{"id":270,"date":"2012-12-25T17:57:41","date_gmt":"2012-12-25T17:57:41","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/?p=270"},"modified":"2012-12-25T17:59:45","modified_gmt":"2012-12-25T17:59:45","slug":"maro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/2012\/12\/25\/maro\/","title":{"rendered":"Mar\u00f2"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>Non comprendo perch\u00e9 questa sporca storia di armi, di petrolio e di esercito italiano a servizio dei privati sia stata trasformata in una storia di militari eroi; proviamo a leggere l\u2019accaduto.<\/p>\n<p><strong>Quello che sappiamo.<\/strong> Nel pomeriggio del 15 febbraio la nave petroliera Enrica Lexie,\u00a0battente bandiera italiana, si trovava al largo delle coste del distretto di Kerale, nel sud ovest dell\u2019India. L\u00ec ha incrociato la rotta del peschereccio indiano St. Antony. A un certo punto i militari italiani a bordo della Enrica Lexie\u00a0hanno sparato verso il peschereccio uccidendo due marinai indiani, Jelestine di 45 anni e Ajesh Binki di 25. Questi sono gli unici fatti su cui le due parti sono d\u2019accordo, per il resto della storia ognuno ha la propria versione.<\/p>\n<p><strong>La versione italiana.<\/strong> Secondo gli italiani, i colpi sarebbero stati sparati dai militari in seguito a una manovra sospetta da parte del peschereccio indiano, scambiato per un\u2019imbarcazione pirata. I due militari avrebbero seguito le procedure del caso, sparando prima di tutto delle raffiche di avvertimento e senza ricevere alcun segnale di risposta. Successivamente i militari avrebbero sparato verso il peschereccio, uccidendo i due marinai. Le autorit\u00e0 italiane sono intervenute sulla questione: affermano che l\u2019episodio \u00e8 avvenuto a 33 miglia di distanza dalle coste indiane, in acque internazionali. Se cos\u00ec fosse, l\u2019episodio sarebbe da considerare sotto la giurisdizione italiana e quindi i due militari dovrebbero essere giudicati da un tribunale italiano.<\/p>\n<p><strong>La versione indiana.<\/strong> Secondo gli indiani la manovra della St. Antony nei confronti della Enrica Lexie sarebbe stata pacifica e volta a dare la precedenza alla petroliera italiana. La reazione dei militari italiani sarebbe stata esagerata e non aderente alle normali procedure, soprattutto perch\u00e9 i marinai della St. Antony non erano armati. Le autorit\u00e0 indiane sostengono che l\u2019imbarcazione italiana, non avendo avuto segnali di risposta alle raffiche di avvertimento, avrebbe dovuto tentare una manovra di evasione prima di decidere di attaccare. Ma gli indiani contestano soprattutto la posizione geografica in cui si sarebbe verificato l\u2019incidente, e parlano di una distanza dalla costa tra le 15 e le 20 miglia. Se cos\u00ec fosse, trattandosi di acque territoriali indiane, il caso cadrebbe sotto la giurisdizione indiana.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 i militari si trovavano sulla petroliera.<\/strong> L\u201911 ottobre 2011 il Ministero della Difesa e la Confitarma, Confederazione Italiana Armatori, hanno firmato un protocollo di intesa che permette agli armatori le cui navi si trovano nelle aree marittime considerate a rischio (l\u2019area a largo del corno d\u2019Africa in particolare) di richiedere \u2013 ovviamente a proprie spese \u2013 la presenza di un Nucleo militare di protezione, composto da sei uomini equipaggiati e addestrati per missioni di questo tipo. Per questo Massimiliano Latorre e Salvatore Girone erano sulla Enrica Lexie. Queste squadre militari hanno come regola di ingaggio l\u2019autodifesa e possono sparare raffiche di avvertimento in aria o in ogni caso a distanza di sicurezza dall\u2019imbarcazione sospetta.<\/p>\n<p>Da \u201cPost\u201d di Liquida, 19.02.2012<\/p>\n<p><!-- PHP 5.x --><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non comprendo perch\u00e9 questa sporca storia di armi, di petrolio e di esercito italiano a servizio dei privati sia stata trasformata in una storia di militari eroi; proviamo a leggere l\u2019accaduto. Quello che sappiamo. Nel pomeriggio del 15 febbraio la &hellip; <a href=\"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/2012\/12\/25\/maro\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[44],"class_list":["post-270","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","tag-guerra"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/270","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=270"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":277,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/270\/revisions\/277"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}