{"id":10733,"date":"2015-05-05T10:29:00","date_gmt":"2015-05-05T10:29:00","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=10733"},"modified":"2015-05-06T12:20:09","modified_gmt":"2015-05-06T12:20:09","slug":"immigrazione-unopportunita-storica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2015\/05\/05\/immigrazione-unopportunita-storica\/","title":{"rendered":"Immigrazione, un&#8217;opportunit\u00e0 storica"},"content":{"rendered":"<p>Sull&#8217;immigrazione si leggono perlopi\u00f9 pensieri negativi o sulla difensiva, ma ecco finalmente una riflessione che parte da un problema comunque ineludibile e cerca il rovesciamento dialettico della situazione. Riporto quindi l&#8217;articolo che verr\u00e0 pubblicato su <em>il manifesto <\/em>di domani. (Grassetto ed evidenziazioni sono miei.)<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ci vuole una seconda riforma agraria<\/strong><br \/>\ndi Tonino Perna e Alfonso Gianni<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Un fatto \u00e8 certo: la nostra zoo&shy;tec&shy;nia, la pasto&shy;ri&shy;zia e gran parte delle grandi aziende agri&shy;cole non esi&shy;ste&shy;reb&shy;bero senza la mano d\u2019opera offerta a basso costo dagli immigrati.<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Se sono clan&shy;de&shy;stini o irre&shy;go&shy;lari \u00e8 ancora meglio, per&shy;ch\u00e9 pos&shy;sono lavo&shy;rare senza limiti orari e essere sot&shy;to&shy;pa&shy;gati a 20 euro al giorno per 10 ore di lavoro, come capita ancora nella piana di Gioia\u2013 Rosarno o nella terra dei fuo&shy;chi, o in altri luo&shy;ghi ameni del nostro Bel Paese. <ins datetime=\"2015-05-06T10:10:02+00:00\">Molti pro&shy;dotti di qua&shy;lit\u00e0 del made in Italy non esi&shy;ste&shy;reb&shy;bero senza il lavoro degli immi&shy;grati.<\/ins> Il super&shy;sfrut&shy;ta&shy;mento della forza-lavoro immi&shy;grata non \u00e8 solo una con&shy;se&shy;guenza delle leggi del mer&shy;cato capi&shy;ta&shy;li&shy;stico, \u00e8 anche il frutto di una visione miope e subal&shy;terna della gran parte delle nostre aziende dell\u2019agroalimentare.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Come testi&shy;mo&shy;nia l\u2019esistenza di SOS Rosarno, di Cala&shy;bria soli&shy;dale, e di Gal&shy;line Felici in Sici&shy;lia e di tante altre espe&shy;rienze, \u00e8 pos&shy;si&shy;bile costruire una filiera agro-alimentare rispet&shy;tando i diritti dei lavo&shy;ra&shy;tori, facendo gua&shy;da&shy;gnare i pro&shy;prie&shy;tari delle aziende agri&shy;cole e dando ampie sod&shy;di&shy;sfa&shy;zioni ai con&shy;su&shy;ma&shy;tori. Una magia? No, solo basta uscire dal domi&shy;nio della grande distri&shy;bu&shy;zione e creare una rela&shy;zione diretta tra aziende, che rispet&shy;tano l\u2019ambiente e i diritti dei lavo&shy;ra&shy;tori, e le orga&shy;niz&shy;za&shy;zioni dei con&shy;su&shy;ma&shy;tori respon&shy;sa&shy;bili, come sono i Gruppi d\u2019Acquisto Soli&shy;dale o le orga&shy;niz&shy;za&shy;zioni del \u00abfair trade\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Ci gua&shy;da&shy;gnano i brac&shy;cianti, i con&shy;ta&shy;dini, i pro&shy;prie&shy;tari di pic&shy;cole e medie aziende agri&shy;cole che entrano in un per&shy;corso di lega&shy;lit\u00e0 sociale ed ambien&shy;tale. Infatti, <ins datetime=\"2015-05-06T10:21:55+00:00\">le aziende agri&shy;cole che sfrut&shy;tano gli immi&shy;grati a loro volta subi&shy;scono i ricatti della grande distri&shy;bu&shy;zione che com&shy;prano i pro&shy;dotti della terra a prezzi irri&shy;sori e li riven&shy;dono al con&shy;su&shy;ma&shy;tore con un rica&shy;rico finale che arriva fino a dieci volte il costo di pro&shy;du&shy;zione agricolo.