{"id":12064,"date":"2019-12-20T17:15:41","date_gmt":"2019-12-20T17:15:41","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=12064"},"modified":"2019-12-22T09:21:29","modified_gmt":"2019-12-22T09:21:29","slug":"il-14-novembre-eravamo-quattro-trentenni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2019\/12\/20\/il-14-novembre-eravamo-quattro-trentenni\/","title":{"rendered":"&#8220;Il 14 novembre eravamo quattro trentenni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>In poco pi\u00f9 di un mese<\/strong>\u00a0\u00e8 successo qualcosa di veramente strano per le abitudini della vita politica italiana. Il 14 novembre con una manifestazione a Bologna \u00e8 nato il <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Movimento_delle_sardine\">movimento delle sardine<\/a><\/strong> che per\u00f2 gi\u00e0 il 14 dicembre ha riempito piazza San Giovanni di Roma con una manifestazione nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Di cosa si tratta?<\/strong> Per cominciare leggiamo la lettera dei primi quattro protagonisti pubblicata oggi da <em>la Repubblica<\/em>. Poi ne riparliamo. (Grassetti e evidenziazioni sono miei.)<\/p>\n<p style=\"text-align: center; padding-left: 30px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.repstatic.it\/content\/localirep\/img\/rep\/2019\/12\/01\/233611298-d1168e21-75dd-4457-9078-4693efd4c2ec.jpg\" alt=\"\" width=\"345\" height=\"194\" \/><\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2019\/12\/20\/news\/sardine_bologna_piazza_maggiore_piazza_san_giovanni-243899533\/?ref=RHPPLF-BH-I243989009-C8-P8-S2.2\">Caro direttore<\/a>,\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>il 14 novembre eravamo quattro trentenni\u00a0come ce ne sono tanti in Italia.<\/strong> Roberto in ufficio, Giulia in ambulatorio, Mattia in palestra, Andrea in piazza a farsi carico delle questioni logistiche. &#8220;Ma non dovresti essere qui, dovresti essere in piazza a preparare per stasera&#8221; ci veniva detto da clienti, pazienti, mamme e colleghi.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Dopo poche ore piazza Maggiore sarebbe stata strabordante di Sardine. In una misura che nessuno prevedeva, tantomeno noi. Nella notte, le foto di quella piazza avrebbero fatto il giro del mondo. La mattina seguente le Sardine erano gi\u00e0 un fenomeno mediatico di portata internazionale, ma noi non lo sapevamo.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Avevamo scatenato un maremoto a nostra insaputa. Imprevisto quanto insperato.<\/strong> Quei giornalisti che nei giorni precedenti ci avevano ignorato sarebbero diventati la nostra ombra. \u00c8 buffo ripensare a quanto fossimo infastiditi da quell&#8217;unica telecamera presente a Bologna. &#8220;La piazza non ha bisogno di eroi&#8221;, rivendicavamo con convinzione. Tre giorni dopo, a Modena, le telecamere sarebbero state una dozzina. Un mese dopo, a Roma, un centinaio. Ma ripartiamo dall&#8217;inizio.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Il 15 novembre eravamo quattro trentenni come ce ne sono tanti in Italia. Ma il telefono squilla e su Facebook spuntano i primi tre eventi spontanei: Modena, Firenze, Sorrento.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Nel marasma generale troviamo un secondo per confrontarci e prendiamo una decisione che ci avrebbe sconvolto la vita.<\/strong> Decidiamo che l&#8217;Emilia-Romagna non \u00e8 la sola terra in cerca di un modo per esprimere un sentire diffuso e diamo vita a un coordinamento nazionale, con l&#8217;obiettivo di favorire lo sviluppo di un fenomeno culturale e sociale di resistenza all&#8217;avanzata del populismo e dei suoi meccanismi di attecchimento.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Ci \u00e8 chiaro fin da subito che questo fenomeno deve rimanere in tutto e per tutto spontaneo, nutrirsi della ritrovata voglia di partecipare delle persone, e al contempo riproporre ogni volta, in chiave locale, le emozioni di piazza Maggiore.