{"id":11798,"date":"2016-11-29T10:10:54","date_gmt":"2016-11-29T10:10:54","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=11798"},"modified":"2016-12-31T08:13:08","modified_gmt":"2016-12-31T08:13:08","slug":"un-no-per-riaprire-un-ciclo-democratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2016\/11\/29\/un-no-per-riaprire-un-ciclo-democratico\/","title":{"rendered":"Un No per riaprire un ciclo democratico"},"content":{"rendered":"<div style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a id=\"irc_mil\" href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=images&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwisruWlitHQAhUJvBoKHatgCgkQjRwIBw&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.giornalettismo.com%2Farchives%2F1381573%2Fchi-ha-fatto-fuori-enrico-letta%2F&amp;psig=AFQjCNFzZ9q9qoDX6x3Q_gKn389oJMxwmA&amp;ust=1480615893361648\" data-ved=\"0ahUKEwisruWlitHQAhUJvBoKHatgCgkQjRwIBw\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"irc_mi\" src=\"http:\/\/www.giornalettismo.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/governo-Renzi-fiducia-Senato-10.jpg\" alt=\"Risultati immagini per renzi mostro di firenze\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Il passaggio della campanella tra Renzi e Letta (21 febbraio 2014)<\/p><\/div>\n<p>Propongo questo testo di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ida_Dominijanni\">Ida Dominijanni<\/a> pubblicato oggi su <em>Internazionale<\/em> online, mi\u00a0pare tanto\u00a0sintetico eppur chiaro sul voto di domenica. (Come al solito, grassetto ed evidenziazioni sono miei.)<\/p>\n<h5 style=\"text-align: left; padding-left: 30px;\"><a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/ida-dominijanni\/2016\/11\/29\/referendum-costituzionale-si-no\"><strong>Il si che chiude, il no che apre<\/strong> <\/a><br \/>\ndi Ida Dominijanni<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left; padding-left: 30px;\"><strong>Meno cinque al fatidico 4 dicembre, e stando a quel che passano governo e mezzi d\u2019informazione non \u00e8 chiaro su che cosa stiamo per andare a votare.<\/strong> Sul governo? Sullo spettro a 5 stelle che incombe? Sullo spread? Sui diktat dei mercati? Sui desiderata della Bce, di Angela Merkel, di Marchionne, del Financial Times, dell\u2019Economist? Sull\u2019eterogeneit\u00e0 dell\u2019\u201caccozzaglia\u201d per il no e sulla rassicurante omogeneit\u00e0 della coalizione Renzi-Verdini per il s\u00ec? Sul precipizio oscurantista e il \u201crigor mortis\u201d \u2013 giuro che l\u2019ho letto \u2013 in cui ci butterebbe il no e sul sol dell\u2019avvenire che risorgerebbe con il s\u00ec? Sul tripudio che ci prende ascoltando le istruzioni per il voto di Vincenzo De Luca, che il governo premia invece di scomunicarlo e che i talk titillano perch\u00e9 lui \u00e8 fatto cos\u00ec e un po\u2019 di <em>political uncorrectness<\/em> stile Trump anche in Italia non guasta?<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left; padding-left: 30px;\"><strong>Mai un voto, a mia memoria, \u00e8 stato sottoposto a pressioni cos\u00ec esagitate, improprie e depistanti:<\/strong> pi\u00f9 che una campagna referendaria sembra una nobile gara a chi ci tratta meglio da stupidi. Contro questo depistaggio sistematico e rumoroso non resta, in quest\u2019ultima settimana, che tenere bassi i toni e dritta la barra. <ins datetime=\"2016-11-30T17:59:14+00:00\">Intanto: si vota su una proposta di revisione \u2013 o meglio, di riscrittura: 47 articoli su 139 \u2013 della Costituzione<\/ins>, che a onta di chi la sta bistrattando come l\u2019ultima delle leggi ordinarie resta il patto fondamentale che ci unisce, o dovrebbe. La posta in gioco \u00e8 abbastanza alta per esprimersi su questo, e solo su questo. S\u00ec o no?