esempio, la critica a un comparto turistico che non riesce, come molti altri in Italia, a fare sistema, ad applicare un’ottica manageriale, a trasformarsi in un’industria del turismo, dove poter anche ricollocare le persone che vengono sempre più frequentemente espulse dal mercato del lavoro locale, e che riesca a dare prospettive di maggiore continuità occupazionale alle persone che da anni lavorano solo stagionalmente.

Mi chiedo se il nostro litorale, il secondo per presenze turistiche dopo quello romagnolo, non rappresenti una domanda sufficiente per indurre l’insediarsi di un’offerta produttiva, artigianale, distributiva logistica dedicata nell’area Ex-ENI. Un’offerta centrata, magari, sull’avvio di un comparto turistico sostenibile, che muova i suoi passi da una scelta che già a suo tempo Bibione aveva fatto, ottenendo, tra i primi territori in Italia, la certificazione EMAS. Le nostre spiagge sono piene di edifici da riqualificare dal punto di vista costruttivo ed energetico ed è ormai consolidata e apprezzata, a livello italiano ed europeo, l’esperienza di catene di eco-hotel, che adottano sistemi energetici, prodotti per l’igiene, prodotti alimentari a ridotto impatto ambientale.

Non posso esimermi, inoltre, dal fare una riflessione specifica su una questione per cui l’Italia è tra gli ultimi Paesi in Europa: il lavoro e l’occupazione femminile. La Pansac e il Linificio Zignago sono realtà ad alta occupazione femminile: donne per lo più in un’età troppo avanzata per essere ricollocate facilmente e troppo giovani per andare in pensione. Cosa possiamo fare per loro? Nel breve periodo possiamo cercare di usufruire di quei bandi che finanziano la riqualificazione e la ricollocazione di queste donne, che costituiscono notoriamente un target critico. Ma, siccome ne richiedono l’effettivo reinserimento, richiedono, ancora una volta, un’azione corale, che metta attorno al tavolo oltre al Comune anche le parti sociali, l’ufficio del lavoro e le imprese, sperando di poter poi arrivare, attingendo dal meglio delle esperienze di ognuno, a un ripensamento più strategico su come rendere il mercato del lavoro più women-friendly, più accogliente nei confronti delle donne.

Io penso che una svolta sia necessaria, quindi possibile. Andiamo dunque agli ‘Stati generali’ e ognuno faccia fin in fondo la sua parte.

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Sì tagliare, ma con metodo

15 settembre 2010
Pubblicato da Ivo Simonella

In questo periodo tutti gli enti locali stanno facendo i conti con due strumenti fondamentali di gestione della cosa pubblica: il patto di stabilità e la manovra economica del Governo. Il primo è uno strumento perverso che obbliga, per dirlo in modo semplicistico, gli enti locali a non spendere più di una certa cifra in base a dei parametri piuttosto complicati. E’ un discorso che incide particolarmente sulle opere pubbliche. L’assurdo è che, al fine del patto, un avanzo di amministrazione non può essere considerato come una entrata. Quindi se un comune ha dei soldi risparmiati non può spenderli. Mentre lo sforamento del patto dà luogo a ricadute molto gravi, come l’ulteriore taglio di trasferimenti dallo Stato al Comune per un importo pari allo sforamento e l’impossibilità di assumere personale.

La manovra economica invece, proprio come scelta principale, ridurrà in maniera significativa i trasferimenti dello stato verso comuni, regioni e province: Portogruaro si stima avrà oltre 500 mila euro in meno; ulteriore effetto sarà anche una riduzione del personale, dato che solo un pensionato su cinque potrà essere sostituito. Certo non bisogna piangersi addosso, ma è anche vero che la rabbia è tanta, se si pensa a quanto lo Stato potrebbe risparmiare e, soprattutto, al fatto che il comune virtuoso viene trattato come quello spendaccione: se il nostro è un comune con un basso rapporto di dipendenti per abitante, perché è obbligato a non assumere tanto quanto ad esempio un comune del vicino Friuli, dove i dipendenti sono in proporzione molti più dei nostri?

Comunque quello che è certo è che si dovrà ragionare per priorità e per aggregazioni, quindi bisogna farlo con metodo. Tornano utili qui i ragionamenti, per nulla scherzosi, fatti per l’area protetta del portogruarese centrale per la tutela del centrosinistra. Il metodo per scelte così importanti non può che essere quello partecipativo e della condivisione, con la maggioranza, con i dipendenti e con la cittadinanza, cittadinanza che deve possedere tutti gli strumenti – ad esempio un bilancio semplificato comprensibile – di conoscenza utili alle decisioni. Ma se è vero che bisogna fare di necessità virtù, perché non avviare rapporti di collaborazione e di messa in comune di personale e servizi almeno tra le quattro amministrazioni di centrosinistra ‘superstiti’?

Qualche sasso nello stagno comunque lo lanciamo. Sassi, non certezze, ma che esigono una risposta di fondo.

Scuola, cultura. Per la scuola è giusto che continuiamo a svolgere un ruolo suppletivo rispetto alla latitanza dello Stato o è il momento di tagliare alcuni servizi non obbligatori come il trasporto scolastico? Le attività del teatro Russolo e del Santa Cecilia si possono ridimensionare? Possono costare meno per il Comune?

Ambiente, diritti. Conoscere lo stato di salute del nostro ambiente rimane una priorità? E tutelare la mobilità dei più deboli? Garantire il sostegno ai cassintegrati e ai non abbienti in continuo aumento certamente deve, secondo noi, essere al primo posto.

Personale comunale. Bisogna comunque che tutti ci rendiamo conto che la situazione è diversa, che il personale del nostro Comune è fortemente carente specie in alcuni settori e che la distribuzione dei dipendenti nelle varie aree deve essere legata a ciò che si deciderà di fare. Per esempio, la sensazione, anzi la certezza, è che le opere pubbliche diminuiranno considerevolmente.

Priorità. L’importante è che tutto venga deciso con chiarezza e trasparenza e che non si adoperi il criterio dell’accontentare un po’ tutti. Le priorità, una volta condivise, devono diventare patrimonio comune. Siamo abituati a dire sempre di sì a tutto ciò che chiede il cittadino, dovremmo far capire che non può più essere così, a molte piccole cose cui si corre dietro continuamente bisogna che un po’ tutti rinuncino, a partire da quei consiglieri comunali che girano per gli uffici con le loro listarelle di richieste: anche per le manutenzioni bisogna trovare dei criteri di priorità e di monitoraggio che non consentano solo a chi alza la voce di essere accontentato, quando magari molti altri stanno peggio, ma non si lamentano.

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