{"id":11591,"date":"2016-07-29T05:10:17","date_gmt":"2016-07-29T05:10:17","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=11591"},"modified":"2016-07-28T09:05:27","modified_gmt":"2016-07-28T09:05:27","slug":"terrorismo-una-guerra-vera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2016\/07\/29\/terrorismo-una-guerra-vera\/","title":{"rendered":"Terrorismo, una guerra vera"},"content":{"rendered":"<p>Ecco invece una stringata ma necessaria riflessione (1) sui rapporti storici tra Occidente, guerra e terrorismo e (2) su rapporti tra politica, economia e terrorismo. E&#8217; un&#8217;intervista a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Umberto_Curi\">Umberto Curi<\/a>, filosofo e docente all&#8217;Universit\u00e0 di Padova. (Le evidenziazioni sono mie.)<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/lambiguita-del-terrore\/\"><strong>L\u2019ambiguit\u00e0 del terrore<\/strong><\/a><br \/>\ndi Ernesto Milanesi<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Paura, panico, terrore: \u00e8 l\u2019effetto domino del Califfato. Cos\u00ec si radicalizzano sicurezza, ordine, emergenza. Un\u2019altra \u00abguerra di civilt\u00e0\u00bb, come nel 2001: oltre la trincea della religione teocon opposta all\u2019islam, ma nel cuore smarrito d\u2019Europa per azzerare ogni melting pot. \u00abSiamo gi\u00e0 al paradosso pi\u00f9 eclatante. A novembre a Parigi la polizia ha caricato i dimostranti per garantire la loro sicurezza. Sono state vietate tutte le manifestazioni nella patria delle libert\u00e0 rivoluzionarie e s\u2019impongono misure eccezionali\u00bb, chiosa Umberto Curi, professore emerito di Storia della filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Padova, che ha pubblicato di recente il saggio <em>I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo<\/em> (Castelvecchi, pp. 140, euro 16.50) e con Gianfranco Bettin <em>Sfidare la paura<\/em> (Becco Giallo, pp. 80, euro 8.50).<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">\u00ab\u00c8 un momento di straordinaria delicatezza che rende massimamente necessario il coraggio intellettuale di nuove analisi e nuove categorie interpretative \u2013 argomenta ancora Curi -. Qualche possibilit\u00e0 di comprensione autentica dei fenomeni in atto esige il coraggio di una navigazione in mare aperto senza rispettare appartenenze, certezze, fedelt\u00e0 a presunti feticci ideologici. Altrimenti, la prima e pi\u00f9 importante vittoria del terrorismo sar\u00e0 gi\u00e0 realizzata: certificare la drammatica arretratezza culturale occidentale e l\u2019inadeguatezza degli strumenti teorici dell\u2019Europa tutta. C\u2019\u00e8 una sintesi angosciosa: il titolo Bastardi islamici con cui si raggiunge la vetta nel reclutamento dell\u2019opinione pubblica, ma insieme si esprime una miseria inaccettabile\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Resta la paura che serpeggia nell\u2019anima europea. Si pu\u00f2 immaginare qualche antidoto?<br \/>\n<\/strong>La paura \u00e8 anche ci\u00f2 che lascia senza parole: lo stato d\u2019animo che sconfina nello sgomento, nella perdita di controllo, nell\u2019emotivit\u00e0 sfrenata. Tuttavia, il carattere costitutivo ambivalente e ineliminabile della paura era chiaro fin dall\u2019antica Grecia. Phobos \u00e8 figlio di Ares, dio della guerra, e di Afrodite, dea dell\u2019amore: arduo immaginare una discendenza pi\u00f9 contraddittoria. La paura \u00e8 fattore morfogenetico di disgregazione, tuttavia \u00e8 anche la base su cui costruire nuovi assetti ordinati. Non a caso la sorella di Phobos \u00e8 Armonia, la sposa di Cadmo: simbolo non di una staticit\u00e0 immobile e perfetta, quanto invece risultato dei conflitti presupposti dal padre Ares. Insomma, la paura \u00e8 duale, ambivalente, contraddittoria. Incidentalmente, va ricordato che rappresenta il potentissimo fattore di aggregazione che d\u00e0 origine allo Stato moderno come spiega Hobbes.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Guerra e pace, binomio \u00abdialettico\u00bb. Ora per\u00f2 tecnologicamente squilibrato a livello planetario sul fronte del terrorismo, della guerra di religione (anche nell\u2019islam), del controllo delle risorse e perfino della finanza globale. Esiste una risposta non pacificata ai nuovi conflitti?<br \/>\n<\/strong><ins datetime=\"2016-07-28T08:50:49+00:00\">A differenza di ci\u00f2 che abitualmente si crede, \u00e8 sostanzialmente assente dalla tradizione del pensiero occidentale un\u2019impostazione pacifista.<\/ins> Al contrario, alcuni fra i maggiori autori, antichi e moderni \u2013 da Platone a Tommaso, da Spinoza a Hobbes, da Fichte a Hegel, da Clausewitz a Schmitt \u2013 riconoscono realisticamente l\u2019inevitabilit\u00e0 della guerra, il fatto che sia un evento deprecabile, ma al tempo stesso ineliminabile. Detto per inciso, sarebbe necessario sfatare una vera e propria leggenda, qual \u00e8 quella che vorrebbe accreditare Marx come pacifista. Per il filosofo di Treviri non solo tutta la storia \u00e8 storia di lotta di classe, ma i rapporti sociali di produzione, che sono alla base del divenire delle societ\u00e0, hanno un\u2019impronta inconfondibilmente conflittuale.