{"id":9098,"date":"2025-04-22T16:09:43","date_gmt":"2025-04-22T16:09:43","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=9098"},"modified":"2025-04-22T16:24:47","modified_gmt":"2025-04-22T16:24:47","slug":"gli-stati-uniti-non-sono-piu-un-paese-affidabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2025\/04\/22\/gli-stati-uniti-non-sono-piu-un-paese-affidabile\/","title":{"rendered":"Gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 un paese affidabile"},"content":{"rendered":"<p class=\"magazine-article-title col-span-full lg:col-start-1 lg:col-end-8 xl:col-start-3 xl:col-end-9\" style=\"padding-left: 60px;\">Siamo in tempi difficili come non ho mai ho vissuto. Ogni giorni succede qualcosa che andrebbe riportato, pensato, commentato. E i testi interessanti non mancano mai, ma non sono possibili in questo misero spazio, letto da sette persone ogni trimestre. Ma devo rompere gli indugi con testi come questo dell&#8217;economista francese <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Thomas_Piketty\">Thomas Piketty<\/a>. Col grassetto lo divido in due parti, sul presente mondiale e sul necessario futuro dell&#8217;Europa. E mi permetto le solite evidenziazioni.<\/p>\n<h4 class=\"magazine-article-title col-span-full lg:col-start-1 lg:col-end-8 xl:col-start-3 xl:col-end-9\"><strong>Gli Stati Uniti hanno perso il controllo del mondo<br \/>\n<\/strong>di Thomas Piketty<\/h4>\n<h4><strong>Gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 un paese affidabile.<\/strong> Per alcuni non \u00e8 una novit\u00e0. La guerra in Iraq nel 2003 \u2013 con pi\u00f9 di centomila morti, la destabilizzazione della regione e il ritorno dell\u2019influenza russa \u2013 aveva gi\u00e0 mostrato al mondo le conseguenze dannose della tracotanza militare statunitense. Ma la crisi attuale \u00e8 inedita, perch\u00e9 chiama in causa il cuore stesso della potenza economica, finanziaria e politica del paese, che sembra disorientato, governato da un leader instabile e imprevedibile, senza alcun contrappeso in grado di ristabilire la democrazia.<\/h4>\n<div id=\"p_818828_i_1\" class=\"item_text\">\n<h4><ins datetime=\"2025-04-22T13:25:11+00:00\">Per ragionare su quello che succeder\u00e0 in futuro, bisogna rendersi conto della portata della svolta in corso.<\/ins> Se i trumpiani stanno portando avanti una politica cos\u00ec brutale e disperata \u00e8 perch\u00e9 non sanno come reagire all\u2019indebolimento economico del loro paese. A parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto, cio\u00e8 in termini di volume reale di beni, servizi e macchinari prodotti ogni anno, <ins datetime=\"2025-04-22T13:25:11+00:00\">il pil della Cina nel 2016\u00a0ha superato quello degli Stati Uniti. Oggi lo supera del 30 per cento e raggiunger\u00e0 il doppio del pil statunitense entro il 2035. La realt\u00e0 \u00e8 che gli Stati Uniti stanno perdendo il controllo del mondo.<\/ins><\/h4>\n<h4><ins datetime=\"2025-04-22T13:25:11+00:00\">E, cosa ancor pi\u00f9 grave, l\u2019accumulo dei deficit commerciali ha portato il debito estero pubblico e privato del paese a un livello senza precedenti (il 70 per cento del pil nel 2025)<\/ins>. La risalita dei tassi d\u2019interesse potrebbe portare gli Stati Uniti a dover versare al resto del mondo somme notevoli, cosa che finora avevano evitato grazie al loro controllo sul sistema finanziario mondiale. \u00c8 per questo che gli economisti trumpiani hanno proposto di tassare gli interessi che i possessori stranieri di titoli statunitensi dovrebbero versare. In modo ancor pi\u00f9 diretto, <ins datetime=\"2025-04-22T13:25:11+00:00\">Trump vuole riportare a galla il paese appropriandosi dei minerali ucraini, della Groenlandia e di Panam\u00e1.