{"id":7420,"date":"2013-09-30T07:57:20","date_gmt":"2013-09-30T07:57:20","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=7420"},"modified":"2014-01-03T22:13:47","modified_gmt":"2014-01-03T22:13:47","slug":"ue-ripartire-dallimpossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2013\/09\/30\/ue-ripartire-dallimpossibile\/","title":{"rendered":"Ue, ripartire dall&#8217;impossibile"},"content":{"rendered":"<ol> <em>Riporto l&#8217;ultimo articolo di Luciano Gallino sui temi della politica economica e finanziaria europea e quindi italiana. Grassetto ed evidenze sono miei.<\/em><br \/>\n___________________________<\/ol>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/la-repubblica-delle-idee\/societa\/2013\/09\/27\/news\/cambiamo_i_trattati_ue-67391141\/?ref=search\">Cambiamo i trattati Ue<\/a><\/strong><br \/>\ndi <em>Luciano Gallino<\/em><\/p>\n<p>Poco prima delle elezioni, una nota rivista tedesca di studi politici ha pubblicato un articolo intitolato &#8220;Quattro anni di Merkel, quattro anni di crisi europea&#8221;. L&#8217;autore, Andreas Fisahn, non si riferiva affatto al rinnovo ch&#8217;era ormai certo del mandato alla Cancelliera, bens\u00ec al precedente periodo 2010-2013, in cui l&#8217;austerit\u00e0 imposta da Berlino tramite Angela Merkel ha rovinato i paesi Ue. Ma la sua diagnosi ci porta a dire che la riconferma di quest&#8217;ultima assicura che senza mutamenti di rilievo nelle politiche dell&#8217;Unione il prossimo quadriennio potrebbe essere anche peggio.<\/p>\n<p><strong>Sui guasti pan-europei delle politiche di austerit\u00e0 come ricetta per risolvere la crisi, in nome della stabilit\u00e0 dei bilanci pubblici, non ci possono essere dubbi.<\/strong> I disoccupati nella Ue hanno superato i 25 milioni, di cui oltre 19 nella sola zona euro, e 4 in Italia. La compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori ha creato decine di milioni di lavoratori poveri, a cominciare dalla Germania dove i salari reali, caso unico in Europa, sono oggi inferiori a quelli del 2000. Quasi ovunque sono stati brutalmente tagliati i trattamenti pensionistici &#8211; da noi ne sanno qualcosa gli esodati, ma non soltanto loro &#8211; insieme con i fondi per l&#8217;istruzione, la sanit\u00e0, i trasporti pubblici. Paesi quali la Grecia e il Portogallo sono stati letteralmente strangolati dalle prescrizioni della troika venuta dal Nord, senza che esse abbiano minimamente giovato ai loro bilanci. In tutta la Ue i comuni devono fronteggiare difficolt\u00e0 di bilancio mai viste per continuare ad assicurare i servizi locali ai residenti.<\/p>\n<p>Codesti risultati delle politiche di austerit\u00e0, imposte alla fine dalla Germania, dovrebbero bastare per concludere che \u00e8 necessario cambiare strada. <ins datetime=\"2013-09-30T14:37:17+00:00\">Per contro i governi europei insistono sul sentiero battuto<\/ins>, a riprova del fatto che gli d\u00e8i fanno prima uscire di senno coloro che vogliono abbattere.<ins datetime=\"2013-09-30T14:44:17+00:00\"> La loro persistenza nell&#8217;errore ha preso sempre pi\u00f9 forma di misure autoritarie, ideate e avallate da Berlino, Francoforte e Bruxelles.<\/ins> Hanno stanziato quattromila miliardi per salvare le banche, di cui oltre duemila impiegati soltanto nel 2008-2010, ma se i cittadini provano a dire che con 500 euro di pensione o 800 di cassa integrazione non si vive li mettono a tacere con cipiglio affermando che i tagli \u00e8 l&#8217;Europa a chiederli. Come si legge in un altro articolo della stessa rivista citata sopra (firmato da H.-J. Urban), <ins datetime=\"2013-09-30T14:37:17+00:00\">l&#8217;autoritarismo dei governi Ue trova un solido alimento nella retorica in tema di sorveglianza e disciplina finanziaria della Bce.<\/ins> La quale parla, nei suoi documenti ufficiali, di &#8220;processi di comando permanente&#8221;; &#8220;regole rigorose e vincolanti di disciplina politico-fiscale&#8221;; &#8220;credibilit\u00e0 ottenuta tramite sanzioni&#8221;; &#8220;sorveglianza rafforzata sui bilanci pubblici&#8221;, nonch\u00e9 di &#8220;robusti meccanismi di correzione&#8221; (leggasi pesanti sanzioni) che dovrebbero scattare in modo automatico. Giusto quelli che nei giorni scorsi han messo in fibrillazione il nostro governo, perch\u00e9 forse il bilancio dello Stato ha superato il fatidico limite del 3 per cento sul Pil di un decimo di punto percentuale.