{"id":11413,"date":"2016-05-26T21:10:57","date_gmt":"2016-05-26T21:10:57","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=11413"},"modified":"2016-05-29T17:23:21","modified_gmt":"2016-05-29T17:23:21","slug":"una-costituzione-democratica-ha-innanzitutto-lobbligo-della-chiarezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2016\/05\/26\/una-costituzione-democratica-ha-innanzitutto-lobbligo-della-chiarezza\/","title":{"rendered":"&#8220;Una costituzione democratica ha innanzitutto l&#8217;obbligo della chiarezza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gustavo_Zagrebelsky\">Gustavo Zagrebelsky<\/a> \u00e8 stato membro della Corte Costituzionale italiana per nove anni e suo presidente negli ultimi nove mesi di questo lungo mandato ed \u00e8 una delle menti pi\u00f9 lucide e spiritose\u00a0del quadro culturale e politico nazionale. Non \u00e8 un caso che Ezio Mauro, gi\u00e0 direttore di <em>Repubblica<\/em> nell&#8217;ultimo ventennio si sia rivolto\u00a0a lui per capire le ragione del No al referendum costituzionale previsto all&#8217;inizio del prossimo ottobre. (Le evidenziazioni sono mie.)<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2016\/05\/26\/news\/referendum_riforme_zagrebelsky-140616373\/?ref=HREC1-1\"><strong>&#8220;Renzi e il referendum &#8211; Il mio No per evitare una democrazia svuotata&#8221;<\/strong><\/a><br \/>\ndi Ezio Mauro<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><em>Per l&#8217;ex presidente della Consulta la riforma del Senato sommata all&#8217;Italicum &#8220;realizza il sogno di ogni oligarchia: umiliare la politica a favore delle tecnocrazie&#8221;<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Professor Zagrebelsky, dunque pi\u00f9 che a un referendum saremmo davanti a un golpe, come sostiene il fronte del &#8220;no&#8221; alla riforma che lei guida insieme a altri dieci ex presidenti della Consulta, e a molti costituzionalisti? Non lo avete mai sostenuto nemmeno davanti agli abusi di potere di Berlusconi e alle sue leggi ad personam: cos&#8217;\u00e8 successo?<\/strong><br \/>\n&#8220;Nel &#8220;fronte del no&#8221; convergono preoccupazioni diverse, come \u00e8 naturale. Vorrei per\u00f2 che si lasciassero da parte le parole a effetto. L&#8217;atmosfera \u00e8 gi\u00e0 troppo surriscaldata. Contesto la parola golpe, non l&#8217;allarme. Come si fa a non vedere che il potere va concentrandosi e allontanandosi dai cittadini comuni? Non basta per preoccuparsi?&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Sono qui per sentire lei, e aiutare i lettori a capire. Dove vede questo disegno di esproprio del potere?<br \/>\n<\/strong> &#8220;Non penso a una &#8220;Spectre&#8221;, per intenderci. Vedo un progressivo svuotamento della democrazia a vantaggio di ristrette oligarchie. Per ora le forme della democrazia reggono, ma si svuotano. Si parla di post-democrazia e, se subentra l&#8217;autoritarismo, di &#8220;democratura&#8221;. Ripeto: non c&#8217;\u00e8 da preoccuparsi?&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Tutto questo per il referendum sulla riforma del Senato?<\/strong><br \/>\n<ins datetime=\"2016-05-26T08:35:34+00:00\">&#8220;Il Senato \u00e8 un dettaglio, o un&#8217;esca. Meglio se lo avessero abolito del tutto. \u00c8 all&#8217;insieme che bisogna guardare. Rispetto ai mali che tutti denunciamo (rappresentanti che non rappresentano, partiti asfittici e verticistici e, dall&#8217;altro lato, cittadini esclusi e impotenti) che significa la riforma costituzionale unita a quella elettorale? A me pare di vedere il sogno di ogni oligarchia: l&#8217;umiliazione della politica a favore di un misto di interessi che trovano i loro equilibri non nei Parlamenti, ma nelle tecnocrazie burocratiche. La conseguenza \u00e8 che viviamo in un continuo presente. Il motto \u00e8 &#8220;non ci sono alternative&#8221;, e cos\u00ec il pensiero \u00e8 messo fuori gioco&#8221;.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Lei ha avuto responsabilit\u00e0 istituzionali, \u00e8 stato presidente della Consulta: non ha mai sollevato questo allarme coi vertici dello Stato?<br \/>\n<\/strong> &#8220;Con &#8220;i vertici&#8221; ho poche occasioni d&#8217;incontro. Ma ne ricordo uno, al Quirinale col presidente Napolitano. Gli parlai dell&#8217;alternativa che si prospetta sempre, quando le condizioni sociali si fanno strette e il malessere aumenta, tra chiusure autoritarie e aperture democratiche: o la ricerca di nuove strade o l&#8217;insistenza su quelle vecchie che pesano sui gruppi sociali pi\u00f9 deboli&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ad esempio?