La Città Futura

il progetto rossoverde per Portogruaro
 

La Tav tra stregoni e polipi

2 novembre 2010
Pubblicato da Ermes Drigo

Mercoledì 20 ottobre passo, come sempre, davanti all’edicola di Teglio e leggo a caratteri cubitali: “Alta velocità. Il governatore Zaia annuncia per il 16 dicembre a Trieste la ‘scopertura’ delle carte”. Il termine ‘scopertura’ mi lascia interdetto: mi ricorda l’azione di scoprire gli altarini, ciò che qualcuno vuole tenere nascosto, ma quanto annunciato dal nostro Governatore è ancora più stupefacente. Il 16 dicembre, a quattordici giorni dalla scadenza imposta dall’Europa per presentare un progetto, a Trieste, Zaia scoprirà le carte.

Nel 1990 il G20 definì un ambizioso progetto denominato “corridoi paneuropei”: infrastrutture per permettere all’Est Europa di transitare più facilmente verso l’Ovest, verso di noi. Nel 1997, ad Helsinki, il progetto venne definito e così fu approvato il “Corridoio 5”, ossia alta velocità per le persone ed alta capacità per le merci, da Kiev (Ucraina) a Lisbona (Portogallo) passando nella direttrice Trieste-Venezia per proseguire verso Milano, Torino, ecc.. Insomma, per farla breve, tutti (compresi i nostri amministratori) sanno da 13 anni che il nostro territorio sarà attraversato da questa infrastruttura voluta dall’Europa e deviata a sud delle Alpi dai nostri governi.

Come si sta affrontando, oggi, questo problema? Con una magia a prova di stregone: il 16 dicembre le carte saranno scoperte e la soluzione trovata.

Grandioso. Peccato che proprio il giorno dopo, giovedì 21 ottobre, il sempre presente assessore Chisso, in compagnia dei comuni fedelissimi, abbia scoperto le sue carte indicando il suo tragitto, il suo percorso ottimale.

In qualsiasi paese normale, europeo e non solo, il tracciato di una strada o di una ferrovia, soprattutto di grande portata, viene definito non dal mondo politico, ma dal mondo scientifico, usando studi approfonditi, partendo dallo Studio di Impatto Ambientale (SIA) e dalla relativa Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Nel parere per la costruzione della terza corsia del 2005, per esempio, la commissione VIA, giustamente, chiedeva di raccordare il progetto della nuova corsia con il tracciato dell’alta velocità. Bazzecole, quisquilie, stupidaggini: il progetto della terza corsia è pronto, presto inizieranno i lavori; della TAV chi se ne frega, noi dobbiamo fare.

Come è possibile, dunque, discutere del tracciato di un treno super veloce per passeggeri (dell’alta capacità per le merci si è persa la traccia) senza avere le indicazioni di progetto (dove si ferma, per esempio), di impatto ambientale, di prescrizioni, di mitigazioni sufficienti per stabilire il percorso meno impattante per chi ci abita? Cosa facciamo di un treno super veloce che però non si ferma?

Ovviamente i tempi non permetteranno alcun confronto né con i Sindaci, sicuramente quelli di centrosinistra, né soprattutto con i cittadini, che ancora una volta dovranno sopportare un’opera ad alto impatto per il nostro territorio.

Oggi tutti sanno dove bisognerebbe far passare l’alta velocità, fuorché il mondo scientifico, al quale è stato domandato in meno di due settimane di analizzare, studiare, progettare e disegnare quelle carte che saranno scoperte a Trieste il 16 dicembre.

Che popolo di geni!

Pensandoci bene, per una volta potremmo ricorrere alla cabala: facciamo scegliere il tracciato della TAV a Paul, il polipo tedesco (ma di origine italiana) che indovinava tutte le partite del campionato mondiale, così siamo sicuri di sbagliare meno e soprattutto di dare la colpa alla sfortuna nel caso in cui qualcosa andasse male.

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