{"id":8986,"date":"2014-05-06T20:54:33","date_gmt":"2014-05-06T20:54:33","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=8986"},"modified":"2014-05-09T08:13:38","modified_gmt":"2014-05-09T08:13:38","slug":"riprendiamoci-la-terra-di-nessuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2014\/05\/06\/riprendiamoci-la-terra-di-nessuno\/","title":{"rendered":"&#8220;Riprendiamoci la terra di nessuno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>A solo venti giorni dal voto europeo, il dibattito \u00e8 talmente povero da annichilire anche uno gi\u00e0 pazzo come me, che cerca ancora e sempre di portare il discorso sugli aspetti chiave. Oggi infatti il ragionamento non premia, tantomeno la lettura lunga. Funziona meglio lo slogan o la battuta di cui &#8211; non a caso &#8211; sono sempre dotati i tre principali protagonisti della scena politica attuale.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 qualcuno che sa veramente che programma hanno Berlusconi, Grillo o Renzi ed i loro relativi partiti sui temi europei? Al massimo si pu\u00f2 dire che producono slogan contro qualcun altro. Il primo \u00e8 contro tutti, compreso se stesso. L&#8217;importante \u00e8 sopravvivere grazie ad uno spirito pubblico spappolato, come il cervello di troppi, dai media. Il secondo \u00e8 gi\u00e0 da un po&#8217; che minaccia di andarsene. E&#8217; l&#8217;ennesimo salvatore. Dopo di lui il diluvio, \u00e8 il concetto fatto proprio soprattutto dal suo partito, che \u00e8 l&#8217;ennesimo stadio di una larva in evoluzione perpetua. Il terzo aspetta di raccogliere il frutti di tanto scempio, distribuendo insulti e catastrofismo, una concimaia buona a tutte le coltivazioni.<\/p>\n<p>Eppure resta qualche voce in questo deserto. Chi volesse tentare anche qui \u00e8 linkato qualcosa (tag: Ue, austerity, Luciano Gallino). Mentre una voce che si sente solo ora chiaramente in Italia \u00e8 quella di un ancor giovane economista francese <a href=\"http:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Thomas_Piketty\">Thomas Piketty<\/a>. Costui \u00e8 quindici anni che studia e pubblica sull&#8217;impatto dell&#8217;eguaglianza\/ ineguaglianza economica, ma \u00e8 diventato un nuovo fenomeno con il suo ultimo libro, <em>Le capital au XXIe si\u00e8cle<\/em>, appena tradotto in inglese e diventato cos\u00ec &#8220;<a href=\"http:\/\/www.economist.com\/news\/leaders\/21601512-thomas-pikettys-blockbuster-book-great-piece-scholarship-poor-guide-policy\">a modern Marx<\/a>&#8220;.<\/p>\n<p>Piketty ha firmato insieme ad altri intellettuali francesi un nuovo manifesto, pubblicato il 6 maggio da <em>la Repubblica <\/em>e qui copiato e <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/riprendiamoci-la-terra-di-nessuno-della-moneta-unica\/\">linkato<\/a> da <em>Micromega<\/em>. (Grassetto ed evidenziazioni sono miei.)<br \/>\n___________________________________<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Riprendiamoci la terra di nessuno della moneta unica<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>L\u2019Unione europea sta vivendo una crisi esistenziale, come le elezioni europee presto ci ricorderanno in modo brusco.<\/strong> Ci\u00f2 per lo pi\u00f9 riguarda i paesi della zona euro, impantanati in un clima di sfiducia e di crisi del debito che \u00e8 lungi dall\u2019essere conclusa: la disoccupazione persiste, la deflazione \u00e8 una minaccia che incombe. Niente potrebbe essere pi\u00f9 lontano dalla verit\u00e0 che immaginare che il peggio sia alle nostre spalle.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">\u00c8 per questi motivi che accogliamo con grande interesse le proposte volte a rafforzare l\u2019unione politica e fiscale dei paesi della zona euro. Da soli, i nostri paesi molto presto non avranno granch\u00e9 peso nell\u2019economia mondiale. Se non ci uniamo in tempo, per portare il nostro modello di societ\u00e0 nel processo della globalizzazione, la tentazione di ritirarsi all\u2019interno dei nostri confini nazionali alla fine avr\u00e0 la meglio e sfocer\u00e0 in tensioni che faranno impallidire al confronto le difficolt\u00e0 contingenti dell\u2019Unione. Attraverso il presente manifesto vorremmo dare il nostro contributo al dibattito sul futuro democratico dell\u2019Europa.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>\u00c8 giunto il momento di riconoscere che le istituzioni europee esistenti sono disfunzionali e devono essere ricostruite.