{"id":9944,"date":"2014-11-05T07:10:38","date_gmt":"2014-11-05T07:10:38","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=9944"},"modified":"2014-11-27T08:01:29","modified_gmt":"2014-11-27T08:01:29","slug":"limportanza-di-un-bel-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2014\/11\/05\/limportanza-di-un-bel-film\/","title":{"rendered":"L&#8217;importanza di un bel film"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"ngg-singlepic ngg-center\" src=\"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-content\/blogs.dir\/5\/files\/ratatuia-2014\/il-giovane-favoloso.jpg\" alt=\"il-giovane-favoloso\" \/><\/p>\n<p><strong>Da qualche settimana\u00a0\u00e8 nelle sale cinematografiche il film di Mario Martone &#8220;<\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_giovane_favoloso\"><strong>Il giovane favoloso<\/strong><\/a><strong>&#8220;, il primo\u00a0sulla figura\u00a0di <\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giacomo_Leopardi\"><strong>Giacomo Leopardi<\/strong><\/a><strong> (1798-1837). E sta facendo incassi notevoli.<\/strong><\/p>\n<p>La pellicola fu proiettata all&#8217;ultima mostra del cinema di Venezia, ricevendo l&#8217;applauso del pubblico, ma non premi o segnalazioni. E&#8217; frutto di un lavoro di ricerca lungo sia del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mario_Martone\">regista<\/a> napoletano che dell&#8217;attore interprete principale, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Elio_Germano\">Elio Germano<\/a>, molto convincente nel ruolo, non semplice, del protagonista principale.<\/p>\n<p>La sceneggiatura \u00e8 essenziale, come biografia e come\u00a0rappresentazione del pensiero e della\u00a0poesia leopardiani. Anticipando il giudizio, direi che entrambe sono assai selettive, ma forse non \u00e8 possibile fare di pi\u00f9 in 137 minuti. La proiezione comunque trasmette allo spettatore una forte emozione (dopo l&#8217;ultima scena, gli spettatori\u00a0perlopi\u00f9 restano immobili sulla sedia ed escono\u00a0silenziosi come non mai) e probabilmente il desiderio di tornare a leggere il grande protagonista come fosse uno di noi, un nostro compagno.\u00a0Qualcuno pensa che questa sia un&#8217;impostazione troppo didattica? Forse dimentichiamo in\u00a0che tempi viviamo. Far tornare l&#8217;interesse su Leopardi \u00e8 un po&#8217; poco per un film? A me pare invece\u00a0che questa sia\u00a0la cosa\u00a0pi\u00f9 difficile ed importante che ci lascia\u00a0questo\u00a0bel film.<\/p>\n<p>La storia si svolge in\u00a0tre luoghi,\u00a0anche se in realt\u00e0\u00a0il poeta ha avuto quattro grandi momenti spazio-temporali\u00a0nella sua pur breve e tribolata vita. E&#8217; quasi normale semplificare dicendo che visse a Recanati fino al 1830, poi tre anni a Firenze (1830-33) e gli ultimi quattro (1833-37) a Napoli. Ma in realt\u00e0 tra il 1822 ed il 1830, partendo e rientrando da Recanati, gir\u00f2 un po&#8217; l&#8217;Italia, prima Roma, poi Milano, Bologna, Pisa.<\/p>\n<p>In particolare, a Bologna, dove visse quasi due anni tra il 1825 ed il 1827, fece l&#8217;unica vera esperienza lavorativa curando per l&#8217;editore Stella la &#8220;Crestomazia&#8221; (cio\u00e8 antologia) della prosa\u00a0prima e della poesia italiana poi. Fu questo un periodo unico e forse difficilmente rappresentabile nell&#8217;economia del film, ma\u00a0per alcuni aspetti fondamentale in questa storia di vita.\u00a0Ne parla chiaramente\u00a0anche Pietro Citati nel suo <em>Leopardi<\/em> (2010): &#8220;A Bologna\u00a0avvenne la rivoluzione della vita di Leopardi. (&#8230;) A partire dal 1825 divent\u00f2 un lavoratore della penna&#8221; (p. 276). (Il regista sembra giustamente attingere molte notizie da questa biografia letteraria, la pi\u00f9 recente e la pi\u00f9 completa.)<\/p>\n<p>Come gli ambienti sono ridotti all&#8217;osso, cos\u00ec alcuni protagonisti. C&#8217;\u00e8 il giusto spazio alla famiglia, il mitico padre Monaldo, la terribile madre Adelaide, gli affezionatissimi fratello Carlo e sorella Paolina. L&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza sono, giustamente, ben rappresentati. Ma quando il mondo di Recanati si apre, alcuni protagonisti vengono un po&#8217; schiacciati, probabilmente dallo stesso linguaggio cinematografico e quasi spariscono i loro profili storici.