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Trovavamo giusto che il messaggio di rivalsa e speranza lanciato a Bologna potesse rivivere in tutte le piazze d&#8217;Italia.<\/strong> Ed era bello che questo avvenisse tramite persone che fino a quel momento non si erano mai conosciute tra loro. La forza delle Sardine \u00e8 collegare il virtuale al reale, e non c&#8217;era niente di meglio che favorire la nascita di un fenomeno sociale fatto di individui in carne e ossa, capaci di mostrare che le piazze, virtuali e reali, sono di tutti.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">La squadra bolognese si \u00e8 allargata e questo ci ha permesso di rispondere alle centinaia di mail e messaggi che ricevevamo &#8211; e che tuttora riceviamo &#8211; ogni giorno.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Lo schema per gli organizzatori era semplice: prendi contatto con i bolognesi, valuta i suggerimenti, procurati i documenti necessari, lancia l&#8217;evento su Facebook, lavora per riempire la piazza di persone e contenuti, stupisciti di quanto la tua citt\u00e0 sia migliore di come te l&#8217;aspettavi. Una volta lanciato, l&#8217;evento viene inserito nel calendario ufficiale della pagina &#8220;6000sardine&#8221; e un referente per piazza aggiunto alla chat nazionale.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Il 14 dicembre eravamo quattro trentenni come ce ne sono tanti in Italia, solo con tante ore di sonno perse.<\/strong> Dopo piazza San Giovanni era tempo di fare due calcoli. In 30 giorni si erano riempite 92 piazze in tutta Italia, a cui si sono aggiunte 24 piazze estere, europee e statunitensi. Circa mezzo milione di persone sono uscite di casa, al freddo e sotto la pioggia, per dire che la loro idea di societ\u00e0 non rispecchiava per nulla quella presentata dall&#8217;attuale destra italiana, quella stessa destra che non perde occasione per affermare di avere il popolo dalla sua parte.<br \/>\nHanno raggiunto piazze fidandosi di un invito giunto in maniera anonima. Talvolta non sono neanche riuscite a raggiungerle per via della massa che occupava gli ingressi, come a Firenze. Spesso, raggiunta la piazza, non sono riuscite ad ascoltare cosa veniva detto, letto o cantato, perch\u00e9 l&#8217;impianto audio non era adeguato. Eppure c&#8217;erano.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Hanno voluto esserci. Corpi fisici in uno spazio. L&#8217;unico elemento non manipolabile in un mondo pervaso dalla comunicazione &#8220;mediata&#8221;. C&#8217;\u00e8 chi ha provato a dire che la foto di Bologna risaliva a un capodanno, chi ha affermato che a Roma c&#8217;erano solo 35.000 persone. Ma troppa gente poteva provare il contrario, troppi occhi, troppe orecchie, troppi cuori potevano riaffermare la verit\u00e0.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ogni piazza \u00e8 stata diversa: per et\u00e0, genere e provenienza politica.<\/strong> Nonostante gli attacchi e le sirene del populismo abbiano iniziato a mitragliare, le persone si sono fidate, hanno continuato a fidarsi. E lo hanno dimostrato diventando Sardine e riempiendo le piazze. Dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia. Dai feudi rossi alle roccaforti leghiste&#8230; Contribuendo ad inondare i giornali, i social e il web di foto di piazze gremite.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Il 15 dicembre eravamo 150 persone come ce ne sono tante in Italia.<\/strong> Solo con tante ore di sonno perse e il portafoglio pi\u00f9 vuoto del solito. Operai, studenti, insegnanti, professionisti, precari, disoccupati. Militanti, ex politici, disillusi, attivisti, volontari. Un muro di giornalisti fuori, molta semplicit\u00e0 dentro.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Tante facce nuove. Forse troppe. Spazi spartani e molto freddo. Sensazione da primo giorno di scuola, gente troppo adulta per poterci essere abituata. Ma la classe \u00e8 numerosa e ci accorgiamo subito che le cose che ci uniscono sono molte di pi\u00f9 di quelle che ci dividono. Che in qualche modo siamo sempre stati fratelli e sorelle, solo non ci eravamo mai conosciuti.