{"id":9853,"date":"2014-10-10T18:10:49","date_gmt":"2014-10-10T18:10:49","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=9853"},"modified":"2014-10-13T13:16:03","modified_gmt":"2014-10-13T13:16:03","slug":"quattro-porcate-in-un-colpo-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2014\/10\/10\/quattro-porcate-in-un-colpo-solo\/","title":{"rendered":"Quattro porcate in un colpo solo"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; ancora l\u00ec, anche se inutilizzabile dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la legge elettorale nota come <em><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legge_Calderoli\">porcellum<\/a><\/em> (l&#8217;allora ministro per le Riforme, il senatore\u00a0leghista Calderoli, la defin\u00ec lui stesso \u00abuna porcata\u00bb), ma di\u00a0porcate parlamentari\u00a0&#8211; e pi\u00f9 d&#8217;una &#8211; si torna a parlare. Riproduco infatti un <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/christianraimo\/2014\/10\/09\/legge-quattro-porcate\/\">articolo<\/a> sulla legge delega sul lavoro approvata dal Senato l&#8217;8 ottobre.<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Una legge, quattro porcate<\/strong><br \/>\ndi Christian Raimo<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Ieri il Senato ha approvato la legge delega sul lavoro, intitolato con un tracotante anglismo Jobs Act. Da settimane non si parlava d\u2019altro, ma il voto di ieri ha cambiato e di molto le diverse analisi che si sono sviluppate in queste settimane, e ha dato la forma definitiva a una porcata \u2013 la peggiore del gi\u00e0 mediocre governo Renzi \u2013 per diverse ragioni. Proviamo a metterle in fila.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>La ragione istituzionale<br \/>\n<\/strong>Il governo Renzi ha voluto che questa legge delega si votasse attraverso un voto di fiducia. Ora, lo capisce pure un troglodita istituzionale che questa forzatura vuol dire estromettere del tutto il potere legislativo per appiattirlo su quello esecutivo. Il governo chiede la delega per legiferare nei prossimi mesi sul lavoro, rilasciando soltanto poche e terribili linee guida, di fatto quindi arrogandosi un potere d\u2019arbitrio assoluto in materia. Qual \u00e8 il luogo della discussione? Non la dialettica interna del partito di maggioranza annullata a colpi di scherno, non il parlamento ritenuto un impiccio, non il confronto con il sindacato relegato a un appuntamento di un\u2019oretta prima di colazione tre giorni fa. Questo da parte di un governo che, ricordiamolo, fonda la sua legittimazione sul consenso delle Europee, e non su un voto a un programma per le elezioni politiche, e che non si attiene neanche al programma delle ultime primarie.<br \/>\nLa decisione di ieri del senatore PD Walter Tocci di votare la fiducia, per fedelt\u00e0 al partito, ma di rassegnare subito dopo le dimissioni \u00e8 l\u2019espressione tragica di questo disastro.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>La ragione politica<\/strong><br \/>\nQuesta legge delega, vi invito a leggerla: <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/00759870.pdf\">qui<\/a>. Pur nelle sue formulazioni vaghe e contradditorie, in una cosa \u00e8 chiara: \u00e8 un inno alla precarizzazione, all\u2019esternalizzazione, alla dequalificazione. Di fatto elimina il principio costituzionale che l\u2019Italia sia una Repubblica fondata sul lavoro. Introduce tanti e tali inviti alla cosiddetta flessibilit\u00e0 che distrugge lo stesso ideale di una tutela dei diritti dei lavoratori. Quando per esempio si dice: \u201crivedere i criteri di concessione ed utilizzo delle integrazioni salariali escludendo i casi di cessazione aziendale\u201d, io leggo che di fatto si possono prevedere forme di ammortizzatori sociali spalmati a pioggia in maniera totalmente arbitraria. Tipo contratti di solidariet\u00e0 anche per aziende sotto i 15 dipendenti, tipo contratti di solidariet\u00e0 anche se non viene dichiarato lo stato di crisi. Mi sbaglio? In pratica, la traduzione di quello che Renzi \u00e8 andato proclamando nelle infinite interviste nelle ultime settimane \u2013 \u201clo Stato si deve interessare di chi \u00e8 senza lavoro, non di chi ha lavoro\u201d \u2013 non \u00e8 certo un progetto iperkeynesiano, ma la messa in pratica di un nuovo tipo di Repubblica, fondata sulle toppe, sugli ammortizzatori sociali pensati come benevolenza. Renzi immagina lo Stato come un elemosinatore compassionevole, uno Stato assistenzialista (ma senza soldi: la consistenza delle coperture, essendo tutto cos\u00ec vago, \u00e8 l\u2019unico dettaglio importante che invece manca), che si dice pronto a riparare a qualche eccesso di povert\u00e0 o di disoccupazione, ma soprattutto prono alle esigenze delle aziende. Confindustria non si \u00e8 spellata abbastanza le mani: il Jobs Act \u00e8 un regalo esagerato per qualunque imprenditore, gli lascia mano libera su tutto. Pu\u00f2 licenziare, riprendere, utilizzare dei voucher di prestazioni occasionali per un monte ore che non \u00e8 definito. A leggerla, pagina dopo pagina, pensavo: ok, mi metto anche io a aprire un\u2019azienda. Ho tante e tali possibilit\u00e0 di sfruttare il lavoro, senza che i lavoratori possano appellarsi a nulla. Nei casi di disperazione, lo Stato \u2013 forse \u2013 interviene.