{"id":11739,"date":"2016-10-24T07:10:11","date_gmt":"2016-10-24T07:10:11","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=11739"},"modified":"2016-10-24T09:09:49","modified_gmt":"2016-10-24T09:09:49","slug":"cosi-dopo-secoli-di-sfruttamento-leuropa-chiude-le-porte-allafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2016\/10\/24\/cosi-dopo-secoli-di-sfruttamento-leuropa-chiude-le-porte-allafrica\/","title":{"rendered":"&#8220;Cos\u00ec dopo secoli di sfruttamento l\u2019Europa chiude le porte all\u2019Africa&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a id=\"irc_mil\" href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=imgres&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwii5JTh9fLPAhVGcRQKHY1MAC4QjRwIBw&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.worldatlas.com%2Fwebimage%2Fcountrys%2Faf.htm&amp;psig=AFQjCNEKpkC6y-AiQwG_bT5T0nQj8_ND0Q&amp;ust=1477380601643717\" data-cthref=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=imgres&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwii5JTh9fLPAhVGcRQKHY1MAC4QjRwIBw&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.worldatlas.com%2Fwebimage%2Fcountrys%2Faf.htm&amp;psig=AFQjCNEKpkC6y-AiQwG_bT5T0nQj8_ND0Q&amp;ust=1477380601643717\" data-ved=\"0ahUKEwii5JTh9fLPAhVGcRQKHY1MAC4QjRwIBw\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"irc_mi\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.worldatlas.com\/webimage\/countrys\/africasatview.jpg\" alt=\"Risultati immagini\" width=\"495\" height=\"470\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Stamattina \u00e8 cominciato lo sgombero della bidonville di Calais<\/strong>, luogo da dove i profughi cercavano tutti i giorni di raggiungere la Gran Bretagna. Per chi lo vuole non \u00e8 difficile trovare <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Migrants_around_Calais\">nella rete<\/a> immagini e cronache su quest&#8217;ennesima vergogna della politica europea, anche se Francia e Regno Unito ci hanno messo qualcosa di specifico. Non \u00e8 facile piuttosto trovare commenti molto chiari sulle ragioni storiche, economiche e politiche di questa situazione. Ecco perch\u00e9 riporto la nota pubblicata su <em>La Stampa<\/em> di oggi a firma di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Antonio_Maria_Costa\">Antonio Maria Costa<\/a>, una che conosce questa realt\u00e0, visto che \u00e8 stato vicesegretario generale dell&#8217;Onu e direttore generale all&#8217;Ue. (Come al solito, le evidenziazioni sono mie.)<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2016\/10\/24\/esteri\/cos-dopo-secoli-di-sfruttamento-leuropa-chiude-le-porte-allafrica-bpeaVQ1p3ech1uMJekN37O\/pagina.html\"><strong>Cos\u00ec dopo secoli di sfruttamento l\u2019Europa chiude le porte all\u2019Africa<\/strong><\/a><br \/>\ndi Antonio Maria Costa<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Da tempo l\u2019Italia sollecita solidariet\u00e0 in Europa per condividere l\u2019onere dell\u2019immigrazione. La richiesta, senza successo, \u00e8 motivata da comunanza d\u2019interessi di fronte a violenza e povert\u00e0 in Africa. In effetti, <span style=\"color: #000000;\"><ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">l\u2019esodo attraverso il Mediterraneo non \u00e8 solo il risultato di miserie attuali. \u00c8 conseguenza del pi\u00f9 grande crimine nella storia dell\u2019umanit\u00e0: un delitto perpetrato a Londra, Parigi e Bruxelles \u2013 e che ora continua con il concorso di Pechino. Un crimine che ha causato, dice l\u2019ex-capo Onu Kofi Annan, oltre 250 milioni di morti (neri): <\/ins><\/span>per farsi un\u2019idea, il doppio dei morti (bianchi) nelle due guerre mondiali. Storia e giustizia motivano la richiesta italiana, non solo solidariet\u00e0.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">Una parola sintetizza la tragedia africana: sfruttamento. La razzia incessante delle risorse &#8211; umane, minerarie, agricole &#8211; inizia nel XV secolo<\/ins>, quando i portoghesi mappano coste e sviluppano affari. Poi Spagna, Inghilterra e Francia trafficano spezie e, in maniera crescente, esseri umani. Per tre secoli gli europei non penetrano all\u2019interno del continente: contano sugli arabi che assalgono i villaggi e organizzano interminabili carovane di prigionieri fino al mare \u2013 trasportati a oriente verso il Golfo e l\u2019Asia, e a occidente verso le Americhe.