{"id":12385,"date":"2019-11-16T15:10:08","date_gmt":"2019-11-16T15:10:08","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=12385"},"modified":"2021-11-20T15:30:28","modified_gmt":"2021-11-20T15:30:28","slug":"venezia-affonda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2019\/11\/16\/venezia-affonda\/","title":{"rendered":"Venezia affonda"},"content":{"rendered":"<div class=\"red-bg-part\">\n<div class=\"red-bg-part\">\n<p style=\"text-align: left;\">Riporto l&#8217;articolo comparso sul sito\u00a0di <a href=\"https:\/\/diem25.org\/main-it\/\">DIEM25<\/a> in diretta con l&#8217;ultima <em>acqua granda<\/em> a Venezia.<\/p>\n<h4 style=\"padding-left: 60px;\"><strong><a href=\"https:\/\/diem25.org\/mose-sfruttamento-e-climate-change-perche-venezia-affonda\/\">Mose simbolo tangibile del cambiamento climatico<\/a><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"content-left-part\" style=\"padding-left: 30px;\">\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/diem25.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/venezia-affonda.jpg\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"358\" \/><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Venezia simbolo tangibile del cambiamento climatico.<\/strong><\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">Sono passati 53 anni dall\u2019Acqua Granda che il 4 novembre 1966 ha sommerso Venezia, ma a cambiare \u00e8 solo la frequenza con cui avvengono questi fenomeni, fino a non troppo tempo fa considerati straordinari e ora sempre pi\u00f9 \u201cordinari\u201d e devastanti.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">\u201cPer la sua particolare posizione geografica, in mezzo al mar Mediterraneo, l\u2019Italia \u00e8 da considerarsi uno hot spot climatico, un luogo cio\u00e8 dove il cambiamento climatico \u00e8 pi\u00f9 rapido\u201d &#8211; come spiega infatti <a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/stefano-liberti\/2019\/11\/14\/venezia-acqua-alta-sommersa\">questo articolo<\/a> di <strong>Internazionale<\/strong> &#8211; e Venezia ne rappresenta il simbolo pi\u00f9 drammatico ed eclatante.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">Il climatologo e membro dell\u2019Advisory Panel Diem25 <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luca_Mercalli\">Luca Mercalli<\/a><\/strong> lo aveva ampiamente denunciato nella mostra sul cambiamento climatico organizzata l\u2019anno scorso al Museo di Scienze Naturali di Milano: se il livello dell\u2019Adriatico aumentasse di un metro, Venezia e la sua laguna sarebbero sommerse dal mare. Uno scenario pi\u00f9 che realistico che si prospetta entro il 2100, viste le attuali emissioni di gas serra.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\"><ins datetime=\"2019-12-12T17:08:20+00:00\">Ma non si pu\u00f2 parlare di cambiamento climatico senza denunciare il sistema che lo produce e le responsabilit\u00e0, anche individuali, che su Venezia dovrebbe assumersi un\u2019intera classe politica.<\/ins><\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>#Parlatecidelmose<\/strong><\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019idea \u00abmolto grandiosa\u00bb di costruire un \u00abmuro a archi\u00bb alle bocche di porto con \u00abdelle porte da alzare e bassare per regolare le acque in caso di bisogno\u00bb \u00e8 datata 1672 a firma di un certo Augustino Martinello che ne aveva proposto il progetto al doge di allora, ma \u00e8 Gianni De Michelis, denominato \u201cdoge\u201d di Venezia e all\u2019epoca vice presidente del Consiglio, che nel 1988 su spinta di Craxi presenter\u00e0 ufficialmente <strong>il progetto del MOSE o Modulo di Sperimentazione Elettromeccanico<\/strong>, naufragato nel 2014 a seguito della corruzione emersa tra i suoi principali protagonisti e sostenitori.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">Quali? L\u2019allora premier Berlusconi, l\u2019ex ministro dell\u2019Ambiente e della Tutela del Territorio (!) Matteoli (Alleanza Nazionale poi Forza Italia), il presidente del Consorzio Venezia Nuova creato ad hoc per il MOSE Paolo Savona (uomo di fiducia della Lega e candidato a Ministro dell\u2019Economia da Matteo Salvini a maggio 2018), il deputato europeo per Forza Italia nonch\u00e9 due volte candidato sindaco per Venezia Brunetta e, naturalmente, l\u2019ex governatore leghista del Veneto Giancarlo Galan, condannato per corruzione nel 2017 a risarcire 5,8 milioni di euro proprio per l\u2019affare Mose.