La Città Futura

il progetto rossoverde per Portogruaro
 

Cronache dell’ospedale che verrà (nov 2011 – lug 2014)

8 luglio 2014
Pubblicato da Adriano Zanon

La posizione dei rossoverdi sul cosiddetto ospedale nuovo e unico è nota e si può leggere su questa medesima pagina, ma per seguire il dibattito abbiamo pensato di raccogliere dalla rete qualche altro testo.

Abbiamo escluso le uscite del direttore dell’Ulss 10, Carlo Bramezza. Costui è infatti molto presente sui media locali, ma sembra più preoccupato a polemizzare con le uscite a lui contrarie, come un bambino al quale si sta negando il giocattolo, surrogando anche i responsabili politici della Giunta regionale veneta, piuttosto di fornire dati e spiegazioni verosimili ovvero contributi concreti al dibattito.

8 luglio 2014
Luca Zaia, governatore del Veneto: “Ci vuole l’ospedale unico – Non ci saranno mazzette”

[Estratto] «È scandaloso che quando si parla di nuove opere pubbliche per il territorio», ha detto il presidente della Regione, «ci sia oggi chi grida immediatamente allo sperpero di risorse pubbliche e alle ruberie dei politici. Il futuro del Veneto Orientale è questo, per risparmiare e gestire al meglio le risorse disponibili, quindi arrivare a una sanità davvero di alto livello. Non si può sempre dire che ogni opera pubblica viene decisa per poi rubare. Noi abbiamo il compito di garantire efficienza alla sanità. Pensare oggi a un ospedale sotto casa è sbagliato. Così erano sorti gli ospedali una volta, ma in altri tempi. Oggi abbiamo trasporti veloci, possiamo avere referti on line. Abbiamo in Veneto un tasso di ospedalizzazione di sette giorni di media, stiamo puntando davvero in alto a eccellenza e specializzazioni e per questo serve una struttura unica di riferimento».

24 giugno 2014
Consiglio comunale di Portogruaro: “No all’ospedale unico, si al potenziamento dei servizi territoriali”

[Estratto] Nella seduta dello scorso 23 giugno il Consiglio Comunale ha votato un ordine del giorno su “Le scelte per l’ospedale e i Servizi Socio Sanitari nel Veneto Orientale. Il documento riporta, anche alla luce di quanto emerso sul piano tecnico-politico nel Consiglio Comunale del 16 giugno 2014 e dei vari interventi che si sono succeduti, la posizione unitaria dell’intero consiglio comunale contro l’ospedale unico, perché oggi non rappresenta una priorità.
Quindi “No all’ospedale unico senza se e senza ma” anche da parte dei 2 astenuti (votazione: 16 voti favorevoli, 2 astenuti su 18 presenti) che hanno voluto con il loro voto unicamente non indicare la possibile sede da preferire in caso di realizzazione dell’Ospedale unico.
“Il Consiglio Comunale nella sua interezza e con il sostegno dichiarato di tutti i consiglieri – afferma il Sindaco – infatti, ha ribadito la necessità di investire nelle strutture territoriali, inoltre ha evidenziato che l’ospedale unico, o nuovo come oggi viene diversamente e autonomamente definito dal Direttore dell’ULSS 10, creando nuovi equivoci, si presenta come una sommatoria in ribasso degli ospedali già esistenti, e quindi con un conseguente inutile spreco di risorse.”

16 maggio 2014
M5S Basso Piave/Portogruaro: “No all’ospedale unico nel Veneto Orientale”

[Estratto] “In merito all’annuncio della Commissione tecnica incaricata dalla Regione Veneto di realizzare una struttura sanitaria unica per il Veneto Orientale a San Donà di Piave, il M5s Basso Piave/Portogruaro e Veneto Orientale ribadisce la propria disapprovazione per questo metodo di scelta e di progettazione della sanità pubblica locale, portato avanti nella totale assenza di qualsiasi dato oggettivo.
Prima di decidere, servirebbe uno studio comparato tra le varie possibilità con annessi costi-benefici. Siamo certi che alla fine la soluzione giusta sarebbe l’ammodernamento e la razionalizzazione degli esistenti.
Aldilà della totale mancanza di qualsivoglia dato oggettivo circa la reale necessità dell’opera, nonché dell’assenza di un piano di intervento, di un piano di spesa, di un piano di gestione della futura opera, non è stata spesa una sola parola per chiarire: il destino delle attuali strutture presenti sul territorio, la matrice dei finanziamenti necessari alla sua realizzazione, la natura pubblica o privata della sua gestione.”

9 aprile 2014
Luca Zaia, governatore del Veneto: “L’ospedale di Portogruaro non si tocca”

[Estratto] “L’ospedale di Portogruaro ha competenze professionali e apparecchiature che lavorano benissimo e che non possono essere smantellate”. A dirlo è il Governatore della Regione Veneto Luca Zaia, che abbiamo incontrato ieri a Verona in occasione del Vinitaly, la più importante fiera italiana del settore vitivinicolo. (…) Zaia conclude: “Gli spostamenti hanno un costo per i cittadini e sarebbe impensabile chiedere loro di correre su e giù per le strutture regionali avendone una eccellente proprio in casa”.

