{"id":162,"date":"2011-10-08T22:06:33","date_gmt":"2011-10-08T22:06:33","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/matteociviero\/?p=162"},"modified":"2011-10-09T12:30:11","modified_gmt":"2011-10-09T12:30:11","slug":"siate-affamati-siate-folli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/matteociviero\/2011\/10\/08\/siate-affamati-siate-folli\/","title":{"rendered":"Siate affamati, siate folli"},"content":{"rendered":"<p>Fiducia nel futuro e nelle proprie intuizioni, la sconfitta come agente di cambiamento e grande opportunit\u00e0 di imparare e ricominciare, e la prospettiva della finitezza della vita e delle cose come stimolo a vivere veramente. Il testamento di un genio del nostro tempo, o semplicemente di un uomo che ha vissuto veramente. Una lezione al di l\u00e0 di ogni categoria e argomento specifico. Il ricordo di un uomo &#8220;talmente folle da pensare di poter cambiare il mondo, che alla fine il mondo ha cambiato&#8221;.<\/p>\n<p>[youtube]http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=IGqEx4z7eRo[\/youtube]<\/p>\n<p><em>Discorso ai neolaureati della Stanford University, il 12 giugno 2005:<br \/>\n<\/em><br \/>\n&#8220;\u00c8 per me un onore essere qui con voi, oggi, alle vostre lauree in una delle migliori universit\u00e0 del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per essere onesto, questa \u00e8 l\u2019esperienza pi\u00f9 vicina ad una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.<\/p>\n<p><strong>La prima storia: unire i puntini<\/strong><br \/>\nLasciai il Reed College dopo il primo semestre, ma continuai a frequentare in maniera ufficiosa per circa 18 mesi prima di abbandonare definitivamente. Perch\u00e9 mollai?<br \/>\nTutto cominci\u00f2 prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata e decise di darmi in adozione. Credeva fortemente che avrei dovuto essere cresciuto da persone laureate e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare alla nascita da un avvocato e da sua moglie. Quando arrivai al mando, per\u00f2, loro decisero all\u2019ultimo minuto che preferivano una bambina. Cos\u00ec i miei genitori, che erano in lista d\u2019attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte: \u201c<em>C\u2019\u00e8 un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete?<\/em>\u201d. Loro risposero: \u201c<em>Certamente<\/em>\u201d. Solo dopo, mia madre biologica scopr\u00ec che mia madre non si era mai laureata e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiut\u00f2 di firmare le ultime carte per l\u2019adozione. Accett\u00f2 di farlo mesi dopo, solo quando i miei genitori promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.<\/p>\n<p>Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno costoso tanto quanto Stanford e tutti i risparmi dei miei genitori finirono nelle tasse universitarie. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunit\u00e0. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero l\u00e0, a spendere tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando una vita intera. Cos\u00ec decisi di mollare e avere fiducia che tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi. Era piuttosto spaventoso all\u2019epoca, ma guardandomi indietro \u00e8 stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell\u2019attimo stesso in cui abbandonai il college, smisi di seguire i corsi che non mi entusiasmavano e cominciai invece a frequentare quelli che trovavo pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n<p>Non fu tutto rose e fiori. Non avevo pi\u00f9 una camera nel dormitorio ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Riportavo al negozio le bottiglie di Coca Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. E tutte le domeniche camminavo per sette miglia attraverso la citt\u00e0 per avere finalmente l\u2019unico buon pasto della settimana all\u2019Hare Krishna. Adoravo tutto questo. E quello che trovai seguendo la mia curiosit\u00e0 e la mia intuizione risult\u00f2, solo dopo, essere senza prezzo.<\/p>\n<p>Vi faccio subito un esempio. Il Reed College all\u2019epoca offriva probabilmente la migliore formazione del Paese in calligrafia. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con grafie bellissime. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito il corso di calligrafia per imparare a scrivere cos\u00ec. Fu l\u00ec che imparai i caratteri serif e sans serif, la differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, quello che rende eccezionale un\u2019eccezionale stampa tipografica. Era bello, storico, artistico e raffinato in un modo che la scienza non \u00e8 in grado di offrire e io ne ero completamente affascinato.