{"id":11600,"date":"2016-08-07T07:00:53","date_gmt":"2016-08-07T07:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=11600"},"modified":"2016-08-25T16:07:44","modified_gmt":"2016-08-25T16:07:44","slug":"la-strategia-politica-della-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2016\/08\/07\/la-strategia-politica-della-paura\/","title":{"rendered":"La strategia politica della paura"},"content":{"rendered":"<p><strong>Riporto l&#8217;intervista di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Zygmunt_Bauman\">Zygmunt Bauman <\/a>a Giulio Azzolini<\/strong> pubblicata su <em>la Repubblica<\/em> del 5 agosto 2016 (p. 35). (Il link \u00e8 tratto da <a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/\">Eddyburg<\/a> che riporta anche l&#8217;articolo che precede l&#8217;intervista. Le evidenziazioni sono mie.)<\/p>\n<p><a id=\"irc_mil\" href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=images&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwjb6Zib77POAhXFNxQKHa6yC1QQjRwIBw&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.newnotizie.it%2F2016%2F01%2Fbauman-i-social-network-sono-una-trappola%2F&amp;psig=AFQjCNGfFDaJ9HBBasxgUGSIgG2NWiM_ug&amp;ust=1470816128805975\" data-ved=\"0ahUKEwjb6Zib77POAhXFNxQKHa6yC1QQjRwIBw\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"irc_mi\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.newnotizie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/BAUMAN.jpg\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"394\" \/><\/a><\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2016\/08\/zygmunt-bauman-e-leta-della-paura.html\">Il filosofo: &#8220;Attenti ai politici che fanno dei nostri sentimenti uno strumento di potere&#8221;<\/a><br \/>\n<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">di Giulio Azzolini<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\n&#8220;Succede che i legami si frantumano che lo spirito di solidariet\u00e0 si indebolisce, che la separazione e l\u2019isolamento prendono il posto di dialogo e cooperazione&#8221;<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Professor Bauman, sono passati dieci anni da quando scrisse <em>Paura liquida<\/em>\u00a0(Laterza). Che cos\u2019\u00e8 cambiato da allora?<\/strong><br \/>\n<ins datetime=\"2016-08-09T07:49:23+00:00\">\u00abLa paura \u00e8 ancora il sentimento prevalente del nostro tempo. Ma bisogna innanzitutto intendersi su quale tipo di paura sia. Molto simile all\u2019ansia, a un\u2019incessante e pervasiva sensazione di allarme, \u00e8 una paura multiforme, esasperante nella sua vaghezza. \u00c8 una paura difficile da afferrare e perci\u00f2 difficile da combattere, che pu\u00f2 scalfire anche i momenti pi\u00f9 insignificanti della vita quotidiana e intacca quasi ogni strato della convivenza\u00bb.<br \/>\n<\/ins><br \/>\n<strong>Per il filosofo e psicoanalista argentino Miguel Benasayag, la nostra \u00e8 l\u2019epoca delle \u201cpassioni tristi\u201d. Che cosa succede quando la paura abbraccia la sfiducia?<\/strong><br \/>\n<ins datetime=\"2016-08-09T07:49:23+00:00\">\u00abSuccede che i legami umani si frantumano, che lo spirito di solidariet\u00e0 si indebolisce, che la separazione e l\u2019isolamento prendono il posto del dialogo e della cooperazione. Dalla famiglia al vicinato, dal luogo di lavoro alla citt\u00e0, non c\u2019\u00e8 ambiente che rimanga ospitale. Si instaura un\u2019atmosfera cupa, in cui ciascuno nutre sospetti su chi gli sta accanto ed \u00e8 a sua volta vittima dei sospetti altrui. In questo clima di esasperata diffidenza basta poco perch\u00e9 l\u2019altro sia percepito come un potenziale nemico: sar\u00e0 ritenuto colpevole fino a prova contraria\u00bb.