{"id":12308,"date":"2019-03-14T22:10:15","date_gmt":"2019-03-14T22:10:15","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=12308"},"modified":"2019-03-15T15:57:23","modified_gmt":"2019-03-15T15:57:23","slug":"diem25-2-verso-una-primavera-elettorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2019\/03\/14\/diem25-2-verso-una-primavera-elettorale\/","title":{"rendered":"DiEM25 (2) Verso una primavera elettorale"},"content":{"rendered":"<p>Riporto qui sotto\u00a0l&#8217;articolo di Yanis Varoufakis pubblicato sull&#8217;ultimo numero del mensile francese <em><a href=\"https:\/\/www.monde-diplomatique.fr\/\">Le Monde Diplomatique<\/a><\/em> e riprodotto nella versione italiana dell&#8217;inserto mensile del <em>Manifesto<\/em>. E&#8217; la pi\u00f9 autorevole e leggibile sintesi sul progetto di Diem25 di cui Varoufakis \u00e8 uno dei principlai ispiratori. (Con miei grassetti e\u00a0lievi formattazioni.)<\/p>\n<div style=\"width: 439px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.euronews.com\/articles\/324993\/880x495_324993.jpg\" alt=\"Risultati immagini per yanis varoufakis\" width=\"429\" height=\"241\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Yanis Varoufakis<\/p><\/div>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Verso una primavera elettorale<\/strong><br \/>\ndi <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gian%C4%ABs_Varoufak%C4%ABs\">Yanis Varoufakis<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">La crisi finanziaria globale del 2008 \u2013 il 1929 della nostra generazione \u2013 ha innescato una reazione a catena in tutta Europa. All\u2019inizio del 2010, aveva gi\u00e0 minato le fondamenta dell\u2019eurozona, portando i membri dell\u2019establishment a rompere le proprie regole per tirar fuori dai guai i loro amici banchieri. Nel 2013, l\u2019ideologia neoliberista che fino ad allora aveva legittimato la tecnocrazia oligarchica dell\u2019Unione europea, dopo aver ridotto in miseria milioni di persone, si \u00e8 trovata in grave difficolt\u00e0. E questo per la mera applicazione delle politiche ufficiali: il socialismo per i finanzieri e un\u2019austerit\u00e0 implacabile per i pi\u00f9. Queste politiche sono state condotte sia dai conservatori che dai socialdemocratici.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Nell\u2019estate del 2015, la capitolazione del governo di Syriza in Grecia ha avuto l\u2019effetto di dividere e demoralizzare la sinistra, annientando l\u2019effimera speranza che dei progressisti emersi dalle strade e dalle piazze potessero modificare i rapporti di forza in Europa. Da allora la collera, esacerbata dalla disperazione, ha lasciato un vuoto, rapidamente riempito da un\u2019estremit\u00e0 all\u2019altra dell\u2019Europa dalla misantropia organizzata di un\u2019Internazionale nazionalista molto apprezzata dal presidente statunitense Donald Trump.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Appesantita da una classe dirigente che ricorda sempre pi\u00f9 la sfortunata repubblica di Weimar e dal razzismo alimentato dalle forze deflazionistiche, l\u2019Unione si sta spaccando. La cancelliera tedesca sta per terminare il suo mandato e il progetto europeo del presidente francese sembra essere nato morto. Le elezioni del parlamento europeo del prossimo maggio sono l\u2019ultima occasione per i progressisti di pesare a livello paneuropeo.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Dalla sua nascita, nel 2016, il <strong>Movimento per la democrazia in Europa 2025 (DiEm25)<\/strong> si \u00e8 dato l\u2019obiettivo di cogliere questa opportunit\u00e0. Per prima cosa abbiamo preparato il nostro programma, il \u00ab<strong>New Deal per l\u2019Europa<\/strong>\u00bb. Abbiamo poi invitato altri movimenti e partiti ad arricchirlo e a dar vita con noi alla nostra <strong>Primavera europea<\/strong>, la <strong>prima lista transnazionale<\/strong> di candidati che sostengono un programma comune su scala europea. Come premessa alla discussione di questo progetto, la sinistra deve affrontare frontalmente<strong> due temi brucianti<\/strong> che la dividono e che indeboliscono i progressisti un po\u2019 dappertutto nel continente: <strong>il problema delle frontiere e la questione dell\u2019Unione.