<\/strong><br \/>\n&#8220;Pensi al modo abituale di tirare avanti esponendosi ai creditori. Il debitore finisce per cadere totalmente nelle loro mani. Nel diritto antico potevi finire schiavo. Oggi puoi essere spogliato. Si canta vittoria quando la finanza internazionale rifinanzia il debito pubblico e non si vede il nodo del cappio che si stringe. Eppure c&#8217;\u00e8 l&#8217;esempio della Grecia che parla chiaro. Lo stato sociale \u00e8 allo stremo e si sono chiesti in garanzia spiagge, isole e porti, se non anche il Partenone&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Io sono pi\u00f9 preoccupato per questi problemi che per la riforma del Senato: il welfare state, quella che abbiamo chiamato l&#8217;economia sociale di mercato, la democrazia del lavoro fanno parte della civilt\u00e0 europea, non le pare?<br \/>\n<\/strong> &#8220;Anche per me questa \u00e8 la vera posta in gioco. Guardi per\u00f2 che <ins datetime=\"2016-05-26T08:35:34+00:00\">tutto nel nostro discorso si tiene, dal welfare al referendum. Senn\u00f2 non si capirebbe, di fronte all&#8217;enormit\u00e0 dei problemi che abbiamo, tanto accanimento nei confronti del povero Senato. Il &#8220;s\u00ec&#8221; spianerebbe una strada; il &#8220;no&#8221; farebbe resistenza&#8221;.<br \/>\n<\/ins><br \/>\n<strong>Insomma, dalla crisi si pu\u00f2 uscire con meno o pi\u00f9 democrazia?<\/strong><br \/>\n&#8220;S\u00ec. La prima strada porta alla rottura dei vincoli sociali, diciamo pure alla distruzione della societ\u00e0, condannando i pi\u00f9 deboli all&#8217;impotenza e all&#8217;irrilevanza. La seconda passa per un grande discorso democratico, franco, sincero, che non nasconda le difficolt\u00e0 e chiami tutti a uno sforzo di responsabilit\u00e0, ciascuno secondo le proprie possibilit\u00e0, mobilitando le energie civili del Paese e recuperando sovranit\u00e0&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Anche lei pensa che l&#8217;Europa sia un nemico, come dicono ogni giorno gli opposti populismi?<br \/>\n<\/strong> &#8220;Per nulla. Ma l&#8217;Europa \u00e8 una scelta, non un guinzaglio. L&#8217;articolo 11 della Costituzione prevede la possibilit\u00e0 che l&#8217;Italia limiti la sua sovranit\u00e0 a favore di organismi internazionali, ma a condizione che ci\u00f2 serva alla pace e alla giustizia tra le Nazioni. Che cosa vuol dire? Che non \u00e8 un&#8217;abdicazione incondizionata alla finanza, entit\u00e0 immateriale con conseguenze molto concrete, ma una partecipazione consapevole e paritaria a istituzioni democratiche sovranazionali. L&#8217;Europa dovrebbe significare pi\u00f9, non meno democrazia&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Sta dicendo che l&#8217;Europa \u00e8 un destino democratico da scegliere ogni giorno, non un vincolo di cui si smarrisce la legittimit\u00e0?<\/strong><br \/>\n&#8220;\u00c8 l&#8217;opposto della semplificazione brutale dei nazionalisti. Anzi, un recupero dello spirito di Ventotene, un &#8220;plebiscito d&#8217;ogni giorno&#8221; dei popoli, non dei mercati. Invece si \u00e8 pensato che unendo i mercati la politica avrebbe seguito. Ma gli interessi economici spesso sono ostili alla politica, e la riducono a intendenza. Speriamo che non sia troppo tardi&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ma secondo lei la politica accetta consapevolmente questa diminuzione di ruolo e di peso, o decide il rapporto di forza?<br \/>\n<\/strong> &#8220;C&#8217;\u00e8 un pensiero unico in campo, tra l&#8217;altro responsabile della crisi. Perfino un riformista come Keynes \u00e8 considerato un eretico. La politica, dicevo, si \u00e8 ridotta a una dimensione puramente esecutiva, con interventi tampone, incapace di un pensiero autonomo e prospettico. L&#8217;implosione \u00e8 sempre in agguato&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-05-26T09:59:57+00:00\"><strong>Professore, non \u00e8 troppo pessimista?<\/strong><br \/>\n&#8220;Non parlerei di pessimismo, ma di prudenza, una virt\u00f9 che nel governo delle societ\u00e0 non \u00e8 mai troppa. A parte tutto, la riforma \u00e8 scritta malissimo, illeggibile, talora incomprensibile&#8221;.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-05-26T09:59:57+00:00\"><strong>Sta facendo un problema di forma?