{"id":9287,"date":"2014-06-16T02:00:01","date_gmt":"2014-06-16T02:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=9287"},"modified":"2014-06-09T21:47:23","modified_gmt":"2014-06-09T21:47:23","slug":"marc-bloch-1886-1944","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2014\/06\/16\/marc-bloch-1886-1944\/","title":{"rendered":"Marc Bloch (1886-1944)"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"ngg-singlepic ngg-left\" src=\"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-content\/blogs.dir\/5\/files\/ratatuia-2014\/marc-bloch-1886-1944.jpg\" alt=\"marc-bloch-1886-1944\" \/><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marc_Bloch\">Marc Bloch<\/a>, di cui oggi ricorre il 70\u00b0 anniversario della morte \u00e8 stato un grande maestro, soprattutto come storico, ma anche come leader morale e patriota francese. E&#8217; morto infatti torturato e fucilato dai tedeschi che erano riusciti a metter le mani su un intellettuale ebreo e partigiano.<\/p>\n<p>La sua lezione intellettuale non \u00e8 facile da sintetizzare e quindi faccio uso spudoratamente del miglior articolo che ho letto di recente, pubblicato il 1\u00b0 giugno sul Domenicale de <em>Il Sole 24 Ore<\/em>.<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>La Storia nelle scienze sociali<\/strong><br \/>\ndi Donald Sassoon<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Quando ero al liceo un illuminato insegnante di storia promise un dieci a chiunque avesse letto per intero <em>La soci\u00e9t\u00e9 f\u00e9odale<\/em> di Marc Bloch (e in grado di dimostrarlo). A sedici anni l\u2019idea di ottenere un tale voto semplicemente leggendo un libro era irresistibile. Il libro era lungo e difficile, ma anche molto diverso dalla storia tradizionale, con la sua serie straordinariamente noiosa di date e storie di grandi uomini che avevano cambiato il mondo e vinto guerre. Guadagnai qualcosa di pi\u00f9 di un buon voto: compresi quanto potesse essere eccitante la storia, anche la storia delle strutture, dei cambiamenti lenti, delle credenze, di come si forma e si mantiene la sudditanza, e come le cose cambiano da luogo a luogo. Per di pi\u00f9 il tutto era scritto in una prosa elegante e a volte ironica, con un uso parsimonioso ma sottile di metafore. Si parlava perfino degli emiri del Qayrawan e dei califfi Fatimidi, con nomi che sembravano appartenere al mondo incantato delle Mille e una notte.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Bloch, nato nel 1886 a Lione, frequent\u00f2 la prestigiosa \u00c9cole Normale Sup\u00e9rieure, poi fu ufficiale nella Grande guerra e infine ottenne un incarico universitario a Strasburgo, ora di nuovo territorio francese. L\u00ec, proprio nell\u2019ufficio accanto al suo, Bloch incontr\u00f2 un altro storico dalle idee originali: Lucien Febvre. Insieme fondarono, nel 1929, la rivista \u00abAnnales d\u2019histoire \u00e9conomiques et sociales\u00bb. E cos\u00ec cambiarono la storia. Poi Bloch si trasfer\u00ec alla Sorbona e gli Annales diventarono una <em>\u00e9cole<\/em> senza pari in altri Paesi. I loro seguaci, Fernand Braudel, Georges Duby, Jacques Le Goff ed Ernest Labrousse diventarono anch\u2019essi grandi maestri della storiografia francese.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">L\u2019innovazione degli Annales fu di sfidare la forma dominante del racconto storico, vale a dire una narrazione incentrata in gran parte sul periodo breve, su eventi come guerre, rivoluzioni e diplomazia. Bloch e Febvre volevano una storia che esaminasse <em>la longue dur\u00e9e<\/em> (ma dobbiamo il termine a Braudel). Non si tratta semplicemente di una storia che comprenda un periodo molto lungo, ma che si soffermi su mutamenti lenti come il paesaggio o l\u2019alimentazione, le abitudini, i riti. Questo veniva contrapposto alla storia degli eventi o <em>histoire \u00e9v\u00e8nementielle<\/em>, e cio\u00e8 la storia dei movimenti improvvisi, come le rivoluzioni e guerre.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">L\u2019approccio di Bloch e Febvre aveva avuto precursori illustri. <em>L\u2019Essai sur les moeurs et l\u2019esprit des nations<\/em> di Voltaire era una storia generale del cristianesimo finalizzato a mettere in luce gli orrori del fanatismo religioso. Il <em>Declino e caduta dell\u2019Impero Romano<\/em> di Edward Gibbon si soffermava a lungo su aspetti sociali e culturali. Nel XIX secolo Jules Michelet e Jacob Burckhardt produssero storie del Rinascimento con un approccio \u201ctotalizzante\u201d. Il concetto di <em>Volksseele<\/em> (l\u2019anima del popolo) dello storico tedesco Karl Lamprecht (1856-1915) influenz\u00f2 la storia delle mentalit\u00e0 dei pionieri degli Annales.