{"id":10991,"date":"2015-07-16T20:10:02","date_gmt":"2015-07-16T20:10:02","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=10991"},"modified":"2015-07-17T08:58:35","modified_gmt":"2015-07-17T08:58:35","slug":"quante-balle-sui-greci-5-de-te-fabula-narratur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2015\/07\/16\/quante-balle-sui-greci-5-de-te-fabula-narratur\/","title":{"rendered":"Quante balle sui greci. (5) De te fabula narratur"},"content":{"rendered":"<p>Si leggono tante cose in queste ore, alcune anche veramente interessanti, ma pochi leggono gli eventi in corso come un <em>de te fabula narratur <\/em>e un capitolo del finanzcapitalismo.\u00a0Cos\u00ec fa\u00a0Guido Viale in\u00a0un articolo\u00a0che sta per essere pubblicato. Il titolo provvisorio\u00a0\u00e8 mio.<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Il dramma greco anticipa il nostro<\/strong><br \/>\ndi Guido Viale<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>I negoziatori del 12 luglio sono entrati nella sala della riunione in grisaglie e ne sono usciti con il volto di Dracula.<\/strong> Un volto che ossessioner\u00e0 tutti i cittadini europei, mano a mano che si renderanno conto di quel che \u00e8 accaduto; ma che da oggi ossessioner\u00e0 anche i loro governanti: perch\u00e9 non aver difeso la Grecia di Tsipras oggi, ed essersi anzi uniti al drappello sempre pi\u00f9 folto di coloro che ne hanno diretto il waterboarding, li espone, domani, alla prospettiva di trattamento analogo. Non solo non potranno pi\u00f9 permettersi di proporre un cambio di rotta, ma dovranno sottostare alle pretese ogni giorno pi\u00f9 esose di chi guida la danza dell\u2019austerity. <ins datetime=\"2015-07-16T08:05:02+00:00\">Con il 2016 entra in vigore il fiscal compact, cio\u00e8 l\u2019obbligo di cominciare a rientrare dal proprio debito. Nessuno ci pensava o ne parlava pi\u00f9; ma ora quel patto potr\u00e0 essere richiamato in sevizio e scombussolare piani e bilanci di tutti gli Stati<\/ins>: non solo quelli gi\u00e0 a rischio, come Italia, Spagna e Portogallo; ma anche Francia, Olanda o Finlandia, che non stanno molto meglio. I birilli di questo bowling rischiano di cadere uno dopo l\u2019altro, e di coinvolgere, prima di quanto si possa pensare, anche la Germania.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Attaccare oggi Tsipras dopo averlo sostenuto ed esaltato fino a ieri \u00e8 un po\u2019 gaglioffo; specie se a farlo sono dei politici italiani. Innanzitutto perch\u00e9 da qui \u00e8 difficile avere un quadro esauriente della situazione greca. Poi, perch\u00e9, dopo averne condiviso l\u2019operato, bisognerebbe mettersi \u201cnei panni\u201d di Tsipras, cio\u00e8 di fronte alle alternative tra cui ha dovuto fare le sue scelte. Ma soprattutto perch\u00e9, subito dopo, bisognerebbe ritornare nei nostri, di panni: di chi cio\u00e8 ha dissipato il patrimonio della sinistra pi\u00f9 forte d\u2019Europa (non che non fosse da liquidare) senza aver saputo sostituirvi niente che non sia  l\u2019eterna riproposizione della propria inconsistenza. Ma se \u00e8 sbagliato voltare le spalle a Tsipras in questo difficile passaggio, non per questo diventa necessario appiattirsi sulle sue posizioni. Si dovrebbe guardare la vicenda greca con quel tanto di distacco che ci \u00e8 possibile per ricavarne fin da ora degli insegnamenti.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Innanzitutto l\u2019inconsistenza intellettuale e la malafede dei negoziatori<\/strong> sia dell\u2019eurogruppo che del Consiglio, gi\u00e0 evidenziate pi\u00f9 volte da Varoufakis, si proiettano su tutto l\u2019establishment europeo di cui sono espressione. Una classe dirigente che manda a fondo la Grecia pensando di ricavare 50 miliardi da asset che possono essere svenduti al massimo a 7 (la favola delle privatizzazioni per pagare i debiti\u2026), di normare l\u2019orario di apertura delle farmacie, o di riscrivere la procedura civile in una settimana, non ha futuro. Persino il FMI giudica quelle proposte irrealizzabili. Il che lascia aperta la partita. E non dimentichiamo che si tratta degli stessi governi che hanno rifiutato di farsi carico di alcune decine di migliaia di profughi. Un\u2019alternativa &#8211; sociale, politica e culturale &#8211; a questi esiti mostruosi deve tenerne conto: l\u2019Unione europea potrebbe dissolversi in pochi anni.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>In secondo luogo \u00e8 apparsa in tutta la sua inconsistenza l\u2019opzione di un\u2019uscita dall\u2019euro<\/strong> come alternativa alle politiche germanocentriche dell\u2019austerity. Le scelte di Tsipras, e gli stessi rilievi critici di Varoufakis nei suoi confronti, hanno messo in luce la drammaticit\u00e0, per l\u2019intera popolazione, ma anche le difficolt\u00e0 tecniche, mai prese in considerazione, di quell\u2019opzione: soprattutto se fatta in maniera non concordata. Ma andrebbe presa in  considerazione anche l\u2019impossibilit\u00e0 di recuperare competitivit\u00e0 con la svalutazione se una scelta del genere dovesse coinvolgere, anche in tempi diversi, un numero elevato di Stati membri. Ancora pi\u00f9 insensata e grottesca appare quindi la proposta di un referendum sull\u2019uscita dall\u2019euro: nel tempo che separa il suo lancio dalla sua eventuale realizzazione le banche verrebbero svuotate, paralizzando per mesi l\u2019intero paese. Eppure la politica, oggi, si nutre in buona parte di queste due cose: di \u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d e di promesse di un ritorno a \u201ccome si era prima\u201d dell\u2019euro.