<\/strong><br \/>\n&#8220;Di sostanza, prego, perch\u00e9 una costituzione democratica ha innanzitutto l&#8217;obbligo della chiarezza. Il linguaggio dei riformatori rivela due difetti: semplificazione e radicalit\u00e0, brutalit\u00e0 e ingenuit\u00e0&#8221;.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>\u00a0Si pu\u00f2 essere brutali e ingenui al tempo stesso?<br \/>\n<\/strong> &#8220;Certo. Prenda lo slogan: la sera delle elezioni si sapr\u00e0 chi ha vinto. Non le sembra che riveli una mentalit\u00e0 al tempo stesso sbrigativa e ingenua? In quel giorno ci saranno vincitori e vinti e <em>vae victis<\/em>! &#8220;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ma lo slogan non indica anche un rimedio alla palude, all&#8217;eterna tentazione del consociativismo?<\/strong><br \/>\n&#8220;A patto di non considerare la vittoria come un&#8217;unzione sacra che permette di insultare chi non \u00e8 d&#8217;accordo: sindacati, professori, magistrati, pubblici amministratori, con l&#8217;idea che siano avversari da spegnere. Un governante saggio non dovrebbe crearsi il nemico perch\u00e9, appena le cose incominceranno ad andare male, sar\u00e0 chiamato a pagare un conto salato&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ma nel Paese dell&#8217;eterno democristiano, non \u00e8 meglio un legame diretto tra il voto e il governo?<\/strong><br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 &#8220;diretto&#8221; sarebbe &#8220;non democristiano&#8221;? A me pare che proprio l&#8217;idea del vincitore e dello sconfitto alimenti una vocazione tipica da noi: il timore d&#8217;essere lasciati nel campo della sconfitta. Cos\u00ec, c&#8217;\u00e8 stata e c&#8217;\u00e8 una vocazione potente a salire sul carro del vincitore. E questa non \u00e8 forse la forma peggiore del consociativismo, addirittura preventiva?&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-05-26T09:59:57+00:00\"><strong>Lei teme l&#8217;abuso del vincitore?<br \/>\n<\/strong> &#8220;Si \u00e8 parlato della Costituzione vigente come il frutto ormai superato della &#8220;paura del tiranno&#8221;. Il tiranno, nel senso del fascismo, oggi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Ma il vento che tira in Europa e nel mondo non ci rende avvertiti di altri, nuovi pericoli? Tanto pi\u00f9 che le istituzioni che saranno sottoposte a referendum varranno per il futuro e non sappiamo chi potr\u00e0 avvalersene&#8221;.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ma ci sono costituzionalisti, come il professor Cassese, che non vedono nella riforma un rafforzamento dell&#8217;esecutivo: \u00e8 cos\u00ec?<\/strong><br \/>\n&#8220;Nessuno pu\u00f2 essere certo delle sue previsioni, ma il gioco combinato della &#8220;velocit\u00e0&#8221; nella politica e dell&#8217;elezione come investitura trasformer\u00e0 chi vince in arbitro indiscusso del sistema. Gi\u00e0 ora il Capo del governo \u00e8 anche Capo del suo partito, e la minoranza interna \u00e8 schiacciata sotto il ricatto permanente del voto anticipato&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Anche De Mita per un breve periodo fu segretario della Dc e capo del governo: perch\u00e9 nessuno lo paragon\u00f2 a un tiranno?<br \/>\n<\/strong> &#8220;Semplice: perch\u00e9 c&#8217;erano i partiti e una legge elettorale proporzionale con le preferenze. Oggi i partiti sono dei monoliti, col solo compito di sostenere il Capo. E, di nuovo, tutto si tiene: con la legge elettorale vigente in Parlamento siederanno i fedelissimi&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Lei ritiene Renzi capace di tutto questo?<\/strong><br \/>\n&#8220;Non voglio personalizzare. Tra l&#8217;altro oggi c&#8217;\u00e8 Renzi, domani pu\u00f2 venire chiunque. I governi passano, le istituzioni restano&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-05-26T09:59:57+00:00\"><strong>Ma la societ\u00e0 non vuole un superamento del bicameralismo perfetto?<\/strong><br \/>\n&#8220;Lo voglio anch&#8217;io, ma non in questo modo. Ridurre procedure e costi \u00e8 positivo. Ma tutto ci\u00f2 non va cavalcato in termini antiparlamentari, perch\u00e9 saremmo all&#8217;antipolitica. Di un parlamento vitale si ha sempre bisogno. Anzi avremmo bisogno che rappresentasse il meglio del Paese, come si diceva una volta: ridotto nel numero e pi\u00f9 competente&#8221;.