{"id":7526,"date":"2013-11-21T16:21:30","date_gmt":"2013-11-21T16:21:30","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=7526"},"modified":"2013-11-21T16:21:30","modified_gmt":"2013-11-21T16:21:30","slug":"sprawl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2013\/11\/21\/sprawl\/","title":{"rendered":"Sprawl"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><strong>Riporto il testo assolutamente da leggere di un recentissimo intervento di Edoardo Salzano<\/strong>, l&#8217;urbanista veneziano che da sempre si distingue per la battaglia in difesa del suolo e del paesaggio. Nell&#8217;estrema sintesi, da lui stesso riconosciuta, non mancano precisi riferimenti alle cause e una chiara autocritica rispetto alla gravit\u00e0 dei processi in atto e non sufficientemente contrastati. <\/p>\n<p>Il testo pubblicato oggi su <a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/\">eddyburg<\/a>, \u00e8 un intervento in un convegno organizzato dalla Regione Toscana e &#8211; ne fosse proprio stato bisogno &#8211; assume un&#8217;acuta attualit\u00e0 dalle drammatiche notizie che provengono in questi giorni dalla Sardegna. (Ma in queste ore anche qui da noi non siamo cos\u00ec rilassati&#8230;).<\/p>\n<p>Il mio titolo fa riferimento al termine tecnico (<a href=\"http:\/\/dizionario.reverso.net\/inglese-italiano\/sprawl\">sprawl<\/a>) usato anche da Salzano e viene anche usato per descrivere lo stravaccamento, p. es. su un divano. Mi sembra l&#8217;espressione pi\u00f9 sintetica e chiara.<\/p>\n<p>(Per facilitare la lettura, ho leggermente modificato la spaziatura, i caratteri e la punteggiatura originali, naturalmente senza toccare il testo vero e proprio.)<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2013\/11\/perche-e-come-contrastare-il-consumo-di.html\">Perch\u00e9 e come contrastare il consumo del suolo<\/a><\/strong><br \/>\ndi Edoardo Salzano<\/p>\n<p>Il tempo che \u00e8 stato concesso ai nostri interventi mi obbliga a essere sintetico, perci\u00f2 in buona parte apodittico. Spero che questo non nuoccia alla chiarezza.<\/p>\n<p><strong>Il suolo \u00e8 un bene prezioso, oggetto di utilizzazioni molteplici<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 necessario contrastare il consumo di suolo? Credo che in primo luogo occorra assumere piene consapevolezza del fatto che il suolo \u00e8 un bene prezioso per ci\u00f2 che esso \u00e8, per le sue caratteristiche proprie:<br \/>\n  &#8211; \u00e8 la pelle del pianeta, il substrato delle comunit\u00e0 biologiche, l\u2019infrastruttura materiale della vita;<br \/>\n  &#8211; \u00e8 il palinsesto della storia delle civilt\u00e0 umane;<br \/>\n  &#8211; \u00e8 l\u2019habitat della societ\u00e0 umana, il suo sistema insediativo.<\/p>\n<p>Da queste sue caratteristiche discendono le molteplici potenziali utilizzazioni del suolo per la razza umana:<br \/>\n  &#8211; il ciclo della biosfera,<br \/>\n  &#8211; il deposito di risorse naturali utili all\u2019uomo,<br \/>\n  &#8211; la produzione degli alimenti,<br \/>\n  &#8211; l\u2019habitat dell\u2019uomo,<br \/>\n  &#8211; la testimonianza e l\u2019insegnamento della storia delle civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Le trasformazioni della civilt\u00e0 umana hanno prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, un pesante processo di trasformazione che ha privilegiato, rispetto alle altre utilizzazione, quella finalizzata all\u2019uso del suolo come habitat dell\u2019uomo nella forma dell\u2019urbanizzazione: abbiamo inventato e progressivamente esteso la citt\u00e0, che \u00e8 divenuta al tempo stesso gloria e dannazione della civilt\u00e0 