<\/ins><\/h4>\n<h4>Da un punto di vista storico l\u2019enorme deficit commerciale statunitense (fra il 3 e il 4 per cento del pil in media ogni anno, dal 1995 al 2025) ha un solo precedente per un\u2019economia di queste dimensioni: equivale pi\u00f9 o meno a quello delle principali potenze coloniali europee (Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi) tra il 1880 e il 1914. La differenza \u00e8 che questi paesi possedevano enormi risorse esterne.<\/h4>\n<h4>Trump, in fin dei conti, non \u00e8 che un leader coloniale impotente. Come l\u2019Europa del passato, vorrebbe che la pax americana fosse ripagata da contributi versati dal resto del mondo, per finanziare il suo deficit. Il problema \u00e8 che Washington \u00e8 gi\u00e0 in declino, e che l\u2019epoca attuale non si presta a questo colonialismo senza freni. Perso nella nostalgia, Trump ignora il fatto che gli Stati Uniti nel 1945 hanno imposto una frattura con l\u2019ordine coloniale europeo e realizzato un altro modello di sviluppo, fondato sull\u2019ideale democratico e su un vantaggio educativo sul resto del mondo. Cos\u00ec il presidente degli Stati Uniti indebolisce il prestigio politico sul quale il suo paese ha costruito la leadership.<\/h4>\n<h4><strong>Cosa fare di fronte a questo tracollo? <\/strong><ins datetime=\"2025-04-22T13:34:33+00:00\">In primo luogo, rivolgersi ai paesi del sud e proporre un nuovo multilateralismo sociale e ambientalista.<\/ins> L\u2019Europa deve anche promuovere una riforma del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, uscendo cos\u00ec dall\u2019attuale sistema basato sulla ricchezza e dando spazio a paesi come il Brasile, l\u2019India e il Sudafrica. Se continuer\u00e0 ad allearsi con gli Stati Uniti per bloccare questo processo irreversibile, allora i Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) costruiranno un\u2019architettura internazionale parallela sotto la tutela di Pechino e Mosca.<\/h4>\n<h4>Inoltre l\u2019Europa ha sbagliato nel 2024 a opporsi alla proposta di giustizia fiscale promossa dal Brasile al G20, votando contro l\u2019introduzione alle Nazioni Unite di una convenzione quadro sulla fiscalit\u00e0 equa, anche stavolta insieme agli Stati Uniti, il tutto per mantenere il monopolio dell\u2019Ocse e del club dei paesi ricchi su questi temi, considerati troppo importanti per essere lasciati ai poveri.<\/h4>\n<h4><ins datetime=\"2025-04-22T13:34:33+00:00\">Bruxelles deve infine riconoscere il suo ruolo negli squilibri commerciali mondiali.<\/ins> \u00c8 facile criticare la Cina che, come hanno fatto gli occidentali prima di lei, abusa del suo potere per sottopagare le materie prime e inondare il mondo di prodotti manifatturieri. Ma il fatto \u00e8 che l\u2019Europa ha una scarsa domanda e investe poco sul suo territorio. Tra il 2014 e il 2024 la bilancia commerciale di beni e servizi degli Stati Uniti ha registrato un deficit annuale medio di circa 800 miliardi di dollari (705 miliardi di euro). Nello stesso periodo l\u2019Europa ha realizzato un surplus medio di 350 miliardi di dollari, quasi quanto la Cina, il Giappone, la Corea e Taiwan messi insieme (450 miliardi). <ins datetime=\"2025-04-22T13:34:33+00:00\">Ci vorr\u00e0 molto di pi\u00f9 dello stimolo fiscale-militare tedesco o della tassa sui combustibili fossili prodotti all\u2019esterno dell\u2019Unione perch\u00e9 l\u2019Europa contribuisca finalmente a promuovere un modello pi\u00f9 giusto di sviluppo economico, sociale ed ecologico.<\/ins> \u25c6\u00a0<em>fdl<\/em><\/h4>\n<h4>Questo articolo \u00e8 uscito su <em>Le Monde<\/em>.<\/h4>\n<h4>(<em>Internazionale<\/em>, 18\/24 aprile 2025 \u2022 Numero 1610)<\/h4>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo in tempi difficili come non ho mai ho vissuto. Ogni giorni succede qualcosa che andrebbe riportato, pensato, commentato. 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