{"id":4240,"date":"2012-07-31T18:40:24","date_gmt":"2012-07-31T18:40:24","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=4240"},"modified":"2012-07-31T17:20:23","modified_gmt":"2012-07-31T17:20:23","slug":"finanza-ombra-4-perche-abbiamo-il-cappio-al-collo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2012\/07\/31\/finanza-ombra-4-perche-abbiamo-il-cappio-al-collo\/","title":{"rendered":"Finanza-ombra (4) Perch\u00e9 abbiamo il cappio al collo"},"content":{"rendered":"<p>Su <em>la Repubblica<\/em> di luned\u00ec 30 luglio \u00e8 stato pubblicato &#8220;Sulla crisi pesano i debiti delle banche&#8221; di <strong>Luciano Gallino<\/strong> che riproduco integralmente.\u00a0L&#8217;autore di <em><a title=\"Link all'editore Einaudi\" href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/luciano-gallino\/finanzcapitalismo\/978880620701\">Finanzcapitalismo<\/a><\/em> (Einaudi 2011) sintetizza con la solita\u00a0lucidit\u00e0 \u00a0l&#8217;analisi sulle origini della crisi in atto. (Il grassetto \u00e8 mio.)<\/p>\n<h5><span style=\"color: #000080;\">Il 20 luglio la Camera ha approvato il \u201cPatto fiscale\u201d, trattato Ue che impone di ridurre il debito pubblico al 60% del Pil in vent\u2019anni. Comporter\u00e0 per l\u2019Italia una riduzione del debito di una cinquantina di miliardi l\u2019anno, dal 2013 al 2032. Una cifra mostruosa che lascia aperte due sole possibilit\u00e0: o il patto non viene rispettato, o condanna il Paese a una generazione di povert\u00e0.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\">Approvando senza un minimo di discussione il testo la maggioranza parlamentare ha per\u00f2 fatto anche di peggio. Ha impresso il sigillo della massima istituzione della democrazia a una interpretazione del tutto errata della crisi iniziata nel 2007. Quella della vulgata che vede le sue cause nell\u2019eccesso di spesa dello Stato, soprattutto della spesa sociale. In realt\u00e0 le cause della crisi sono da ricercarsi nel sistema finanziario, cosa di cui nessuno dubitava sino agli inizi del 2010. Da quel momento in poi ha avuto inizio l\u2019operazione che un analista tedesco ha definito il pi\u00f9 grande successo di relazioni pubbliche di tutti i tempi: la crisi nata dalle banche \u00e8 stata mascherata da crisi del debito pubblico.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>In sintesi la crisi \u00e8 nata dal fatto che le banche Ue<\/strong> (come si continuano a chiamare, bench\u00e9 molte siano conglomerati finanziari formati da centinaia di societ\u00e0, tra le quali vi sono anche delle banche) <strong>sono gravate da una montagna di debiti e di crediti, di cui nessuno riesce a stabilire l\u2019esatto ammontare n\u00e9 il rischio di insolvenza.<\/strong> Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 al pari delle consorelle Usa esse hanno creato, con l\u2019aiuto dei governi e della legislazione, <strong>una gigantesca \u201cfinanza ombra\u201d<\/strong>, un sistema finanziario parallelo i cui attivi e passivi non sono registrati in bilancio, per cui nessuno riesce a capire dove esattamente siano collocati n\u00e9 a misurarne il valore.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>La finanza ombra \u00e8 formata da varie entit\u00e0 che operano come banche senza esserlo.<\/strong> Molti sono fondi: monetari, speculativi, di investimento, immobiliari. Il maggior pilastro di essa sono per\u00f2 le societ\u00e0 di scopo create dalle banche stesse, chiamate Veicoli di investimento strutturato (acronimo Siv) o Veicoli per scopi speciali (Spv) e simili. Il nome di veicoli \u00e8 quanto mai appropriato, perch\u00e9 essi servono anzitutto a trasportare fuori bilancio i crediti concessi da una banca, in modo che essa possa immediatamente concederne altri per ricavarne un utile. Infatti, quando una banca concede un prestito, deve versare una quota a titolo di riserva alla banca centrale (la Bce per i paesi Ue). Accade per\u00f2 che se continua a concedere prestiti, ad un certo punto le mancano i capitali da versare come riserva. Ecco allora la grande trovata: i crediti vengono trasformati in un titolo commerciale, venduti in tale forma a un Siv creato dalla stessa banca, e tolti dal bilancio. Con ci\u00f2 la banca pu\u00f2 ricominciare a concedere prestiti, oltre a incassare subito l\u2019ammontare dei prestiti concessi, invece di aspettare anni come avviene ad esempio con un mutuo. Mediante tale dispositivo, riprodotto in centinaia di esemplari dalle maggiori banche Usa e Ue, spesso collocati in paradisi fiscali, esse hanno concesso a famiglie, imprese ed enti finanziari trilioni di dollari e di euro che le loro riserve, o il loro capitale proprio, non avrebbero mai permesso loro di concedere. Creando cos\u00ec rischi gravi per l\u2019intero sistema finanziario.