umana. <\/p>\n<p>Oggi constatiamo che il suolo si sta gradatamente ma velocemente trasformando in quella che Antonio Cederna definiva la \u201crepellente crosta di cemento e asfalto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo della rendita<\/strong><\/p>\n<p>Decisivo in questo mortifero processo sono stati due elementi:<br \/>\n  &#8211; la mancata consapevolezza di consapevolezza del valore del suolo come <em>bene<\/em> (come patrimonio da gestire con parsimonia), e non come <em>merce<\/em>;<br \/>\n  &#8211; il ruolo che ha via via assunto la rendita urbana: pi\u00f9 precisamente, la sua appropriazione privata.<\/p>\n<p>La potenzialit\u00e0 economica della rendita nell\u2019economia capitalistica borghese, e soprattutto in quella post-borghese, ha escluso, ed esclude via via pi\u00f9 decisamente, gradualmente le altre possibili utilizzazioni (oltre a cancellare quella che io definisco la \u201ccitt\u00e0 dei cittadini\u201d: quella cio\u00e8 finalizzata al ben-essere e ben-vivere dei suoi abitanti).<\/p>\n<p><strong>Come contrastare<\/strong><\/p>\n<p>Per contrastare il consumo di suolo dobbiamo tener conto che esso ha molte forme:<br \/>\n  &#8211; il land grabbing, cio\u00e8 l\u2019accaparramento dei terreni e del loro uso da parte di poteri esterni alle comunit\u00e0 locali;<br \/>\n  &#8211; l\u2019asservimento della produzione agricola al ciclo energivoro dell\u2019economia opulenta, mediante la produzione esclusiva di biomasse;<br \/>\n  &#8211; la distruzione materiale della naturalit\u00e0, della bellezza e della storia mediante, cio\u00e8 la sostituzione della pelle del pianeta con la &#8220;repellente crosta di cemento e asfalto&#8221;. <\/p>\n<p>E\u2019 su quest\u2019ultimo aspetto che vorrei soffermarmi, tenendo conto che non \u00e8 l\u2019unico, che tutti vanno combattuti e che solo una visione complessiva pu\u00f2 consentire il formarsi le alleanze necessarie per vincere. <\/p>\n<p><strong>Il punto di svolta<\/strong><\/p>\n<p>Mi pongo una prima domanda: Quando il consumo di suolo \u00e8 diventato un problema, un aspetto rilevante dei processi di degrado dell\u2019ecosistema planetario che gi\u00e0 la cultura ecologista aveva denunciato? <\/p>\n<p>Il punto di svolta \u00e8 stato rappresentato dagli orribili anni &#8217;80, le cui prime radici si sono potute vedere in Italia nelle &#8220;controriforme&#8221; del decennio precedente. <\/p>\n<p>Ecco le cinque parole chiave del degrado:<br \/>\n  1. La <em>perequazione<\/em>, intesa e praticata come spalmatura dell\u2019edificabilit\u00e0;<br \/>\n  2. l\u2019invenzione dei <em>diritti edificatori<\/em>, termine fino ad allora completamente estraneo sia al linguaggio corrente che al mondo del diritto e a, teorizzata e praticata nel PRG di Roma targato Rutelli e Veltroni;<br \/>\n  3. la <em>vocazione edilizia <\/em>come attributo del suolo;<br \/>\n  4. il <em>trionfo della rendita urbana<\/em>, magistralmente analizzata da Walter Tocci;<br \/>\n  5. <em>l\u2019abbandono della pianificazione<\/em>, il cui emblema \u00e8 stato costituito dalla legge di Maurizio Lupi. <\/p>\n<p>Il punto di svolta \u00e8 stato insomma determinato dall\u2019onda globale del neoliberismo aggravata nella sua versione italiana a causa di due elementi nostrani:<br \/>\n&#8211; il ruolo della rendita nel nostro paese;<br \/>\n&#8211; la debolezza della pubblica amministrazione dello stato unitario.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo capito tardi<\/strong><\/p>\n<p>Mi pongo una seconda domanda: perch\u00e9 la gravit\u00e0 del fenomeno \u00e8 stata avvertita cos\u00ec tardi?