{"id":1703,"date":"2011-04-29T06:50:23","date_gmt":"2011-04-29T06:50:23","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=1703"},"modified":"2018-01-15T19:17:24","modified_gmt":"2018-01-15T19:17:24","slug":"wittgenstein-60-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2011\/04\/29\/wittgenstein-60-anni-dopo\/","title":{"rendered":"Wittgenstein, 60 anni dopo"},"content":{"rendered":"<div style=\"width: 886px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a id=\"irc_mil\" href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=images&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwi6g6-R59nOAhWCtxQKHZWVAvoQjRwIBw&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.sobi.org%2Fphotos%2FCat%2Fwitcat%2Findex.html&amp;bvm=bv.129759880,d.ZGg&amp;psig=AFQjCNFqYWZxS6txtXgkLTGxR4zT0zelxg&amp;ust=1472119630106710\" data-ved=\"0ahUKEwi6g6-R59nOAhWCtxQKHZWVAvoQjRwIBw\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"irc_mi\" src=\"http:\/\/www.sobi.org\/photos\/Cat\/witcat\/WitCat_004.jpg\" alt=\"\" width=\"876\" height=\"583\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">La rilassante tomba di Ludwig Wittgenstein a Cambridge<\/p><\/div>\n<p>Sessant&#8217;anni fa, il 29 aprile 1951, a Cambridge, moriva <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ludwig_Wittgenstein\">Ludwig Wittgenstein<\/a>. Aveva appena compiuto 62 anni. Era nato, infatti, a Vienna il 26 aprile 1889, ultimo degli otto figli (cinque maschi e tre femmine) di Karl e Leopoldine Kalmus, entrambi di origini ebraiche, anche se gli interessi portarono progressivamente le famiglie di origine al cattolicesimo.<\/p>\n<p>Il padre <a title=\"Link su Karl Wittgenstein\" href=\"http:\/\/faculty.frostburg.edu\/phil\/forum\/KarlWittgenstein.htm\">Karl<\/a> (1847-1913) divenne infatti negli anni novanta dell&#8217;Ottocento il padrone dell\u2019industria siderurgica austriaca, cio\u00e8 dell&#8217;impero al massimo della sua gloria, e seppe gestire la sua fortuna con grande ingegno, vendendo poi tutto ed spostando i capitali su investimenti americani. Ebbe anche la fortuna (si fa per dire) di morire prima della Grande Guerra, cio\u00e8 della disfatta generale del paese, cui partecip\u00f2 invece il figlio Ludwig che fin\u00ec prigioniero a Cassino dopo la sconfitta di Vittorio Veneto. Nello zaino, il combattente austriaco sul fronte italiano aveva un manoscritto che &#8211; dopo la sua pubblicazione avvenuta nel 1922 \u2013 sarebbe diventato una delle opere pi\u00f9 controverse, quindi feconde, della filosofia del Novecento, il <em>Tractatus logico-philosophicus<\/em>.<\/p>\n<p>La biografia della famiglia Wittgenstein \u00e8 di per s\u00e9\u00a0un oggetto di grande interesse letterario, con tanti risvolti individuali, esistenziali e artistici, con uno sfondo storico eccezionale. Basti accennare che la casa di Karl era frequentata da musicisti quali Brahms e Mahler e da pittori come Klimt, che ha lasciato anche un celebre <a title=\"Link al dipinto di Klimt\" href=\"http:\/\/artmight.com\/ita\/Artists\/Klimt-Gustav\/Klimt-Margaret-Stonborough-Wittgenstein-1905-oil-on-canvas-215451p.html\">ritratto<\/a> di Margaret (Gretl), la seconda sorella. Oppure ai suicidi di tre fratelli, Johannes (Hans), Conrad (Kurt) e Rudolf (Rudi), che ne fanno oggi oggetto di analisi di psichiatria comparata, che rimandano naturalmente alle personalit\u00e0 dei genitori (per me anche ai problemi di un\u2019epoca particolare). O ancora a Paul, che perse un braccio in guerra, ma per il quale Maurice Ravel scrisse il <em>Concerto per pianoforte per la mano sinistra<\/em> (1930).