Perché non togliamo la scuola e la sanità a tutti i cittadini che evadono e/o portano i soldi all’estero?

Della serie notizie indigeste, vi riporto questa che deriva da uno studio pubblicato dalla guardia di finanza.

Gdf, uno su tre non fa lo scontrino. Un miliardo al mese se ne va all’estero
ROMA – Un esercizio commerciale su tre continua a non emettere scontrini o ricevute fiscali. Nei primi cinque mesi del 2013, l’Italia si conferma terra di evasori e furbetti, Paese nel quale un miliardo al mese viene nascosto al fisco e portato all’estero.

Un miliardo al mese nascosto o portato all’estero da italiani che magari protestano perchè i servizi non funzionano. Perché non togliamo la scuola e la sanità a tutti i cittadini che evadono e/o portano i soldi all’estero?

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BASTA!

L’ennesimo soldato morto. BASTA.

I soldati italiani schierati in Afghanistan sono ancora 3mila. Siamo ancora lì, non per vincere una guerra invincibile ma per dimostrare che la missione continua e con la missione la Nato e con la Nato l’utilità del nostro esercito.

Il costo della guerra in Afghanistan previsto nel 2011 per il contribuente italiano è di 650 milioni di euro. Questa cifra copre le spese del solo equipaggiamento, mentre lo stipendio è a carico della NATO. Perché, in tempi di crisi economica, non eliminiamo queste spese?

BASTA CON L’ESERCITO DEGLI ITALIANI, BASTA CON LE ARMI, BASTA CON LA GUERRA!

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Lettura del giornale del 16 maggio 2013

1 Legge bavaglio, il Pdl ci riprova. Riproposte le norme Alfano anti intercettazione.
2 I magistrati chiedono di usare le intercettazioni di Verdini e Dell’Utri, P3.
3 Equitalia, addio da 6 mila comuni, salta la riscossione delle multe.
4 Le città salvate dagli alberi, ecco gli attivisti della frutta.
5 Artico, corsa agli ultimi giacimenti, parte la battaglia del ghiaccio.

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Decrescita felice e agricoltura. Appunti (1)

Il 22-24 marzo si è tenuto a Portogruaro il seminario nazionale del Movimento Decrescita Felice sull’Agricoltura. Durante questi giorni ho preso degli appunti.

(1)

L’agricoltura può essere distinta in agricoltura industriale (agroindustria), che deve essere classificata come attività estrattiva, e agricoltura naturale (agroecologia).

L’agricoltura industriale ha sempre operato per aumentare la resa di prodotto per ettaro e per fare ciò ha brevettato e dunque fatto pagare i semi, fatto acquistare i fertilizzanti e i pesticidi.
L’agricoltura industriale obbliga il contadino a spendere i soldi per i seminare per fertilizzare e per curare le piante; quasi sempre la stessa multinazionale che vende il seme vende anche il fertilizzante e vende i pesticidi.
L’aumento della resa di prodotto per ettaro, peraltro presentato come fattore indispensabile per risolvere la fame nel mondo ha creato grossi problemi all’ambiente sopratutto aria ed acqua senza risolvere, anzi aggravendo il problema della fame nel mondo.
La resa è aumentata di molto ma il problema della fame non si è risolto.

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Scodellatrici

Finalmente, grazie alle insegnanti, al comune di Portogruaro, all’Auser e a tanti altri volontari è stata messa in piedi a Portogruaro la mensa sociale che permette oggi a sette poveri di mangiare con i “resti” della mensa scolastica. Per fare tutto ciò ci sono anche le scodellatrici e scodellatori, volontari che distribuiscono i pasti. Bravi tutti.

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Novartis

di Vandana Shiva

Il 1° aprile 2013, la Corte Suprema Indiana ha respinto una causa intentata dal gigante farmaceutico Novartis per aggirare l’articolo 3 (d) della Legge sui Brevetti indiana, al fine di rivendicare in maniera ingannevole come un’”invenzione” un farmaco già prodotto come generico.