<\/p>\n<p><strong>Allo scopo di contrastare sia le politiche dissennate che pretendono di curare la crisi ricorrendo alle stesse dottrine che l&#8217;hanno causata, sia il crescente autoritarismo <\/strong>con cui i governi Ue le impongono sotto la sferza costruita da Berlino ma brandita ogni giorno dalla troika di Bruxelles (che in realt\u00e0 \u00e8 un quartetto, poich\u00e9 molte delle sue pi\u00f9 aspre prescrizioni sono elaborate dal Consiglio europeo, di cui fanno parte i capi di Stato e di governo dei paesi Ue), <strong>esiste una sola strada: la riforma dei trattati Ue<\/strong>, ovvero dei trattati di Maastricht, Lisbona ecc. oggi ricompresi nella versione consolidata che comprende le norme di funzionamento dell&#8217;Unione. I trattati particolari che ne sono discesi, fino all&#8217;ultimo dissennato &#8220;Patto fiscale&#8221;, che se fosse mai rispettato assicurerebbe all&#8217;Italia una o due generazioni di miseria, hanno come base il Trattato Ue, per cui da questo bisognerebbe partire.<\/p>\n<p><ins datetime=\"2013-09-30T14:37:17+00:00\">Tra le revisioni principali da apportare al Trattato <\/ins>(alcune delle quali sono prospettate anche da Fisahn, l&#8217;autore citato all&#8217;inizio: ma articoli e libri che avanzano proposte a tale scopo, in quel tanto di pensiero critico che sopravvive in Europa, sono dozzine) <ins datetime=\"2013-09-30T14:47:12+00:00\">la prima sarebbe di attribuire al Parlamento Europeo dei poteri reali, laddove oggi chi elabora i veri atti di governo \u00e8 un organo del tutto irresponsabile, non eletto da nessuno, quale \u00e8 la Commissione europea. <\/ins>Lo statuto della Bce dovrebbe includere la facolt\u00e0, sia pure a certe condizioni, di prestare denaro direttamente ai governi, rimuovendo l&#8217;assurdit\u00e0 per cui \u00e8 l&#8217;unica banca centrale del mondo cui \u00e8 vietato di farlo. Inoltre, esso dovrebbe porre accanto alla stabilit\u00e0 dei prezzi, quale finalit\u00e0 primaria delle sue azioni, un vincolo miope imposto a suo tempo dalla Germania che non ha ancora elaborato il lutto per l&#8217;inflazione del 1923, lo scopo di promuovere la piena occupazione. <ins datetime=\"2013-09-30T14:47:12+00:00\">Dovrebbe altres\u00ec prevedere, la revisione del Trattato Ue, una graduale riforma radicale del sistema finanziario europeo volta a ridurre i suoi difetti strutturali, cio\u00e8 l&#8217;eccesso di dimensioni, complessit\u00e0, opacit\u00e0 <\/ins>(il sistema bancario ombra pesa nella Ue quanto il totale degli attivi delle banche), di facolt\u00e0 di creare denaro dal nulla mediante il debito; laddove nella versione attuale il Trattato si preoccupa soprattutto di liberalizzare ogni aspetto del sistema stesso, con i risultati disastrosi che si sono visti dal 2008 in avanti: in special modo in Germania. A fronte di tale indispensabile riforma, gli interventi in atto o in gestazione, tipo il Servizio europeo di vigilanza bancaria o l&#8217;unione bancaria, sono palliativi da commedia di Moli\u00e8re. <ins datetime=\"2013-09-30T14:47:12+00:00\">Infine l&#8217;intero trattato dovrebbe essere riveduto in modo da prevedere modalit\u00e0 concrete di partecipazione democratica dei cittadini a diversi livelli di decisione, dai comuni ai massimi organi di governo dell&#8217;Unione.<\/ins> Come diceva Hannah Arendt, senza tale partecipazione la democrazia non \u00e8 niente.<\/p>\n<p><strong>So bene che a questo punto chi legge sta pensando che tutto ci\u00f2 \u00e8 impossibile<\/strong>. Stante la situazione politica attuale, nel nostro paese come in altri e specialmente in Germania, non ho dubbi al riguardo. <ins datetime=\"2013-09-30T14:47:12+00:00\">Ma forse si potrebbe cominciare a discuterne. Ci sarebbe un politico italiano volonteroso e capace di avviare simile discussione?<\/ins> Anche perch\u00e9 l&#8217;alternativa \u00e8 quella di continuare a discutere per altri venti o trent&#8217;anni, intanto che il paese crolla, di come fare a ridurre il deficit di un decimo dell&#8217;un per cento.<\/p>\n<p>(<em>la Repubblica<\/em>, 27 settembre 2013)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riporto l&#8217;ultimo articolo di Luciano Gallino sui temi della politica economica e finanziaria europea e quindi italiana. 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