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Ci organizziamo in tavoli di lavoro geografici e scopriamo che l&#8217;integrazione \u00e8 pi\u00f9 facile a dirsi che a praticarsi. Ma ci serve. Nessuno \u00e8 portatore di verit\u00e0 assolute e il dialogo, che passa dall&#8217;ascolto, \u00e8 l&#8217;unica sintesi di quelle differenze che, contaminandosi, rimarranno tali anche dopo essersi confrontati.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Ci diamo una strada comune: tornare nelle piazze, nelle strade, nei territori. E, quando dopo un&#8217;ora, ci ritroviamo nell&#8217;auditorium per presentare le proposte, \u00e8 un&#8217;emozione dietro l&#8217;altra. Ogni iniziativa scatena un applauso, suscita speranza, ci avvicina. La strada \u00e8 lunga, lo sappiamo. La fretta \u00e8 il nostro pi\u00f9 grande nemico, sappiamo anche questo. Tutto sta nel trovare il ritmo giusto e soprattutto nel mantenere, proteggere e curare quel dialogo che ci ha permesso di vivere e condividere una mattinata che rimarr\u00e0 nei nostri cuori per sempre. A prescindere da quello che sar\u00e0.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Il 20 dicembre siamo quattro trentenni come ce ne sono tanti in Italia.<\/strong> Il processo che abbiamo contribuito a creare sar\u00e0 lungo ma intanto \u00e8 iniziato. E per quanto possiamo essere qualcuno all&#8217;interno delle piazze, dei nostri collettivi e dei nostri circoli, non siamo nessuno all&#8217;interno di questo processo.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Le sardine non esistono, non sono mai esistite. Sono state solo un pretesto.<\/strong> Potevano essere storioni, salmoni o stambecchi. La verit\u00e0 \u00e8 che la pentola era pronta per scoppiare. Poteva farlo e lasciare tutti scottati. Per fortuna le sardine le hanno permesso semplicemente di fischiare.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2019-12-21T17:09:39+00:00\">Non \u00e8 stato grazie a noi, n\u00e9 tantomeno a chi ha organizzato le piazze dopo di noi. \u00c8 stato grazie a un bisogno condiviso di tornare a sentirsi liberi. Liberi di esprimere pacificamente un pensiero e di farlo con il corpo, contro ogni tentativo di manipolazione imposto dai tunnel solipsistici dei social media.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">La condivisione dello stesso male ci ha resi alleati coesi, ha unito il fronte. Le proteste sono frequenti come stelle cadenti, le rivolte sono rare come le eclissi. L&#8217;Italia \u00e8 nel mezzo di una rivolta popolare pacifica che non ha precedenti negli ultimi decenni. Chi cercher\u00e0 di osteggiarla sentir\u00e0 solo pi\u00f9 acuto il fischio, chi tenter\u00e0 di cavalcarla rimarr\u00e0 deluso.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong><ins datetime=\"2019-12-21T10:08:48+00:00\">La forma stessa di un partito sarebbe un oltraggio a ci\u00f2 che \u00e8 stato e che potrebbe essere.<\/ins><\/strong> <ins datetime=\"2019-12-21T10:08:48+00:00\">E non perch\u00e9 i partiti siano sbagliati, ma perch\u00e9 veniamo da una pentola e non \u00e8 l\u00ec che vogliamo tornare. Chiedere che cornice dare a una rivolta \u00e8 come mettere confini al mare. Puoi farlo, ma risulterai ridicolo. Noi ci chiediamo ogni giorno come fare, e ci sentiamo ridicoli, inadatti e impreparati&#8230; ma finalmente liberi.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2019-12-21T10:08:48+00:00\">L&#8217;unica certezza che abbiamo \u00e8 che siamo stati sdraiati per troppo tempo. E che ora abbiamo bisogno di nuotare.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>la Repubblica<\/em>, 20 dicembre 2019)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In poco pi\u00f9 di un mese\u00a0\u00e8 successo qualcosa di veramente strano per le abitudini della vita politica italiana. 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