{"id":4863,"date":"2012-10-17T05:56:18","date_gmt":"2012-10-17T05:56:18","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=4863"},"modified":"2012-11-04T16:04:54","modified_gmt":"2012-11-04T16:04:54","slug":"siamo-in-ritardo-ma-qualcosa-si-muove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2012\/10\/17\/siamo-in-ritardo-ma-qualcosa-si-muove\/","title":{"rendered":"Siamo in ritardo, ma qualcosa si muove"},"content":{"rendered":"<p>Sappiamo tutti che nei prossimi sei-otto mesi si decider\u00e0 il futuro per molti anni della societ\u00e0 italiana. Dite che tanto&#8230; \u00e8 gi\u00e0 tutto deciso? Moriremo sotto il fiscal compact, l&#8217;abbattimento definitivo di ogni parvenza di stato sociale, l&#8217;approdo finale al mercato del lavoro all&#8217;americana, il tutto con la regia perfetta del pensiero unico? O c&#8217;\u00e8 ancora qualche possibilit\u00e0 che non sia solo un&#8217;altra, ma ben pi\u00f9 lunga, resistenza? Non sono molti gli spazi in cui si discute di questo, uno \u00e8 <a title=\"Link a ALBA\" href=\"http:\/\/www.soggettopoliticonuovo.it\/\">ALBA<\/a>, il soggetto politico nuovo.<\/p>\n<p>(Avvicinatevi pure, potete toccare, non \u00e8 un partito, ma un&#8217;associazione volontaria e del tutto priva di legami con la politica precedente. Dovete solo dedicare tempo e un po&#8217; di soldi, perch\u00e9 nessuno ve li render\u00e0 n\u00e9 come rimborso n\u00e9 con profitto.)<br \/>\n________________________________<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.soggettopoliticonuovo.it\/2012\/10\/16\/un-errore-lanalisi-di-asor-rosa-livio-pepino-il-manifesto\/\">Un errore l\u2019analisi di Asor Rosa<\/a><\/strong><\/p>\n<p>di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Livio_Pepino\">Livio Pepino<\/a><\/p>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>L\u2019analisi di Asor Rosa \u00e8 chiara: nel nostro desolato panorama politico una riedizione del governo Monti e della sua politica pu\u00f2 essere scongiurata solo dalla \u00abcoalizione Bersani-Vendola\u00bb<\/strong> che, pur nell\u2019incognita dello stato confusionale del Pd, pu\u00f2 essere ri-orientata a sinistra da una vittoria elettorale; in ogni caso non c\u2019\u00e8 alternativa, se non la \u00ablibidine della sconfitta\u00bb di spezzoni, vecchi e nuovi, di una sinistra presuntuosa e velleitaria. Fino a qualche anno fa avrei condiviso: del resto non sono un estremista (e se a volte appaio tale \u00e8 solo per l\u2019inarrestabile corsa a destra degli estremisti di un tempo). Ma <strong>oggi ritengo quell\u2019analisi un errore, utile solo a mettere la pietra tombale su ogni prospettiva di cambiamento.<\/strong> Provo a spiegare perch\u00e9.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>Primo. C\u2019\u00e8, in Italia e nel mondo, una grande questione aperta che riguarda le politiche per uscire dalla crisi. <\/strong>Alcuni \u2013 la maggioranza \u2013 ritengono che la ricetta sia interna al liberismo e che non possa prescindere dalla riduzione della spesa pubblica, dall\u2019abbattimento dello stato sociale, dalla diminuzione delle tutele del lavoro, dall\u2019espansione del privato, dall\u2019investimento in opere faraoniche. Altri \u2013 quel che resta della cultura di sinistra \u2013 pensano che la strada sia quella opposta, cio\u00e8, per usare le parole di Luciano Gallino, un New Deal (finanziato con il taglio delle spese militari e di quelle per le grandi opere, una imposizione fiscale equa ed efficiente, il recupero delle risorse concesse a fondo perduto alle banche) fondato su un piano di interventi pubblici finalizzati alla piena occupazione, alla razionalizzazione del welfare, al reddito di cittadinanza, alla riconversione ecologica, al riassetto del territorio e delle infrastrutture del paese, alla valorizzazione dei migranti e via elencando. Sono due prospettive inconciliabili. Il Pd, cio\u00e8 il perno della coalizione invocata da Asor Rosa, ha scelto la prima, nelle parole e con i fatti: appoggiando senza se e senza ma il