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Que&shy;sto distorto e cieco mec&shy;ca&shy;ni&shy;smo di sfrut&shy;ta&shy;mento inten&shy;sivo dei lavo&shy;ra&shy;tori e della terra, ha pro&shy;dotto non solo danni ambien&shy;tali cre&shy;scenti, deser&shy;ti&shy;fi&shy;ca&shy;zione delle terre agri&shy;cole, ma ha anche messo fuori mer&shy;cato molte pic&shy;cole e medie aziende. Come ricor&shy;dava Piero Bevi&shy;lac&shy;qua, negli ultimi trent\u2019anni sono scom&shy;parse in Ita&shy;lia un milione e mezzo di aziende agri&shy;cole. Il risul&shy;tato finale \u00e8 poco noto, ma para&shy;dos&shy;sale: l\u2019Italia, famosa nel mondo per le sue eccel&shy;lenze ali&shy;men&shy;tari, ha un defi&shy;cit della bilan&shy;cia ali&shy;men&shy;tare che si tra&shy;scina da decenni e che ha rag&shy;giunto nel 2013 oltre 7 miliardi di pas&shy;sivo! <ins datetime=\"2015-05-06T10:21:55+00:00\">Impor&shy;tiamo la gran parte del grano, della soia, della carne, del latte che con&shy;su&shy;miamo. Se riu&shy;scis&shy;simo a ripor&shy;tare in pareg&shy;gio la bilan&shy;cia com&shy;mer&shy;ciale agro-alimentare cree&shy;remmo qual&shy;cosa come 30\u201340.000 nuovi posti di lavoro reali<\/ins>.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Come fare?<\/strong> Non c\u2019\u00e8 una sola rispo&shy;sta, ma forse un punto di par&shy;tenza s\u00ec: <strong>recu&shy;pe&shy;rare le terre abban&shy;do&shy;nate<\/strong>. Solo nelle aree col&shy;li&shy;nari del Mez&shy;zo&shy;giorno sono oltre il 30%, ed una per&shy;cen&shy;tuale non lon&shy;tana la tro&shy;viamo anche nel Centro-Nord e nelle zone alpine non turistiche.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Ci vor&shy;rebbe una seconda Riforma Agra&shy;ria per met&shy;tere a col&shy;tura que&shy;sto grande patri&shy;mo&shy;nio agro-pastorale.<\/strong> Biso&shy;gne&shy;rebbe per\u00f2 fare tesoro degli errori della prima. Come forse non tutti ricor&shy;dano, nel 1950 , sotto la spinta delle lotte brac&shy;cian&shy;tili e dei con&shy;ta&shy;dini senza terra, il governo demo&shy;cri&shy;stiano var\u00f2 la Riforma Agra&shy;ria che inte&shy;ress\u00f2 le terre incolte del Mez&shy;zo&shy;giorno, che ven&shy;nero strap&shy;pate al lati&shy;fondo e con&shy;se&shy;gnate ai con&shy;ta&shy;dini meri&shy;dio&shy;nali. In media venne distri&shy;buito circa un ettaro a fami&shy;glia con&shy;ta&shy;dina, media&shy;mente con sei sette figli, ma senza mezzi agri&shy;coli, sementi, accesso al cre&shy;dito agri&shy;colo, e risorse per com&shy;mer&shy;cia&shy;liz&shy;zare i pro&shy;dotti della terra. Risul&shy;tato: dopo una decina d\u2019anni le terre furono in parte nuo&shy;va&shy;mente abban&shy;do&shy;nate, soprat&shy;tutto dalle fami&shy;glie con&shy;ta&shy;dine con pic&shy;coli appez&shy;za&shy;menti, ed i con&shy;ta&shy;dini emi&shy;gra&shy;rono per andare a lavo&shy;rare come ope&shy;rai nel Nord-Italia, in Sviz&shy;zera, in Ger&shy;ma&shy;nia, nel Nord Europa.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2015-05-06T10:21:55+00:00\">Per non ripe&shy;tere gli stessi errori occorre pen&shy;sare ad un piano com&shy;ples&shy;sivo di rina&shy;scita delle terre incolte e dei paesi abban&shy;do&shy;nati che avrebbe, fra l\u2019altro, un bene&shy;fico effetto sulla pre&shy;ven&shy;zione degli incendi e del dis&shy;se&shy;sto idro&shy;geo&shy;lo&shy;gico. Tale piano dovrebbe essere parte di <strong>una pro&shy;gram&shy;ma&shy;zione demo&shy;cra&shy;tica di nuovo tipo<\/strong><\/ins>, capace di rilan&shy;ciare l\u2019economia pro&shy;dut&shy;tiva sulla base dei nuovi biso&shy;gni della popo&shy;la&shy;zione e di un rap&shy;porto dia&shy;let&shy;tico, senza esclu&shy;dere momenti con&shy;flit&shy;tuali, con i sog&shy;getti e i movi&shy;menti sociali.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Un piano non solo eco&shy;no&shy;mico, ma sociale e cul&shy;tu&shy;rale per far rina&shy;scere que&shy;ste aree, per ren&shy;derle nuo&shy;va&shy;mente vivi&shy;bili, per creare quelle reti sociali capaci di dare il \u00abgiu&shy;sto valore\u00bb ai pro&shy;dotti della terra. Negli ultimi anni, come \u00e8 dimo&shy;strato da alcune inchie&shy;ste, c\u2019\u00e8 una risco&shy;perta del valore del lavoro agri&shy;colo, che deve essere ade&shy;gua&shy;ta&shy;mente retri&shy;buito. Diversi gio&shy;vani sono andati o tor&shy;nati nelle cam&shy;pa&shy;gne, avviando espe&shy;rienze di lavoro e di pro&shy;du&shy;zione inno&shy;va&shy;tivi. Inol&shy;tre, in que&shy;ste zone interne dovreb&shy;bero essere finan&shy;ziati quei pro&shy;getti che pun&shy;tano a rivi&shy;ta&shy;liz&shy;zare l\u2019artigianato e la cul&shy;tura locale, l\u2019espressione arti&shy;stica e la ricerca scien&shy;ti&shy;fica che \u00e8 pos&shy;si&shy;bile delo&shy;ca&shy;liz&shy;zare (come hanno fatto alcuni Par&shy;chi nazio&shy;nali in Ita&shy;lia ed in Europa). Ma, que&shy;sta \u00abseconda Riforma Agra&shy;ria\u00bb abbi&shy;so&shy;gna di sog&shy;getti sociali che siano inte&shy;res&shy;sati a que&shy;sta operazione.