<\/p>\n<p>E\u2019 una domanda che mi pongo da quando, nel 2004, abbiamo cominciato a preparare la prima edizione della Scuola di <em>eddyburg<\/em> e ci siamo accorti che cultura, politica e amministrazioni non consideravano lo sprawl un grave pericolo da combattere. <\/p>\n<p>Mi sono convinto che questo ritardo sia addebitabile soprattutto a 4 cause:<br \/>\n1. L\u2019egemonia conquistata dall\u2019ideologia della crescita indefinita (lo \u201csviluppismo\u201d);<br \/>\n2. La decadenza della politica e il suo appiattimento sul giorno per giorno;<br \/>\n3. La distrazione della gran parte dei saperi specialistici dagli aspetti propri della pianificazione delle citt\u00e0 e del territorio;<br \/>\n4. Il prevalere nell\u2019accademia della formazione di tecnici per la gestione dei processi in atto (facilitatori); anzich\u00e9 di intellettuali dotati di spirito critico e quindi propositori di strade alternative.<\/p>\n<p><strong>Le cose sono cambiate<\/strong><\/p>\n<p>Oggi il \u201cNo al consumo di suolo\u201d \u00e8 diventato uno slogan di massa: il peggioramento delle condizioni materiali, i risultati del saccheggio in nome della rendita hanno suscitato reazioni estese di protesta e di puntuale proposta alternativa.<\/p>\n<p>Ma \u201cNo al consumo di suolo\u201d \u00e8 diventato anche una parola passepartout, come \u00e8 accaduto per le parole sostenibilit\u00e0, sviluppo, e perfino con la parola democrazia.<\/p>\n<p>Dobbiamo porre la massima attenzione attenti ai falsi profeti, ai lupi mascherati da agnello.<\/p>\n<p><strong>Grande confusione sul \u201cche fare\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Le commissioni parlamentari sono affollate di proposte legislative, alcune chiaramente volte a convalidare le scelte perverse che hanno causato il saccheggio del territorio, altre semplicistiche e velleitarie, altre infine mutuate da esperienze di altri paesi il cui contesto \u00e8 profondamente diverso dal nostro. <\/p>\n<p>La confusione non \u00e8 un buon segno, perch\u00e9 allontana dalla buona soluzione. Eppure la situazione \u00e8 gravissima ed \u00e8 urgente dire &#8220;stop al consumo di territorio&#8221; nella pratica.<\/p>\n<p>Molto si pu\u00f2 gi\u00e0 fare, a tutti i livelli. Ma a tutti i livelli \u00e8 in primo luogo necessario disporre di:<br \/>\n&#8211; una visione strategica, quindi alternativa rispetto alla miopia prevalente oggi;<br \/>\n&#8211; un dispositivo che leghi tra loro i diversi livelli di governo: le istituzioni della Repubblica, stato, regioni, province e citt\u00e0 metropolitane, comuni;<br \/>\n&#8211; l\u2019attivazione di procedure che consentano di dare voce informata e consapevole al \u201cpopolo sovrano\u201d, coinvolgendolo nel processo di decisione.<\/p>\n<p><em>A livello comunale<\/em><br \/>\nMolte esperienze di autocontenimento del consumo di suolo con gli strumenti della pianificazione urbanistica: il Prg di Napoli del 2004 e, in Toscana i piani di Lastra a Signa e quello di Sesto Fiorentino nel 2004 e 2005: ma ce ne sono certamente altri.<\/p>\n<p><em>A livello regionale<\/em><br \/>\nDue parole sulla proposta di modifica della legge 1\/2005 approvata dalla giunta regionale della Toscana.