{"id":11964,"date":"2017-08-08T08:10:21","date_gmt":"2017-08-08T08:10:21","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=11964"},"modified":"2017-08-09T09:21:41","modified_gmt":"2017-08-09T09:21:41","slug":"noi-che-veniamo-dopo-auschwitz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2017\/08\/08\/noi-che-veniamo-dopo-auschwitz\/","title":{"rendered":"Noi che veniamo dopo Auschwitz e che stiamo per tornarci"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"irc_mi\" class=\"alignnone\" src=\"http:\/\/radionbc.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/bambino-migrante-morto.jpg\" alt=\"Immagine correlata\" width=\"566\" height=\"354\" \/><\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/migranti-chi-infligge-colpi-mortali-al-codice-morale\/\">Migranti, chi infligge colpi mortali al codice morale<\/a><br \/>\n<\/strong>di<strong> Marco Revelli<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 60px;\"><em>Ong. Non era ancora accaduto, nel lungo dopoguerra almeno, in Europa e nel mondo cosiddetto \u00abcivile\u00bb, che la solidariet\u00e0, il salvataggio di vite umane, l\u2019\u00abumanit\u00e0\u00bb come pratica individuale e collettiva, fossero stigmatizzati, circondati di diffidenza, scoraggiati e puniti<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Negli ultimi giorni qualcosa di spaventosamente grave \u00e8 accaduto, nella calura di mezza estate.<\/strong> Senza trovare quasi resistenza, con la forza inerte dell\u2019apparente normalit\u00e0, la dimensione dell\u2019\u00abinumano\u00bb \u00e8 entrata nel nostro orizzonte, l\u2019ha contaminato e occupato facendosi logica politica e linguaggio mediatico. E per questa via ha inferto un colpo mortale al nostro senso morale.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">L\u2019\u00abinumano\u00bb, \u00e8 bene chiarirlo, non \u00e8 la mera dimensione ferina della natura contrapposta all\u2019acculturata condizione umana. Non \u00e8 il \u00abmostruoso\u00bb che appare a prima vista estraneo all\u2019uomo. Al contrario \u00e8 un atteggiamento propriamente umano: l\u2019\u00abinumano\u00bb \u2013 come ha scritto Carlo Galli \u2013 \u00ab\u00e8 piuttosto il presentarsi attuale della possibilit\u00e0 che l\u2019uomo sia nulla per l\u2019altro uomo\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Che l\u2019Altro sia ridotto a Cosa, indifferente, sacrificabile, o semplicemente ignorabile.<\/strong> Che la vita dell\u2019altro sia destituita di valore primario e ridotta a oggetto di calcolo. Ed \u00e8 esattamente quanto, sotto gli occhi di tutti, hanno fatto il nostro governo \u2013 in primis il suo ministro di polizia Marco Minniti \u2013 e la maggior parte dei nostri commentatori politici, in prima pagina e a reti unificate.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Cos\u2019\u00e8 se non questo \u2013 se non, appunto, trionfo dell\u2019inumano \u2013 la campagna di ostilit\u00e0 e diffidenza mossa contro le Ong, unici soggetti all\u2019opera nel tentativo prioritario di salvare vite umane, e per questo messe sotto accusa da un\u2019occhiuta \u00abragion di stato\u00bb. O la sconnessa, improvvisata, azione diplomatica e militare dispiegata nel caos libico con l\u2019obiettivo di mobilitare ogni forza, anche le peggiori, per tentare di arrestare la fiumana disperata della nuda vita, anche a costo di consegnarla agli stupratori, ai torturatori, ai miliziani senza scrupoli che non si differenziano in nulla dagli scafisti e dai mercanti di uomini, o di respingerla a morire nel deserto.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Qui non c\u2019\u00e8, come suggeriscono le finte anime belle dei media mainstream (e non solo, penso all\u2019ultimo Travaglio) e dei Gabinetti governativi o d\u2019opposizione, la volont\u00e0 di ricondurre sotto la sovranit\u00e0 della Legge l\u2019anarchismo incontrollato delle organizzazioni umanitarie. Non \u00e8 questo lo spirito del famigerato \u00abCodice Minniti\u00bb imposto come condizione di operativit\u00e0 in violazione delle antiche, tradizionali Leggi del mare (il trasbordo) e della pi\u00f9 genuina etica umanitaria (si pensi al rifiuto di presenze armate a bordo). O il senso dell\u2019invio nel porto di Tripoli delle nostre navi militari.