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span class=\"nero\"><strong>Schiavi tre su quattro<\/strong><br \/>\n<\/span><ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">Nel \u2018600 tre africani su quattro sono intrappolati in una qualche forma di servit\u00f9. Inglesi e francesi si distinguono per un lucroso commercio triangolare<\/ins>: trasportano cargo umano nelle Americhe, dove usano le acque fredde del Nord per disinfettare navi purulente di sangue e infestazioni. Poi caricano zucchero, cotone e caff\u00e8 che trasportano in Europa (a Liverpool e Nantes). Quindi riempiono le stive di manufatti, alcool, armi e polvere da sparo che barattano in Africa con altre vittime. La razzia accelera quando, come risultato della guerra di successione spagnola (i trattati di Utrecht del 1713), Londra ottiene il quasi monopolio del traffico di schiavi attraverso l\u2019Atlantico. <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">Il picco \u00e8 raggiunto alla fine del \u2018700 <\/ins>per un totale di 100 milioni di vittime (stima incerta, ma realistica).<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">All\u2019inizio del \u2018800 <\/ins>due mutamenti storici convergono. Dopo decenni di lotta, <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">il movimento anti-schiavista prevale<\/ins>: nel 1807 il Regno Unito decreta la fine del traffico internazionale di esseri umani; l\u2019anno successivo aderiscono gli Usa. (Non e\u2019 la fine della schiavit\u00f9, ma la fine del trasporto nell\u2019Atlantico). <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">Al contempo, e per recuperare reddito, inizia l\u2019esplorazione del cuore dell\u2019Africa<\/ins>: David Livingstone, H.M. Stanley e pi\u00f9 avanti Richard Burton, mappano i fiumi del Congo, scoprono i grandi laghi e trovano le sorgenti del Nilo. Lo spirito d\u2019avventura anima gli esploratori. La ricchezza delle risorse africane motiva i loro governi, afflitti da problemi economici: una lunga depressione in Francia e Germania (1873-96), un continuo disavanzo commerciale in Inghilterra. L\u2019Africa \u00e8 ritenuta la soluzione della crisi, grazie alle sue grandiose risorse: rame, diamanti, oro, stagno nel sottosuolo; cotone, gomma, t\u00e8 e cocco in superficie.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span class=\"nero\"><strong>L\u2019occupazione<\/strong><br \/>\n<\/span><ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">Entrano anche in gioco interessi individuali \u2013 anzi, personali.<\/ins> L\u2019inglese Cecil Rhodes chiama Rhodesia (oggi Zimbabwe) il Paese del quale s\u2019impossessa. <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">Il re del Belgio Leopoldo II dichiara il Congo propriet\u00e0 personale e passa dal furto delle risorse umane all\u2019esproprio di quelle naturali.<\/ins> \u00abQuando, dopo 200 anni, traffici umani, mutilazioni e mattanze terminano, inizia la razzia di avorio e caucci\u00f9\u00bb, scrive Stephen Hoschchild, biografo di Leopoldo. In una storia di avidit\u00e0 e terrore, l\u2019African Company (di propriet\u00e0 del re) causa 10 milioni di morti ed espropria risorse per decine di miliardi attuali. Venti-trentamila elefanti sono abbattuti annualmente. <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">E il Belgio emerge come il Paese pi\u00f9 ricco in Europa<\/ins>.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Inevitabilmente la corsa a derubare l\u2019Africa diventa ragione di scontro tra le potenze coloniali. Intimorito, <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">il Kaiser Guglielmo II convoca la conferenza di Berlino (1884), durante la quale le potenze europee si spartiscono il continente:<\/ins> <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">un accordo che dura fino al 1914<\/ins>. La demarcazione dei confini coloniali decisa a Berlino violenta le realt\u00e0 africane: racchiude etnie, religioni e lingue in confini artificiali, al solo fine di perpetuare il saccheggio delle risorse. In breve, i confini tracciati dagli europei allora pongono le basi per la violenza e la povert\u00e0 di ora.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span class=\"nero\"><strong>La II guerra mondiale<\/strong><br \/>\n<\/span><ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">Dopo la seconda guerra mondiale l\u2019Africa diventa indipendente, con risultati non meno devastanti.<\/ins> <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">In vari Paesi il potere passa nelle mani della maggiore etnia<\/ins>, che raramente coincide con la maggioranza della gente: chi \u00e8 fuori dal clan \u00e8 oppresso, spesso fisicamente. Imitando gli oppressori coloniali,<ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\"> i nuovi despoti gestiscono le risorse come propriet\u00e0 personale.