<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Negli ultimi anni \u00e8 successa una cosa singolare: molti cittadini di sinistra sono stati spinti a pensare che le frontiere aperte siano nocive per la classe operaia. \u00abNon sono mai stato a favore della libert\u00e0 di stabilimento\u00bb, ha dichiarato pi\u00f9 volte Jean-Luc M\u00e9lenchon (<em>La France insoumise<\/em>). Intervenendo al parlamento europeo nel luglio del 2016 sulla questione dei lavoratori distaccati, ha dichiarato che ogni volta che uno di questi arriva \u00abruba il pane ai lavoratori che si trovano sul posto\u00bb. In seguito si \u00e8 pentito di queste affermazioni, ma la sua analisi degli effetti delle migrazioni sui salari domestici non \u00e8 cambiata.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Questo dibattito non \u00e8 nuovo.<\/strong> Nel 1907, Morris Hillquit, il fondatore del Partito socialista d\u2019America, ha presentato una risoluzione per porre fine all\u2019\u00abimportazione deliberata di manodopera straniera a basso costo\u00bb sostenendo che \u00abi migranti costitui[vano] senza esserne consapevoli un giacimento di crumiri\u00bb. La novit\u00e0 di oggi \u00e8 che gran parte della sinistra sembra aver dimenticato <strong>l\u2019acuta critica di Lenin, formulata nel 1915<\/strong> in questi termini:<i><em>\u00a0\u00abPensiamo che non si possa essere internazionalisti e allo stesso tempo favorevoli a tali restrizioni\u2026 Simili socialisti sono in realt\u00e0 sciovinisti.\u00bb<\/em><\/i><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">In un articolo datato 29 ottobre 1913, Lenin aveva fornito il contesto di questo dibattito:\u00a0<i><em>\u00abNon c\u2019\u00e8 dubbio che solo l\u2019estrema povert\u00e0 costringe gli uomini ad abbandonare la patria e che i capitalisti sfruttano nella maniera pi\u00f9 disonesta gli operai immigrati. Ma solo i reazionari possono chiudere gli occhi sul significato progressivo di questa migrazione moderna di popoli. (\u2026) Il capitalismo trascina le masse lavoratrici di tutto il modo (\u2026) distruggendo le barriere e i pregiudizi nazionali, unendo gli operai di tutti i paesi.\u00bb<\/em><\/i><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 60px;\"><em>La vita della maggioranza dei cittadini pu\u00f2 essere migliorata nel quadro delle regole esistenti<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Il movimento DiEm25 riprende l\u2019analisi di Lenin: le barriere che ostacolano la libera circolazione delle persone e delle merci sono una risposta reazionaria al capitalismo. La risposta socialista consiste nell\u2019abbattere i muri, nel permettere al capitalismo di autodistruggersi mentre noi organizziamo la resistenza transnazionale allo sfruttamento. Non sono i migranti a rubare i posti di lavoro dei lavoratori locali, ma le politiche di austerity dei governi, che si inscrivono in una lotta di classe condotta a beneficio della borghesia nazionale.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Questo \u00e8 il motivo per cui non permetteremo che una forma di xenofobia \u00ablight\u00bb contamini il nostro programma. Come ha detto Slavoj \u017di\u017eek, il nazionalismo di sinistra non \u00e8 una buona risposta al nazionalsocialismo. <strong>La nostra posizione sui nuovi immigrati si basa su due punti: <\/strong>ci rifiutiamo di distinguere tra migranti economici e rifugiati e chiediamo all\u2019Europa di lasciarli entrare (#LetThemIn).<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">I compagni di molti paesi ci considerano degli utopisti. A loro avviso, Bruxelles non \u00e8 riformabile. Anche se fosse vero, la migliore risposta dei progressisti sarebbe forse lavorare per la \u00abLexit\u00bb, organizzando cio\u00e8 una campagna di sinistra che abbia come obiettivo una disgregazione controllata dell\u2019Unione?<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ho un ricordo commosso dei miei interventi in Germania<\/strong>, in sale piene fino a esplodere, all\u2019indomani della capitolazione di Syriza di fronte ad Angela Merkel e alla \u00abtroika\u00bb. Le persone presenti spiegavano che le decisioni riguardanti la Grecia non erano state prese in loro nome, in nome del popolo tedesco. Ricordo di quanto fossero stati sollevati nell\u2019apprendere che DiEm25 aveva proposto la creazione di un movimento transnazionale per assumere il controllo delle istituzioni dell\u2019Unione \u2013 Banca europea per gli investimenti (Bei) e Banca centrale europea (Bce) \u2013 e riorganizzarle nell\u2019interesse di tutti i cittadini. Ho ancora in mente la gioia dei nostri compagni tedeschi quando \u00e8 stata sottoposta loro l\u2019idea di presentare alle elezioni europee dei candidati greci in Germania e dei candidati tedeschi in Grecia.