<br \/>\nD\u2019altra parte, gi\u00e0 dall\u2019inizio del ventesimo secolo, e in maniera sempre pi\u00f9 accentuata con l\u2019inizio del terzo millennio, si assiste a una trasformazione nella morfologia della guerra, e nel nesso fra guerra e politica. Sempre meno la guerra \u00e8 \u2013 come era stata invece in precedenza \u2013 \u00abaffare\u00bb di eserciti e di militari, e diventa un evento che coinvolge direttamente la popolazione civile. <ins datetime=\"2016-07-28T08:50:49+00:00\">Basti pensare che se nella prima guerra mondiale met\u00e0 dei caduti sono civili, questo rapporto diventa di 2\/3 nella seconda guerra mondiale, e addirittura di 1\/15, fra militari e civili, nella seconda guerra del Golfo. A ci\u00f2 si aggiunga che l\u2019impostazione stessa delle operazioni belliche si modifica radicalmente. Si rinuncia al combattimento \u00abstivali sul terreno\u00bb, per privilegiare forme di conflitto a distanza, capaci di minimizzare o annullare i rischi per i soldati, mentre \u00e8 la popolazione civile a diventare l\u2019obbiettivo esplicito delle iniziative militari.<br \/>\nIl terrorismo \u00e8 la risposta ai cambiamenti intervenuti nelle modalit\u00e0 tecniche della guerra, nella misura in cui contrappone simmetricamente al drone, strumento simbolo della nuova morfologia bellica, l\u2019uso del corpo stesso di singoli individui come arma letale<\/ins>.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Si teme lo straniero, il diverso, l\u2019altro, il povero, il dissidente. E s\u2019invoca massima sicurezza anche a costo di rinunciare al minimo sindacale di libert\u00e0 e diritti. Come se ne esce?<br \/>\n<\/strong>Di per s\u00e9, la paura \u00e8 uno stato d\u2019animo del tutto \u00abnaturale\u00bb, quale conseguenza di una condizione in cui il rapporto con l\u2019\u00abaltro\u00bb \u2013 quale che sia la forma specifica che tale alterit\u00e0 pu\u00f2 assumere \u2013 pone radicalmente in questione la nostra stessa identit\u00e0. I problemi nascono soprattutto in relazione alla risposta politica all\u2019emergere della paura. Da un lato, anche ma non solo nel nostro paese, vi sono forze politiche che hanno spregiudicatamente costruito le loro fortune elettorali sull\u2019alimentazione della paura, come la Lega di Matteo Salvini. Dall\u2019altra parte, in quello che resta della sinistra manca una capacit\u00e0 di proporre una soluzione alternativa, che non pretenda abusivamente di cancellare la paura, ma che punti piuttosto a \u00abcurarla\u00bb, attraverso la conquista di pi\u00f9 maturi livelli di consapevolezza.<br \/>\nQuesto quadro diventa ancor pi\u00f9 allarmante se si tiene conto di ci\u00f2 che sta avvenendo in alcuni paesi europei, in Francia in particolare: la reazione alla minaccia del terrorismo si \u00e8 tradotta in una istituzionalizzazione dell\u2019emergenza, nella tendenza \u2013 logicamente contraddittoria \u2013 a trasformare in norma l\u2019eccezione.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Papa Francesco \u00e8 tornato da Lesbo con dodici musulmani, Tsipras invece mette il filo spinato. Merkel legifera sui migranti, la Spo chiude la frontiera del Brennero. L\u2019Iran accoglie 982mila rifugiati, in Italia dal 2011 sono sbarcati circa duecentomila migranti. Dov\u2019\u00e8 la bussola?<br \/>\n<\/strong>Nel mio libro cerco di argomentare la stretta connessione rilevabile fra i tre fenomeni macro-politici della nostra epoca: l\u2019asimmetrica distribuzione delle risorse a livello planetario, l\u2019emigrazione, il terrorismo. <ins datetime=\"2016-07-28T08:50:49+00:00\">Trovo quanto meno sorprendente, e per certi aspetti scandaloso, che mentre si \u00e8 pronti a riconoscere una relazione tra fenomeni spesso diversi ed eterogenei in nome di una fin troppo citata globalizzazione, si perseveri nel ritenere che, ad esempio, non vi sia alcun rapporto fra la povert\u00e0 assoluta, che affligge ancora quasi un miliardo di esseri umani, e la diffusione del terrorismo.<br \/>\nNon si tratta \u2013 ovviamente \u2013 di postulare un rapporto diretto, di causa ed effetto. Ma dovrebbe balzare agli occhi un dato che a me pare incontestabile. E cio\u00e8 che un mondo in cui 4\/5 della popolazione dispone di solo 1\/5 delle risorse<\/ins>, in cui ogni anno 11 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono di denutrizione, in cui 1\/6 delle persone non ha accesso all\u2019acqua potabile, in cui poco meno di un miliardo di individui cerca di sopravvivere con un dollaro al giorno, in cui il patrimonio di una singola persona (come Bill Gates) \u00e8 superiore al Pil di cinque paesi africani messi insieme \u2013 <ins datetime=\"2016-07-28T08:50:49+00:00\">un mondo caratterizzato da questi agghiaccianti squilibri \u00e8 in se stesso un mondo in guerra, anche l\u00e0 dove non emergano esplicitamente episodi di combattimenti.<br \/>\nSono convinto che la formula proposta dal segretario generale della Fao \u2013 \u00abse vogliamo la pace domani, dobbiamo agire per la giustizia oggi\u00bb \u2013 costituisca la sintesi migliore per cogliere, in positivo, l\u2019unica opportunit\u00e0 di pace non effimera oggi concretamente perseguibile.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>il manifesto<\/em>, 28 luglio 2016)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco invece una stringata ma necessaria riflessione (1) sui rapporti storici tra Occidente, guerra e terrorismo e (2) su rapporti tra politica, economia e terrorismo. 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