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Qui c\u2019\u00e8 la volont\u00e0, neppur tanto nascosta, di fermare il flusso, costi quel che costi.<\/strong> Di chiudere quei fragili \u00abcorridoi umanitari\u00bb che in qualche modo le navi di Medici senza frontiere e delle altre organizzazioni tenevano aperti. Di imporre a tutti la logica di Frontex, che non \u00e8 quella della ricerca e soccorso, ma del respingimento (e il nome dice tutto).<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Di fare, con gli strumenti degli Stati e dell\u2019informazione scorretta, quanto fanno gli estremisti di destra di Defend Europe, non a caso proposti come i migliori alleati dei nuovi inquisitori. Di spostare pi\u00f9 a sud, nella sabbia del deserto anzich\u00e9 nelle acque del Mare nostrum, lo spettacolo perturbante della morte di massa e il simbolo corporeo dell\u2019Umanit\u00e0 sacrificata.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Non era ancora accaduto, nel lungo dopoguerra almeno, in Europa e nel mondo cosiddetto \u00abcivile\u00bb, che la solidariet\u00e0, il salvataggio di vite umane, l\u2019\u00abumanit\u00e0\u00bb come pratica individuale e collettiva, fossero stigmatizzati, circondati di diffidenza, scoraggiati e puniti.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Non si era mai sentita finora un\u2019espressione come \u00abestremismo umanitario\u00bb, usata in senso spregiativo, come arma contundente. O la formula \u00abcrimine umanitario\u00bb.<\/strong> E nessuno avrebbe probabilmente osato irridere a chi \u00abideologicamente persegue il solo scopo di salvare vite\u00bb, quasi fosse al contrario encomiabile chi \u00abpragmaticamente\u00bb sacrifica quello scopo ad altre ragioni, pi\u00f9 o meno confessabili (un pugno di voti? un effimero consenso? il mantenimento del potere nelle proprie mani?)<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2017-08-08T15:05:41+00:00\">A caldo, quando le prime avvisaglie della campagna politica e mediatica si erano manifestate, mi ero annotato una frase di George Steiner, scritta nel \u201966. Diceva: \u00abNoi veniamo dopo. Adesso sappiamo che un uomo pu\u00f2 leggere Goethe o Rilke la sera, pu\u00f2 suonare Bach e Schubert, e quindi, il mattino dopo, recarsi al proprio lavoro ad Auschwitz\u00bb. Aggiungevo: Anche noi \u00abveniamo dopo\u00bb.\u00a0<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2017-08-09T07:12:54+00:00\">Dopo quel dopo. Noi oggi sappiamo che un uomo pu\u00f2 aver letto Marx e Primo Levi, orecchiato Marcuse e i Francofortesi, militato nel partito che faceva dell\u2019emancipazione dell\u2019Umanit\u00e0 la propria bandiera, esserne diventato un alto dirigente, e tuttavia, in un ufficio climatizzato del proprio ministero firmare la condanna a morte per migliaia di poveri del mondo, senza fare una piega. La cosa pu\u00f2 essere sembrata eccessiva a qualcuno. E il paragone fuori luogo. Ma non mi pento di averlo pensato e di averlo scritto.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2017-08-08T15:05:41+00:00\">Consapevole o meno di ci\u00f2 che fa, chi si fa tramite dell\u2019irrompere del disumano nel nostro mondo \u00e8 giusto che sia consapevole della gravit\u00e0 di ci\u00f2 che compie. Della lacerazione etica prima che politica che produce.<\/ins> Se l\u2019inumano \u2013 \u00e8 ancora Galli a scriverlo \u2013 \u00ab\u00e8 il lacerarsi catastrofico della trama etica e logica dell\u2019umano\u00bb, allora chi a quella rottura contribuisce, quale che sia l\u2019intenzione che lo muove, quale che sia la bandiera politica sotto cui si pone, ne deve portare, appieno, la responsabilit\u00e0. Cos\u00ec come chi a quella lacerazione intende opporsi non pu\u00f2 non schierarsi, e dire da che parte sta. Io sto con chi salva.