{"id":3535,"date":"2012-04-17T23:02:02","date_gmt":"2012-04-17T23:02:02","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=3535"},"modified":"2012-04-18T12:00:34","modified_gmt":"2012-04-18T12:00:34","slug":"padroncini-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2012\/04\/17\/padroncini-2\/","title":{"rendered":"Padroncini (2)"},"content":{"rendered":"<p>I questi giorni non \u00e8 stato\u00a0difficile leggere diagnosi e prognosi sulla Lega. Partiamo da un classico, Eugenio Scalfari su <em>la Repubblica <\/em>del <a title=\"Link a la Repubblica\" href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2012\/04\/15\/news\/scalfari_domenica_15_aprile-33330777\/index.html?ref=search\">15 aprile <\/a>(la periodizzazione ed evidenziazione \u00e8 mia):<\/p>\n<h5><span style=\"color: #333399;\"><strong>La crisi della Lega ripropone in pieno la questione settentrionale.<\/strong> La Lega ha avuto il merito di portarla, quando nacque, all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica ma il demerito di non individuare gli strumenti per risolverla. (\u2026) <strong>La questione settentrionale non consiste nell&#8217;esodo di capitali dal Nord al Sud<\/strong> che la Lega ha denunciato e per impedire il quale ha proposto il suo federalismo o addirittura la scissione. <strong>Quell&#8217;esodo non c&#8217;\u00e8 mai stato<\/strong>, c&#8217;\u00e8 stato semmai il suo contrario perch\u00e9 le banche si sono concentrate al Nord, il grosso degli investimenti pubblici e dei prestiti bancari \u00e8 avvenuto al Nord e le imprese che hanno investito al Sud sono state tutte e sempre provenienti dal Nord e al Nord sono affluiti i loro profitti e la distribuzione dei loro dividendi.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #333399;\"><strong>Il vero problema del Nord \u00e8 il capitalismo dei &#8220;padroncini&#8221;,<\/strong> delle imprese con meno di 20 addetti che costituiscono a dir poco il 95 per cento dell&#8217;intera struttura imprenditoriale italiana (\u2026) . Bisognava che i &#8220;padroncini&#8221; (\u2026) diventassero imprese vere, con almeno 50 dipendenti, consorzi, distretti industriali, capacit\u00e0 di ricerca e d&#8217;innovazione. Cos\u00ec non \u00e8 stato. Il tentativo dei distretti \u00e8 il pi\u00f9 delle volte fallito o restato sulla carta, i punti d&#8217;eccellenza ci sono stati e ci sono ma il grosso di quest&#8217;immensa fascia di capannoni che ha costellato tutte le pianure del Nord e dell&#8217;Est ha funzionato fino a quando il cavallo dei consumatori e degli utenti ha bevuto. Con la crisi iniziata nel 2008 il cavallo beve ormai pochissimo e i &#8220;padroncini&#8221; stanno di male in peggio.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #333399;\"><strong>Questa \u00e8 la questione settentrionale, alla quale la Lega non ha dato alcuno sbocco politico<\/strong>, anzi l&#8217;ha impantanata nell&#8217;alleanza populista con Berlusconi che non solo non ha visto la crisi ma l&#8217;ha negata fino a quando la crisi l&#8217;ha travolto. La Lega ha dato molti buoni amministratori comunali, questo s\u00ec, ma al di sopra di quel livello localistico \u00e8 stata un esperimento disastroso per il Nord e per l&#8217;intero Paese. In pi\u00f9 anche un luogo di malaffare.<strong> Prima scomparir\u00e0, meglio sar\u00e0. Ma rester\u00e0 in piedi la questione settentrionale<\/strong>, cos\u00ec come resta in piedi quella meridionale. E resteranno in piedi fino a quando non sar\u00e0 risolta la questione nazionale.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #333399;\"><strong>Il governo Monti ha mosso i primi passi su questa strada ma ci vorr\u00e0 almeno una generazione per condurla a termine.<\/strong> Dove sia questa generazione io non lo vedo, ma forse dipende dai troppi anni che ho sulle spalle. Mi auguro che sia cos\u00ec e che la generazione cui quel compito \u00e8 affidato ci sia, sia pronta e si faccia vedere.<\/span><\/h5>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 anche chi fa una diagnosi quasi opposta, come si pu\u00f2 leggere di Luca Ricolfi su <em>La Stampa <\/em>del <a title=\"Link a La Stampa\" href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/_web\/cmstp\/tmplRubriche\/editoriali\/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=9989&amp;ID_sezione=29\">16 aprile<\/a> (il testo \u00e8 semplificato, ma potete leggerlo tutto sul link):<\/p>\n<h5><span style=\"color: #333399;\"><strong>A forza di parlare di federalismo (\u00e8 da vent\u2019anni che lo si fa), rischiamo di dimenticare qual \u00e8 la sua origine<\/strong>, ovvero quali sono i problemi per risolvere i quali il disegno federalista ha preso piede in Italia all&#8217;inizio degli Anni 90. Se andiamo alle radici e lasciamo da parte il folclore &#8211; Roma