{"id":8614,"date":"2014-02-19T20:09:14","date_gmt":"2014-02-19T20:09:14","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=8614"},"modified":"2014-08-27T08:17:46","modified_gmt":"2014-08-27T08:17:46","slug":"laltra-europa-con-tsipras","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2014\/02\/19\/laltra-europa-con-tsipras\/","title":{"rendered":"L&#8217;Altra Europa con Tsipras: il programma"},"content":{"rendered":"<h5><ins datetime=\"2014-03-07T21:49:10+00:00\">Abbiamo tre priorit\u00e0 politiche:<\/ins><\/p>\n<p><strong>1. Porre fine all\u2019austerit\u00e0 e alla crisi.<br \/>\n2. Mettere in moto la trasformazione ecologica della produzione.<br \/>\n3. Riformare le politiche dell\u2019immigrazione in Europa.<\/strong><\/h5>\n<h5><ins datetime=\"2014-02-20T20:09:46+00:00\">E un programma politico riassumibile in dieci punti:<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">1.<strong> Immediata fine dell\u2019austerit\u00e0<\/strong>.  L\u2019austerit\u00e0 \u00e8 una medicina nociva e per di pi\u00f9 somministrata al momento  sbagliato con devastanti conseguenze per la coesione della societ\u00e0, per  la democrazia e per il futuro dell\u2019Europa. Una delle cicatrici lasciate  dall\u2019austerit\u00e0 che non mostra segni di guarigione \u00e8 la disoccupazione, in particolare tra i giovani. Oggi, quasi 27 milioni di persone sono  disoccupate nell\u2019Unione Europea, di cui pi\u00f9 di 19 milioni nell\u2019Eurozona.  La disoccupazione ufficiale nell\u2019Eurozona \u00e8 salita dal 7,8% nel 2008 al 12,1% nel novembre 2013. In Grecia, dal 7,7% al 24,4% e in Spagna dal 11,3% al 26,7% nello stesso periodo. La disoccupazione giovanile in Grecia e Spagna si aggira intorno al 60%. Con 4,5 milioni di under-25  disoccupati, l\u2019Europa firma la sua condanna a morte.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">2.<strong> Un New Deal europeo<\/strong>.  L\u2019economia europea ha sofferto sei anni di crisi, con disoccupazione media sopra il 12% e il rischio di una depressione pari a quella degli  anni \u201930. L\u2019Europa potrebbe e dovrebbe prendere in prestito denaro a  basso interesse per finanziare un programma di ricostruzione economica focalizzato sull\u2019impiego, sulla tecnologia e sulle infrastrutture. Il programma aiuterebbe le economie colpite dalla crisi ad emergere dal circolo vizioso di recessione e incremento del debito, creare posti di lavoro e sostenere il recupero economico. Gli Stati Uniti ce l\u2019hanno fatta. Perch\u00e9 non noi?<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">3.<strong> Espansione dei prestiti alla piccola e media impresa. <\/strong>Le  condizioni dei prestiti in Europa sono disastrose, e le piccole e medie imprese sono quelle colpite pi\u00f9 duramente. In migliaia, soprattutto nel sud dell\u2019Europa, sono state costrette a chiudere non perch\u00e9 non erano sostenibili, ma perch\u00e9 il credito era esaurito. Le conseguenze per i  posti di lavoro sono state terribili. Tempi straordinari richiedono misure straordinarie: la banca centrale europea dovrebbe seguire l\u2019esempio delle banche centrali degli altri paesi e fornire prestiti a  basso interesse alle banche solo se queste accettano di di fare credito con bassi interessi alle piccole e medie imprese.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">4.<strong> Sconfiggere la disoccupazione.<\/strong> La disoccupazione media europea \u00e8 la pi\u00f9 alta mai registrata. Molti dei disoccupati rimangono senza lavoro per pi\u00f9 di un anno e molti giovani non hanno mai avuto l\u2019opportunit\u00e0 di ricevere un salario per un impiego  decente. La maggior parte della disoccupazione \u00e8 il risultato dello scarso o nullo sviluppo economico, ma anche se la crescita riprender\u00e0, l\u2019esperienza insegna che \u00e8 necessario molto tempo perch\u00e9 la  disoccupazione torni al livello di prima della crisi. L\u2019Europa non pu\u00f2 permettersi di aspettare cos\u00ec a lungo. Lunghi periodi di disoccupazione  sono devastanti per le abilit\u00e0 dei lavoratori, specialmente i giovani; questo nutre l\u2019estremismo di destra, indebolisce la democrazia e distrugge l\u2019ideale europeo. L\u2019Europa non deve perdere tempo, deve mobilitarsi e ridirigere i Fondi Strutturali per creare significative possibilit\u00e0 d\u2019impiego per i cittadini. Laddove i limiti fiscali degli stati membri sono troppo stretti, i contributi nazionali devono essere azzerati.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">5.<strong> Sospensione del nuovo sistema fiscale europeo.