<\/ins> Rubano quanto possibile. Il resto finisce nelle tasche di amministratori corrotti, finanzia milizie a sostegno del potere e, soprattutto, compra la correit\u00e0 degli investitori esteri \u2013 inglesi, francesi e belgi. Nel primo mezzo secolo d\u2019indipendenza africana gli interessi economico-finanziari europei (a volte americani) mantengono al potere dittatori sanguinari in nazioni artificiali. Rivolte e fame hanno un costo umanitario drammatico.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">Una seconda liberazione si delinea dopo il 1990. Grandi despoti scompaiono, e con essi gli immensi patrimoni da loro saccheggiati.<\/ins> Il comunista Mengistu fugge dall\u2019Etiopia, Mobutu muore in Congo, il nigeriano Abacha spira nelle braccia di una prostituta: questi due ultimi accusati di aver rubato almeno 5 miliardi di dollari a testa. Soldi impossibili da recuperare: all\u2019Onu ho identificato parte dei fondi di Abacha in banche anglo-svizzere, che gli avvocati dei figli del dittatore hanno subito congelato. Inevitabilmente le risorse rubate ai cittadini africani finiscono con l\u2019arricchire le banche di New York, Londra e Lussemburgo.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span class=\"nero\"><strong>La situazione oggi<\/strong><br \/>\n<\/span>Oggigiorno, a distanza di un quarto di secolo, furti e violenza continuano, dal Sudan di Al-Bashir (2 milioni tra morti e rifugiati), al Congo di Kabila (6 milioni di morti); da Zimbabwe di Mugabe, al Sud Africa di Zuma. In Guinea equatoriale il presidente Obiang, al potere da 35 anni, nomina vice-presidente il figlio Mangue \u2013 un vizioso che colleziona auto di lusso, tra esse una Bugatti da 350 mila dollari che raggiunge i 300km\/h in 12 sec. <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">Il settimanale inglese <em>The Economist <\/em>elenca 7 Paesi africani su 48 come liberi e democratici<\/ins>: tra essi Botswana, Namibia, Senegal, Gambia e Benin. Altrove gli autocrati perpetuano il potere modificando la costituzione (in 18 Paesi), oppure ignorandola (Congo). Il vincitore \u00abpiglia tutto\u00bb, dice Paul Collier di Oxford: ruba per ripartire le spoglie con quanti l\u2019aiutano a preservare il potere. Nulla sfugge al suo controllo: parlamento, banca centrale, commissione elettorale e media.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">A tutt\u2019oggi, i Paesi europei che erigono muri e fili spinati contro gli immigrati africani continuano a depredare le materie prime dell\u2019Africa. Non solo oro e petrolio, disponibili altrove. Sono soprattutto i minerali rari che interessano<\/ins>: uranio, coltano, niobium, tantalum e casserite, necessari nell\u2019elettronica dei cellulari e in missilistica. <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">Allo sfruttamento ora partecipa attivamente anche la Cina<\/ins>, prediletta dai despoti africani perch\u00e9 non condiziona prestiti e investimenti a clausole per proteggere democrazia e ambiente. Insomma, una catena d\u2019interessi stranieri mantiene il continente nella disperazione: parlamenti e amministrazioni sono corrotti; strade, energia elettrica e ferrovie inesistenti.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span class=\"nero\"><strong>Fuga verso Occidente<\/strong><br \/>\n<\/span><ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">A questo punto la gente africana ha una misera scelta: morire di violenza e povert\u00e0 in patria, oppure rischiare la vita nel Mediterraneo, in un esodo dalle dimensioni bibliche \u2013 decine di migliaia di persone negli ultimi mesi, decine di milioni negli anni a venire.<\/ins> Papa Francesco parla di carit\u00e0. Il governo italiano di solidariet\u00e0. Certamente. Soprattutto il mondo riconosca che Londra, Parigi e Bruxelles hanno causato il dramma africano, derubando dignit\u00e0 e risorse a gente gi\u00e0 povera. <ins datetime=\"2016-10-24T07:48:23+00:00\">\u00c8 tempo di risarcimento \u2013 com\u2019\u00e8 avvenuto dopo la prima guerra mondiale, dopo l\u2019olocausto, e a seguito di disastri naturali. Risarcimento in termini di assistenza allo sviluppo (per fermare la migrazione) e in termini d\u2019integrazione (per assistere gli immigrati).<\/ins> L\u2019Italia, con le sue minime colpe coloniali, ha poco da risarcire e tanto da insegnare ai Paesi che ora erigono barriere contro le vittime della violenza europea.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>La Stampa<\/em>, 24 ottobre 2016)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamattina \u00e8 cominciato lo sgombero della bidonville di Calais, luogo da dove i profughi cercavano tutti i giorni di raggiungere la Gran Bretagna. 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