10 febbraio 2014
PD di San Donà di Piave: “Ospedale Unico: una cortina di fumo negli occhi”

Per ora, l’ “ospedale unico” è soltanto una cortina di fumo negli occhi, per distrarre lo sguardo dalla brutta realtà di un servizio sanitario dell’AULSS 10 che peggiora di giorno in giorno. Di concreto – nonostante le richieste che da mesi e mesi si vanno facendo – non c’è praticamente niente: né soldi, né progetti, né analisi di costi e benefici. Anche l’incontro di venerdì in Regione è rimasto nel più vago del vago.
I cittadini del Veneto Orientale evitino di cascarci e pretendano da subito il miglior servizio possibile. Dai responsabili – da Zaia, a Coletto, al Direttore Bramezza – dobbiamo pretendere, e avremmo diritto di ricevere, risposte precise sul presente e sull’immediato futuro: sulle liste d’attesa, sullo squilibrio – tutto a nostro svantaggio – tra la spesa pro capite per la nostra e le altre aziende sanitarie, sullo scandalo delle schede sanitarie dove calano di posti letto negli ospedali pubblici e aumentano nelle cliniche private, dove si pensa di costruire una medicina senza chirurgia ed una chirurgia senza medicina, sulla sanità territoriale che va in degrado, sui tagli sempre più pesanti al settore sociale, sui poliambulatori e gli ospedali di comunità che non ci sono ecc..
Non dicono niente su tutto questo (e ancor meno fanno), e il servizio sanitario nel Veneto Orientale peggiora costantemente. Intanto però continuano a buttarci addosso il fantasma dell’Ospedale Unico, guardandosi bene peraltro dallo spiegare in modo sensato perché mai dovrebbe essere una soluzione e la migliore. Viene solo a noi il sospetto che i soldi (parecchi milioni di euro) per finanziare un’opera che al meglio sarebbe disponibile tra diversi anni, si voglia farli saltar fuori dai “risparmi” (cioé dai tagli) ai servizi nella nostra stessa AULSS?

6 settembre 2013
Lettera del Sindaco di Portogruaro: “Migliorare subito la sanità del territorio – Portogruaro è comunque la miglior candidatura”

[Estratto] “L’intero Consiglio Comunale all’unanimità da sempre e comunque a partire dal 2010 con le iniziali manifestazioni di riorganizzazione della sanità da parte della Regione Veneto, anche nell’ultima seduta dello scorso 26 agosto, ha ribadito la necessità di qualificare e potenziare la sanità nel territorio non rinviando scelte e decisioni urgenti ad una futura ipotesi di Ospedale Unico, ma nel contempo ha ritenuto di dover esprimere a riguardo la candidatura della città e ciò sulla base di tutte le argomentate motivazioni sopra esposte.
È con tale mandato e, quindi, con la forza dell’intero Consiglio Comunale e dell’intera Comunità che ribadisco la candidatura di Portogruaro a sede dell’ospedale unico in quanto, per le ragioni esplicitate, unica sede che potrà garantire risposte immediate e concrete ai cittadini sul mantenimento e potenziamento degli attuali livelli di assistenza sociosanitaria, rappresentando la scelta più razionale in termini di investimento finanziario e strategico per il futuro del territorio del Veneto Orientale, anche in rapporto alla funzione di integrazione tra “il sistema sanitario territoriale” Veneto e friulano.”

2 novembre 2011
PD di San Donà di Piave: “Ospedale unico a rete”

[Estratto] “Siamo lieti che la Conferenza dei Sindaci abbia, nel suo insieme, ribadito la votazione del dicembre scorso in cui si definiva un ospedale unico a rete – con tre poli specializzati a Portogruaro, Jesolo e San Donà. Siamo contenti che si evidenzi che l’ospedale unico, inteso come unica struttura, sia un progetto che ad oggi non è sostenibile data la situazione di precarietà. L’ospedale a rete è l’unica soluzione ad oggi fattibile per rispondere alle emergenze esistenti nel nostro territorio, una specializzazione che deve garantire razionalità e specificità. Ci auguriamo che a breve quest’idea prenda forma e che vengano portati aggiornamenti sulla specializzazione votata dalla conferenza dei sindaci nel dicembre 2010. Nel dicembre 2010, infatti, la conferenza dei sindaci non ha votato per l’Ospedale Unico come unica sede, ma l’Ospedale Unico – gestione unica – a rete.”

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2 Risposte a “Cronache dell’ospedale che verrà (nov 2011 – lug 2014)”

  1. Adriano Zanon scrive:

    Ecco il link all’intervista “Baita, l’ex doge, gli appalti «Ci fecero fuori dalle gare»” (la Nuova Venezia, 31 luglio 2014)

    [Estratto] D. E nel settore sanità e ospedali? R. Le leve operative dell’on. Sartori in sanità erano i direttori generali delle Usl, alla cui nomina aveva provveduto quasi in maniera autonoma, rompendo anche rapporti politici. I direttori delle Usl potevano essere etichettati come persone di sua fiducia. L’on. Sartori non ha mai considerato la Mantovani come soggetto di prima battuta in sanità, ritenendo che invadesse il campo riservato ad altri e in particolare alla Gemmo. Di conseguenza per entrare nelle operazioni sanitarie o si passa attraverso la Gemmo o non si entra. Questo lo posso certificare.

  2. Adriano Zanon scrive:

    Cominciano a uscire le notizie sul “metodo Mose” applicato al settore ospedali e sanità. Su la Nuova Venezia di oggi c’è un’altra intervista di Piergiorgio Baita. La riporteremo appena sarà disponibile online. Per il momento copio questo:

    “Le leve operative dell’onorevole Sartori era i direttori delle Usl, alla cui nomina aveva provveduto quasi in maniera autonoma, rompendo anche rapporti politici. I direttori delle Usl potevano essere etichettati come persone di sua fiducia. (…) Di conseguenza per entrare nelle operazioni sanitarie o si passa attraverso la Gemmo o non si entra. Lo posso certificare.” (di Renzo Mazzaro, p.13)

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