{"id":11521,"date":"2016-06-19T12:10:42","date_gmt":"2016-06-19T12:10:42","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=11521"},"modified":"2016-06-22T12:53:12","modified_gmt":"2016-06-22T12:53:12","slug":"reddito-per-tutti-coming-soon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2016\/06\/19\/reddito-per-tutti-coming-soon\/","title":{"rendered":"Reddito per tutti (coming soon)"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7048\" style=\"width: 302px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a class=\"img-gallery\" href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/29\/marazzi.jpg\" data-gallery=\"\" data-share=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7048\" class=\"wp-image-7048\" src=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/29\/marazzi.jpg\" alt=\"L'economista Christian Marazzi\" width=\"292\" height=\"219\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7048\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;economista Christian Marazzi<\/p><\/div>\n<p class=\"wp-caption-dd\">In Svizzera si \u00e8 tenuto all&#8217;inizio di questo mese un referendum sul reddito minimo o di cittadinanza. E&#8217; stato bocciato, ma ha avviato una discussione che in Italia non ha quasi avuto nessun eco. D&#8217;altronde, come si accenna anche qui, la stampa economica pi\u00f9 attenta e quindi il mondo della teoria economica, hanno appena cominciato ad annusare il nuovo oggetto. Uno dei miei autori preferiti,\u00a0<a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Christian_Marazzi\">Christian Marazzi<span style=\"text-decoration: underline;\">,<\/span><\/a> in pochi giorni \u00e8 tornato sul tema almeno con un paio d&#8217;interviste.\u00a0La prima a commento del referendum, la seconda sull&#8217;idea del governo Renzi di anticipare i pensionamenti facendo indebitare i cittadini coinvolti. Le riporto e le evidenzio entrambe (ma i testi, come sempre con\u00a0Marazzi sono tutti interessanti, dall&#8217;inizio alla fine).<\/p>\n<h6><\/h6>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/effimera.org\/reddito-tutti-prossimamente-schermi-christian-marazzi\/\"><strong>Reddito per tutti: prossimamente su questi schermi<\/strong> <\/a><\/span><br \/>\nintervista a\u00a0Christian Marazzi, a cura di Cristina Morini<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ti chiedo innanzitutto di inquadrare, a livello generale, il referendum sul reddito per il quale si \u00e8 votato in Svizzera il 5 giugno scorso.<br \/>\n<\/strong>La prima osservazione che vorrei fare \u00e8 che questa iniziativa \u00e8 partita da un gruppo promotore sganciato da un tessuto sociale, da legami con quelli che chiamiamo \u201cmovimenti sociali\u201d. Questo mi porta a domandarmi se programmi di questo tipo non vadano invece sempre ancorati a una spinta che prende le mosse dal basso. La popolazione svizzera ha vissuto, sin dall\u2019inizio, con interesse questo progetto, ma un po\u2019 come fosse caduto dal cielo. Per avere la<span style=\"color: #000000;\"> <em>chance<\/em> <\/span>di riuscire ad avviare un serio confronto non si pu\u00f2 evitare di partire dai collegamenti reali, concreti, con la societ\u00e0.