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Le forze inu&shy;ti&shy;liz&shy;zate del mer&shy;cato del lavoro interno non sareb&shy;bero di per s\u00e9 suf&shy;fi&shy;cienti, e adatte, a reg&shy;gere una simile impresa di tra&shy;sfor&shy;ma&shy;zione del nostro ter&shy;ri&shy;to&shy;rio. Il popolo dei migranti potrebbe dare un aiuto for&shy;mi&shy;da&shy;bile al nostro paese. Natu&shy;ral&shy;mente non tutti i migranti che vogliono venire in Europa, e che non fini&shy;scono in fondo al mare, desi&shy;de&shy;rano e pos&shy;sono fare gli agri&shy;col&shy;tori o i brac&shy;cianti. Molti di que&shy;sti sono mossi non tanto dal biso&shy;gno di lavo&shy;rare, ma dalla neces&shy;sit\u00e0 di fug&shy;gire da guerre, per&shy;se&shy;cu&shy;zioni, con&shy;di&shy;zioni inso&shy;ste&shy;ni&shy;bili di vita.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Ma anche que&shy;sti ultimi, alcuni con capa&shy;cit\u00e0 e com&shy;pe&shy;tenze ele&shy;vate, sareb&shy;bero ben felici di inse&shy;rirsi con un lavoro nelle nostre comu&shy;nit\u00e0, anche tran&shy;si&shy;to&shy;ria&shy;mente. I migranti, assieme ai gio&shy;vani ita&shy;liani che tor&shy;nano nelle cam&shy;pa&shy;gne, potreb&shy;bero diven&shy;tare il sog&shy;getto sociale pi\u00f9 imme&shy;dia&shy;ta&shy;mente e diret&shy;ta&shy;mente inte&shy;res&shy;sati a que&shy;sto pro&shy;getto di difesa, valo&shy;riz&shy;za&shy;zione e tra&shy;sfor&shy;ma&shy;zione della nostra agri&shy;col&shy;tura e del nostro ter&shy;ri&shy;to&shy;rio, al recu&shy;pero di terre e paesi scar&shy;tati ed emar&shy;gi&shy;nati, al pari di tanti gio&shy;vani, da que&shy;sto modello di sviluppo.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Insomma, la spinta che viene dai migranti<\/strong>, la loro voglia di esi&shy;stere, di poter lavo&shy;rare digni&shy;to&shy;sa&shy;mente, di avere una casa, <strong>potrebbe costi&shy;tuire una occa&shy;sione sto&shy;rica<\/strong> per far rina&shy;scere una parte rile&shy;vante del nostro paese ormai desti&shy;nato all\u2019abbandono ed al degrado. Le vere Riforme che hanno modi&shy;fi&shy;cato i rap&shy;porti di pro&shy;du&shy;zione sono nate sem&shy;pre sotto la spinta di lotte sociali e movi&shy;menti di popo&shy;la&shy;zione. La prima Riforma Agra&shy;ria, nata dopo anni di occu&shy;pa&shy;zione delle terre e vio&shy;lenti scon&shy;tri nelle cam&shy;pa&shy;gne, segn\u00f2 la scon&shy;fitta poli&shy;tica degli agrari. La seconda R.A. diven&shy;ter\u00e0 una realt\u00e0 se verr\u00e0 scon&shy;fitta la classe poli&shy;tica dell\u2019emergenza e dell\u2019ipocrisia, se finir\u00e0 la repres&shy;sione dei flussi migra&shy;tori o l\u2019accoglienza micra&shy;gnosa, e que&shy;sto movi&shy;mento di essere umani che lot&shy;tano per soprav&shy;vi&shy;vere tro&shy;ver\u00e0 la rispo&shy;sta appro&shy;priata nella tra&shy;sfor&shy;ma&shy;zione del nostro modello di svi&shy;luppo basato sullo spreco di risorse umane ed ambientali.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>il manifesto<\/em>, 6 maggio 2015)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sull&#8217;immigrazione si leggono perlopi\u00f9 pensieri negativi o sulla difensiva, ma ecco finalmente una riflessione che parte da un problema comunque ineludibile e cerca il rovesciamento dialettico della situazione. Riporto quindi l&#8217;articolo che verr\u00e0 pubblicato su il manifesto di domani. 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