{"id":5890,"date":"2013-03-10T11:31:35","date_gmt":"2013-03-10T11:31:35","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=5890"},"modified":"2014-04-14T10:47:33","modified_gmt":"2014-04-14T10:47:33","slug":"destra-e-sinistra-ai-tempi-di-grillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2013\/03\/10\/destra-e-sinistra-ai-tempi-di-grillo\/","title":{"rendered":"Destra e sinistra ai tempi di Grillo"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;esito elettorale, con il successo del Movimento 5 Stelle, ha riproposto il tema della distinzione o meno tra destra e sinistra. Cos\u00ec mi \u00e8 capitato di leggere da un mio amico, una persona strutturata assai, che questo \u00e8 &#8220;un movimento che ha scalzato i concetti stessi di destra e sinistra&#8221;.<\/p>\n<p>Torneremo su questi concetti, ma per cominciare propongo quanto scritto ieri su <em>il manifesto.<\/em><\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Un movimento bifronte<\/strong><br \/>\ndi Loris Caruso<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><em>Da mesi i commentatori si dividono tra chi considera il Movimento 5 stelle una \u00abcostola della sinistra\u00bb e chi lo considera un\u2019organizzazione populista, prevalentemente di destra, in certi casi tendenzialmente fascista. Sono vere entrambe le cose.<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">\u00c8 stato sottolineato pi\u00f9 volte che i contenuti ambientalisti del programma e l\u2019insistenza sulla democrazia diretta e partecipativa avvicinino il Movimento alla sinistra libertaria e ambientalista degli anni Settanta e Ottanta.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>In particolare, \u00e8 dirompente la forza del messaggio partecipativo<\/strong>, lanciato dal M5S con una radicalit\u00e0 e un\u2019efficacia che nessun movimento politico della sinistra recente \u00e8 riuscito ad avere: l\u2019annullamento della differenza tra rappresentati e rappresentanti; la sostituzione della delega con la partecipazione; la distruzione del professionismo politico.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Dov\u2019\u00e8, invece, nel M5S, la \u00abdestra\u00bb?<\/strong> In primo luogo, in una possibile evoluzione di questo stesso ideale democratico. Se vissuta come un obbiettivo che una sola forza sociale pu\u00f2 autenticamente perseguire contro tutte le altre (partiti, sindacati, ecc.), l\u2019iper-democrazia pu\u00f2 rovesciarsi nel suo contrario. La forza politica che, come il M5S, avoca solo a s\u00e9 una reale natura democratica, pu\u00f2 presentare come iper-democratiche tutte le sue scelte, anche quelle che limitano l\u2019agire democratico. Se la democrazia radicale prevede la fine dei partiti, non \u00e8 impossibile immaginare che di fronte a una prevedibile opposizione dei partiti alla propria estinzione, questa fine sia determinata, da un eventuale \u00abgoverno a 5 Stelle, attraverso forzature non democratiche. In secondo luogo, il livello di \u00abvirt\u00f9\u00bb che il M5S richiede ai propri rappresentanti e attivisti \u00e8 talmente elevato (per esempio prevede che sia annullata qualsiasi ambizione personale), da essere perseguibile solo attraverso un rigidissimo controllo centralizzato. Cosa che infatti avviene nel Movimento, dove si cerca di impedire che emergano sia protagonismi individuali, sia organismi collettivi che facciano da contrappeso al ruolo di Grillo e Casaleggio. Tra i leader e i tanti singoli attivisti ed eletti, che sempre singoli e tendenzialmente anonimi devono rimanere, non ci deve essere niente. Altrimenti, avvertono Grillo e Casaleggio, \u00abdiventiamo un partito\u00bb. Con il risultato che, al momento, nella sua struttura nazionale il M5S \u00e8 un organismo molto meno democratico di un partito.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Se questo \u00e8 il modello di Stato che i due leader del M5S hanno in mente, non \u00e8 molto rassicurante.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">In effetti, questo \u00e8 un modello che ricalca proprio la forma del cosiddetto \u00abcapitalismo cognitivo\u00bb. Come ha ricordato pi\u00f9 volte, tra gli altri, Carlo Formenti, l\u2019economia della Rete \u00e8 caratterizzata da una vasta partecipazione dal basso (di utenti, consumatori, mediattivisti, ecc.) e da una restrizione piramidale in alto, cio\u00e8 dal ruolo oligopolistico di poche grandissime imprese (Google, Amazon, ecc.). Il M5S sembra organizzato in modo analogo. Forse l\u2019analogia tra la sua forma e quella dell\u2019economia della Rete ne spiega, in parte, il successo.