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-05-26T09:59:57+00:00\"><strong>Le ricordano sempre che Ingrao si schier\u00f2 a favore di una sola Camera: cosa risponde?<br \/>\n<\/strong> &#8220;L&#8217;idea di Ingrao era la &#8220;centralit\u00e0 del Parlamento&#8221;. Voleva una Camera sola per promuovere la politica in Parlamento, non per umiliarli entrambi&#8221;.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-05-26T09:59:57+00:00\"><strong>E&#8217; questa la vera ragione del suo &#8220;no&#8221;?<\/strong><br \/>\n&#8220;E&#8217; fondamentalmente questa, unita a ragioni specifiche. Il Senato \u00e8 ridotto, ma non abolito. Il bicameralismo rimane per una serie di materie che possono innescare seri conflitti. \u00c8 previsto che siano risolti dalla trattativa tra i due presidenti. Ma \u00e8 lecito patteggiare sul rispetto delle regole? Le incongruenze tecniche sono molte. Non invidio chi dovr\u00e0 scrivere la nuova legge elettorale del Senato. Non si capisce da chi saranno scelti i nuovi senatori: se sono &#8220;designati&#8221; dagli elettori non possono essere &#8220;eletti&#8221; dai Consigli regionali. Sa cosa le dico? Non mi dispiace non insegnare pi\u00f9 il diritto costituzionale il prossimo anno, perch\u00e9 non saprei come spiegare ai miei studenti non una materia, ma un guazzabuglio&#8221;.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Pi\u00f9 facile spiegare la fiducia al governo da parte di una sola Camera, non crede?<br \/>\n<\/strong> &#8220;Questo \u00e8 giusto, e utile. Non sono affatto contrario a un governo che governi. Ma dentro un sistema che respiri democraticamente a pieni polmoni&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2016-05-26T09:59:57+00:00\"><strong>Dal governo non pu\u00f2 venire niente di buono?<\/strong><br \/>\n&#8220;Perch\u00e9? Sono buone le unioni civili, l&#8217;autonomia dai vescovi, la prudenza sulla Libia, il rifiuto della politica del &#8220;a casa nostra&#8221; verso i migranti. Vede che non ho pregiudizi? Ma non mi piace che una discussione sulla Costituzione si trasformi in un plebiscito sul governo. La Costituzione non \u00e8 a favore n\u00e9 contro qualcuno, non si vince in questa materia e non si perde. Nessuno si gioca tutto sulla Carta, tutti ci giochiamo qualcosa e forse molto&#8221;.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Professore, non l&#8217;ho mai sentita richiamare i grillini, come fa con il Pd, ad una responsabilit\u00e0 comune sul destino del sistema: come mai?<br \/>\n<\/strong> &#8220;Potrei dirle che l&#8217;antipolitica \u00e8 figlia della cattiva politica. Ma \u00e8 giunta l&#8217;ora che i Cinque Stelle si emancipino dalle idee elitistiche e accettino la logica parlamentare. La vera arte politica sta nel creare le condizioni dello stare insieme. Il che non vuol dire rinunciare alle proprie ragioni, ma cercare di diffonderle oltre i propri confini. Dire questo non significa nostalgia del vecchio ordine, ma desiderio di buona politica&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>A proposito di vecchio, cosa risponde a chi usa questo termine come un insulto contro di voi?<\/strong><br \/>\n&#8220;Anche noi siamo stati giovani, senza averne merito, e anche loro diventeranno vecchi, senza colpe per questo. Ma, non era la destra che polemizzava coi vecchi?&#8221;.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>S\u00ec, ricorda gli attacchi a Spadolini, Rita Levi Montalcini sbeffeggiata in Senato: dunque?<\/strong><br \/>\n&#8220;C&#8217;\u00e8 traccia di futurismo nella rottamazione. I giovani hanno sempre ragione, i vecchi devono sempre tacere. Sono battute, dice qualcuno. Ma vede: cos\u00ec si smarrisce il sentimento del passaggio generazionale, la trasmissione dell&#8217;esperienza. Si vuole rompere la tradizione in nome di un presunto Anno Zero. Certo, l&#8217;eccesso di tradizione spegne. Ma tagliare ogni radice per il peso della memoria espone al vento. Vivi nell&#8217;oggi e improvvisa.&#8221;<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>la Repubblica<\/em>, 26 maggio 2016)<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gustavo Zagrebelsky \u00e8 stato membro della Corte Costituzionale italiana per nove anni e suo presidente negli ultimi nove mesi di questo lungo mandato ed \u00e8 una delle menti pi\u00f9 lucide e spiritose\u00a0del quadro culturale e politico nazionale. 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