ladrona, i terroni, la Padania \u00e8 piuttosto chiaro che la ratio principale del federalismo non era, all\u2019origine, quella di rendere pi\u00f9 efficiente la pubblica amministrazione, o di restituire alle Regioni settentrionali il maltolto (\u2026) No, la funzione e lo scopo del federalismo erano pi\u00f9 semplici e pi\u00f9 fondamentali:<strong> permettere ai territori pi\u00f9 dinamici e produttivi del Paese di tornare a crescere a un ritmo ragionevole, liberandoli da un\u2019oppressione fiscale <\/strong>che &#8211; nei primi Anni 90 &#8211; stava ormai soffocando l&#8217;economia italiana, sempre meno capace di espandere l\u2019occupazione, reggere la concorrenza internazionale, innovare prodotti e processi.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #333399;\">Detto in altre parole: il federalismo non era principalmente un fine, un ideale politico, bens\u00ec un mezzo, un potente strumento di raddrizzamento dell\u2019economia e della societ\u00e0 italiana, (\u2026) degli sprechi, dell\u2019evasione fiscale, <strong>e soprattutto dell\u2019immane trasferimento di risorse da Nord a Sud &#8211; 50 miliardi di euro l\u2019anno<\/strong> [di cui] almeno una parte deve rientrare al Nord, e deve servire a rimettere i produttori in condizione di fare il loro mestiere.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #333399;\">(\u2026) <strong>L\u2019aver rimosso dalla riflessione politica questo compito<\/strong>, e avere accettato di spostare ancora in avanti l\u2019entrata in vigore del federalismo, <strong>\u00e8 probabilmente il pi\u00f9 grave errore politico che la Lega abbia compiuto da quando esiste<\/strong>, perch\u00e9 &#8211; verosimilmente &#8211; esso condurr\u00e0 alla scomparsa del federalismo dal centro della scena politica. Divenuto inutile, in quanto fuori tempo massimo, per risolvere il problema da cui era nato, il federalismo \u00e8 destinato a entrare nel museo dei sogni politici del passato, che possono trastullare ancora a lungo i militanti, ma sono ormai fuori della realt\u00e0 e del sentire comune.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #333399;\"><strong>Bruciato dai suoi stessi ideatori il sogno federalista, l\u2019Italia dovr\u00e0 trovare altre strade<\/strong> per risolvere i suoi problemi.<\/span><\/h5>\n<p>Come vedete Scalfari pensa che con Monti si sia gi\u00e0 imboccata la \u201cstrada\u201d, mentre Ricolfi pensa ad \u201caltre strade\u201d ma non dice quali. Non concordano sulla diagnosi (cause), non possono farlo sulla prognosi (strada). Ma qual \u00e8 la diagnosi giusta? Per me nessuna delle due.<\/p>\n<p>Penso che sia pi\u00f9 vicino alla realt\u00e0 quanto scritto da Ernesto Galli della Loggia sul <em>Corriere della Sera <\/em>dell\u2019<a title=\"Link al Corriere della Sera online\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/12_aprile_08\/profondo-nord-illusione-perduta-ernesto-galli-della-loggia_8e3b83c6-8141-11e1-9393-421c9ec39659.shtml\">8 aprile<\/a>:<\/p>\n<h5><span style=\"color: #333399;\"><strong>Difficolt\u00e0 e incapacit\u00e0 che hanno una sola origine: l&#8217;idea, condivisa tanto dalla Lega che dal berlusconismo, che al dunque la politica possa essere, e di fatto sia, solo rappresentanza di interessi (inclusi quelli di coloro che la fanno&#8230;), e nulla pi\u00f9. <\/strong>Non gi\u00e0, come invece \u00e8, visione generale, indicazione di traguardi collettivi e di strumenti adeguati, impulso autonomo mosso da valori, e su queste basi, poi, ma solo poi, anche mediazione creativa tra esigenze diverse. Le conseguenze? Nessuna o poca idea di nazione e di Stato, scarsa etica pubblica, noncuranza per le regole; e, come non bastasse, una leadership sempre incerta tra virulenza da capataz e un molto casalingo tirare a campare. I risultati li abbiamo visti.<\/span><\/h5>\n<p>Io penso che\u00a0Scalfari che Ricolfi prendano gli effetti come fossero cause. Invece\u00a0le cause sono queste:\u00a0corruzione, illegalit\u00e0, evasione fiscale, ingiustizia sociale, criminalit\u00e0 organizzata. I &#8220;padroncini&#8221; ed i &#8220;trasferimenti&#8221; sono effetti. E a livello individuale le cause, non effetti, sono\u00a0l\u2019egoismo, il narcisismo, l\u2019inautenticit\u00e0.<\/p>\n<p>Come andr\u00e0 a finire questa malattia? Pur in presenza di punti di necrosi, io sono ottimista. E non sono pazzo. Ho presente come ha votato il Paese ai referendum di giugno 2010. C\u2019\u00e8 pienamente in atto una forte reazione dell\u2019organismo, ma questa reazione deve essere aiutata, assecondata. Subito per\u00f2. Non c\u2019\u00e8 tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I questi giorni non \u00e8 stato\u00a0difficile leggere diagnosi e prognosi sulla Lega. 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