{"id":182,"date":"2012-08-22T10:03:41","date_gmt":"2012-08-22T10:03:41","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/?p=182"},"modified":"2012-08-22T16:27:29","modified_gmt":"2012-08-22T16:27:29","slug":"vale-la-pena-scommettere-sullenergia-da-biomasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/ermesdrigo\/2012\/08\/22\/vale-la-pena-scommettere-sullenergia-da-biomasse\/","title":{"rendered":"Vale la pena scommettere sull&#8217;energia da biomasse?"},"content":{"rendered":"<p>Le biomasse, in generale, e i biocarburanti di prima generazione, pi\u00f9\u00a0in particolare, non sono il modo migliore per ridurre le emissioni di gas serra. L&#8217;accusa ai limiti dei biofuel non \u00e8 una novit\u00e0, ma il\u00a0nuovo report pubblicato dall&#8217;Accademia nazionale delle scienze tedesche Leopoldina\u00a0\u00e8 interessante perch\u00e9 tenta una valutazione a 360 gradi\u00a0della sostenibilit\u00e0 delle varie forme di bioenergia. Le principali controindicazioni sono note: per alcune colture e filiere il bilancio in termini di gas serra pu\u00f2 essere controproducente e spesso rubano spazio alle colture alimentari con la conseguenza di far salire il prezzo dei cereali e di causare deforestazione.<\/p>\n<p>Questi sono i motivi per cui dallo studio emerge l&#8217;ennesima\u00a0bocciatura dell&#8217;obiettivo europeo 2020\u00a0di soddisfare entro quell&#8217;anno il 10% del fabbisogno energetico per i trasporti con le rinnovabili, che rischia di essere coperto quas\u00ec totalmente con i biofuel. Ma secondo i 20 accademici che hanno contribuito al report, il ricorso alle biomasse andrebbe limitato in generale: per ridurre le emissioni di CO2 queste fonti sono molto\u00a0meno efficienti di altre come eolico e fotovoltaico, anche se ovviamente le biomasse hanno il vantaggio di poter essere trasformate agevolmente in combustibili liquidi o di poter produrre in modo altamente modulabile e in cogenerazione sia elettricit\u00e0 che calore.<\/p>\n<p>Focalizzandosi sul caso tedesco, ma facendo un discorso valido a livello europeo e globale, infatti, il report bolla come\u00a0troppo ottimistiche sia le valutazioni sugli impatti\u00a0di biocarburanti e altre biomasse fatte dalla Comunit\u00e0 Europea, sia quelle dell&#8217;IPCC Special Report 2012 on Renewable Energy (SRREN) che quelle del Bio\u00d6konomieRat del Governo tedesco. La conclusione \u00e8 che, fatta eccezione per quelle derivate da prodotti di scarto e sottoprodotti, le biomasse non sono un&#8217;opzione praticabile su larga scala per ridurre le emissioni.<\/p>\n<p>Per\u00a0esempio, censendo la filiera forestale tedesca si ritiene che aumentare o anche solo mantenere il livello di produzione energetica attuale da legna comporta il rischio di\u00a0compromettere il patrimonio boschivo\u00a0nazionale senza contribuire alla riduzione delle emissioni. Solo foreste mantenute in equilibrio, cio\u00e8 in cui si ripiantumi di pari passo con il taglio, avvicinerebbero alla neutralit\u00e0 in termini di CO2. Ancora peggio va nella\u00a0biomassa coltivata: qui, tenendo conto dell&#8217;uso di\u00a0nitrati per i concimi, dell&#8217;energia spesa nella coltivazione e di tutto il resto, le emissioni sono quasi sempre superiori alla quantit\u00e0 di CO2 immagazzinata dalla pianta. Per il biogas, si spiega, solo alcune\u00a0filiere particolari\u00a0sono sostenibili e per biodiesel e bioetanolo la sostenibilit\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile da ottenere. A questo si aggiunge il fatto che la quantit\u00e0 di biomassa necessaria per soddisfare l&#8217;obiettivo europeo sui trasporti \u00e8 incompatibile a livello di terreni disponibili con la\u00a0produzione alimentare. E che gran parte viene dall&#8217;importazione da Paesi nei quali \u00e8 difficile controllare le filiere.<\/p>\n<p>I biocarburanti di prima generazione, dunque, in questo report sono tutti bocciati. Perfino il bioetanolo da canna da zucchero &#8211;\u00a0 che con un EROI (rapporto tra rendimento energetico ed energia\u00a0 investita) che arriva fino a 8 ed \u00e8 tra i migliori &#8211;\u00a0 secondo gli autori non \u00e8 pienamente sostenibile: per avere quei rendimenti infatti bisogna usare per il processo di lavorazione il calore ottenuto bruciando i residui della canna, la cosiddetta bagassa, anzich\u00e9 reinterrarli nel campo e questo significaestrarre carbonio dal suolo. Meglio da questo punto di vista il biogas, i cui residui di lavorazione vengono resistuiti ai campi come fertilizzanti, permettendo, nelle filiere ben fatte, di avere bilanci negativi in termini di CO2.<\/p>\n<p>Speranze restano in un rapido sviluppo dei biocarburanti di\u00a0seconda generazione, specialmente quelli a base di materie lignocellulosiche, che eviterebbero parte degli impatti negativi di quelli\u00a0attuali. Il report dell&#8217;Accademia nazionale \u00e8 invece molto scettico sullo sviluppo dei biocarburanti dalle\u00a0alghe: con le tecnologie attuali, si scrive, l&#8217;EROI dei biocarburanti da alghe \u00e8 al di sotto di 1, si spende cio\u00e8 pi\u00f9 energia per produrli di quella che rendono. Un paragrafo \u00e8 dedicato anche alla produzione diidrogeno da biomasse. Anche qui siamo lontani dalla competitivit\u00e0: con il metodo pi\u00f9 diffuso, cio\u00e8 ricavandolo dal metano, si ottiene idrogeno a 1 $ al chilogrammo, mediante elettrolisi (che pu\u00f2 essere fatta anche con l&#8217;elettricit\u00e0 da rinnovabili) si sale a 3 $\/kg, mentre ottenere l&#8217;idrogeno con la pirolisi da biomasse attualmente, si spiega, al momento costa circa 7 $\/kg.<\/p>\n<p>In conclusione vale la pena scommettere sulle biomasse? Secondo gli autori per quanto possibile\u00a0meglio concentrarsi su altri metodi\u00a0per ridurre la CO2: efficienza energetica, eolico, fotovoltaico e solare termico. Le biomasse dovrebbero essere promosse solo laddove non entrino in competizione con la filiera alimentare, abbiano un impatto ambientale sostenibile e un bilancio in termini di emissioni di gas serra almeno del 60-70% migliore dei vettori energetici che sostituiscono (tipicamente benzina, gasolio e gas). Promettente in tal senso \u00e8 l&#8217;uso di scarti e sottoprodotti,\u00a0per esempio l&#8217;uso dei reflui degli allevamenti per ottenere biogas.<\/p>\n<p><em>Giulio Meneghello<br \/>\n<\/em>06 agosto 2012<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le biomasse, in generale, e i biocarburanti di prima generazione, pi\u00f9\u00a0in particolare, non sono il modo migliore per ridurre le emissioni di gas serra. 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