<br \/>\nLa proposta in s\u00e9 consisteva nella modifica di un articolo della Costituzione elvetica che introduceva il diritto dei cittadini svizzeri a percepire un reddito universale e incondizionato. Tale modifica avrebbe poi trovato concreta attuazione, a diversi livelli, nei prossimi 10 anni. Si puntava innanzitutto a introdurre il principio all\u2019interno della Costituzione, organizzando poi nel tempo l\u2019aspetto pi\u00f9 spinoso delle forme di finanziamento. In tutto questo, a mio avviso, il punto pi\u00f9 critico e pi\u00f9 fragile dell\u2019iniziativa \u00e8 che comunque si fondava su un\u2019impostazione fortemente redistributiva: dare un reddito incondizionato a tutti i cittadini in sostituzione dell\u2019assetto di assicurazione sociale oggi vigente in Svizzera per quanto riguarda le forme di sostegno al reddito (dai sussidi di disoccupazione all\u2019invalidit\u00e0 alle pensioni sociali). Ora, lo stato sociale svizzero \u00e8 tra i pi\u00f9 sviluppati e anche tra i pi\u00f9 complessi in Europa e i cittadini svizzeri, che tra l\u2019altro tendono a essere conservatori, ne sono orgogliosi. Ma in generale le forme di abolizione anche di parti dello stato sociale comportano sempre il rischio di un peggioramento. Ovviamente, non era questa l\u2019intenzione dei promotori perch\u00e9 c\u2019era margine per negoziare tra le prestazioni vigenti e il reddito erogato. Tuttavia, sappiamo bene che le declinazioni del reddito di stampo ultraliberista, alla Friedman, le interpretazioni della destra liberale, puntano a cancellare completamente il sistema di welfare. La proposta si prestava insomma ad alcuni possibili equivoci.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Tuttavia, il referendum ha aperto un dibattito molto interessante, in Svizzera e non solo.<br \/>\n<\/strong><ins datetime=\"2016-06-22T09:25:36+00:00\">Dal mio punto di vista la campagna \u00e8 stata un\u2019ottima occasione per porre questioni inaggirabili: innanzitutto, si \u00e8 sviscerato il tema della precariet\u00e0, visto il forte aumento delle forme di lavoro \u201catipiche\u201d che diventano sempre pi\u00f9 \u201ctipiche\u201d. <\/ins>In Svizzera possiamo parlare di una \u201cpiena occupazione precaria\u201d, come spesso dico, cio\u00e8 abbiamo una disoccupazione molto bassa in presenza di un livello crescente di precariet\u00e0. <ins datetime=\"2016-06-22T09:25:36+00:00\">Inoltre, si \u00e8 sentito l\u2019effetto di un dibattito che ci proietta direttamente nella quarta rivoluzione industriale, aprendo il capitolo degli effetti del capitalismo algoritmico: se stiamo alle analisi previsionali della Mckinsey nel giro di un ventennio il 50-60% delle professioni spariranno e questo \u00e8 un orizzonte con il quale \u00e8 urgente confrontarsi. Infine, nella discussione \u00e8 entrato il tema del \u201cfinanziamento dell\u2019ozio\u201d.<\/ins> Quest\u2019ultimo aspetto si lega all\u2019impianto che aveva la proposta, come accennavo prima: se tu la imposti in termini <em>distributivi<\/em>, prevedendo che lo stesso reddito venga finanziato attraverso un prelievo fiscale progressivo sui salari dei lavoratori, ti infili in una posizione scivolosa perch\u00e9 fai virare il discorso verso una contrapposizione tra occupati e non occupati, tra attivi e non attivi, tra chi lavora e chi \u201cnon fa nulla\u201d. Gli occupati percepiscono la tassazione che viene imposta per finanziare il reddito come una sottrazione del loro salario, a cui non sono invece tenuti i disoccupati, i quali ottengono per intero la cifra (2.500 franchi elvetici, circa 2.250 euro, per gli adulti e 625 franchi, 560 euro, per i minorenni, <em>ndr<\/em>). L\u2019effetto finale che si propone \u00e8 assolutamente corretto dal punto di vista dei principi perch\u00e9 punta a una perequazione tra bassi e alti salari, dunque a una riduzione del problema delle diseguaglianze. Tuttavia, il reddito non pu\u00f2 essere posto in termini sostitutivi ma sempre aggiuntivi.