<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left; padding-left: 30px;\"><strong>Io dico no, per ragioni di merito e di metodo, e per una terza ragione, di valutazione storica.<\/strong> <strong>Comincio dalle ragioni di merito. Primo<\/strong>, <ins datetime=\"2016-11-30T17:59:14+00:00\">con la riforma il bicameralismo non finisce ma resta, non pi\u00f9 paritario ma in compenso molto confuso. <\/ins>Il senato non sparisce ma non sar\u00e0 pi\u00f9 elettivo. Non diventa affatto un senato delle autonomie, espressione dei governi regionali e con competenze sul bilancio, ma una camera di serie b, composta da consiglieri regionali e sindaci scelti su base partitocratica, i quali tuttavia, pur privi di legittimazione elettorale, avranno competenze su materie cruciali come i rapporti con l\u2019Unione europea e le leggi costituzionali e potranno richiamare le leggi approvate dalla camera per modificarle. <strong>Secondo<\/strong>, <ins datetime=\"2016-11-30T17:59:14+00:00\">la riforma del titolo V, invece di correggere quella malfatta nel 2001 dal centrosinistra, la rovescia nel suo contrario: da troppo regionalismo si passa a troppo centralismo<\/ins>, con la clausola di supremazia dell\u2019interesse nazionale che tronca in partenza qualunque opposizione dei comuni e delle regioni a trivelle, inceneritori, grandi opere, centrali a carbone e quant\u2019altro: se il governo li considera \u201cdi interesse nazionale\u201d\u00a0 ce li pianta sotto casa e ce li teniamo.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left; padding-left: 30px;\"><strong>Terzo<\/strong>, <ins datetime=\"2016-11-30T18:28:38+00:00\">combinata con l\u2019Italicum <\/ins>(che \u00e8 la legge elettorale vigente, e non \u00e8 affatto detto che cambier\u00e0 se vince il s\u00ec, nonostante le promesse di Renzi in questo senso, prese per buone da una parte della minoranza Pd) <ins datetime=\"2016-11-30T18:28:38+00:00\">la riforma istituisce di fatto (ma senza dichiararlo, come almeno faceva la proposta di riforma Berlusconi del 2005) il premierato assoluto<\/ins>: maggioranza dell\u2019unica camera titolare del voto di fiducia al partito che vince le elezioni, in caso di forte astensione anche con un misero 25 per cento del corpo elettorale; ulteriore incremento del potere legislativo del governo e del capo del governo. E non bastasse, elezione del presidente della repubblica in mano al partito di maggioranza a partire dalla settima votazione, in caso di assenza di una parte dell\u2019opposizione. <ins datetime=\"2016-11-30T18:28:38+00:00\">Detto in sintesi, il cuore della riforma sta in un rafforzamento dell\u2019esecutivo e del premier a spese del parlamento e della rappresentanza, in un accentramento neostatalista a spese delle istituzioni territoriali, in una lesione del diritto di voto dei cittadini: il contrario di quello che una buona riforma dovrebbe fare<\/ins>.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left; padding-left: 30px;\"><strong>Passo alle ragioni di metodo, per me perfino pi\u00f9 decisive di quelle di merito<\/strong>. <ins datetime=\"2016-11-30T18:39:16+00:00\">Questa riforma \u00e8 nata male e cresciuta peggio. \u00c8 nata da un\u2019indebita avocazione a s\u00e9, da parte del governo, di un potere costituente che non \u00e8 del governo, ed \u00e8 stata approvata<\/ins> \u2013 a base di minacce di elezioni anticipate, sedute notturne, canguri e dimissionamento dei dissidenti \u2013 <ins datetime=\"2016-11-30T18:39:16+00:00\">da una maggioranza parlamentare risicata e figlia, a sua volta, di una legge elettorale dichiarata illegittima dalla corte costituzionale. <\/ins>Dopodich\u00e9 \u00e8 stata brandita dal presidente del consiglio come una personale arma di