<\/p>\n<p>Nessuna di queste cose per\u00f2 aveva alcuna speranza di trovare un\u2019applicazione pratica nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, tutto quello che avevo imparato mi torn\u00f2 utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E\u2019 stato il primo computer dotato di una bellissima tipografia. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi mai partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto caratteri tipografici differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato Mac, \u00e8 probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacit\u00e0. Se non avessi mollato il college, non avrei mai frequentato quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacit\u00e0 tipografiche che ora hanno. Chiaramente, quando ero al college, era impossibile unire i puntini guardando al futuro. Ma \u00e8 diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardarmi indietro.<\/p>\n<p>Di nuovo, non \u00e8 possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi indietro. Dovete aver fiducia che, in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa \u2013 il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e ha sempre fatto la differenza nella mia vita.<\/p>\n<p><strong>Seconda storia: l\u2019amore e la perdita<\/strong><br \/>\nIo sono stato fortunato: ho trovato molto presto quello che amo fare. Io e Woz fondammo la Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Lavorammo duramente e in 10 anni Apple, da quell\u2019azienda fatta di noi due e un garage, si \u00e8 trasformata in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L\u2019anno prima realizzavamo la nostra migliore creazione \u2013 il Macintosh \u2013 e io compivo 30 anni. L\u2019anno seguente fui licenziato.<br \/>\nCome si fa ad essere licenziati dall\u2019azienda che tu stesso hai creato? Facile: quando Apple divenne pi\u00f9 grande, assunsi qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacit\u00e0 per guidare l\u2019azienda insieme a me e per il primo anno le cose andarono molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro cominciarono a divergere e alla fine arrivammo ad uno scontro. Quando questo successe, la commissione dei direttori si schier\u00f2 dalla sua parte. Quindi, a 30 anni, io ero fuori. E in maniera piuttosto plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era perso e io devastato.<\/p>\n<p>Per alcuni mesi non seppi assolutamente che cosa fare. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me \u2013 come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto cos\u00ec malamente. Fu talmente un fallimento pubblico che presi anche in considerazione l\u2019ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominci\u00f2 a crescere in me: amavo ancora quello che avevo fatto. Ci\u00f2 che era successo alla Apple non aveva cambiato di un bit questo amore. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.<\/p>\n<p>Non me ne resi conto allora, ma essere licenziato dalla Apple era stata la miglior cosa che mi potesse capitare. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza pi\u00f9 certezze su niente. Mi liber\u00f2 dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi pi\u00f9 creativi della mia vita.<\/p>\n<p>Durante i cinque anni successivi fondai un\u2019azienda chiamata NeXT, un\u2019altra azienda chiamata Pixar e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe poi diventata mia moglie. Pixar produsse il primo film d\u2019animazione digitale, Toy Story, e adesso \u00e8 lo studio di animazione pi\u00f9 famoso al mondo. In un significativo susseguirsi di eventi, la Apple compr\u00f2 NeXT, io ritornai alla Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT \u00e8 ora il cuore dell\u2019attuale rinascita di Apple. E io e Laureen abbiamo una meravigliosa famiglia.<\/p>\n<p>Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina molto amara, ma credo che il paziente ne avesse bisogno. Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa. Ma non perdete la fede. Sono convinto che l\u2019unica cosa che mi trattenne dal mollare tutto sia stato l\u2019amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quello che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempir\u00e0 una buona parte della vostra vita e l\u2019unico modo per essere realmente soddisfatti \u00e8 fare quello che riterrete un buon lavoro. E l\u2019unico modo per fare un buon lavoro \u00e8 amare quello che fate. Se ancora non l\u2019avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 bello con il passare degli anni. Perci\u00f2 continuate a cercare finch\u00e9 non lo avrete trovato. Non vi accontentate.<\/p>\n<p><strong>La terza storia: la morte<\/strong><br \/>\nQuando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201c<em>Se vivrai ogni giorno come se fosse l\u2019ultimo, sicuramente una volta avrai ragione<\/em>\u201d. Mi colp\u00ec molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: \u201c<em>Se oggi fosse l\u2019ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?