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Quello che dici ci proietta a pensare il reddito come \u201creddito primario\u201d\u2026<br \/>\n<\/strong>Questo ci porta soprattutto a ragionare sul fatto che <ins datetime=\"2016-06-22T09:25:36+00:00\">c\u2019\u00e8 sempre una quota di lavoro invisibile: il lavoro di cura, il lavoro delle donne, il lavoro di riproduzione sono esempi centrali, cui si aggiungono oggi le forme algoritmiche di \u201cestrazione\u201d del lavoro. Il <em>reddito di cittadinanza<\/em> \u2013 per tornare a una dizione che abbiamo molto adoperato proprio per segnalare il meccanismo dell\u2019inclusione, nello spazio pubblico, che il reddito deve garantire \u2013 va pensato dentro questo quadro. Allora, non \u00e8 sostituzione di lavoro salariato, n\u00e9 viene inteso come sottrazione di salario, ma \u00e8 diretta <em>distribuzione<\/em> di un valore del lavoro non salariato che tutti e tutte facciamo, un lavoro in aumento, disperso nel corpo vivo della societ\u00e0. <\/ins>L\u2019errore della proposta svizzera, come di altre, sta qui: nel porre la questione della redistribuzione sempre e solo a partire dal riferimento al lavoro salariato, che tra l\u2019altro si sta sbriciolando progressivamente con l\u2019effetto logico che si riduce pure la base del finanziamento. Ecco perch\u00e9 \u00e8 fondamentale insistere su un\u2019altra interpretazione, spostarsi lungo tutt\u2019altra direttrice: <ins datetime=\"2016-06-22T09:25:36+00:00\">il reddito non \u00e8 sostituzione dello stato sociale esistente ma \u00e8 monetizzazione di lavoro gratuito, distribuzione coerente con i nuovi modi di produzione e di creazione della ricchezza<\/ins>.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Da queste ispirazioni possiamo fare discendere anche la proposta di un <em>Quantitative easing for the people<\/em>, a cui da tempo stai pensando. Essa \u00e8 entrata nel dibattito sul referendum svizzero come possibile forma di finanziamento?<br \/>\n<\/strong>Il ragionamento sul <em>Quantitative easing<\/em> non \u00e8 entrato a fare parte delle riflessioni sulle possibili forme di finanziamento del reddito svizzero. Tuttavia, io penso proprio che il <em>Quantitative easing for the people<\/em> vada inteso come una possibile risposta al nuovo ordine del discorso e ai problemi che sottolineavo, dal tema della produttivit\u00e0 sociale a quello della gratuit\u00e0 del lavoro contemporaneo. \u00c8 una risposta in termini di creazione monetaria erogata dalla Banca centrale europea e va ad aggiungersi a quelle che sono le prestazioni dei vari sistemi sociali nazionali. Considero fondamentale fare riferimento a tale dibattito perch\u00e9 esso parte dall\u2019osservazione concreta della stagnazione della domanda e dalla necessit\u00e0 di rilanciare i consumi.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-06-22T09:25:36+00:00\">Ribadisco inoltre che parlare oggi, seriamente, di <em>reddito di cittadinanza<\/em> significa soprattutto tenere in conto i nuovi processi di creazione del valore.<\/ins> L\u2019impostazione \u201cdi principio\u201d della proposta di reddito in Svizzera risentiva invece molto delle suggestioni della filosofia morale, <em>\u00e0 <\/em>la Van Parijs. Tali proposizioni si sono progressivamente sviluppate proprio in termini <em>redistributivi, <\/em>mostrando una modalit\u00e0 che forse \u00e8 troppo forte definire <em>auto-contraddittoria<\/em>. Certamente, poich\u00e9 si basa sulla vigenza e sulla centralit\u00e0 del lavoro salariato, \u00e8 corretto dire che \u00e8 un impianto che ha fatto il suo tempo.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Il risultato del voto come lo interpreti? Per molti, nonostante la proposta non sia passata, si \u00e8 trattato di un esito incoraggiante.