<strong> Si trattava di dimostrare che il nostro movimento \u00e8 transnazionale<\/strong> e che intende appropriarsi qui e ora delle istituzioni dell\u2019ordine neoliberista. Non per distruggerle, ma metterle al servizio della maggioranza dei cittadini a Bruxelles, a Berlino, ad Atene e a Parigi. Ovunque.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Ora immaginate, al contrario, come si sarebbero sentiti se avessi tenuto il seguente discorso: \u00abL\u2019Unione non \u00e8 riformabile e deve essere sciolta. Noi greci dobbiamo ripiegare sul nostro Stato-nazione e cercare di costruire il socialismo nel nostro paese. Spetta a voi fare lo stesso qui in Germania. Poi, quando avremo vinto, le nostre delegazioni si incontreranno per discutere la collaborazione tra i nostri nuovi Stati sovrani progressisti.\u00bb Senza ombra di dubbio, i nostri compagni tedeschi avrebbero perso ogni slancio e sarebbero tornati a casa demoralizzati alla prospettiva di affrontare l\u2019establishment tedesco come tedeschi e non come membri di un movimento transnazionale.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Se la mia analisi \u00e8 corretta, poco importa che l\u2019Unione sia riformabile o meno.<\/strong> Ci\u00f2 che conta \u00e8 presentare proposte concrete su quello che intendiamo fare delle istituzioni europee. Non proposte stravaganti o utopiche, ma descrizioni dettagliate delle iniziative che attueremo in settimana, il mese successivo e nel corso dell\u2019anno, nel quadro delle normative vigenti e con gli strumenti esistenti. Per esempio, come ridefiniremo il ruolo del cosiddetto Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (Mes), come riorienteremo la politica di \u00aballentamento quantitativo\u00bb (quantitative easing) della Bce, come finanzieremo, immediatamente e senza introdurre nuove tasse, la transizione ecologica o una campagna di lotta alla povert\u00e0.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Perch\u00e9 proporre un programma cos\u00ec dettagliato?<\/strong> Per mostrare agli elettori che esistono delle soluzioni, anche all\u2019interno delle regole stabilite per servire gli interessi del 1 % che sta meglio.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Naturalmente, nessuno \u2013 men che meno noi \u2013 si aspetta che le istituzioni dell\u2019Unione accettino favorevolmente le nostre proposte. Quello che vogliamo \u00e8 che gli elettori vedano cosa si potrebbe fare al posto di ci\u00f2 che viene fatto, cos\u00ec che possano smascherare la classe dirigente senza orientarsi verso la destra xenofoba. Questo \u00e8 l\u2019unico modo, per la sinistra, di superare i suoi limiti attuali e di costruire un\u2019ampia coalizione progressista.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Il \u00abNew Deal per l\u2019Europa\u00bb ha esattamente questo obiettivo: dimostrare che la vita della maggioranza dei cittadini pu\u00f2 essere migliorata a brevissimo termine<\/strong> nel quadro delle regole e delle istituzioni esistenti; delineare i contorni della trasformazione di queste istituzioni, <strong>mettendo in atto un processo costituente<\/strong> che, nel lungo periodo, porter\u00e0 a un\u2019Assemblea europea democratica chiamata a sostituire i trattati esistenti. Infine, bisogner\u00e0 far vedere come i meccanismi che metteremo in atto fin dal primo giorno potrebbero aiutarci a raccogliere i pezzi se, nonostante i nostri sforzi, l\u2019Unione dovesse disintegrarsi.