<\/em>\u201d. E ogni qualvolta la risposta era \u201c<em>no<\/em>\u201d per troppi giorni di fila, capivo che c\u2019era qualcosa che doveva essere cambiato.<br \/>\nRicordarmi che morir\u00f2 presto \u00e8 il pi\u00f9 importante strumento che io abbia mai trovato per fare le grandi scelte della mia vita. Perch\u00e9 quasi tutte le cose \u2013 tutte le aspettative di eternit\u00e0, tutto l\u2019orgoglio, tutte le paure di imbarazzi o fallimenti \u2013 svaniscono di fronte all\u2019idea della morte, lasciando solo quello che c\u2019\u00e8 di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire \u00e8 il modo migliore per non cadere nella trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere. Siete gi\u00e0 nudi. Non c\u2019\u00e8 ragione per non seguire il vostro cuore.<\/p>\n<p>Circa un anno fa mi fu diagnosticato un cancro. Alle sette e mezzo del mattino feci la scansione che mostrava chiaramente un tumore al pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che avrei avuto si e no 3 mesi di vita. Mi dissero di andare a casa e sistemare le mie faccende (che \u00e8 il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa che dovevo prepararmi a dire ai miei figli, in pochi mesi, tutto quello che pensavo di avere ancora una vita per dire. Significa che dovevo essere sicuro che tutto fosse organizzato in modo tale che per la mia famiglia fosse il pi\u00f9 semplice possibile. Significa che dovevo dire i miei \u201c<em>addii<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Vissi con il responso di quella diagnosi per tutto il giorno. Quella sera mi fecero una biopsia, in cui ti infilano un endoscopio gi\u00f9 per la gola, attraverso lo stomaco fino all\u2019intestino per inserire un ago nel pancreas e prelevare alcune cellule del tumore. Io ero sotto anestesia, ma mia moglie \u2013 che era l\u00ec \u2013 mi raccont\u00f2 che quando i medici videro le cellule al microscopio iniziarono a piangere, perch\u00e9 avevano appena scoperto che avevo una forma di cancro molto rara e curabile con un intervento chirurgico. Mi sottoposi all\u2019intervento chirurgico e adesso sto bene.<\/p>\n<p>Quella fu la volta in cui mi avvicinai di pi\u00f9 alla morte e spero che, per qualche decennio, sia anche l\u2019ultima. Essendoci passato, posso parlarvi adesso con un po\u2019 pi\u00f9 di certezza di quando la morte fosse per me solo un concetto astratto.<\/p>\n<p>Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. Ma comunque la morte \u00e8 la meta che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli \u00e8 mai sfuggito. Ed \u00e8 come deve essere, perch\u00e9 molto probabilmente la morte \u00e8 la pi\u00f9 grande invenzione della vita. E\u2019 l\u2019agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Ora, il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere cos\u00ec drammatico, ma \u00e8 la pura verit\u00e0.<\/p>\n<p>Il vostro tempo \u00e8 limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa pi\u00f9 importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni. In qualche modo loro sanno che cosa volete veramente. Tutto il resto \u00e8 secondario.<\/p>\n<p>Quando ero ragazzo esisteva una meravigliosa rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci mise dentro tutto il suo tocco poetico. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e dell\u2019editoria elettronica, quindi la rivista era interamente creata con macchine da scrivere, forbici e polaroid. Era una specie di Google in versione cartacea, 35 anni prima che Google fosse inventato: era idealistica, traboccante di strumenti chiari e concetti meravigliosi.<\/p>\n<p>Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era pi\u00f9 o meno la met\u00e0 degli anni Settanta e io avevo la vostra et\u00e0. Nell\u2019ultima pagina di questo numero c\u2019era una fotografia di una strada di campagna al mattino presto, quel tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l\u2019autostop se siete abbastanza avventurosi. Sotto la foto erano scritte queste parole: \u201c<em>Stay Hungry. Stay Foolish<\/em>\u201d, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish. Grazie a tutti.&#8221;\u00a0<\/p>\n<p><em>Steve Jobs<\/em><\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.eddev.eu\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/hungryfoolish.jpg\" alt=\"\" width=\"437\" height=\"595\" \/><\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fiducia nel futuro e nelle proprie intuizioni, la sconfitta come agente di cambiamento e grande opportunit\u00e0 di imparare e ricominciare, e la prospettiva della finitezza della vita e delle cose come stimolo a vivere veramente. 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