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>il manifesto<\/em>, 8 agosto 2017)<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/ong-in-difesa-dei-giusti\/\"><strong>Ong, in difesa dei giusti<\/strong><\/a><br \/>\ndi <strong>Guido Viale<\/strong><\/h5>\n<h5 id=\"occhiello\" style=\"padding-left: 60px;\"><em>Migranti. A chi cerca di sottrarre i profughi a un destino di sofferenza e morte andrebbe riconosciuto il titolo di \u201cGiusti\u201d. Invece vengono trattati come criminali, sempre pi\u00f9 spesso con un linguaggio che tratta le persone salvate e da salvare come ingombri, intrusi, parassiti e invasori da buttare a mare<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Coloro che dalle coste della Libia si imbarcano su un gommone o una carretta del mare sono esseri umani in fuga<\/strong> da un paese dove per mesi o anni sono stati imprigionati in condizioni disumane, violati, comprati e venduti, torturati per estorcere riscatti dalle loro famiglie, aggrediti da scabbia e malattie; e dove hanno rischiato fino all\u2019ultimo istante di venir uccisi. Molti di loro non hanno mai visto il mare e non hanno idea di che cosa li aspetti, ma sanno benissimo che in quel viaggio stanno rischiando ancora una volta la vita.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Chi fugge da un paese del genere avrebbe diritto alla protezione internazionale garantita dalla convenzione di Ginevra, ma solo se \u00e8 \u00abcittadino\u00bb di quel paese. Quei profughi non lo sono; sono arrivati l\u00ec da altre terre. Ma fermarli in mare e riportarli in Libia \u00e8 un vero e proprio respingimento (<em>refoulement<\/em>, proibito dalla convenzione di Ginevra) di persone perseguitate, anche se materialmente a farlo \u00e8 la Guardia costiera libica. Una volta riportati in Libia verranno di nuovo imprigionati in una delle galere da cui sono appena usciti, subiranno le stesse torture, gli stessi ricatti, le stesse violenze, le stesse rapine a cui avevano appena cercato di sfuggire, fino a che non riusciranno a riprendere la via del mare.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Alle Ong che cercano di sottrarre quei profughi a un simile destino di sofferenza e morte andrebbe riconosciuto il titolo di \u201cGiusti\u201d<\/strong> come si \u00e8 fatto per coloro che ai tempi del nazismo si sono adoperati per salvare degli ebrei dallo sterminio. Invece, ora come allora, vengono trattati come criminali: dai Governi, da molte forze politiche, dalla magistratura, dai media e da una parte crescente dell\u2019opinione pubblica (i social!); sempre pi\u00f9 spesso con un linguaggio che tratta le persone salvate e da salvare come ingombri, intrusi, parassiti e invasori da buttare a mare.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong><ins datetime=\"2017-08-09T07:14:01+00:00\">Non ci si rende pi\u00f9 conto che sono esseri umani:<\/ins><\/strong> <ins datetime=\"2017-08-09T07:14:01+00:00\">disumanizzare le persone come fossero cose o pidocchi \u00e8 un percorso verso il razzismo e le sue conseguenze pi\u00f9 spietate. Come quello che ha preceduto lo sterminio nazista. Nessuno prova a mettersi nei panni di queste persone in fuga, per le quali gli scafisti che li sfruttano in modo cinico e feroce sono speranza di salvezza, l\u2019ultima risorsa per sottrarsi a violenze e soprusi indicibili.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong><ins datetime=\"2017-08-09T07:14:01+00:00\">La lotta agli scafisti indetta dal governo italiano e dall\u2019Unione Europea \u00e8 in realt\u00e0 una guerra camuffata contro i profughi<\/ins><\/strong>, <ins datetime=\"2017-08-09T07:14:01+00:00\">contro degli esseri umani braccati. Ed \u00e8 una guerra che moltiplica il numero e i guadagni di scafisti, autorit\u00e0 libiche corrotte e terroristi: unica alternativa ai canali di immigrazione legale che l\u2019Europa ha chiuso fingendo di proteggere i propri cittadini<\/ins>.