{"id":12272,"date":"2019-02-25T20:10:53","date_gmt":"2019-02-25T20:10:53","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=12272"},"modified":"2019-03-09T10:02:04","modified_gmt":"2019-03-09T10:02:04","slug":"verso-norimberga-2-cosa-succede-in-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2019\/02\/25\/verso-norimberga-2-cosa-succede-in-libia\/","title":{"rendered":"Verso Norimberga (2) Cosa succede in Libia?"},"content":{"rendered":"<p>Salvini &#8211; come tanti\u00a0tanti altri\u00a0&#8211; non eviter\u00e0 Norimberga grazie al voto del Senato italiano. Norimberga non \u00e8 il sinonimo di un processo puntuale, ma la fine ancora lontana\u00a0di una brutta storia. Quanto brutta? Con questa nota di Roberto Saviano siamo solo all&#8217;inizio. Prepariamoci a leggere di tutto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.309012.1504274840!\/httpImage\/image.jpg_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.jpg\" alt=\"Perch\u00c3\u00a9 700mila persone sono tenute prigioniere in Libia\" width=\"474\" height=\"316\" \/><\/p>\n<h4 style=\"padding-left: 30px;\"><strong><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/opinioni\/l-antitaliano\/2019\/02\/20\/news\/saviano-prigionieri-libia-1.331844\">Perch\u00e9 700mila persone sono tenute prigioniere in Libia<br \/>\n<\/a><\/strong>di Roberno Saviano<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 30px;\">Tanti sono i migranti che non possono andare da nessuna parte, neppure a casa. Vittime dei clan e della nostra ipocrisia. Vi spiego il vero motivo per cui calano gli sbarchi<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 30px;\">Ogni mese su Radio Radicale andr\u00e0 in onda una trasmissione che si chiama<span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><strong>Voci dalla Libia<\/strong><\/span>. Andrea Billau si collegher\u00e0 telefonicamente con migranti che in Libia sono chiusi nei centri di detenzione o che vivono solo apparentemente in una condizione di libert\u00e0, ma che si trovano in un Paese che per loro \u00e8 una prigione a cielo aperto. Con Billau c\u2019\u00e8 Michelangelo Severgnini, film-maker che nel 2017 ha realizzato \u201cSchiavi di riserva\u201d, documentario in cui ha intervistato tre ragazzi africani sbarcati a Pozzallo che hanno raccontato cosa accade in Libia, realmente. Severgnini ha trovato il modo di entrare in contatto con i migranti che si collegano a Internet sul suolo libico e ha messo in piedi un progetto che consiglio di seguire, si chiama <a href=\"https:\/\/dossierlibia.lasciatecientrare.it\/exodus-fuga-dalla-libia-puntata-zero\/\">Exodus \u2013 Fuga dalla Libia<\/a>, ed \u00e8 disponibile on line.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 30px;\">Prover\u00f2 a spiegare perch\u00e9 \u00e8<span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><strong>importante avere a che fare con queste storie e perch\u00e9 non ci possiamo permettere di ignorarle<\/strong><\/span>. Quello che in genere facciamo \u00e8 parlare di migranti, parlarne bene o parlarne male, spiegando o strumentalizzando il fenomeno migratorio, ma mai a essere protagoniste sono le voci di chi nell\u2019inferno libico \u00e8 rinchiuso, senza avere via d\u2018uscita. Da un lato la retorica dei porti chiusi, dall\u2019altra la necessit\u00e0 di mostrarsi umani, ma prima di tutto questo c\u2019\u00e8 la Libia, un luogo in cui sono costrette oltre 700 mila persone che vorrebbero andar via, magari anche per tornare a casa, ma a cui viene impedito. Perch\u00e9? Voci dalla Libia ed Exodus spiegano proprio questo: perch\u00e9 dalla Libia, \u2028chi arriva, non pu\u00f2 pi\u00f9 uscire.