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Sono in molti a parlare dell\u2019importanza della transizione ecologica<\/strong>. Ma nessuno dice da dove verr\u00e0 il denaro n\u00e9 chi stabilir\u00e0 come usarlo. La nostra risposta \u00e8 chiara: tra il 2019 e il 2023, <strong>l\u2019Europa ha bisogno di investire 2.000 miliardi di euro in tecnologie verdi<\/strong>, energia verde, ecc. Noi proponiamo che la Bei emetta per quattro anni un volume di bond supplementari pari a 500 miliardi di euro. Allo stesso tempo, la Bce dovr\u00e0 annunciare che, se il loro valore crollasse, li riacquisterebbe sul mercato secondario dei titoli obbligazionari. Tenuto conto di questo annuncio e della sovrabbondanza di risparmi in tutto il mondo, la Bce non dovr\u00e0 sborsare neanche un euro, poich\u00e9 tutti i suoi titoli saranno immediatamente sottoscritti. Sul modello dell\u2019Organizzazione per la cooperazione economica europea (Oece) \u2013 antenata dell\u2019Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) \u2013 creata nel 1948 per distribuire gli stanziamenti del piano Marshall, <strong>una nuova Agenzia europea per la transizione ecologica<\/strong> canalizzer\u00e0 questi fondi verso progetti verdi su tutto il continente.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Va osservato che questa proposta non richiede alcuna nuova tassa<\/strong>, si appoggia su titoli obbligazionari europei gi\u00e0 esistente (ad esempio i bond della Bei) ed \u00e8 del tutto legale in base alle norme vigenti. Lo stesso vale per altre proposte del nostro \u00abNew Deal\u00bb relative alle misure da attuare immediatamente.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Ad esempio,<strong> il nostro fondo anti-povert\u00e0<\/strong>. Noi proponiamo che i miliardi di utili del Sistema europeo delle banche centrali (Sebc), in particolare i profitti derivanti dai titoli acquistati nel contesto dell\u2019allentamento quantitativo, siano utilizzati per garantire a ogni cittadino cibo, un tetto e la sicurezza energetica.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Un altro esempio:<strong> il nostro piano per ristrutturare il debito pubblico dell\u2019eurozona<\/strong>. La Bce dovr\u00e0 fare da mediatrice tra i mercati finanziari e gli Stati per ridurre il peso della totalit\u00e0 del loro debito senza stampare denaro e senza che la Germania paghi di tasca sua o sia costretta a garantire il debito pubblico dei paesi pi\u00f9 indebitati.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Come dimostrano questi esempi,<strong> il nostro \u00abNew Deal\u00bb combina misure che richiedono un\u2019alta competenza tecnica<\/strong>, applicabili nel quadro esistente dell\u2019Unione, <strong>e una rottura radicale con l\u2019austerity e con la logica del \u00absalvataggio\u00bb<\/strong> imposto dalla funesta \u00abtroika\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Inoltre, esso prevede delle istituzioni che preparino il terreno per un futuro europeo postcapitalista. \u00c8 il caso ad esempio di una proposta di socializzazione parziale del capitale e dei profitti derivanti dall\u2019automazione: il diritto delle grandi imprese di operare nell\u2019Unione sar\u00e0 subordinato al trasferimento di una percentuale dei loro utili in un nuovo Fondo azionario europeo. I dividendi di queste azioni finanzieranno poi un reddito di base universale versato a tutti, indipendentemente da altre prestazioni sociali, sussidi di disoccupazione, ecc.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 60px;\"><em>L\u2019unit\u00e0 della sinistra \u00e8 cruciale, ma non si deve ottenere a scapito della coerenza<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Un altro esempio della radicalit\u00e0 delle nostre proposte: la riforma dell\u2019euro<\/strong>. Prima di impantanarci nei cambiamenti da apportare agli statuti della Bce, noi prevediamo di creare una piattaforma di pagamento digitale pubblica garantita da quelle dei servizi fiscali di ciascun paese dell\u2019eurozona. I contribuenti avranno cos\u00ec la possibilit\u00e0 di acquistare dei crediti fiscali digitali utilizzabili per effettuare delle transazioni tra loro o per pagare le imposte godendo di consistenti sgravi fiscali. Questi crediti saranno denominati in euro e potranno essere trasferiti solo tra i contribuenti di uno stesso paese, cosa che impedir\u00e0 brusche fughe di capitali.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Allo stesso tempo, i governi potranno creare una quantit\u00e0 limitata di questi euro fiscali per destinarli ai cittadini bisognosi o per finanziare progetti pubblici. Gli euro fiscali permetterebbero ai governi sotto pressione di stimolare la domanda, di diminuire il loro debito, di ridurre l\u2019onnipotenza della Bce e di evitare il costo di un\u2019uscita dall\u2019euro o della sua disintegrazione.