Consumo critico
“Non me ne importa niente dell’acqua!” disse il pesce nella sua boccia: era un perfetto apolitico.
Quando, ormai parecchi anni fa, lessi questa battuta in un giornalino scout, non l’avevo capita fino in fondo, ma mi è sempre rimasta in mente. Oggi la condivido pienamente. Per quanto molte persone si sentano distanti, se non avverse, alla politica, ne siamo quotidianamente circondati e, soprattutto, ognuno di noi non può evitare di “fare politica”, in moltissimi modi. La politica è l’arte delle scelte e ogni nostro comportamento comporta una scelta. Certo, non tutti avranno ricadute propriamente politiche, ma molti di più di quanti crediamo.
Fare la spesa, ad esempio, scegliere quindi cosa acquistare, è una delle attività più politiche che le persone quotidianamente compiono. Le persone o, come si dice in questo caso, i consumatori. Perché la scienza economica, e oramai anche il gergo comune, ci definisce, in relazione al nostro comportamento d’acquisto, consumatori. Maurizio Pallante, a Portogruaro lo scorso 13 dicembre per la costituzione del circolo della Decrescita Felice Livenza-Tagliamento, mi ha fatto molto riflettere su questo. Non avrebbe più senso definirci “acquirenti”, se vogliamo sottolineare il fatto che stiamo comprando qualcosa? O “utilizzatori”, se vogliamo invece rimarcare che quella cosa che stiamo comprando verrà poi utilizzata? Invece no. Consumatori. Quello che si evidenzia è che ciò che compriamo verrà consumato. Il bene è già morto nel momento stesso in cui lo togliamo dallo scaffale: noi ci prepariamo all’acquisto successivo e il mercato a riempire lo scaffale sguarnito.
Ma lo stesso termine, consumatori, se visto da un altro lato, potrebbe darci altri spunti. Perchè quando acquistiamo un prodotto non stiamo compiendo un’azione priva di conseguenze: stiamo effettivamente consumando. Consumiamo le materie prime e l’energia che è servita a produrlo, il carburante che è servito a trasportarlo, la carta che è servita a pubblicizzarlo, lo spazio che servirà a smaltirlo. Allora il termine consumatore acquista un altro senso, un senso che forse può aiutarci a riflettere sulle nostre scelte d’acquisto.

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