{"id":5101,"date":"2012-11-15T22:05:43","date_gmt":"2012-11-15T22:05:43","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=5101"},"modified":"2015-02-12T17:03:31","modified_gmt":"2015-02-12T17:03:31","slug":"habitat-e-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2012\/11\/15\/habitat-e-crescita\/","title":{"rendered":"Habitat e crescita"},"content":{"rendered":"<p>Riporto l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2012\/11\/l-italia-della-tav-e-delle-alluvioni.html\">articolo<\/a> di Piero Bevilacqua pubblicato oggi. (Il grassetto \u00e8 mio.)<\/p>\n<h5><strong><span style=\"color: #000080;\">L&#8217;Italia della TAV e delle alluvioni<\/span><\/strong><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\">Intervenire sulle alluvioni che ogni anno provocano disastri ambientali e morti in qualche angolo della Penisola fa sentire come i sacerdoti che celebrano uno stanco e inutile rito, cultori di una religione ormai spenta. L&#8217;Italia impone ai suoi osservatori l'&#8221;eterno ritorno dell&#8217;eguale&#8221;. Eppure corre sempre l&#8217;obbligo di ripetere, di tenere vive le armi della critica, di ricordare. La lotta \u00e8 fatta anche di ripetizioni e di repliche. E in questo caso sono pi\u00f9 che mai necessarie. <\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\">Com&#8217;\u00e8 noto, quello che \u00e8 accaduto in questi giorni nel Grossetano e nell&#8217;Umbria meridionale \u00e8 infatti il nuovo capitolo di uno spettacolo a puntate che si ripete ormai puntuale in ogni autunno e inverno. E occorre anche aggiungere che questa volta l&#8217;esito sarebbe potuto essere ben pi\u00f9 tragico, se la pioggia avesse continuato a cadere per un altro giorno. Pochi sanno, infatti, che la diga di Corbara che sbarra il Tevere \u2013 poco distante dallo scalo di Orvieto, dove \u00e8 tracimato il fiume Paglia \u2013 era minacciosamente colma, mentre i caseggiati di Ciconia e dintorni erano gi\u00e0 allagati. Se il maltempo avesse continuato il suo corso, si sarebbe reso necessario aprire la diga con conseguenze imprevedibili , ma sicuramente devastanti, per tutti i centri abitati lungo la Valle del Tevere fino a Roma. <\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\">Il ritorno del bel tempo ci ha risparmiati, lo spuntare del sole ha evitato una catastrofe. Ma fino a quando dovremo affidarci al caso, alla buona sorte, alla cessazione benigna di un temporale per evitare alluvioni, frane, morti, devastazione di case e imprese, distruzione di strade e ponti? Non \u00e8 evidente ormai a tutti che l&#8217;intero territorio nazionale \u00e8 in pericolo? Che bastano pochi giorni di pioggia intensa, concentrati in una qualunque area, per determinare danni ingenti alle popolazioni e agli habitat, imponendo poi costosissime ricostruzioni?<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>Appare evidente che oggi paghiamo a caro prezzo una urbanizzazione selvaggia<\/strong>, la quale ha coperto disordinatamente di costruzioni e infrastrutture un territorio che \u00e8 fra i pi\u00f9 vulnerabili dell&#8217;intero bacino del Mediterraneo. L&#8217;acqua che scende dalle Alpi o dall&#8217;Appennino \u00e8 sempre meno assorbita dai campi agricoli o incolti delle colline e delle pianure, ormai non pi\u00f9 abitate dai contadini, ed \u00e8 al contrario resa pi\u00f9 vorticosa nel suo corso dall&#8217;asfalto e dal cemento che incontra. Un paese, tra i pochi in Europa, privo di una legge urbanistica , che ha assistito con poche resistenze a una svolta inaudita. Alla consueta attitudine illegale di classi dirigenti e popolazioni a occupare il territorio con costruzioni abusive (che hanno sfigurato tante nostre citt\u00e0) \u00e8 venuta in sostegno la versione italiana del neoliberismo: il verbo che ha fatto dei nostri habitat delicati materia di \u201clibero mercato\u201d. Oggi, dopo tre decenni di \u201cfuria liberale\u201d, il territorio nazionale mostra le stimmate della sua trasformazione mercantile, riplasmato, com&#8217;\u00e8 dalle spinte caotiche delle convenienze private: terre d&#8217;altura e aree interne in stato di abbandono, valli e pianure &#8211; la polpa ricca &#8211; intasate di popolazione, edifici, strutture produttive, vie di comunicazione. Qui l&#8217;acqua piovana non ha pi\u00f9 spazio, come era accaduto in tutti i secoli passati, e perci\u00f2 appare come il grande nemico. Come e quanto pu\u00f2 durare tale conflitto tra le forze imprevedibili della natura e i nostri abitati?