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Eppure l\u2019Europa ha gi\u00e0 conosciuto e sconfitto l\u2019ostilit\u00e0 e il terrore: quello politico delle Br in Italia e della Raf in Germania, quello etnico-nazionalistico dell\u2019Eta in Spagna e dell\u2019Ira in Irlanda.\u00a0<\/strong><strong>Il nostro passato pu\u00f2 insegnarci ancora qualcosa o il pericolo di oggi \u00e8 incomparabile?<br \/>\n<\/strong>\u00abI precedenti sicuramente esistono, tuttavia pochi ma decisivi aspetti rendono le attuali forme di terrorismo assai differenti dai casi che lei ricordava. Questi ultimi erano prossimi ad una rivoluzione (mirando, come le Br o la Raf, ad una sovversione del regime politico) o ad una guerra civile (puntando, come l\u2019Eta o l\u2019Ira, all\u2019autonomia etnica o alla liberazione nazionale), ma si trattava pur sempre di fenomeni essenzialmente domestici. Ebbene, gli atti terroristici odierni non appartengono a nessuna delle due fattispecie: la loro matrice, infatti, \u00e8 completamente diversa\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Qual \u00e8 la peculiarit\u00e0 del terrorismo attuale?<br \/>\n<\/strong>\u00abLa sua forza deriva dalla capacit\u00e0 di corrispondere alle nuove tendenze della societ\u00e0 contemporanea: la globalizzazione, da un lato, e l\u2019individualizzazione, dall\u2019altro. Per un verso, le strutture che promuovono il terrorismo si globalizzano ben al di l\u00e0 delle facolt\u00e0 di controllo degli Stati territoriali. Per altro verso, il commercio delle armi e il principio di emulazione alimentato dai media globali fanno s\u00ec che ad intraprendere azioni di natura terroristica siano anche individui isolati, mossi magari da vendette personali o disperati per un destino infausto. La situazione che scaturisce dalla combinazione di questi due fattori rende quasi del tutto invincibile la guerra contro il terrorismo. Ed \u00e8 assai improbabile che esso abdichi a dinamiche ormai autopropulsive. Insomma, si ripropone, sotto nuove forme, il mitico problema del nodo gordiano, quello che nessuno sa sciogliere: e sono molti i sedicenti eredi di Alessandro Magno che, ingannando, giurano che le loro spade riuscirebbero a reciderlo\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Per molti politici e molti commentatori, le radici del terrorismo vanno rintracciate nell\u2019aumento incontrollato dei flussi migratori. Quali sono, a suo giudizio, le principali ragioni della violenza contemporanea?<br \/>\n<\/strong>\u00abCom\u2019\u00e8 evidente, i profitti elettorali che si ottengono stabilendo un nesso di causa-effetto tra immigrazione e terrorismo sono troppo allettanti perch\u00e9 i concorrenti al gioco del potere vi rinuncino. Per chi decide \u00e8 facile e conveniente partecipare ad un\u2019asta sul mezzo pi\u00f9 efficace per abolire la piaga della precariet\u00e0 esistenziale, proponendo soluzioni fasulle come fortificare i confini, fermare le ondate migratorie, essere inflessibili con i richiedenti asilo\u2026 E per i media \u00e8 altrettanto facile dare visibilit\u00e0 alla polizia che assalta i campi profughi oppure diffondere le immagini fisse e dettagliate di uno o due kamikaze in azione. La verit\u00e0 \u00e8 che \u00e8 maledettamente complicato toccare con mano le radici autentiche di una violenza che cresce in tutto il mondo, per volume e per intensit\u00e0. E giorno dopo giorno diventa ancora pi\u00f9 arduo, se non proprio impossibile, dimostrare che i governi abbiano individuato quelle radici e stiano lavorando davvero per sradicarle\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-08-09T07:49:23+00:00\"><strong>Vuole dire che anche i politici occidentali utilizzano la paura come strumento politico?