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">Tutti rappresentanti di un governo Berlusconi di chiara matrice leghista, immortalati in scatti ufficiali il 14 maggio 2003 mentre inauguravano l\u2019inizio dei lavori per l\u2019ecomostro.\u00a0(Si vedano\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/19_novembre_13\/cosi-venezia-stata-tradita-di-nuovo-mose-progetti-40-anni-annunci-caduti-vuoto-f941436e-05f9-11ea-a1df-d75c93ec44da.shtml\">Corriere della Sera<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/11\/13\/mose-cronistoria-dellopera-che-dovrebbe-separare-le-acque-il-via-libera-con-berlusconi-13-anni-di-lavori-tra-tangenti-ruggine-e-rinvii\/5562302\/\">Il Fatto Quotidiano<\/a> del 19 novembre 2019).<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.opzionezero.org\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/inaugurazione_passante.png\" alt=\"inaugurazione_passante\" width=\"517\" height=\"239\" \/><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>I progetti alternativi al MOSE<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">Massimo Cacciari, rimpianto sindaco di Venezia dal 1993 al 2000 e poi dal 2005 al 2010, non era certo stato l\u2019unico ad opporsi al progetto MOSE, pur avendone gi\u00e0 all\u2019epoca denunciato gli esiti e le enormi criticit\u00e0: gli assurdi costi di manutenzione (ora calcolati in oltre 80 milioni di euro l\u2019anno), il fatto che l\u2019intero complesso delle opere per la sua salvaguardia e manutenzione fossero affidati al consorzio \u201cVenezia Nuova\u201d in veste di concessionario unico al di fuori di qualsiasi bando di gara e di ogni controllo, ma anche lo scempio che avrebbe causato uno scavo cos\u00ec drastico del fondo lagunare all\u2019interno di un sistema ambientale unico e fragilissimo come quello di Venezia e delle sue isole.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">C\u2019erano state le <a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/online\/cronaca\/veneziamose\/esperti\/esperti.html\">100 pagine del rapporto finale<\/a> su Venezia realizzate gi\u00e0 nel 2001 dagli esperti del dipartimento di Idraulica, Trasporti e Strade dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma che, insieme ai tecnici del Ministero dell\u2019Ambiente, avevano proposto di restringere l\u2019ampiezza delle 3 bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia per limitare i danni dell\u2019acqua alta, giudicando il MOSE \u201cun\u2019opera irreversibile dalle dimensioni ciclopiche\u201d che avrebbe potuto comportare gravissimi rischi sia sul piano fisico che su quello ambientale.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">C\u2019erano stati una serie di incontri specialistici, un volume dedicato e perfino una mostra, promossi nel 2006 dal comune di Venezia per presentare almeno una decina di alternative pi\u00f9 in linea con quanto prescritto dalla Legge speciale per Venezia, come ad esempio sistemi flessibili di paratoie a gravit\u00e0, sbarramenti mobili, apparecchiature removibili e simili combinati con interventi di riequilibrio strutturale dell\u2019ecosistema, con rialzi dei fondali e del terreno su cui poggia la citt\u00e0, con il ripristino della morfologia, il potenziamento dei litorali e restringimenti maggiori delle bocche di porto. Tutte alternative proposte al governo che, come scrive uno dei maggiori esperti di idraulica lagunare, il prof. Luigi D\u2019Alpaos, furono escluse a favore del Mose.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">E c\u2019erano i diversi progetti ingegneristici olandesi, quelli cio\u00e8 di un paese che al 40% \u00e8 sotto il livello del mare e che con il suo sistema di dighe, polder, opere idrauliche e sbarramenti \u00e8 riuscito a creare terra dall\u2019acqua, esportando le sue soluzioni in tutto il mondo con un fatturato annuo di 7 miliardi di euro.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>MOSE: a volte ritornano<\/strong><\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">Per il premier Conte arrivato a Venezia la sera del 13 novembre, cos\u00ec come per l\u2019attuale sindaco Brugnaro e i redivivi Silvio Berlusconi e Renato Brunetta che il 14 hanno sfilato per la citt\u00e0 in stivali da gomma, completare il Mose \u00e8 \u201cla priorit\u00e0\u201d.