{"id":12035,"date":"2021-12-21T13:00:15","date_gmt":"2021-12-21T13:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=12035"},"modified":"2022-01-06T13:11:50","modified_gmt":"2022-01-06T13:11:50","slug":"come-scongiurare-il-collasso-ecologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2021\/12\/21\/come-scongiurare-il-collasso-ecologico\/","title":{"rendered":"Come scongiurare il collasso ecologico"},"content":{"rendered":"<p>Riporto l&#8217;articolo di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paolo_Cacciari\"><strong>Paolo Cacciari<\/strong><\/a> pubblicato su <em>il manifesto<\/em> di oggi. E&#8217; la maggior sintesi possibile e leggibile oggi sulle cause della crisi in corso.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-WnAYDHiXtrU\/Wj9R3OcIFwI\/AAAAAAAAHQw\/zDk-sHv0mJszQswQ4PRwigOTM4YvROqqwCLcBGAs\/s1600\/Magritte-Chateau-Pyrenees-Jerusalem.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/tre-vie-maestre-per-scongiurare-il-collasso-ecologico\/\"><strong>Tr<\/strong><strong>e vie maestre per scongiurare il collasso ecologico<\/strong><\/a><br \/>\ndi Paolo Cacciari<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Hanno ragione Guido Viale e Tonino Perna. Non c\u2019\u00e8 logica razionale che giustifichi le scelte delle imprese che operano nel girone infernale del \u201clibero mercato\u201d. Ho calcolato pi\u00f9 volte che un elettrodomestico che duri pi\u00f9 a lungo (circostanza del tutto realizzabile) farebbe bene ai lavoratori (meno ore di lavoro necessario a pari produttivit\u00e0), ai consumatori (meno spese), all\u2019ambiente naturale (meno impiego di materie prime, meno energia, meno rifiuti) e pure agli imprenditori che potrebbero ottenere gli stessi profitti diminuendo i costi di produzione. E questo vale per tutti i settori produttivi di oggetti e servizi di largo consumo.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Perch\u00e9 allora le industrie non scelgono questa strada preferendo accelerare vertiginosamente il ciclo Denaro-Merce-Denaro? Perch\u00e9, in realt\u00e0, <ins datetime=\"2021-12-27T15:03:11+00:00\">non \u00e8 l\u2019industria a condurre le danze, ma la finanza. Perch\u00e9 non \u00e8 il \u201cgiusto profitto\u201d che viene cercato, ma il pi\u00f9 alto e rapido Roi (Return On Investment), ovvero il tasso di rendimento dei capitali investiti. Per assurdo, questa logica non guida solo i finanziatori (fondi di investimento, gestori del risparmio, banche e strozzini di vario tipo), ma gli stessi amministratori delle imprese che vengono remunerati non in ragione dei risultati produttivi raggiunti, ma in azioni e bonus sul valore di borsa delle imprese.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Vale cos\u00ec anche per i governi degli stati strangolati dai debiti e costretti a cercare sul mercato del denaro sempre nuovi prestiti. <ins datetime=\"2021-12-27T15:13:36+00:00\">Quindi, <\/ins><ins datetime=\"2021-12-27T15:03:11+00:00\">la prima azione necessaria per far rientrale l\u2019economia in un sentiero di sostenibilit\u00e0 sarebbe quella di liberarla dalla morsa finanziaria.<\/ins> Tagliare gli artigli alle rendite parassitarie, inique e pericolose, come dimostrano le periodiche esplosioni di \u201cbolle\u201d e di crisi di solvibilit\u00e0 che finiscono per mandare a picco quelle imprese meno capitalizzate che operano fuori dai grandi circuiti oligopolistici transnazionali. <ins datetime=\"2021-12-27T15:03:11+00:00\">Le soluzioni normative ci sarebbero tutte: ripubblicizzazione del credito, sovranit\u00e0 monetaria, politica fiscale.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2021-12-27T15:03:11+00:00\">Ma non basta. Per scongiurare il collasso ecologico servono altre due azioni. \u00c8 necessario ridurre comunque e rapidamente il volume complessivo dei prelievi di materie prime. <\/ins>Ricordo che la produzione di oggetti ha superato le 30 Gigatonnellate all\u2019anno, che \u00e8 come se ogni persona impiegasse ogni settimana una quantit\u00e0 di cemento, metalli, legno, petrolio e altro pari al proprio peso corporeo (<em>Global human-made mass exceeds all living Biomass<\/em>, in\u00a0<em>Nature<\/em>, vol. 588, 2020). Una follia che compromette gli equilibri ambientali e mette in pericolo lo stesso sviluppo economico, come dimostrano le conseguenze del cambiamento climatico e le stesse pandemie da zoonosi.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2021-12-27T15:03:11+00:00\">Occorre quindi bilanciare la riduzione dello sforzo produttivo della megamacchina industriale compensando la diminuzione del volume complessivo del tempo di lavoro impiegato con forme di attivit\u00e0 pi\u00f9 utili alla societ\u00e0 (oltre che all\u2019ambiente), pi\u00f9 soddisfacenti per i lavoratori e le lavoratrici chiamati a svolgerle e comunque remunerate dignitosamente.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Anche qui le soluzioni ci sono tutte: diminuzione e redistribuzione degli orari di lavoro, introduzione di qualche forma di reddito di esistenza incondizionato, massiccia conversione delle attivit\u00e0 economiche a favore di quelle a maggiore intensit\u00e0 di lavoro (vedi agroecologia, cura delle persone, manutenzioni, autoproduzioni, recupero dei beni non utilizzati\u2026), messa a disposizione di mezzi di produzione anche a chi non ha capitali a disposizione.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2021-12-27T15:03:11+00:00\">Infine, il terzo e il pi\u00f9 difficile cambiamento \u00e8 di tipo culturale: comprendere che un pianeta rigenerato nei suoi cicli vitali non \u00e8 solo pi\u00f9 bello, ma \u00e8 anche pi\u00f9 ospitale, pi\u00f9 sano, pi\u00f9 ricco di opportunit\u00e0, pi\u00f9 piacevole da abitare. La \u201ctransizione ecologica\u201d \u00e8 liberazione da una condizione umana stressata e alienata e riconquista di una dimensione di vita piena, pulita, pacifica. <\/ins>Il rispetto della natura non richiede alcun sacrificio, alcuna rinuncia se non a quelle attivit\u00e0 che ci fanno ammalare, a quei consumi che inquinano l\u2019aria e le acque, a quelle \u201ccomodit\u00e0\u201d che ci instupidiscono e ci rendono pedine passive di interessi a noi estranei.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Pensiamoci bene; ci sono tre capitoli di spesa che il sistema economico dominante non riduce mai: le spese militari (il bastone), la pubblicit\u00e0 (la carota) e la farmaceutica (le pillole per farci credere di curare i mali della societ\u00e0).<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>il manifesto<\/em>, 21 dicembre 2021)<\/h5>\n<p>L&#8217;immagine \u00e8 un olio su tela di 200x145cm di Ren\u00e9 Magritte, <em>Le c<span class=\"sb-searchbox__title-text\">h\u00e2teau <\/span>des Pyr\u00e9n\u00e9es<\/em>, 1959. Le sottolineature sono mie.<ins datetime=\"2021-12-27T15:03:11+00:00\"><\/ins><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riporto l&#8217;articolo di Paolo Cacciari pubblicato su il manifesto di oggi. E&#8217; la maggior sintesi possibile e leggibile oggi sulle cause della crisi in corso. 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