<br \/>\n<\/strong><ins datetime=\"2016-06-22T09:41:39+00:00\">\u00c8 molto importante che si sia avviato il discorso<\/ins>, come sostenevo, anche se a mio avviso il risultato (23% di s\u00ec) non \u00e8 eclatante: l\u2019avrei considerato un successo qualora si fosse raggiunto un 30% di adesioni alla proposta. Tuttavia, <ins datetime=\"2016-06-22T09:41:39+00:00\">\u00e8 indicativo di un clima che sta cambiando: l\u2019<em>Economist<\/em> o il <em>Financial Times<\/em> ne hanno molto parlato il che significa che in qualche misura esiste ormai una diffusa sensibilit\u00e0 riguardo l\u2019ineluttabilit\u00e0 del reddito. Questa prova della Svizzera \u00e8 stata un po\u2019 come il <em>trailer<\/em> di un film prossimo a uscire nelle sale, dopo il quale a un certo punto compare la scritta <em>coming soon<\/em>. Del resto, il capitalismo stesso \u00e8 consapevole del rompicapo della produttivit\u00e0 di fronte al quale ci troviamo. Come calcolare la produttivit\u00e0 contemporanea? E perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec bassa? Il punto \u00e8, chiaramente, che la produttivit\u00e0 che conta di pi\u00f9, il lavoro che facciamo in rete, nelle varie connessioni che agiamo, imprescindibili dentro le nostre vite, nel lavoro sociale, non \u00e8 calcolabile perch\u00e9 \u00e8 \u201cfuori\u201d. Dunque, non c\u2019\u00e8 modo di farla rientrare nel calcolo statistico. Questo \u00e8 un grosso problema e l\u2019<em>Economist<\/em>, il <em>Financial Time<\/em>s se ne rendono conto per primi, perci\u00f2 guardano a tutto questo e alla prospettiva del reddito con un misto di apprensione e di interesse insieme. Quindi, insomma, piano piano i nostri discorsi sul reddito guadagnano legittimit\u00e0<\/ins>.<br \/>\nD\u2019altro lato, lo stato sociale cos\u00ec come \u00e8 adesso, forgiato sul fordismo, sta andando incontro a seri problemi di finanziamento poich\u00e9 l\u2019architettura del welfare risente della crisi del lavoro salariato. Dunque \u00e8 assolutamente necessario intervenire con una nuova ingegneria sociale per tamponare tale punto di blocco. La bizzarria \u00e8 che, di solito, chi attacca il reddito di base contemporaneamente vuole anche lo smantellamento dello stato sociale e appoggia le politiche di <em>austerity<\/em> e il rigore.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Alla fine, verrebbe da dire, anche se pare un paradosso, non \u00e8 cos\u00ec semplice \u201cdare\u201d del denaro alle persone, tra etica del lavoro, competizioni, diseguaglianze\u2026<br \/>\n<\/strong>Abbiamo assoluta necessit\u00e0 di avviare una riflessione sul significato sociale del denaro. Penso ad alcuni studi della sociologa americana Vivian Zelizer: non \u00e8 vero che il denaro \u00e8 un equivalente generale, ogni gruppo sociale ne fa un uso diverso e d\u00e0 al denaro un significato, un senso diverso che \u00e8 frutto dei vissuti, delle proiezioni, del sistema di valori del singolo o della singola. Zelizer lo ha studiato rilevando interessanti discrepanze anche sulle spinte all\u2019acquisto che dipendono dal lavoro che fai, dal tuo campo di interessi, da tensioni affettive. Del resto, io stesso mi ricordo che a casa mia si facevano buste differenti per i soldi destinandoli ai vari scopi, dalle vacanze ai compleanni: ognuna di queste buste non conteneva solo una quota di denaro, conteneva un\u2019idea, un simbolo, un valore diversificato che andava ben oltre quello del denaro in s\u00e9. Oppure, per fare un altro esempio, nelle comunit\u00e0 ebraiche \u00e8 sempre stato ritenuto fondamentale tenere da parte una cifra per garantire funerali dignitosi a chi se ne andava ed \u00e8 da l\u00ec che prende avvio l\u2019idea delle assicurazioni sulla vita.