autolegittimazione e di sfida degli \u201cavversari\u201d \u2013 \u201cparrucconi\u201d, gufi, \u201caccozzaglie\u201d e quant\u2019altro \u2013 sulla base dell\u2019unica benzina che muove la macchina renziana, cio\u00e8 della parola d\u2019ordine della rottamazione, applicata anche alla carta del 1948. Una riforma profondamente e programmaticamente divisiva del patto fondamentale che dovrebbe unire: \u00e8 questa la contraddizione stridente che minaccia il cuore stesso del costituzionalismo, e <strong>ricorda il sovversivismo delle classi dirigenti di gramsciana memoria<\/strong>. A quanti e quante votano s\u00ec tappandosi il naso, per paura delle eventuali conseguenze destabilizzanti di una vittoria del no, <ins datetime=\"2016-11-30T18:39:16+00:00\">vorrei sommessamente chiedere di non sottovalutare la ferita difficilmente cicatrizzabile che potrebbe invece conseguire da una vittoria del s\u00ec, ovvero dall\u2019approvazione di una costituzione non di tutti ma di parte<\/ins>.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left; padding-left: 30px;\"><strong>Non \u00e8 l\u2019unica contraddizione che accompagna questo referendum: ce n\u2019\u00e8 un\u2019altra, pi\u00f9 promettente.<\/strong> Presentata come una svolta radicale, e corredata dal lessico che da mesi ci bombarda incontrastato da tutti i media \u2013 innovazione <em>vs<\/em> conservazione; decisione <em>vs<\/em> consociazione; velocit\u00e0 <em>vs<\/em> paralisi; semplificazione <em>vs<\/em> complessit\u00e0 \u2013 <ins datetime=\"2016-11-30T20:38:52+00:00\">la riforma Renzi-Boschi in realt\u00e0 non innova ma conserva, e non apre ma chiude un ciclo. Sigilla \u2013 o ambisce a sigillare \u2013 il quarantennio dell\u2019attacco neoliberale alle democrazie costituzionali novecentesche<\/ins>, racchiuso tra il rapporto della Trilateral per la \u201criduzione della complessit\u00e0\u201d democratica e l\u2019attacco della JP Morgan contro le costituzioni antifasciste dei paesi dell\u2019Europa meridionale. La storia del revisionismo costituzionale italiano, dalla \u201cgrande riforma\u201d vagheggiata da Craxi a quella bocciata di Berlusconi a molte delle stesse ipotesi del centrosinistra, \u00e8 accompagnata dalla stessa musica: pi\u00f9 decisione e meno rappresentanza, pi\u00f9 governabilit\u00e0 e meno diritti, pi\u00f9 stabilit\u00e0 e meno conflitto. E malgrado le grandi riforme della costituzione siano state fin qui respinte, questi cambiamenti sono gi\u00e0 entrati ampiamente, e purtroppo, nella nostra costituzione materiale (nonch\u00e9 in quella formale, come nel caso del pareggio di bilancio).<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left; padding-left: 30px;\"><strong>Renzi ha ragione, dal suo punto di vista, a dire che finalmente pu\u00f2 riuscire a lui quello che ad altri non \u00e8 riuscito: costituzionalizzare il depotenziamento gi\u00e0 avvenuto della nostra democrazia.<\/strong> <ins datetime=\"2016-11-30T18:39:16+00:00\">Per questo il s\u00ec chiude un ciclo, mentre \u00e8 solo il no, con tutti i suoi imprevisti, che pu\u00f2 aprirne uno nuovo.<\/ins> Basta partecipare a uno solo degli incontri sul referendum che pullulano ovunque in questi giorni per capire quanto questo sentimento sia vivo nella generazione pi\u00f9 giovane, che della costituzione parla al di fuori della narrazione ripetitiva degli ultimi decenni.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: left; padding-left: 30px;\">(<em>Internazionale<\/em>, 29 novembre 2016)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Propongo questo testo di Ida Dominijanni pubblicato oggi su Internazionale online, mi\u00a0pare tanto\u00a0sintetico eppur chiaro sul voto di domenica. 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