<br \/>\nL\u2019idea stessa di un diritto legato al lavoro viene minata; per questo Renzi \u00e8 sincero quando dice che quella sull\u2019articolo 18 \u00e8 una battaglia ideologica: rispecchia veramente l\u2019immagine di un mondo che non esiste nella cultura politica del renzismo, che invece si presenta sempre di pi\u00f9 come un craxismo di seconda generazione. Trent\u2019anni dopo la battaglia sulla scala mobile che mise fine alle conquiste sul lavoro degli anni \u201970, il modello renziano affronta la questione della societ\u00e0 del post-lavoro, non assumendosi la responsabilit\u00e0 di redditi minimi di cittadinanza o similari, ma legando il reddito alle elargizioni di uno Stato impoverito, e il lavoro alle esigenze di imprenditori senza alcuna cultura industriale.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>La ragione giuridica<\/strong><br \/>\nA pagina 31 del disegno di legge, c\u2019\u00e8 scritto: \u201crazionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti, anche<em> mediante abrogazione di norme<\/em>, connessi con la costituzione e la gestione del rapporto di lavoro, con l\u2019obiettivo di dimezzare il numero di atti di gestione, del medesimo rapporto, di carattere amministrativo\u201d. Tutta la discussione sull\u2019articolo 18 finisce qua. Nella pi\u00f9 totale indefinizione. Il governo si arroga la possibilit\u00e0 di poter legiferare in seguito, attraverso i decreti attuativi, anche qui in maniera indefinita e arbitraria. Questo porter\u00e0 a un busillis di non poco conto, che \u00e8 il risultato del monstrum istituzionale di cui sopra. Perch\u00e9 per fortuna la Costituzione agli articoli 76 e 77 limita il ricorso alle leggi delega, giusto per dividere appunto potere legislativo e potere esecutivo. Lo sintetizza bene Civati in un post di ieri quando scrive<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 60px;\">\u00abPrima di presentare emendamenti (che non emendano granch\u00e9) e di mettere la fiducia su una legge delega vaga e imprecisa, varrebbe la pena di rileggersi l\u2019articolo 76 della Costituzione (e magari anche l\u2019articolo 77): perch\u00e9 la furbizia di non mettere in delega alcun riferimento all\u2019articolo 18 per ottenere la fiducia comporta una banale conseguenza. Che in base a questa delega il governo non potr\u00e0 legittimamente modificare l\u2019articolo 18. E, se lo far\u00e0, chiunque potr\u00e0 ricorrere alla Corte costituzionale e avere ragione, come dimostra una vasta giurisprudenza in questo senso. Ma tanto non \u00e8 importante essere, importante \u00e8 sembrare\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Di fronte a questo non capisco se Poletti e Renzi confondano il senso delle istituzioni con il senso del ridicolo.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ragione comunicativa<\/strong><br \/>\nUn paio di miei amici oggi, mentre discutevamo del Jobs Act, mi chiedevano: ma insomma non c\u2019\u00e8 scritto niente sull\u2019articolo 18?<br \/>\nCio\u00e8 tutta questa rottura di coglioni di mesi, e poi sulla carta non c\u2019\u00e8 niente di esplicito? Un altro mio amico, dopo aver letto il testo, era abbacinato: ci sono una serie di misure di non si \u00e8 discusso per niente in queste settimane di dibattito invadente. Qualcuno di voi ha sentito parlare dell\u2019estensione dei voucher per le prestazioni occasionale? Gi\u00e0. La comunicazione renziana, pervasiva, martellante, enfatica, non ha nemmeno il pregio di essere informativa e trasparente. Le leggi non soltanto non passano al vaglio parlamentare, ma nemmeno possono essere emendate dall\u2019opinione pubblica.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(il Post, 9 ottobre 2014)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; ancora l\u00ec, anche se inutilizzabile dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la legge elettorale nota come porcellum (l&#8217;allora ministro per le Riforme, il senatore\u00a0leghista Calderoli, la defin\u00ec lui stesso \u00abuna porcata\u00bb), ma di\u00a0porcate parlamentari\u00a0&#8211; e pi\u00f9 d&#8217;una &#8211; si &hellip; <a href=\"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2014\/10\/10\/quattro-porcate-in-un-colpo-solo\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[31,5],"class_list":["post-9853","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pol","tag-diritti","tag-lav"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9853","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9853"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9853\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9868,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9853\/revisions\/9868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9853"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9853"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9853"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}