<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\">Ebbene, questa drammatica novit\u00e0 storica impone oggi un nuovo atteggiamento della pubblica opinione nei confronti delle classi dirigenti italiane e del ceto politico nazionale. <\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>Sappiamo da studi decennali che all&#8217;Italia \u00e8 toccato in sorte un paradossale destino. Il paese fisicamente pi\u00f9 fragile d&#8217;Europa (insieme all&#8217;Olanda) \u00e8 stato governato da classi dirigenti privi di ogni cultura territoriale<\/strong>, sguarniti anche delle pi\u00f9 elementari forme di consapevolezza, di memoria storica dei caratteri dei vari habitat locali e dei loro delicati equilibri. Tale carattere originale della nostra cultura, il suo sradicamento metafisico dalle condizioni materiali della vita, oggi rappresenta una minaccia per la collettivit\u00e0 nazionale. <\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\">A questa incultura originaria, infatti, si aggiunge oggi la religione della crescita che alimenta nuovi e disordinati appetiti speculativi nei confronti del nostro territorio. Ancora oggi il suolo nazionale non appare come un habitat da proteggere, per tutelare i beni, la ricchezza storica del paese dagli eventi atmosferici, ma come la materia prima per \u201ccontinuare a crescere\u201d, come recita la superstizione contemporanea. E&#8217; altamente esemplare che un paese, il quale ha i problemi drammatici che osserviamo puntualmente ad ogni inverno, si ostini a progettare il Tav in Val di Susa. I nostri governanti sono pronti a sperperare svariati miliardi per un&#8217; opera inutile e non trovano tempo, energia, risorse per mettere in campo un progetto assai meno costoso e generatore di nuove economie finalizzato a proteggere il nostro territorio in pericolo.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\">Ebbene, credo che sia tempo di rendere evidente il carattere drammatico che ormai occorre dare alla nostra opposizione. Abbiamo mostrato in altre occasioni che il nostro territorio pu\u00f2 essere messo in salvo solo attraverso una vasta opera di ripopolamento e valorizzazione delle aree interne. Ma oggi occorre agire anche con misure di urgenza. E&#8217; necessario chiarire che tutte le nuove costruzioni, tutte le manipolazioni dell&#8217;habitat che si progettano e si realizzano in Italia sono contro l&#8217;interesse collettivo, minacciano il bene comune della sicurezza nazionale. <strong>Ogni metro quadrato di nuovo asfalto o cemento sottrae spazio alle acque, accresce la vulnerabilit\u00e0 dei nostri abitati e delle nostre vite. Non possiamo pi\u00f9 tollerarlo. <\/strong><\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>Io credo che ormai bisogna incominciare a considerare sotto il profilo penale gli interventi che consumano suolo.<\/strong> Questo bene non \u00e8 infinito, esso \u00e8 la spugna che assorbe l&#8217;acqua, \u00e8 dunque un bene di tutti che ci protegge , chi lo cementifica rende pi\u00f9 pericolosi i nostri abitati, rende pi\u00f9 insicura la nostra incolumit\u00e0, le nostre case, i nostri beni, i nostri animali. E&#8217; perci\u00f2 necessaria una iniziativa legislativa che dia nuovi strumenti all &#8216;interesse collettivo oggi cos\u00ec gravemente minacciato. <strong>Occorre rendere possibile, alle associazioni impegnate nella difesa del territorio e del paesaggio, di costituirsi parte civile nei vari luoghi dove si progetta il consumo di verde, da configurare, com&#8217;\u00e8 ormai drammaticamente necessario, quale fattispecie criminale.<\/strong> Privati, amministratori locali, imprenditori non possono pi\u00f9 utilizzare come bene privato ci\u00f2 che con tutta evidenza appare un bene comune intangibile e irrinunciabile. <\/span><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riporto l&#8217;articolo di Piero Bevilacqua pubblicato oggi. (Il grassetto \u00e8 mio.) 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