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\">I Siv o Spv presentano infatti vari inconvenienti. Anzitutto, mentre gestiscono decine di miliardi, comprando crediti dalle banche e rivendendoli in forma strutturata a investitori istituzionali, hanno una consistenza economica ed organizzativa irrisoria.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\">Come notavano gi\u00e0 nel 2006 due economisti americani, G. B. Gorton e N. S. Souleles, \u00abi Spv sono essenzialmente societ\u00e0 robot che non hanno dipendenti, non prendono decisioni economiche di rilievo, n\u00e9 hanno una collocazione fisica\u00bb. Uno dei casi esemplari citati nella letteratura sulla finanza ombra \u00e8 il Rhineland Funding, un Spv creato dalla banca tedesca IKB, che nel 2007 aveva un capitale proprio di 500 (cinquecento) dollari e gestiva un portafoglio di crediti cartolarizzati di 13 miliardi di euro. L\u2019esilit\u00e0 strutturale dei Siv o Spv comporta che la separazione categorica tra responsabilit\u00e0 della banca sponsor, che dovrebbe essere totale, sia in realt\u00e0 insostenibile. A ci\u00f2 si aggiunge il problema della disparit\u00e0 dei periodi di scadenza dei titoli comprati dalla banca sponsor e di quelli emessi dal veicolo per finanziare l\u2019acquisto. Se i primi, per dire, hanno una scadenza media di 5 anni, ed i secondi una di 60 giorni, il veicolo interessato deve infallibilmente rinnovare i prestiti contratti, cio\u00e8 i titoli emessi, per trenta volte di seguito. In gran numero di casi, dal 2007 in poi, tale acrobazia non \u00e8 riuscita, ed i debiti di miliardi dei Siv sono risaliti con estrema rapidit\u00e0 alle banche sponsor.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>La finanza ombra \u00e8 stata una delle cause determinanti della crisi finanziaria esplosa nel 2007. <\/strong>In Usa essa \u00e8 discussa e studiata fin dall\u2019estate di quell\u2019anno. Nella Ue sembrano essersi svegliati pochi mesi fa. Un rapporto del Financial Stability Board dell\u2019ottobre 2011 stimava la sua consistenza nel 2010 in 60 trilioni di dollari, di cui circa 25 in Usa e altrettanti in cinque paesi europei: Francia, Germania, Italia, Olanda e Spagna. La cifra si suppone corrisponda alla met\u00e0 di tutti gli attivi dell\u2019eurozona. Il rapporto, arditamente, raccomandava di mappare i differenti tipi di intermediari finanziari che non sono banche. Un green paper della Commissione europea del marzo 2012 precisa che si stanno esaminando regole di consolidamento delle entit\u00e0 della finanza ombra in modo da assoggettarle alle regole dell\u2019accordo interbancario Basilea 3 (portare in bilancio i capitali delle banche che ora non vi figurano). A met\u00e0 giugno il ministro italiano dell\u2019Economia \u2013 cio\u00e8 Mario Monti &#8211; commentava il green paper: \u00ab\u00c8 importante condurre una riflessione sugli effetti generali dei vari tipi di regolazione attraverso settori e mercati e delle loro potenziali conseguenze inattese\u00bb.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000080;\"><strong>Sono passati cinque anni dallo scoppio della crisi.<\/strong> Nella sua genesi le banche europee hanno avuto un ruolo di primissimo piano a causa delle acrobazie finanziarie in cui si sono impegnate, emulando e in certi casi superando quelle americane. Ogni tanto qualche acrobata cade rovinosamente a terra; tra gli ultimi, come noto, vi sono state grandi banche spagnole. <strong>Frattanto in pochi mesi i governi europei hanno tagliato pensioni, salari, fondi per l\u2019istruzione e la sanit\u00e0, personale della PA, adducendo a motivo l\u2019inaridimento dei bilanci pubblici. Che \u00e8 reale, ma \u00e8 dovuto principalmente ai 4 trilioni di euro spesi o impegnati nella Ue al fine di salvare gli enti finanziari<\/strong>: parola di Jos\u00e9 Manuel Barroso. Per contro, in tema di riforma del sistema finanziario essi si limitano a raccomandare, esaminare e riflettere. <strong>Tra l\u2019errore della diagnosi, i rimedi peggiori del male e l\u2019inanit\u00e0 della politica,<\/strong> <strong>l\u2019uscita dalla crisi rimane lontana.<\/strong><\/span><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su la Repubblica di luned\u00ec 30 luglio \u00e8 stato pubblicato &#8220;Sulla crisi pesano i debiti delle banche&#8221; di Luciano Gallino che riproduco integralmente.\u00a0L&#8217;autore di Finanzcapitalismo (Einaudi 2011) sintetizza con la solita\u00a0lucidit\u00e0 \u00a0l&#8217;analisi sulle origini della crisi in atto. 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