{"id":11862,"date":"2017-03-28T07:50:46","date_gmt":"2017-03-28T07:50:46","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=11862"},"modified":"2017-03-28T19:52:47","modified_gmt":"2017-03-28T19:52:47","slug":"la-storia-si-ripete-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2017\/03\/28\/la-storia-si-ripete-sempre\/","title":{"rendered":"La storia si ripete sempre"},"content":{"rendered":"<p><strong>A me pare che sulla vicenda politica personale di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Matteo_Renzi\">Matteo Renzi<\/a><\/strong>, ma che ha coinvolto e coinvolge ancora tanti convinti italiani, si sia scritto ancora poco, troppo poco. Si, sono usciti anche alcuni libri\u00a0o libretti, ma il giudizio \u00e8 ancora legato all&#8217;attualit\u00e0 ed all&#8217;opportunit\u00e0 politica. Cos\u00ec fior di giornalisti, ma legati a testate o cordate troppo esposte per essere anche libere, scrivono a denti stretti. Mentre in tv, nonostante anche le tristi vicende giudiziarie che coinvolgono gli appartenenti al cosiddetto &#8220;giglio magico&#8221;, ovvero il cerchio magico fiorentino, siamo naturalmente ancora dentro l&#8217;organizzazione gerarchica appena sistemata dal vecchio governo, quindi del tutto incapace di libert\u00e0 giornalistica.<\/p>\n<p>Per leggere qualcosa di veramente duro o salace bisogna frequentare <em><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/\">il Fatto Quotidiano<\/a><\/em>, a partire dai commenti del direttore Marco Travaglio, e qualcosa di veramente intelligente <em><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/\">il manifesto<\/a><\/em>. Perci\u00f2 riproduco volentieri l&#8217;articolo di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piero_Bevilacqua\">Piero Bevilacqua<\/a> pubblicato oggi su quello che si definisce ancora &#8220;quotidiano comunista&#8221;, un&#8217;espressione molto sintetica per dire che l\u00ec si pensa e si scrive in totale libert\u00e0 da qualsiasi centro di potere.<\/p>\n<p>Mi permetto solo di ricordare che il riferimento alla\u00a0storia che si ripete ma come farsa\u00a0\u00e8 di Marx che cita\u00a0Hegel\u00a0nell&#8217;occasione: &#8220;Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano per, cos\u00ec dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.&#8221; (incipit de <em>Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte<\/em>, 1852). (Grassetto ed evidenziazioni sono miei.)<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/il-trasformista-replica-grottesca-della-storia\/\"><strong>Il trasformista replica grottesca della storia<\/strong><\/a><br \/>\ndi Piero Bevilacqua<\/h5>\n<h5 id=\"occhiello\" style=\"padding-left: 30px;\"><em>Partito democratico. Renzi inaugura il patto del Nazareno ma Berlusconi non \u00e8 Minghetti o i fratelli Spaventa. Divorata ogni ragione ideale tra il partito e il suo popolo<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Pi\u00f9 si osserva in prospettiva l\u2019esperienza politica di Matteo Renzi<\/strong>, la vicenda del suo governo e l\u2019evoluzione del Partito democratico in questi ultimi tre anni, pi\u00f9 diventa forte l\u2019impressione di assistere ad un hegeliano ripetersi della storia in forma di farsa, una vicenda con caratteri grotteschi.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Una vicenda grottesca ma che non costituisce il calco caricaturale di una esperienza recente, quanto la replica deformata di vicende anche ottocentesche della politica italiana. Era giusto infatti, ma solo alla lontana, qualche anno fa, parlare di trasformismo o di costume trasformistico nel quasi ventennio dei governi di Berlusconi, quando non pochi parlamentari attraversavano disinvoltamente i diversi schieramenti e si posizionavano a seconda della convenienza del momento. Ma non era propriamente quello il fenomeno storico designato nei manuali con tale nome.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Il trasformismo nasce nel lontano 1876<\/strong>, per iniziativa di Agostino Depretis, e non si esaurisce nella pratica delle trasmigrazioni di schieramento da parte di singoli parlamentari. Esso era, ben diversamente, un modulo di governo. Giunta al potere, infatti, la Sinistra storica emargin\u00f2 la sua ala cosiddetta \u201cEstrema\u201d \u2013 vale a dire i propugnatori di programmi riformatori pi\u00f9 radicali \u2013 e si alle\u00f2 con la Destra liberale, governando per un decennio con una politica di centro e dando un colpo rilevante all\u2019etica politica e all\u2019immagine pubblica dell\u2019istituzione parlamentare.