<br \/>\nUn\u2019ultima cosa: per immaginare seriamente il reddito bisogna soprattutto entrare nell\u2019idea di ricostruire una comunit\u00e0 di rischio. La diseguaglianza crescente, l\u2019individualismo connesso ai sistemi di precarizzazione giocano contro la messa in comune del rischio, \u201cprivatizzano\u201d il rischio, lo addossano alla singola persona. Noi dobbiamo ritornare a sentirci parte di una comunit\u00e0 di rischio e trovare nuovi modi e strumenti per difenderci insieme.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/tutta-la-vita-con-il-debito-grazie-al-piano-renzi-sulle-pensioni\/\">(da www.effimera.org, giugno 9th, 2016)<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong><a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/tutta-la-vita-con-il-debito-grazie-al-piano-renzi-sulle-pensioni\/\">\u00abTutta la vita con il debito grazie al piano Renzi sulle pensioni\u00bb<br \/>\n<\/a><\/strong>intervista a\u00a0Christian Marazzi, a cura di Roberto Ciccarelli<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong><ins datetime=\"2016-06-22T12:36:12+00:00\">Cosa pensa della proposta del governo Renzi<\/ins>?<\/strong><br \/>\n<ins datetime=\"2016-06-22T12:36:12+00:00\">Sembra di sognare. Devo dire che una cosa del genere fin\u2019ora non l\u2019ho mai vista proposta e tantomeno applicata altrove. Per il momento prendiamola solo come idea. Siamo nel pieno della bioeconomia nel senso della messa a valore finanziario della vita. Quella del governo italiano \u00e8 una pura e semplice titolarizzazione dei diritti sociali. La sua logica assomiglia a quella delle strategie finanziarie che hanno portato alla catastrofe dei mutui subprime. Si vuole coinvolgere le banche e dare di nuovo una bella spinta alla privatizzazione di parti dello stato sociale<\/ins>.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Quali rischi potrebbe comportare?<\/strong><br \/>\nQuello di una cartolarizzazione sull\u2019onda di quanto gi\u00e0 sperimentato e che peraltro \u00e8 una pratica ricorrente: questi titoli di credito cartolarizzato saranno sicuramente differenziati al loro interno, per quanto riguarda il rischio di rendimento e di ripagamento. La cartolarizzazione potrebbe rendersi necessaria per permettere alle banche di far fronte alla difficolt\u00e0 di rendere remunerativi i titoli di credito in un periodo di tassi praticamente nulli, se non proprio negativi. \u00c8 possibile che le banche tenteranno di aumentare i volumi degli anticipi pensionistici liberando i bilanci attraverso la cartolarizzazione.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini sostiene che questa non \u00e8 una penalizzazione ma una rata di ammortamento, varier\u00e0 a seconda della categoria dei lavoratori coinvolti e non graver\u00e0 sui loro eredi.<\/strong><br \/>\nLa pensa cos\u00ec perch\u00e9 altrimenti non l\u2019avrebbe proposta. Mi sembra evidente che il credito e il debito che permetteranno di anticipare e rendere flessibile il pensionamento graveranno sui beneficiari. Dovranno pure pagarlo, anche nell\u2019arco di vent\u2019anni, ma dovranno restituirlo. Con i livelli di pensione che ci sono mi chiedo se questa non sia un\u2019istigazione a lavorare in nero. Sono pur sempre somme che calcolate sull\u2019arco di un anno possono essere importanti per una persona che ha una pensione bassa.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>\u00c8 un altro passo per sostituire l\u2019uomo indebitato al lavoratore salariato nel welfare europeo?<\/strong><br \/>\nSi \u00e8 quello che intendo per bioeconomia. La bioeconomia ruota attorna all\u2019uomo indebitato ed \u00e8 la forma di governance della societ\u00e0 attraverso la generalizzazione dell\u2019indebitamento. Vedo un forte parallelismo tra i giovani che si indebitano per studiare negli Stati Uniti e gli anziani che si indebitano per potere smettere di lavorare in Italia. Ormai il nostro ciclo di vita attiva inizia con il debito per finire con il debito. I diritti sociali che abbiamo maturato nel corso del Novecento, a partire dalle lotte dei movimenti operai, si stanno trasformando in titoli finanziari. Nel settore immobiliare, nel credito a consumo o in quello previdenziale, la logica \u00e8 sempre la stessa: anticipare in modo tale da ipotecare il futuro.