<\/strong><br \/>\n\u00abEsattamente.<\/ins> Come le leggi del marketing impongono ai commercianti di proclamare senza sosta che il loro scopo \u00e8 il soddisfacimento dei bisogni dei consumatori, pur essendo loro pienamente consapevoli che \u00e8 al contrario l\u2019insoddisfazione il vero motore dell\u2019economia consumistica, cos\u00ec gli imprenditori politici dei nostri giorni dichiarano s\u00ec che il loro obiettivo \u00e8 garantire la sicurezza della popolazione, ma al contempo fanno tutto il possibile, e anche di pi\u00f9, per fomentare il senso di pericolo imminente. <ins datetime=\"2016-08-09T07:49:23+00:00\">Il nucleo dell\u2019attuale strategia di dominio, dunque, consiste nell\u2019accendere e tenere viva la miccia dell\u2019insicurezza\u2026\u00bb.<br \/>\n<\/ins><br \/>\n<strong>E quale sarebbe lo scopo di questa strategia?<br \/>\n<\/strong>\u00abSe c\u2019\u00e8 qualcosa che tanti leader politici non vedevano l\u2019ora di apprendere, \u00e8 lo stratagemma di trasformare le calamit\u00e0 in vantaggi: rinfocolare la fiamma della guerra \u00e8 una ricetta infallibile per spostare l\u2019attenzione dai problemi sociali, come la disuguaglianza, l\u2019ingiustizia, il degrado e l\u2019esclusione, e rinsaldare il patto di comando-obbedienza tra i governanti e la loro nazione. La nuova strategia di dominio, fondata sulla deliberata spinta verso l\u2019ansia, permette alle autorit\u00e0 stabilite di venire meno alla promessa di garantire collettivamente la sicurezza esistenziale. Ci si dovr\u00e0 accontentare di una sicurezza privata, personale, fisica\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Crede che in tal modo le istituzioni rischino di smarrire il carattere democratico?<br \/>\n<\/strong>\u00abDi sicuro la costante sensazione di allerta incide sull\u2019idea di cittadinanza, nonch\u00e9 sui compiti ad essa legati, che finiscono per essere liquidati o rimodellati. <ins datetime=\"2016-08-09T07:49:23+00:00\">La paura \u00e8 una risorsa molto invitante per sostituire la demagogia all\u2019argomentazione e la politica autoritaria alla democrazia. E i richiami sempre pi\u00f9 insistiti alla necessit\u00e0 di uno stato di eccezione vanno in questa direzione\u00bb.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-08-09T07:49:23+00:00\"><strong>Papa Francesco appare l\u2019unico leader intenzionato a sfatare quello che lei altrove ha chiamato \u201cil demone della paura\u201d.<\/strong><br \/>\n\u00abIl paradosso \u00e8 che sia proprio colui che i cattolici riconoscono come il portavoce di Dio in terra a dirci che il destino di salvezza \u00e8 nelle nostre mani. La strada \u00e8 un dialogo volto a una migliore comprensione reciproca, in un\u2019atmosfera di mutuo rispetto, in cui si sia disposti ad imparare gli uni dagli altri. Ascoltiamo troppo poco Francesco, ma la sua strategia, bench\u00e9 a lungo termine, \u00e8 l\u2019unica in grado di risolvere una situazione che somiglia sempre di pi\u00f9 a un campo minato, saturo di esplosivi materiali e spirituali, salvaguardati dai governi per mantenere alta la tensione. Finch\u00e9 le relazioni umane non imboccheranno la via indicata da Francesco, \u00e8 minima la speranza di bonificare un terreno che produrr\u00e0 nuove esplosioni, anche se non sappiamo prevedere con esattezza le coordinate\u00bb.<\/ins><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riporto l&#8217;intervista di Zygmunt Bauman a Giulio Azzolini pubblicata su la Repubblica del 5 agosto 2016 (p. 35). (Il link \u00e8 tratto da Eddyburg che riporta anche l&#8217;articolo che precede l&#8217;intervista. Le evidenziazioni sono mie.) 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