<\/strong><\/h5>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>La questione centrale \u00e8 semplice: la democrazia e le autorit\u00e0 pubbliche devono essere messe nella condizione di poter riacquistare il controllo del capitalismo finanziario globalizzato del XXI secolo e di regolamentarlo in maniera efficace. <\/strong>Un\u2019unica valuta con 18 debiti pubblici diversi sui quali i mercati possono speculare liberamente, e 18 sistemi fiscali e benefit in competizione incontrollata tra di loro non funziona, e non funzioner\u00e0 mai. I paesi della zona euro hanno scelto di condividere la loro sovranit\u00e0 monetaria, e quindi di rinunciare all\u2019arma della svalutazione unilaterale, ma senza mettere a punto nuovi strumenti economici, fiscali, e di budget comuni. Questa terra di nessuno \u00e8 il peggio di tutti i mondi immaginabili.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Troppo spesso l\u2019Europa odierna ha dimostrato di essere stupidamente invadente su questioni secondarie (come il tasso dell\u2019Iva dei parrucchieri e dei club ippici) e pateticamente impotente su quelle davvero importanti (come i paradisi fiscali e la regolamentazione finanziaria). Dobbiamo invertire l\u2019ordine delle priorit\u00e0: meno Europa per le questioni nelle quali i paesi membri agiscono bene da soli, pi\u00f9 Europa quando l\u2019unione \u00e8 essenziale.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2014-05-08T13:38:52+00:00\">In concreto, la nostra prima proposta \u00e8 che i paesi della zona euro, a cominciare da Francia e Germania, condividano la Corporate Income Tax (Cit, imposta sul reddito d\u2019impresa). Ogni paese, preso a s\u00e9, \u00e8 raggirato dalle multinazionali di tutti i paesi, che giocano sulle scappatoie e le differenze esistenti tra le legislazioni delle varie nazioni per evitare di pagare le tasse. Per combattere questa \u201cottimizzazione fiscale\u201d, un\u2019autorit\u00e0 sovrana europea necessita di poteri che le consentano di fissare una base fiscale comune quanto pi\u00f9 ampia possibile e quanto pi\u00f9 strettamente regolata.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Oltre a ci\u00f2 \u00e8 necessario universalizzare lo scambio automatico delle informazioni bancarie all\u2019interno della zona euro e fissare una politica concertata che renda la tassazione del reddito e della ricchezza pi\u00f9 progressiva, e al tempo stesso \u00e8 indispensabile combattere insieme e uniti una battaglia efficace contro i paradisi fiscali esterni alla zona. L\u2019Europa deve contribuire a portare la giustizia tributaria e la volont\u00e0 politica nel processo di globalizzazione.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2014-05-08T13:38:52+00:00\">La nostra seconda proposta scaturisce direttamente dalla prima. Per approvare la base fiscale della Cit e pi\u00f9 in generale per discutere e adottare le decisioni fiscali, finanziarie e politiche su ci\u00f2 che si dovr\u00e0 condividere in futuro in modo democratico e sovrano, dobbiamo dare vita a una camera parlamentare per la zona euro. <\/ins>Potr\u00e0 essere un parlamento dell\u2019eurozona, formato da membri del parlamento europeo dei paesi interessati (una sotto-formazione del parlamento europeo ridotto ai soli paesi della zona euro), oppure una nuova camera basata sul raggruppamento di una parte dei membri dei parlamenti nazionali (per esempio 30 parlamentari francesi dell\u2019Assemblea Nazionale, 40 parlamentari tedeschi del Bundestag, 30 deputati italiani, e cos\u00ec via, in base alla popolazione di ciascun paese). Noi crediamo che questa seconda soluzione, la cui idea si ispira alla \u201ccamera Europea\u201d proposta da Joschka Fischer nel 2011, sia l\u2019unica alternativa per dirigerci verso l\u2019unione politica. \u00c8 impossibile esautorare del tutto i parlamenti nazionali dei loro poteri di stabilire le imposte. Ed \u00e8 precisamente sulla base di una sovranit\u00e0 parlamentare nazionale che si pu\u00f2 forgiare una sovranit\u00e0 parlamentare europea condivisa.