{"id":1143,"date":"2011-03-04T10:58:01","date_gmt":"2011-03-04T10:58:01","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=1143"},"modified":"2011-03-06T19:37:33","modified_gmt":"2011-03-06T19:37:33","slug":"nordest-due-guru-sul-lettino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2011\/03\/04\/nordest-due-guru-sul-lettino\/","title":{"rendered":"Nordest, due guru sul lettino"},"content":{"rendered":"<p>Su <em>la Nuova Venezia<\/em> del 3 marzo (p. 41) \u00e8 comparso un articolo\u00a0di\u00a0Emilio Randon su una vicenda intellettuale\u00a0e scientifica che a suo tempo m&#8217;interess\u00f2 molto, anche per ragioni di lavoro. La vicenda ha due protagonisti,\u00a0Enzo Rullani e Bruno Anastasia. Il primo \u00e8 uno dei pi\u00f9 produttivi docenti universitari locali (ha insegnato molto tra Venezia e Udine), il secondo \u00e8 da sempre un\u00a0analista della vita economica veneta\u00a0nonch\u00e9\u00a0nostro compaesano, in senso lato.<\/p>\n<p>Il giornalista li ricorda dapprima &#8220;entrambi periferici all&#8217;Accademia&#8221;, anzi come coloro che &#8220;si opposero ai riflessi d&#8217;ordine di un&#8217;intellighenzia accademica formatasi sulla vulgata marxista&#8221;. Poi afferma che &#8220;Rullani e Anastasia devono solo difendersi da un eccesso di compiacimento&#8221; (cos\u00ec scrive!). Ma cosa fecero di tanto bello? Scrissero a\u00a0quattro mani <em>La nuova periferia. Saggio sul modello Veneto<\/em>, pubblicato nel lontano 1982, che era una descrizione in tempo reale dei cambiamenti in atto nella struttura produttiva, quindi sociale, veneta.\u00a0Ebbene,\u00a0ammettiamolo, furono &#8220;scientifici&#8221; (diciamo cos\u00ec) mentre altri &#8220;resistevano&#8221; (come scrive il giornalista) , quindi non vedevano. Ma adesso?\u00a0<\/p>\n<h5>\u00abCi siamo accorti in ritardo e con qualche rimpianto del potere dissipativo dello sviluppo avviato a Nordest. Erodeva risorse, territorio, operosit\u00e0, infrastrutture.\u00bb<\/h5>\n<p>Cazzo! Ho sobbalzato: &#8220;potere dissipativo dello sviluppo&#8221;! E&#8217; un&#8217;espressione\u00a0mica da poco.\u00a0Ma di seguito,\u00a0&#8220;Anastasia fa la somma di torti e ragioni&#8221;, scrive il nostro giornalista, anzi riporta le sue parole: \u00abavevamo visto giusto, il modello era forte, \u00e8 cresciuto\u00bb. E quelle di Rullani: \u00absono passati 30 anni, la realt\u00e0 \u00e8 andata dove noi dicevamo\u00bb. Ho capito, ho capito, ma allora \u00e8\u00a0ancora tutto giusto, tutto bello, tutto previsto? Ma no, purtroppo:<\/p>\n<h5>\u00abOggi abbiamo a disposizione una forma di flessibilit\u00e0 negativa, diciamo che finora \u00e8 stata la non-organizzazione che ci ha reso flessibili. Ci\u00f2 pu\u00f2 diventare una iattura. C\u2019\u00e8 materiale per un nuovo patto per lo sviluppo. Bisogna imparare a vivere e lavorare in rete, adottando oltre alla propria identit\u00e0 anche una visione dei problemi e dei traguardi da raggiungere.\u00bb<\/h5>\n<p>Cos\u00ec finisce anche l&#8217;articolo, piuttosto strano. Sembrava scritto per esaltare e finisce con\u00a0un&#8217;affabulazione da\u00a0lettino psicoanalitico (&#8220;dottore, sono felice ma sento che devo cambiare completamente vita&#8221;). Ma forse servono pi\u00f9\u00a0sedute, forse \u00e8 ancora un problema\u00a0di linguaggio,\u00a0di termini usati, forse. Magari andando avanti non si penser\u00e0\u00a0solo alle imprese, ai fatturati,\u00a0al PIL. Magari pi\u00f9 in l\u00e0 non\u00a0si chiamer\u00e0\u00a0pi\u00f9 &#8216;sviluppo&#8217; solo la\u00a0crescita del PIL. Speriamo di non dover attendere altri trent&#8217;anni per la prossima seduta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su la Nuova Venezia del 3 marzo (p. 41) \u00e8 comparso un articolo\u00a0di\u00a0Emilio Randon su una vicenda intellettuale\u00a0e scientifica che a suo tempo m&#8217;interess\u00f2 molto, anche per ragioni di lavoro. La vicenda ha due protagonisti,\u00a0Enzo Rullani e Bruno Anastasia. 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