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Che questo sia il modello, lo fa pensare il rapporto che il M5S instaura con i movimenti. Nel suo recente comizio elettorale a Susa, Grillo ha fatto abbassare le bandiere No-Tav: \u00abnon siete pi\u00f9 un comitato di protesta, adesso siamo tutti cittadini\u00bb. Adesso vi rappresento io, \u00e8 il messaggio. Nel mio Tutto c\u2019\u00e8 spazio anche per voi, non c\u2019\u00e8 bisogno che voi esprimiate autonomamente il vostro punto di vista. Questo \u00e8, in effetti, il rapporto prevalente che Grillo instaura con i movimenti di cui condivide le lotte. Raramente questo rapporto \u00e8 un lavoro comune, una condivisione di finalit\u00e0. Pi\u00f9 spesso il M5S lavora autonomamente e \u00abparallelamente\u00bb sugli stessi temi dei movimenti, cercando di rappresentarli sul piano elettorale e presentando quelle lotte come proprie. L\u2019idea di essere una Totalit\u00e0, la rappresentazione di un mondo di cittadini indifferenziato per condizione sociale e orientamento politico, \u00e8 agli antipodi della storia e della natura della sinistra, che sono basate sulla costruzione di \u00abparzialit\u00e0 organizzate\u00bb. La crisi dell\u2019idea stessa di parzialit\u00e0, l\u2019emergere di questa \u00abvoglia di Totalit\u00e0\u00bb, \u00e8 probabilmente una delle cause della crisi storica della sinistra.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Grillo ha inoltre progressivamente spostato a destra il suo discorso politico<\/strong>, facendo suoi temi come la protesta anti-tasse, l\u2019assunzione del piccolo imprenditore a proprio riferimento sociale, la libert\u00e0 di impresa vista come bene in s\u00e9.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">In terzo luogo, estranea alla sinistra \u00e8 la figura del creatore del M5S. La Casaleggio e Associati \u00e8 un\u2019impresa di punta del web marketing. La sua rete di relazioni comprende Confindustria, lobb y italiane come Aspen, lobby internazionali come l\u2019American Chamber of Commerce, importanti imprese multinazionali, in particolare dell\u2019informatica e dello spettacolo. Un progetto nato in questo ambiente pu\u00f2 favorire gli interessi dei ceti popolari? Oppure \u00e8 plausibile pensare che offra delle opportunit\u00e0 alle \u00e9lite economiche? Gli apprezzamenti al risultato elettorale del M5S arrivati da ambienti di Goldman Sachs e Confindustria lo lasciano pensare.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>E allora? Il Movimento 5 stelle \u00e8 sia di sinistra che di destra, sia iperdemocratico che autoritario.<\/strong> Comprende in s\u00e9 tutte le forme con cui la politica rappresentativa \u00e8 stata sfidata in questi anni dall\u2019alto e dal basso: \u00e8 al contempo un movimento sociale, un partito-azienda, un partito personale. Contiene in s\u00e9 un\u2019idea di politicizzazione totale della societ\u00e0 (\u00abnon votatemi, attivatevi\u00bb) e l\u2019idea di una spoliticizzazione tecnocratica, in cui l\u2019amministrazione sostituisce la politica (le competenze al posto delle appartenenze). \u00c8 profetico (l\u2019Utopia acritica della Rete) e antiprofetico, cio\u00e8 contro quella particolare tipologia di profezia politica che \u00e8 l\u2019ideologia moderna.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>La crisi della democrazia rappresentativa ha due possibili esiti: l\u2019autoritarismo tecnocratico, magari ornato di qualche elemento partecipativo, e la democrazia partecipativa.<\/strong> Il M5S contiene in s\u00e9 entrambe le possibilit\u00e0. Anche da questa co-presenza deriva il suo successo: le difficolt\u00e0 di una costruzione \u00abassemblearistica\u00bb della decisione politica \u00e8 aggirata attraverso il verticismo. Il suo successo segnala che, usando il linguaggio di Gramsci, nella politica contemporanea c\u2019\u00e8 una nuova oscillazione dalla \u00abguerra di trincea\u00bb (in cui le alternative politiche sono comprese negli assetti esistenti) alla \u00abguerra di movimento\u00bb: ad essere in gioco sono gli assetti sociali stessi, le forme generali della politica e dell\u2019economia.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Questo passaggio apre alla sinistra un campo inedito di possibilit\u00e0. A condizione che sappia giocare a questo livello. Che sappia elaborare, accanto a un proprio modello di democrazia radicale, un suo progetto globale di societ\u00e0. In crisi non \u00e8 solo la rappresentanza, ma anche il capitalismo. Su questo Grillo non dice (quasi) niente: questo \u00e8 compito nostro, \u00e8 il nostro terreno. Agire a questo livello significa, a mio parere, costruire un nuovo soggetto plurale che sappia federare tra loro le lotte per i beni comuni, i movimenti anti-austerity, le lotte del lavoro, il mondo del lavoro dipendente e quello del lavoro \u00abcognitivo\u00bb, provando a costruire un\u2019alternativa globale di societ\u00e0, un progetto di \u00abdemocrazia dei beni comuni\u00bb, l\u2019idea innovativa di un \u00absocialismo del XXI secolo\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>il manifesto<\/em>, 9 aprile 2013)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esito elettorale, con il successo del Movimento 5 Stelle, ha riproposto il tema della distinzione o meno tra destra e sinistra. 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