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">In base a tale proposta, l\u2019Unione europea avrebbe due camere: il parlamento europeo esistente, direttamente eletto dai cittadini dell\u2019Ue dei 28 paesi, e la camera europea, in rappresentanza degli stati tramite i loro stessi parlamenti nazionali. La camera europea in un primo tempo coinvolgerebbe soltanto i paesi della zona euro che vogliono realmente indirizzarsi verso una maggiore unione politica, fiscale e di budget. Questa camera, tuttavia, dovrebbe essere concepita in modo tale da accogliere tutti i paesi dell\u2019Ue che accetteranno di percorrere insieme questa strada. Un ministro delle finanze dell\u2019eurozona, e in definitiva un governo europeo vero e proprio, risponderebbero del loro operato alla camera europea.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Questa nuova architettura democratica per l\u2019Europa renderebbe finalmente possibile superare il mito secondo cui il concilio dei capi di stato pu\u00f2 fungere da seconda camera in rappresentanza degli stati. Questa ingannevole concezione riflette l\u2019impotenza politica del nostro continente: \u00e8 impossibile per una persona sola rappresentare un intero paese, a meno di rassegnarsi all\u2019impasse permanente imposta dall\u2019unanimit\u00e0. Per dirigersi una volta per tutte verso la regola della maggioranza per le questioni di ordine fiscale e di budget conta che i paesi della zona euro scelgano di condividere, ed \u00e8 necessario creare un\u2019autentica camera europea, nella quale ogni paese sia rappresentato non dal suo solo capo di stato, ma dai membri che rappresentano tutte le opinioni politiche.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2014-05-08T13:38:52+00:00\">La nostra terza proposta affronta direttamente la crisi del debito. Noi siamo convinti che l\u2019unico modo di lasciarci tutto ci\u00f2 definitivamente alle spalle sia di mettere in comune i debiti dei paesi della zona euro. In caso contrario, le speculazioni sui tassi di interesse riprenderanno e continueranno.<\/ins> Questo \u00e8 anche l\u2019unico modo per la Banca Centrale Europea per attuare una politica monetaria efficace e reattiva, come fa la Federal Reserve degli Stati Uniti. Di fatto l\u2019operazione di messa in comune del debito \u00e8 gi\u00e0 iniziata con il Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0, l\u2019emergente unione bancaria e il programma di transazioni monetarie della Bce. \u00c8 necessario adesso andare oltre, continuando a chiarire la legittimit\u00e0 democratica di questi meccanismi.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Thomas Piketty<\/strong>, direttore della Scuola di alti studi in scienze sociali e professore presso la Scuola di economia di Parigi<br \/>\n<strong> Florence Autret<\/strong>, scrittore e giornalista<br \/>\n<strong> Antoine Bozio<\/strong>, direttore dell\u2019Istituto di politica pubblica<br \/>\n<strong> Julia Cag\u00e9<\/strong>, economista presso l\u2019universit\u00e0 di Harvard e la Scuola di economia di Parigi<br \/>\n<strong> Daniel Cohen<\/strong>, professore all\u2019\u00c9cole Normale Sup\u00e9rieure e della Scuola di economia di Parigi<br \/>\n<strong> Anne-Laure Delatte<\/strong>, economista<br \/>\n<strong> Brigitte Dormont<\/strong>, professore, Universit\u00e0 Paris Dauphine<br \/>\n<strong> Guillaume Duval<\/strong>, direttore di \u201cAlternatives Economiques\u201d<br \/>\n<strong> Philippe Fr\u00e9meaux<\/strong>, presidente dell\u2019Istituto Veblen<br \/>\n<strong> Bruno Palier<\/strong>, direttore della ricerca Istituto di studi politici di Parigi<br \/>\n<strong> Thierry Pech<\/strong>, direttore generale di Terra Nova<br \/>\n<strong> Jean Quatremer<\/strong>, giornalista<br \/>\n<strong>Pierre Rosanvallon<\/strong>, professore, Coll\u00e8ge de France<br \/>\n<strong> Xavier Timbeau<\/strong>, direttore dei dipartimenti di analisi e previsioni, Istituto di studi politici di Parigi<br \/>\n<strong> Laurence Tubiana<\/strong>, professore, Istituto di studi politici di Parigi, presidente dell\u2019Istituto per lo sviluppo sostenibile e le relazioni internazionali<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 60px;\">(Il testo \u00e8 un estratto del manifesto pubblicato dal <em>Guardian<\/em>. Traduzione di Anna Bissanti.)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A solo venti giorni dal voto europeo, il dibattito \u00e8 talmente povero da annichilire anche uno gi\u00e0 pazzo come me, che cerca ancora e sempre di portare il discorso sugli aspetti chiave. 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