<\/strong> \u00c8 richiesto, anno per anno, il pareggio di bilancio indipendentemente dalle condizioni economiche dello stato membro. Questo impedisce l\u2019uso di politiche fiscali come strumento di stabilit\u00e0 e crescita nei momenti  di crisi, cio\u00e8 quando \u00e8 pi\u00f9 necessario. L\u2019Europa necessita invece di un sistema fiscale che assicuri la responsabilit\u00e0 fiscale sul medio termine e allo stesso tempo permetta agli stati membri di usare lo stimolo fiscale durante una recessione. Una politica modificata ciclicamente che esenti gli investimenti pubblici \u00e8 necessaria.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">6.<strong> Una vera e propria banca europea <\/strong>che  possa prestare denaro come ultima risorsa per gli stati-membri e non solo per le banche. L\u2019esperienza storica suggerisce che le unioni monetarie di successo necessitano di una banca centrale che adempia a  tutte le funzioni di una banca e non serva solo a mantenere la stabilit\u00e0 dei prezzi. Il prestito a uno stato bisognoso dovrebbe essere incondizionato e non dipendente dall\u2019accettazione di un programma di  riforme con il meccanismo di stabilit\u00e0 europea. Il destino dell\u2019Euro e la prosperit\u00e0 dell\u2019Europa dipende da questo.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">7.<strong> Aggiustamento macroeconomico<\/strong>: i paesi che hanno surplus economico dovrebbero lavorare con i paesi in deficit per bilanciare l\u2019andamento macroeconomico all\u2019interno dell\u2019Europa. L\u2019Europa dovrebbe monitorare, valutare e stimolare l\u2019azione  dei Paesi in surplus per alleviare la pressione unilaterale sui Paesi in deficit. L\u2019attuale squilibrio non danneggia solo i paesi in deficit. Danneggia l\u2019intera Europa.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">8.<strong> Una Conferenza del Debito Europeo.<\/strong> La nostra proposta \u00e8 ispirata ad uno dei pi\u00f9 lungimiranti momenti nella storia politica Europea: l\u2019Accordo di Londra sul Debito del 1953, che allevi\u00f2 il peso economico della Germania, aiutando a ricostruire la  nazione dopo la guerra e aprendo la strada per il suo successo economico. L\u2019Accordo non richiedeva il pagamento della met\u00e0 dei debiti, sia privati che intergovernativi ma legava i tempi del pagamento alla possibilit\u00e0 del Paese di restituire, diluendo il ripianamento su un periodo di 30 anni. Collegava il debito allo sviluppo economico, seguendo una implicita clausola di crescita: nel periodo tra il 1953 e 1959 gli unici pagamenti dovuti sono stati gli interessi del debito, per concedere alla Germania il tempo di recuperare. A partire dal 1958, l\u2019Accordo prevedeva pagamenti annuali che diventarono sempre meno  significativi con la crescita dell\u2019economia. L\u2019accordo prevedeva che la riduzione dei consumi della Germania, quello che oggi chiamiamo \u201cdevalutazione interna\u201d, non fosse un metodo accettabile: i pagamenti erano condizionati dalla possibilit\u00e0 di pagare. L\u2019Accordo di Londra rimane un piano d\u2019azione utilizzabile anche oggi. Non vogliamo una Conferenza del Debito Europeo per il Sud dell\u2019Europa, vogliamo una Conferenza del Debito Europeo per l\u2019Europa. In questo contesto, si devono usare tutti gli strumenti politici disponibili, inclusi i prestiti dalla Banca Europea come ultima risorsa\u00a0oltre alla istituzione di un debito sociale europeo, come gli Eurobond, per sostituire i debiti  nazionali.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">9. <strong>Un Atto Glass-Steagall Europeo<\/strong>.  Bisogna separare le attivit\u00e0 concrete dagli investimenti bancari finanziari per prevenire la loro trasformazione in una sola entit\u00e0 incontrollabile.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left;\">10.<strong> Una legislazione Europea che renda possibile tassazione delle attivit\u00e0 finanziarie e imprenditoriali offshore<\/strong>.<\/h5>\n<h5><em><a href=\"http:\/\/www.listatsipras.eu\/blog\/item\/245-direzione-programmatica-di-alexis-tsipras.html\">L&#8217;Altra Europa con Tsipras<\/a><\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo tre priorit\u00e0 politiche: 1. Porre fine all\u2019austerit\u00e0 e alla crisi. 2. Mettere in moto la trasformazione ecologica della produzione. 3. Riformare le politiche dell\u2019immigrazione in Europa. E un programma politico riassumibile in dieci punti: 1. Immediata fine dell\u2019austerit\u00e0. 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