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 30px;\">Billau e Severgnini chiamano al telefono un ragazzo di cui non conosciamo l\u2019identit\u00e0. Sappiamo che \u00e8 partito dal Sud Sudan nel 2013, quando \u00e8 scoppiata la guerra civile, ed \u00e8 rimasto per cinque anni in Egitto dove ha lavorato e messo da parte del denaro.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 30px;\">Cinquemila dollari che gli sono serviti per oltrepassare il confine tra Egitto e Libia. \u00c8 entrato in Libia a giugno del 2018 ed \u00e8 stato 5 mesi in carcere. Il 6 novembre si \u00e8 imbarcato per venire in Italia. I migranti avevano un telefono satellitare con cui hanno chiamato la Guardia costiera italiana che aveva assicurato che sarebbe giunta in soccorso entro due ore. Ad arrivare, invece, \u00e8 stata la Guardia costiera libica che ha portato tutte le persone presenti sull\u2019imbarcazione in un centro di detenzione dove, avevano detto, sarebbero state prese in carico dall\u2019Unhcr. Ma non \u00e8 andata cos\u00ec: sono stati<span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><strong>legati in uno spazio stretto, hanno avuto da mangiare un po\u2019 di pasta nei primi giorni, poi niente cibo nei successivi sei.<\/strong><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/span>Per essere liberati dovevano pagare un riscatto di 11 mila dollari. Lui, il ragazzo del Sud Sudan, ha potuto pagare quella somma chiedendola alla famiglia (questi soldi vengono raccolti chiedendo prestiti che le famiglie ripagheranno per generazioni), ma molti suoi compagni di viaggio e di prigionia no. Ha una mano rotta per i maltrattamenti subiti, ma non pu\u00f2 sperare di essere curato perch\u00e9 se si dovesse recare in un ospedale pubblico lo rinchiuderebbero di nuovo in un campo di prigionia.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 30px;\">Ma perch\u00e9<span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><strong>700 mila persone sono prigioniere in Libia? Perch\u00e9 sono un bancomat<\/strong><\/span>, perch\u00e9 i migranti che entrano in Libia per raggiungere l\u2019Italia sono un affare dal momento esatto in cui mettono piede sul suolo libico. Da loro e dalle loro famiglie si estorce denaro quando gli si promette un viaggio facile e veloce nei Paesi di origine, si estorce denaro quando diventano prigionieri sul suolo libico, quando si mettono in mare e anche quando vengono riportati in Libia per ricominciare tutto daccapo. Le partenze dalla Libia e gli sbarchi in Italia, ci dicono queste testimonianze, non sono diminuiti per il lavoro disumano dei nostri incapaci governanti, ma perch\u00e9 per la Libia i migranti sono una risorsa e fanno bene attenzione a non dissiparla. Ma la voce di ci\u00f2 che la Libia \u00e8 diventata si \u00e8 sparsa e ha raggiunto anche i Paesi di partenza, allora si parte meno e quindi ci sono meno arrivi. Meno arrivi significa meno soldi e questo spiega come mai la Guardia costiera libica sta lavorando bene come mai \u00e8 accaduto prima.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 30px;\">Oggi il problema \u00e8 la Libia che \u00e8 un luogo di tortura dove si \u00e8 ridotti in schiavit\u00f9 e da dove i 700 mila migranti che si trovano attualmente in stato di prigionia vogliono fuggire. Fuggire anche per tornare da dove sono partiti. Fuggire anche abbandonando il sogno di venire in Europa.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>L&#8217;Espresso<\/em>, 20 febbraio 2019)<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salvini &#8211; come tanti\u00a0tanti altri\u00a0&#8211; non eviter\u00e0 Norimberga grazie al voto del Senato italiano. Norimberga non \u00e8 il sinonimo di un processo puntuale, ma la fine ancora lontana\u00a0di una brutta storia. Quanto brutta? 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