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Bloch e Febvre, partendo da un\u2019ottica molto pi\u00f9 rigorosa di quella dei loro predecessori, abbracciarono con entusiasmo l\u2019idea di mettere la storia al centro delle scienze sociali, quali l\u2019economia, la sociologia (particolarmente quella di \u00c9mile Durkheim), l\u2019antropologia e la geografia.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Nel 1940 Bloch, essendo ebreo, perse il suo incarico universitario, la sua casa fu requisita, la sua biblioteca privata confiscata. Trasferito a Clermont-Ferrand, ma privo di accesso ad archivi e biblioteche, Bloch scrisse un testo meraviglioso sul mestiere dello storico: <em>Apologie pour l\u2019histoire<\/em>. Nel 1942 divent\u00f2 partigiano. Nel 1944 fu arrestato dalla Gestapo, torturato e poi fucilato.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Il suo capolavoro, <em>Les rois thaumaturges<\/em> (I re taumaturghi), \u00e8 uno dei grandi libri di storia del XX secolo. \u00c8 l\u2019opera fondatrice della storia delle mentalit\u00e0, la base della storia antropologica. In questo testo Bloch esamina la convinzione che il re avesse il potere di curare la scrofola semplicemente toccando il paziente. Partendo da questa semplice credenza Bloch spiegava il ruolo del \u201cmiracolo\u201d nella concezione del potere politico assoluto come potere sacro, concezione che non si limitava al Medio Evo, poich\u00e9 il rito \u00e8 sopravvissuto nel Seicento e nel Settecento. In poco pi\u00f9 di quattro anni (1660-64) Carlo II d\u2019Inghilterra \u201ctocc\u00f2\u201d pi\u00f9 di 23mila persone e Luigi XIV ebbe pi\u00f9 malati di qualsiasi dei suoi predecessori. L\u2019aspettativa del \u201cmiracolo\u201d era pi\u00f9 importante del \u201cmiracolo\u201d stesso in quanto vi erano persone che tornavano per essere toccate un\u2019altra volta, la loro fede per nulla offuscata dall\u2019evidente fallimento.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Centrale in questo studio era il concetto di memoria collettiva. In una societ\u00e0 dove la maggior parte delle persone non sanno scrivere e dove poco \u00e8 scritto, la memoria collettiva \u00e8 ancora pi\u00f9 importante che in epoche successive, non perch\u00e9 la gente \u201cricordi\u201d di pi\u00f9, ma perch\u00e9 un evento incidentale, se ripetuto pi\u00f9 volte sembra essere esistito da lungo tempo. In questo tipo di societ\u00e0 un cambiamento pu\u00f2 essere rapidamente legittimato sulla base di precedenti e \u201ctradizione\u201d, pur essendo spesso recente ed eccezionale. Cos\u00ec, sotto l\u2019aspetto di un mondo immutabile, il Medio Evo cambiava costantemente anche se in modi diversi dai mutamenti descritti dalla storia <em>\u00e9v\u00e8nementielle<\/em>. Bloch ci offre una molteplicit\u00e0 di esempi come il caso dei monaci di Saint Denis, nel X secolo, ai quali era stato chiesto di donare una determinata quantit\u00e0 di vino in una giornata dove questo mancava nella cantina reale. Una \u201ctradizione\u201d fu rapidamente imposta: ogni anno i monaci dovevano consegnare la stessa quantit\u00e0 di vino nello stesso giorno. Un editto fu poi necessario per abolire questa usanza. Ci\u00f2 port\u00f2 alla crescita di accordi contrattuali, per cui se un barone o un vescovo, bisognoso di denaro, avesse voluto fare affidamento sulla \u201cgenerosit\u00e0\u201d di uno dei suoi vassalli, questo richiedeva un documento scritto che specificasse che il dono non stabiliva un precedente.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Naturalmente queste trattative si potevano fare solo quando la disparit\u00e0 sociale non era eccessiva; nella maggior parte dei casi anche la violenza giocava la sua parte.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">La lezione di Bloch consisteva in questo: non \u00e8 sufficiente raccogliere il materiale e metterlo in ordine. Occorre interrogarlo, costringerlo a rivelare quello che non si vede, scovare quello che c\u2019\u00e8 sotto. Insomma lo scetticismo \u00e8 una delle grandi armi dello storico. E questa lezione valeva pi\u00f9 di un buon voto.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>Il Sole 24 Ore<\/em>, 1 giugno 2014)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marc Bloch, di cui oggi ricorre il 70\u00b0 anniversario della morte \u00e8 stato un grande maestro, soprattutto come storico, ma anche come leader morale e patriota francese. 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