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Come giudica la politica previdenziale dalla riforma Fornero a oggi?<\/strong><br \/>\n\u00c8 costituita da misure tampone per tenere testa a un disastro creato attraverso l\u2019esperimento del governo tecnico Monti che ha commissariato l\u2019Italia con il Fiscal compact. Bisogna capire che il sistema pensionistico non \u00e8 riformabile nei termini della Fornero e non pu\u00f2 esserlo nemmeno con la finanziarizzazione. Lo stato sociale \u00e8 una cosa molto articolata e metterci mano con questi espedienti denota a volte creativit\u00e0 ma il pi\u00f9 delle volte porta a alchimie improvvisate e pericolosissime che destano preoccupazione. \u00c8 sempre la stessa storia: in una situazione politica a rischio di Brexit e della deflagrazione dell\u2019Ue, si continua a rispondere alle rivendicazioni di sovranit\u00e0 nazionale di destra con misure che non fanno altro che rafforzare vie d\u2019uscita nazionalistiche a problemi che sono strutturali e di fatto riguardano tutta l\u2019Europa.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Cosa dovrebbe fare il governo?<\/strong><br \/>\nChiedere l\u2019istituzione di un sistema di mutualizzazione e di intervento in termini di redistribuzione e monetizzazione delle rendite in Europa.<br \/>\n<strong><br \/>\nI nati dal 1980 in poi non avranno pensione o dovranno lavorare fino a oltre 75 anni. La finanziarizzazione della previdenza cosa comporter\u00e0 per loro?<\/strong><br \/>\nAnche questo \u00e8 un problema europeo: il cumulo di lacune contributive dovute alla precarizzazione del lavoro riguarda sia l\u2019Italia che addirittura la Svizzera dove vivo. Ha un margine di sopportabilit\u00e0 che non va oltre il 2020. Il finanziamento di questo sistema pensionistico si riveler\u00e0 sempre pi\u00f9 problematico. Perche il lavoro precario \u00e8 per definizione l\u2019opposto del lavoro salariato sulla base del quale sono stati costruiti i nostri stati sociali. Pi\u00f9 si erode il lavoro salariato, pi\u00f9 si erode il finanziamento dello stato sociale. Il finanziamento dell\u2019intero sistema della sicurezza sociale e, in particolare, della pensione \u00e8 un problema inaggirabile.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong><ins datetime=\"2016-06-22T12:36:12+00:00\">Qual \u00e8 soluzione per lei<\/ins>?<\/strong><br \/>\n<ins datetime=\"2016-06-22T12:36:12+00:00\">Il reddito di base incondizionato permette di colmare queste lacune ed evitare che portino all\u2019esclusione dal sistema delle tutele sociali. <\/ins>Questo \u00e8 il senso del referendum che si \u00e8 tenuto in Svizzera. Il problema non pu\u00f2 essere pi\u00f9 rimandato. Siamo entrati in una fase in cui la riforma del sistema previdenziale va veramente portata a livello europeo. Sul piano nazionale \u00e8 praticamente impossibile effettuare riforme in positivo, ma solo in termini repressivi o semplicemente di taglio e smantellamento del welfare.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>il manifesto<\/em>, 16 giugno 2016)<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Svizzera si \u00e8 tenuto all&#8217;inizio di questo mese un referendum sul reddito minimo o di cittadinanza. E&#8217; stato bocciato, ma ha avviato una discussione che in Italia non ha quasi avuto nessun eco. 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