<\/p>\n<p>Cos\u00ec vengono un po&#8217; ridotte le figure di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pietro_Giordani\">Pietro Giordani <\/a>(1774-1848), che fu il primo interlocutore epistolare e che\u00a0visit\u00f2\u00a0Recanati nel 1818, e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Antonio_Ranieri\">Antonio Ranieri <\/a>(1806-1884), che fu l&#8217;amico degli ultimi anni e che lo port\u00f2 a Napoli, in cerca del miglior clima. Nel film sono tratteggiati come figure di supporto di una biografia, ma in realt\u00e0 furono, pur nei loro limiti, due notevoli personaggi del loro tempo. Il primo, solo per dare un flash, nell&#8217;Italia della Restaurazione &#8220;lott\u00f2 assiduamente per la laicit\u00e0 ed il progresso&#8221; (Timpanaro 1969, p. 119) e il meglio del suo insegnamento &#8220;fu assimilato a rivissuto originalmente, per vie diverse, da due uomini in dissidio col loro ambiente: Leopardi e Cattaneo&#8221; (p. 121-122). Il secondo, che nel film compare come un dongiovanni servito dal Leopardi-leporello, fu un buon intellettuale e un gran\u00a0patriota sempre in prima fila, anche nei\u00a0parlamenti, napoletano prima e del Regno d&#8217;Italia poi.<\/p>\n<p>Infine un&#8217;annotazione sulla scelta fatta tra i versi ed i pensieri leopardiani. Tra quest&#8217;ultimi sembrerebbe mancare\u00a0il pensiero pi\u00f9 propriamente politico, quello dei primi canti, del <em>Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl&#8217;Italiani<\/em> (1824) e dei <em>Paralipomeni della batracomiomachia<\/em> (secondo il Ranieri dettati a lui anche sul letto finale). E questa potrebbe essere\u00a0una scelta coerente con il basso profilo civile e politico dato a Giordani e Ranieri. In realt\u00e0 \u00e8 proprio con la scelta decisiva dei canti recitati nel film che s&#8217;intende dare il messaggio pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 attuale. C&#8217;\u00e8 infatti <em>L&#8217;Infinito<\/em> (1919), mentre non ci sono\u00a0gli\u00a0idilli che si studiano a scuola (<em>A Silvia<\/em>, <em>Il passero solitario<\/em>, etc) e neppure &#8220;la poesia leopardiana pi\u00f9 alta&#8221;, come vuole la critica letteraria anche pi\u00f9 recente,\u00a0secondo cui questa\u00a0&#8220;va cercata nella linea che porta dall&#8217;<em>Infinito<\/em> al <em>Canto notturno di un pastore<\/em> e qui sostanzialmente si esaurisce&#8221; (Asor Rosa 2009, p. 579). Ci sono invece\u00a0<em>La ginestra<\/em> ed <em>Il tramonto della luna<\/em>, gli ultimi canti\u00a0scritti sotto il Vesuvio. E a questi \u00e8 lasciato il compito di trasmettere\u00a0il messaggio fondamentale di Leopardi.<\/p>\n<p>A me, la scelta, pur coraggiosa, \u00e8 piaciuta, perch\u00e9 nell&#8217;<em>Infinito<\/em> \u00e8 data &#8220;l&#8217;ardua aspirazione della sua poetica: quella di fondere il tono ingenuo con il tono filosofico&#8221; (Guglielmi 2000, p. 64), come negli ultimi canti &#8220;Leopardi si misura con i suoi contemporanei sui temi dell&#8217;uomo, e della sua collocazione nell&#8217;universo&#8221; (ivi, p. 139). E mentre i versi di questi si odono in sala, sullo schermo\u00a0\u00e8 sempre presente\u00a0la luna, che \u00e8 &#8220;per il poeta, di volta in volta, confidente e sfinge, compagna ed enigma&#8221; (Prete 1996, p. 191) e che &#8220;resta il culmine del mondo di Leopardi&#8221; (Citati 2010, p. 114). Ma, come diceva Italo Calvino, &#8220;la contemplazione del cielo notturno che ispirer\u00e0 a Leopardi i suoi versi pi\u00f9 belli non era solo un motivo lirico; quando parlava della luna Leopardi sapeva esattamente di cosa parlava&#8221; (1988, p. 26), perch\u00e9 l&#8217;aveva studiata e aveva pure\u00a0scritto di astronomia. E cos\u00ec era anche la sua poesia, un grande momento di conoscenza della realt\u00e0. Per questo lo sentiamo ancora cos\u00ec vicino.<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Bibliografia citata:<br \/>\nAsor Rosa A., <em>Storia europea della letteratura italiana. II. Dalla decadenza al Risorgimento<\/em>, Einaudi, Torino 2009.<br \/>\nCalvino I., <em>Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio<\/em>, Garzanti, Milano 1988.<br \/>\nCitati P., <em>Leopardi<\/em>, Mondadori, Milano 2010.<br \/>\nGuglielmi G., <em>L\u2019infinito terreno. Saggio su Leopardi<\/em>, Manni, Lecce 2000.<br \/>\nPrete A., Il <em>pensiero poetante. Saggio su Leopardi<\/em>, Feltrinelli, Milano 1996.<br \/>\nTimpanaro S., <em>Classicismo e illuminismo nell\u2019Ottocento italiano<\/em>, seconda ed. accresciuta, Nistri-Lischi, Pisa (1a ed. 1969) 1988.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche settimana\u00a0\u00e8 nelle sale cinematografiche il film di Mario Martone &#8220;Il giovane favoloso&#8220;, il primo\u00a0sulla figura\u00a0di Giacomo Leopardi (1798-1837). E sta facendo incassi notevoli. 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