L’India aveva una legge sui brevetti “a favore del popolo” del 1970, che è stata costretta a cambiare a causa dell’accordo TRIPS del WTO, basato sulla falsa premessa dell’“invenzione” e plasmata all’epoca dalle industrie farmaceutiche, agrochimiche, sementiere e biotecnologiche come Monsanto, Novartis e Syngenta. Che, in realtà, sono lo stesso gruppo di imprese. Queste multinazionali cercano il monopolio assoluto sui semi e sulle medicine per massimizzare i profitti anche quando i malati e gli agricoltori stanno morendo.

Mentre eravamo costretti a cambiare le nostre leggi, i forti movimenti in India che lavorano sulla questione dei brevetti, con in testa il Gruppo Nazionale di Lavoro per Leggi sui Brevetti, fondato dal compianto BK Keayala, sono riusciti a definire un’”invenzione” con precisione attraverso l’articolo 3 (d). Questo è l’articolo che la Novartis contestava, rivendicando un brevetto su un vecchio farmaco anti-cancro che si vende sotto il nome commerciale di Glivec, “riaggiornando”(evergreening) il brevetto – di fatto il riciclaggio di vecchie invenzioni, spacciandole come ‘nuove’, attraverso l’apporto solo di banali modifiche.

Con la sua decisione, la Corte Indiana ha accolto la distinzione tra “invenzione” e “riaggiornamento”. Le compagnie indiane hanno realizzato il farmaco generico e lo vendono per 8000 rupie per un mese di trattamento. La versione della Novartis viene venduta a 120.000 rupie, mettendolo di fatto fuori dalla portata della grande maggioranza degli indiani.

Il caso è importante perché mette a freno la spregiudicatezza con la quale l’avidità delle aziende multinazionali calpesta i diritti fondamentali delle persone. Attraverso la biopirateria, le multinazionali stanno brevettando le conoscenze tradizionali. Abbiamo dovuto combattere il caso di biopirateria del Neem, del Basmati e del Grano. Anche loro erano brevetti illegittimi.

Soprattutto, le multinazionali stanno rivendicando brevetti sui semi e sulle forme di vita, anche se i semi non sono un’invenzione, bensì il risultato di milioni di anni di evoluzione e di migliaia di anni di riproduzione da parte degli agricoltori.

4 aprile 2013

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Pallante e la decrescita felice a Portogruaro

Venerd’ 22 marzo alle ore 15, Maurizio Pallante sarà a Portogruaro, presso l’Istituto Luzzatto in via Galilei 5, per il seminario di tre giorni sul tema agricoltura e decrescita felice. Una occasione per presentare anche il suo ultimo lavoro.

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Domande

1 L’italia può essere governata da una democrazia non rappresentativa ?
2 In che modo si passa dal consenso alla deliberazione e alla legiuslazione ?
3 Basta conoscere i problemi per risolverli ?
4 E’ possibile avere una democrazia senza i partiti ?

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Informati che il ciel t’informa

Viviamo in un mondo sempre collegato e l’informazione è costante ed enorme. Nonostante ciò ci sono poche persone informate correttamente. Perchè?

1- Tutti parlano con tutti, se vogliono. (Facebook, Twitter, sms, internet, ecc);
2- Tutti sono “informati” da tutti anche se non vogliono;
3- L’informazione è quasi sempre superficiale (una riga, un sms, una locandina…);
4- L’informazione è molte volte falsa o imprecisa volutamente. Si scrive una notizia, non importa se falsa, è compito di chi legge dimostrare che non è vera;
5- Essere correttamente informati costa tempo e fatica. Paradossalmente nel mondo sempre collegato è sempre più difficie conoscere la verità.

Forse alla fine va ancora bene il proverbio aiutati che il ciel ti aiuta. Esiste solo il diritto di essere correttamente informati o anche il dovere di informarsi?

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Twitter

“Berlusconi toglierà l’IMU e salverà le famiglie e se serve verrà a casa per combattere lo sporco impossibile.”
“Risarciremo l’IMU… e alle prime 100 telefonate anche una batteria di pentole.”

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