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Nel lungo termine, queste piattaforme di pagamento digitali pubbliche potrebbero costituire un sistema regolamentato di euro specifici per ciascun paese, che funzionerebbe come una camera di compensazione internazionale. Sarebbe di fatto una versione modernizzata del sistema di Bretton Woods cos\u00ec come era stato immaginato da John Maynard Keynes nel 1944, sistema che purtroppo non \u00e8 mai divenuto realt\u00e0.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Per riassumere<\/strong>, il nostro \u00abNew Deal per l\u2019Europa\u00bb \u00e8 un progetto globale per:<br \/>\n1. riorganizzare intelligentemente le istituzioni esistenti nell\u2019interesse della maggioranza,<br \/>\n2. pianificare un futuro postcapitalista, radicale e verde,<br \/>\n3. essere pronti a raccogliere i pezzi se l\u2019Unione europea dovesse collassare.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>La sinistra ha due nemici: la mancanza di unit\u00e0 e l\u2019incoerenza.<\/strong> L\u2019unit\u00e0 \u00e8 cruciale, ma non si deve ottenere a scapito della coerenza. Prendiamo, ad esempio, lo stato del Partito della sinistra europea. Come possono i suoi membri chiedere il voto degli elettori il prossimo maggio, quando in Grecia \u00e8 rappresentato da un partito che, al governo, sta attuando il programma di austerity pi\u00f9 brutale nella storia del capitalismo e in paesi come la Francia e la Germania molti dei suoi dirigenti sono euroscettici?<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Degli amici di sinistra<\/strong> ben intenzionati ci chiedono perch\u00e9 DiEm25 non si allea con <em>La France insoumise<\/em> di Jean-Luc M\u00e9lenchon e, in Germania, con il movimento Aufstehen (In piedi) di Sahra Wagenknecht e di Oskar Lafontaine. La ragione \u00e8 semplice: perch\u00e9 il nostro dovere \u00e8 costruire l\u2019unit\u00e0 sulla base di un umanesimo radicale, razionale e internazionalista. Questo significa un programma radicale comune per tutti gli europei e una politica a favore di un\u2019Europa aperta, che consideri le frontiere come delle cicatrici sul pianeta e dia il benvenuto ai nuovi arrivati. Su questa base minima non si pu\u00f2 transigere.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Il nostro appello all\u2019unit\u00e0 si fondava su un\u2019idea semplice: DiEm25 invitava tutti i progressisti a essere <strong>coautori del nostro \u00abNew Deal per l\u2019Europa\u00bb.<\/strong> L\u2019appello \u00e8 stato ascoltato. Ge\u0301ne\u0301ration\u00b7s (Francia), Razem (Insieme, Polonia), Alternativet (Danimarca), Democrazia e autonomia (Italia), MeRa25 (Grecia), Demokratie in Europa (Germania), Der Wandel (Il cambiamento, Austria), Act\u00faa (Spagna), Livre (Libero, Portogallo) si sono uniti a noi. Altri sono sul punto di farlo. Insieme abbiamo costituito la coalizione della <em>Primavera europea<\/em>, che presenter\u00e0 i suoi candidati alle elezioni del prossimo maggio.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Il nostro messaggio all\u2019establishment autoritario europeo<\/strong> \u00e8 il seguente: vi resisteremo attraverso un programma radicale pi\u00f9 sofisticato del vostro sul piano tecnico. <strong>Il nostro messaggio agli xenofobi fascistoidi<\/strong>: vi combatteremo dappertutto.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Il nostro messaggio ai compagni dalla sinistra europea<\/strong>, di <em>La France insoumise<\/em>, ecc.: da noi potete aspettarvi una ferma solidariet\u00e0, nella speranza che un giorno le nostre strade convergeranno al servizio di un umanesimo radicale e transnazionale.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>il manifesto <\/em>online,<em> 14<\/em> marzo 2019)<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riporto qui sotto\u00a0l&#8217;articolo di Yanis Varoufakis pubblicato sull&#8217;ultimo numero del mensile francese Le Monde Diplomatique e riprodotto nella versione italiana dell&#8217;inserto mensile del Manifesto. 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