<\/p>\n<p>E naturalmente la stessa biografia di Ludwig \u00e8 un romanzo dove vi si trovano una personalit\u00e0 esagerata e lacerata, certamente piuttosto disturbata, la formazione tecnica, atipica per un filosofo, l&#8217;isolamento geografico\u00a0come tecnica per pensare,\u00a0le diverse esperienze professionali, le avventure e amicizie intellettuali (tra cui <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bertrand_Russell\">Bertrand Russell<\/a> e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/John_Maynard_Keynes\">John Maynard Keynes<\/a>), le sue passioni amorose omosessuali, anche tragiche. Nella biografia intellettuale poi ci sono, insieme alle grandi ricerche e sintesi e innovazioni, le sue fissazioni e idiosincrasie culturali, che lo portavano a leggere i russi in lingua originale, ma ad ignorare, o quasi, lui che rimarr\u00e0 tra i pi\u00f9 importanti filosofi del Novecento, le origini greche del pensiero occidentale, il divenire, la storia di questo pensiero, come la storia in generale e le dinamiche sociali sottese. Ma queste sono solo mie sintetiche opinioni, mentre qui abbiamo a che fare con un gigante, capace di influire\u00a0su diversi segmenti del pensiero filosofico e perfino\u00a0in campo teologico.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 oggi m\u2019interessa Wittgenstein? Lo scoprii nella\u00a0met\u00e0 degli anni Settanta (gi\u00e0!), grazie a Ludovico Geymonat traduttore della <em>Introduzione al pensiero matematico<\/em> di Friedrich Waismann. Poco dopo\u00a0scoprii che Wittgenstein, in quel di Cambridge, fu amico, anzi partner intellettuale di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piero_Sraffa\">Piero Sraffa<\/a>, il primo esiliato antifascista che fu amico di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gramsci\">Antonio Gramsci,<\/a> il suo aiuto materiale e tramite nei rapporti con il partito comunista clandestino, ma anche il grande, assolutamente grande, seppur di ardua lettura, economista teorico e critico del pensiero economico dominante.<\/p>\n<p>Gramsci, Sraffa e Wittgenstein, come interesse, oggi sono per me indissolubilmente legati, pur nel loro assai diverso profilo intellettuale. Qui Sraffa sta\u00a0in mezzo, ma certamente non\u00a0\u00e8 stato solo un anello intermedio,\u00a0come qualcuno oggi afferma, confrontando le notevoli somiglianze tra le ultime note carcerarie di Gramsci (il quaderno 29) e la simultanea svolta di Wittgenstein sulla concezione del linguaggio.<\/p>\n<p>Wittgenstein oggi \u00e8 ancora oggetto di molte attenzioni, soprattutto accademiche, ma di poche critiche. Chi lo studia lo fa per mestiere, non per diletto, scoprendo o approfondendo\u00a0sempre qualcosa di nuovo o di\u00a0particolare. In verit\u00e0\u00a0a me basta la sua assidua ricerca sui fondamenti della logica e del linguaggio ed il sostanziale approdo ad una filosofia che mette i rapporti tra le persone\u00a0all\u2019origine del linguaggio e delle idee e non viceversa. Certamente nel suo pensiero scritto i rapporti tra gli individui sono pi\u00f9 &#8216;pubblici&#8217; che &#8216;sociali&#8217;, ma\u00a0siamo in presenza in qualche modo di una &#8216;filosofia della prassi&#8217;, pur senza l&#8217;analisi della societ\u00e0 e della storia.<\/p>\n<p>Certo, Wittgenstein dice che la\u00a0filosofia\u00a0&#8216;descrive&#8217;, che &#8216;non spiega&#8217;, che non serve perci\u00f2 ad interpretare il mondo, tantomeno a cambiarlo. Ma afferma anche\u00a0che \u00abla malattia di un\u2019epoca si guarisce cambiando il modo di vita degli uomini\u00bb e su questo tutto sommato possiamo trovarci d&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Infine, visto che ci sono, per chi dovesse incominciare ad interessarsene\u00a0oggi, suggerisco di farlo dall\u2019unica biografia completa di Wittgenstein pubblicata, quella di Ray Monk\u00a0(<em>Wittgenstein. Il dovere del genio<\/em>, Bompiani, 2000), ormai da tempo in edizione economica, oppure da un libretto dello stesso autore che ne sintetizza il pensiero (<em>Leggere Wittgenstein<\/em>, Vita e pensiero, 2008). Ma, se potete, leggete direttamente, a partire dai testi biografici diretti, lettere e diari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sessant&#8217;anni fa, il 29 aprile 1951, a Cambridge, moriva Ludwig Wittgenstein. Aveva appena compiuto 62 anni. 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