\u00a0A loro qualche doverosa domanda:<br \/>\n(a)\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Volete scavare ancora i canali per far passare le grandi navi e incentivare il turismo di massa, ora calcolato in 30 milioni di visitatori l\u2019anno nel centro storico contro ad esempio i 16 milioni di Barcellona, citt\u00e0 di ben altra ampiezza?<br \/>\n<\/span>(b) Volete procedere con il modello Disneyland, con lo sfruttamento compulsivo di una citt\u00e0 unica che muore inghiottita dal turismo usa e getta, senza un progetto che non sia quello di svendere ogni suo bene pubblico, dalle isole agli edifici e palazzi storici, per trasformarlo in resort o in centro commerciale di lusso come \u00e8 in progetto per l\u2019Ospedale del Lido o come successo con lo storico Fontego dei Tedeschi?<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Da Marghera al MOSE, le radici dello sfruttamento di Venezia<\/strong><\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">Cambia la tipologia di sfruttamento economico ma non cambiano i corsi e ricorsi della storia.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Il presidente leghista della Regione Veneto Zaia e il sindaco Brugnaro infatti sono due figure farsesche se paragonate a Vittorio Cini e Giuseppe Volpi, i due \u201cconti neri\u201d a cui si deve l\u2019ideazione di Porto Marghera, il polo industriale che svolge per Venezia il ruolo dell\u2019Ilva per Taranto, o quello del polo petrolchimico per Augusta.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\"><ins datetime=\"2019-12-12T17:08:20+00:00\">Due ministri del regime fascista divenuti milionari speculando sul lavoro e sulla cosa pubblica in una tragedia nella tragedia che porta al Vajont, della cui diga franata il 9 ottobre 1963 Giuseppe Volpi inizi\u00f2 la progettazione nel 1926.<\/ins>\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Della \u201csua\u201d Marghera, polo industriale edificato nelle casse di colmata lagunari 100 anni fa in faccia alla \u201cSuperba\u201d togliendo respiro alle maree e velocizzandone i flussi, Venezia e la laguna pagano oggi le conseguenze e rappresentano gli esiti di un modello capitalistico che dallo sfruttamento di un territorio ambientale a fini industriali si \u00e8 trasformato in puro sfruttamento turistico ad uso e consumo del qui ed ora, senza progettualit\u00e0 alcuna n\u00e9 rispetto.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\"><ins datetime=\"2019-12-12T17:08:20+00:00\">Quella che ha colpito Venezia la notte tra il 12 e il 13 novembre e che minaccia nuovi attacchi infatti, non \u00e8 solo una tragedia dovuta al drammatico cambiamento climatico in corso, ma anche alla drammatica corruzione e inadeguatezza di una classe politica incapace di progettare un futuro che non sia quello proprio e della propria famiglia.<\/ins>\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Una tragedia che ha il MOSE come il suo simbolo pi\u00f9 eclatante.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Cosa possiamo fare<\/strong><\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">Come DiEM25 Italia, ora che continua la minaccia di nuove alte maree eccezionali, vogliamo segnalare l\u2019iniziativa VENICE CALLS, l\u2019associazione nata per fornire aiuto concreto ai veneziani che in questo momento stanno tentando di ripristinare l\u2019agibilit\u00e0 delle loro case e delle loro attivit\u00e0 distrutte dall\u2019acqua.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 60px;\"><span style=\"color: #000000;\">Al momento sono oltre 500 i giovani volontari dell\u2019associazione che stanno intervenendo nei luoghi dell\u2019emergenza, ma auspichiamo che il loro numero aumenti: baster\u00e0 contattare il gruppo Venice Calls su Telegram o sul sito\u00a0 <a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.venicecalls.com\/\">venicecalls.com<\/a>\u00a0 per contribuire in prima persona!<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">Tutti per Venezia, Venezia per tutti: carpe diem!<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Martina Tarozzi (Collettivo Nazionale Diem25 Italia)<br \/>\n<\/em><em>con il contributo di<br \/>\nSandro Lazzaroni (DSC Venezia 1)<br \/>\nEdoardo Scatto (DSC Bologna 3)<\/em><\/span><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #000000;\">15 novembre 2019<\/span><\/h5>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riporto l&#8217;articolo comparso sul sito\u00a0di DIEM25 in diretta con l&#8217;ultima acqua granda a Venezia. 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