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Sui vari provvedimenti del governo, infatti, Sinistra e Destra convergevano armonicamente. Maggioranza e opposizione divennero indistinguibili. Dunque, il trasformismo del nostro tempo \u00e8, propriamente, quello inaugurato da Renzi, con il patto del Nazareno, vale a dire un\u2019alleanza informale di governo con il precedente avversario. Sennonch\u00e9 Silvio Berlusconi non \u00e8 Marco Minghetti o i fratelli Spaventa, ma il capo di un partito-azienda, condannato in via definitiva da un tribunale della Repubblica, dunque un pregiudicato, un leader portatore di un gigantesco conflitto di interessi mai risolto, un uomo che aveva manomesso Parlamento ed esecutivo per i propri privati interessi, che aveva dato di s\u00e9, all\u2019opinione pubblica mondiale, un\u2019immagine offensiva della nostra dignit\u00e0 nazionale.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2017-03-28T14:41:36+00:00\">Quando un partito, com\u2019\u00e8 accaduto al Pd di Renzi, finisce con l\u2019allearsi con l\u2019avversario politico di un ventennio, per perseguire peraltro scopi politici controversi, il colpo di natura piscologica e morale sub\u00ecto da elettori e militanti risulta particolarmente severo. <\/ins>In questo caso una lunga stagione della vita, venti anni dei sentimenti e delle passioni di milioni di persone, vengono rovesciati e contraddetti di colpo dall\u2019iniziativa politica decisa di un uomo solo. \u00c8 davvero difficile pensare che una simile scelta potesse essere perseguita senza conseguenze anche gravi sul popolo che stava dietro le insegne di quel partito.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">I partiti e in primissimo luogo quelli di sinistra, erano (e sono in parte ancora) formazioni di forte identit\u00e0, luogo di sentimenti oltre che di idee e interessi, terreno di idealit\u00e0 e di generoso volontariato. La dissoluzione di queste fedi, di questi collanti sentimentali, per quanto usurati rispetto ai precedenti decenni d\u2019oro, ha divorato ogni ragione di condivisione ideale tra la grande massa di popolo che si identificava in quel partito.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Nel novero delle repliche del passato andrebbe oggi anche posta l\u2019idea del Partito della nazione<\/strong> che Renzi intendeva perseguire con la combinazione della riforma della Costituzione e l\u2019Italicum. Una formazione che, per almeno un decennio, sarebbe diventato il \u201cPartito unico della nazione\u201d, se gli italiani non l\u2019avessero bocciato nelle urne. Una replica funesta della storia, anche se in un contesto profondamente mutato, fortunatamente abortita.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2017-03-28T14:41:36+00:00\">Ed ecco l\u2019ultimo grottesco ripescaggio, in nuove forme, di comportamenti politici dai bassifondi della vita civile del nostro passato: la negazione della decadenza del senatore Minzolini da parte di molti senatori del Pd. Grazie anche a costoro, il Parlamento ha violato una legge dello stato. Anche in questo caso abbiamo assistito a un episodio che Gramsci avrebbe definito di \u00absovversivismo delle classi dirigenti\u00bb, una delle tante forme di violazione dello stato di diritto che i ceti dominanti italiani hanno messo in atto lungo la nostra storia unitaria<\/ins>.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Per questo gli episodi di tesseramento selvaggio al Pd, in varie citt\u00e0 italiane, segnalati dalla stampa negli ultimi giorni, non deve sorprendere pi\u00f9 di tanto. <ins datetime=\"2017-03-28T14:41:36+00:00\">Lo svuotamento etico-politico di questo partito \u00e8 ormai completo. Ed esso si presenta quale drammatica testimonianza di una esperienza fallimentare e insieme insegnamento ineludibile per il futuro.<\/ins> Non si pu\u00f2 far commercio dei sentimenti e degli ideali delle persone, senza pagare conseguenze, talora anche gravi e definitive. La realpolitik, di cui, nella sinistra, \u00e8 stato maestro Giorgio Napolitano, pu\u00f2 anche conseguire successi momentanei, ma alla lunga pu\u00f2 risultare rovinosa. \u00c8 diventa rovinosa nel caso di Renzi, perch\u00e9 al capovolgimento del sentire comune di tanta parte del popolo del Pd, \u00e8 anche corrisposto un suo definitivo distacco dalla rappresentanza degli interessi della classe operaia e dai ceti popolari.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><em>il manifesto<\/em>, 28 marzo 2017<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A me pare che sulla vicenda politica personale di Matteo Renzi, ma che ha coinvolto e coinvolge ancora tanti convinti italiani, si sia scritto ancora poco, troppo poco. 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