<\/p>\n<p>Un testo che mi sembra esemplare soprattutto per tre aspetti:<br \/>\n1. assegna priorit\u00e0 alla tutela e al riconoscimento del valore del patrimonio comune rispetto alle trasformazioni. Voglio sottolineare che questo \u201criconoscimento\u201d postula un massiccio impiego di lavoro in tutti i settori connessi alla manutenzione del suolo;<br \/>\n2. esprime in termini chiari le buone intenzioni confusamente espresse nella legge precedente e, soprattutto, le traduce in dispositivo efficace e tassativo;<br \/>\n3. pone in termini corretti e produttivi l\u2019integrazione delle competenze dei vari livelli di go-verno: il tema complesso ma decisivo di un\u2019interscalarit\u00e0 nel processo delle decisioni che cor-risponda alle differenti scale di rilevanza degli aspetti del territorio e del loro governo;<\/p>\n<p>E\u2019 un testo normativo che merita di essere indicato come modello per ogni legge regionale in materia e di essere assunto (soprattutto per le sue definizioni) come matrice di una nuova legislazione nazionale.<\/p>\n<p><em>A livello nazionale<\/em><br \/>\nMa \u00e8 certamente necessario un intervento normativo a livello nazionale, non solo perch\u00e9 non tutta l\u2019Italia \u00e8 come la Toscana (lo ha ricordato con efficacia Marco Cammelli) ma anche perch\u00e9 ci sono nodi che solo a livello della Repubblica possono essere risolti. <\/p>\n<p>Per tutelare il territorio non urbanizzato, a livello nazionale si dovrebbe:<\/p>\n<p>1.  Stabilire regole valide per tutte le regioni \u2013 del centro, del nord e del sud &#8211; avvalendosi delle competenze statali in materia di paesaggio. Gi\u00e0 lo proponemmo come amici di eddyburg nel 2005, e le nostre proposte furono riprese anche nel testo elaborato dall\u2019on. Raffaella Mariani. <\/p>\n<p>2. Applicare le leggi esistenti, e procedere tempestivamente alla individuazione delle \u201clinee fondamentali dell\u2019assetto del territorio nazionale per quanto riguarda la tutela del paesaggio, con finalit\u00e0 di indirizzo della pianificazione&#8221;, come prescrive il Codice del paesaggio.<\/p>\n<p>3.  Ribadire il principio che l\u2019edificazione \u00e8 una facolt\u00e0 che appartiene alla collettivit\u00e0 e alle sue rappresentanze democratiche (ripartendo da Piero Bucalossi) e fare piazza pulita con le teorie e le pratiche dei \u201cdiritti edificatori\u201d e delle connesse compensazioni e perequazioni. Tocchiamo qui il nodo del contenuto del diritto proprietario, sul quale altri parleranno con maggiore competenza e autorit\u00e0.<\/p>\n<p>4. Ultimo ma non marginale impegno, si dovrebbe affrontare la questione della formazione di una pubblica amministrazione competente, motivata, autorevole, in assenza della quale nulla di serio e di durevole si potr\u00e0 fare nel territorio. Non mancano spese da rivedere in altri settori, come quelli delle rendite immobiliari e finanziarie e della produzione di armi. <\/p>\n<p><strong>Noi e il mondo<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019ultima considerazione. Nel contrastare o meno il consumo di suolo dobbiamo tener presente che le nostre scelte coinvolgono orizzonti pi\u00f9 ampi.<\/p>\n<p>La corsa all\u2019urbanizzazione dei paesi del terzo mondo, promossa e incentivata dalle agenzie internazionali, avviene utilizzando i modelli offerti dalla civilt\u00e0 dominante. Dobbiamo essere capaci non tanto di proporre modelli alternativi a quelli correnti, ma di fornire l\u2019esempio di logiche e strategie rispettose dei patrimoni e delle identit\u00e0 locali. La legge della Toscana \u00e8 un prezioso insegnamento a questo proposito. L\u2019augurio e la speranza sono che la proposta divenga subito efficace, e che essa apra la strada a quel nuovo modello di sviluppo di cui il Presidente della Regione ha cosi calorosamente parlato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riporto il testo assolutamente da leggere di un recentissimo intervento di Edoardo Salzano, l&#8217;urbanista veneziano che da sempre si distingue per la battaglia in difesa del suolo e del paesaggio. 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