governo Monti, contribuendo ad approvare il fiscal compact e la modifica costituzionale sul pareggio di bilancio, avallando la riduzione delle tutele del lavoro, sostenendo le grandi opere, eludendo nei fatti l\u2019esito referendario in favore dell\u2019acqua pubblica eccetera. Sono scelte di tutto il partito, non scalfite da qualche isolato \u00abmal di pancia\u00bb, presto rientrato in attuazione di quella disciplina che si \u00e8 deciso di estendere all\u2019intera coalizione. Scelte legittime, ovviamente: ma per quale ragione al mondo chi non le condivide e le osteggia dovrebbe sostenerle col proprio voto? Non \u00e8 questo cinismo di fronte ai contenuti che uccide la democrazia e la politica?<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>Secondo. Asor Rosa cerca di uscire dalla stretta osservando che l\u2019alleanza con Vendola e un grande successo elettorale potrebbero rimescolare le carte. <\/strong>Su quali basi non \u00e8 dato sapere e anzi, la cosa appare a dir poco difficile, anche a non considerare la variabile Renzi\u2026 La scelta del Pd \u00e8, infatti, risalente e tradotta in una pluriennale attivit\u00e0 di governo. Lo ha ammesso persino Romano Prodi scrivendo, in un empito di sincerit\u00e0, che negli anni di governo dell\u2019Ulivo \u00abil cambiamento della societ\u00e0 \u00e8 continuato secondo le linee precedenti: una crescente disparit\u00e0 nelle distribuzione dei redditi, un dominio assoluto e incontrastato del mercato, un diffuso disprezzo del ruolo dello Stato e dell\u2019uso delle politiche fiscali, una presenza sempre pi\u00f9 limitata degli interventi pubblici di carattere sociale\u00bb (Il Messaggero, 15 agosto 2009). Tutto questo \u2013 \u00e8 bene non dimenticarlo \u2013 ha, per di pi\u00f9, marginalizzato l\u2019attenzione alla \u00abquestione morale\u00bb, contribuendo a trasformare la corruzione nel sistema in corruzione del sistema. Solo chiudendo gli occhi si pu\u00f2 pensare che questa linea politica cambi nei tempi brevi e, soprattutto, sull\u2019onda di una vittoria elettorale (che secondo ogni logica la confermerebbe).<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>Terzo. Arriviamo all\u2019ultimo punto: non c\u2019\u00e8 alternativa. \u00c8 questo l\u2019errore pi\u00f9 grave.<\/strong> Inutile dirlo: l\u2019alternativa non \u00e8 la riedizione di esperienze verticistiche, burocratiche e perdenti come quella della Sinistra Arcobaleno del 2008. Da allora, molte cose sono cambiate, a cominciare dall\u2019esperienza dei referendum sull\u2019acqua pubblica e sul nucleare del 2011 (su cui all\u2019inizio erano in pochi a scommettere\u2026) e dal rifiuto diffuso di assetti di potere consolidati. Oggi sono i fatti a richiedere una iniziativa politica nuova, nei contenuti e nel metodo, e intransigente (categoria lontana le mille miglia dalla presunzione). Una iniziativa che parta non da apparati ma da persone di buona volont\u00e0 e che aggreghi movimenti, associazioni, singoli, amministratori di piccole e grandi citt\u00e0 in un progetto di rinnovamento delle stesse modalit\u00e0 della rappresentanza. <strong>So bene che \u00e8 un\u2019operazione complicata e che, rispetto alle elezioni del prossimo aprile, siamo in ritardo. Ma qualcosa si muove <\/strong>(lo si \u00e8 visto, per esempio, nell\u2019incontro promosso a Torino da Alba il 6 e 7 ottobre) e \u2013 come la storia dimostra \u2013 i processi di cambiamento iniziano da piccole incrinature del pensiero unico. Comunque, la difficolt\u00e0 dell\u2019impresa non \u00e8 una buona ragione per rinunciarvi. Di questo (e non di una anacronistica assemblea nazionale programmatica del Pd\u2026) sarebbe bene discutere da domani.<\/span><\/h5>\n<p>(<em>il Manifesto<\/em>, 16 ottobre 2012)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sappiamo tutti che nei prossimi sei-otto mesi si decider\u00e0 il futuro per molti anni della societ\u00e0 italiana. Dite che tanto&#8230; \u00e8 gi\u00e0 tutto deciso? 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