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>In terzo luogo l\u2019esito pesantissimo del negoziato che ha tenuto impegnato il Governo greco \u00e8 dovuto anche alla mancanza di un \u201cpiano B\u201d<\/strong> che contemplasse, in qualche forma, l\u2019introduzione di una moneta parallela all\u2019euro. Su questo punto ha ragione Varoufakis (che d\u2019altronde l\u2019aveva prospettato in alcuni suoi scritti). Ma anche questa non \u00e8 cosa realizzabile in una settimana: avrebbe dovuto essere predisposta fin dal giorno della vittoria elettorale, e studiato prima ancora. Syriza non ha avuto n\u00e9 tempo n\u00e9 modo per farlo. Ma una discussione sulle diverse versioni correnti di questa proposta e sulle forme di un suo eventuale utilizzo andrebbe sviluppata con maggiore impegno. Anche perch\u00e9 \u00e8 parte integrante non solo di un programma di politiche alternative alla subalternit\u00e0 all\u2019attuale  governance europea, ma anche di una strategia generale di riduzione del potere dell\u2019alta finanza sulle vite di tutti.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Quarto: il vero regista di questa resa dei conti con Syriza e con la Grecia non \u00e8 stato Schaeuble ma Draghi<\/strong>, come peraltro conferma il FMI. Sua \u00e8 la lettera scritta con Trichet per varare il governo Monti, le cui misure i memoranda della Trojka ricalcano fedelmente e che oggi vengono riproposte in forma aggravata; sua \u00e8 la scelta di escludere la Grecia dal quantitative easing e dalle altre misure di sostegno alle banche; sua la decisione di bloccare i fondi Ela (cio\u00e8 di costringere le banche greche a chiudere) mettendo Tsipras con le spalle al muro. <ins datetime=\"2015-07-16T08:05:02+00:00\">Il suo \u00e8 stato il comportamento di chi tiene ferma la vittima per permettere agli altri di colpirla meglio. Schaeuble non avrebbe avuto un potere incontrastato nel negoziato se Draghi non avesse tenuto \u201cbloccato\u201d l\u2019avversario. Una strategia alternativa deve quindi prospettare una diversa governance della BCE. Chiedere la fine della sua indipendenza non basta: significa consegnarla nelle mani del Consiglio, o dei singoli governi<\/ins>. Meglio allora, in attesa di un \u201cgoverno europeo\u201d, espressione di quell\u2019unit\u00e0 politica da cui ci si sta in realt\u00e0 allontanando a passi da gigante, che Banca centrale e politica monetaria vengano sottoposti al Parlamento europeo: che comunque potrebbe esercitare \u2013 adeguatamente attrezzato, e in regime di trasparenza che oggi non c\u2019\u00e8 &#8211; solo funzioni di indirizzo e di controllo. E\u2019 una prospettiva \u2013 che pu\u00f2 tradursi in una campagna, lanciata per ora in termini non sufficientemente chiari &#8211; che richiede anch\u2019essa di essere discussa per tempo. Comunque sia, l\u2019obiettivo della ristrutturazione o del taglio del debito \u00e8 imprescindibile.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Infine, sarebbe sbagliato promuovere, come in parte si fa, un risentimento antitedesco<\/strong> da contrapporre al nazionalismo che ha guidato il negoziato con Tsipras e Varoufakis, condotto fin dall\u2019inizio all\u2019insegna di una menzogna (\u201cnon permetteremo ai greci di spassarsela a nostre spese\u201d\u2026); ma condizionato soprattutto dalla volont\u00e0 di molcire e aizzare l\u2019elettorato delle maggioranze in carica. <ins datetime=\"2015-07-16T08:05:02+00:00\">La Germania non \u00e8 un monolite, anche se i vantaggi usurari che ha ricavato dall\u2019euro (un tema su cui la pubblicistica mainstream tace) sono in parte ricaduti su tutta la sua popolazione. E\u2019 anch\u2019essa un paese diviso in classi, su cui le politiche europee hanno inciso e incideranno sempre pi\u00f9 in modo differente. A guadagnarci, da un\u2019Europa e da un euro germanocentrici, non \u00e8 stata tanto \u201cla Germania\u201d, quanto la finanza internazionale e le multinazionali al cui servizio si \u00e8 posto il suo governo.<\/ins> La possibilit\u00e0 di far saltare quelle politiche riposa anche sulla possibilit\u00e0 che anche l\u00ec si apra una frattura lungo frontiere sociali e di classe. Che non ha bisogno, per\u00f2, della demonizzazione del popolo tedesco (e meno che mai di richiami al suo passato nazista), ma di una sempre pi\u00f9 chiara identificazione degli interessi in gioco: che sono gli stessi in Germania, in Italia, e in tutto il resto dell\u2019Europa.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si leggono tante cose in queste ore, alcune anche veramente interessanti, ma pochi leggono gli eventi in corso come un de te fabula narratur e un capitolo del finanzcapitalismo.\u00a0Cos\u00ec fa\u00a0Guido Viale in\u00a0un articolo\u00a0che sta per essere pubblicato. 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