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Da tempo le imbarcazioni su cui vengono fatti salire i profughi non sono pi\u00f9 in grado di raggiungere l\u2019Italia: sono destinate ad affondare con il loro carico. Ma gli scafisti certo non se ne preoccupano: il viaggio \u00e8 gi\u00e0 stato pagato, e se il \u00abcarico\u00bb viene riportato in Libia, prima o dopo verr\u00e0 pagato una seconda e una terza volta. In queste condizioni, non c\u2019\u00e8 bisogno che un gommone si sgonfi o che una carretta imbarchi acqua per renderne obbligatorio il salvataggio, anche in acque libiche: quegli esseri umani violati e derubati sono naufraghi fin dal momento in cui salpano e, se non si vuole farli annegare, vanno salvati appena possibile.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Gran parte di quei salvataggi \u00e8 affidata alle Ong<\/strong>, perch\u00e9 le navi di Frontex e della marina italiana restano nelle retrovie per evitare di dover intervenire in base alla legge del mare; ma gli esseri umani che vengono raccolti in mare da alcune navi delle Ong devono essere trasbordati al pi\u00f9 presto su un mezzo pi\u00f9 capiente, pi\u00f9 sicuro e pi\u00f9 veloce; altrimenti le navi che eseguono il soccorso rischiano di affondare per eccesso di carico, oppure non riescono a raccogliere tutte le persone che sono in mare o, ancora, impiegherebbero giorni e giorni per raggiungere un porto, lasciando scoperto il campo di intervento.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Vietare i trasbordi \u00e8 un delitto<\/strong> come lo \u00e8 ingiungere alle Ong di imbarcare agenti armati: farlo impedirebbe alle organizzazioni impegnate in interventi in zone di guerra di respingere pretese analoghe delle parti in conflitto, facendo venir meno la neutralit\u00e0 che permette loro di operare. N\u00e9 le Ong possono occuparsi delle barche abbandonate, soprattutto in presenza di uomini armati fino ai denti venuti a riprendersele. Solo i mezzi militari di Frontex potrebbero farlo: distruggendo altrettante speranze di chi aspetta ancora di imbarcarsi.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>I problemi continuano quando queste persone vengono sbarcate<\/strong>: l\u2019Unione europea appoggia la guerra ai profughi, ma poi se ne lava le mani. Sono problemi dell\u2019Italia; la \u00abselezione\u00bb tra sommersi e salvati se la veda lei\u2026 I rimpatri, oltre che crudeli e spesso illegali, sono per lo pi\u00f9 infattibili e molto costosi.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Cos\u00ec, dopo la selezione, quell\u2019umanit\u00e0 dolente si accumula in Italia, divisa tra clandestinit\u00e0, lavoro nero, prostituzione e criminalit\u00e0: quanto basta a mettere ko la vita politica e sociale di tutto paese. Ma cercare di fermare i profughi ai confini settentrionali o a quelli meridionali della Libia accresce solo il numero dei morti.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Dobbiamo guardare in avanti, accogliere in tutta Europa come fratelli coloro che cercano da lei la loro salvezza<\/strong>; adoperarci per creare un grande movimento europeo che lavori e lotti per riportare la pace nei loro paesi (non lo faranno certo i governi impegnati in quelle guerre) e perch\u00e9 i profughi che sono tra noi possano farsi promotori della bonifica ambientale e sociale delle loro terre (non lo faranno certo le multinazionali impegnate nel loro saccheggio).<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>L\u2019alternativa \u00e8 una notte buia che l\u2019Europa ha gi\u00e0 conosciuto e in cui sta per ricadere.<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>il manifesto<\/em>,\u00a06 agosto 2017)<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Migranti, chi infligge colpi mortali al codice morale di Marco Revelli Ong. 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