{"id":10361,"date":"2015-01-19T18:10:57","date_gmt":"2015-01-19T18:10:57","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=10361"},"modified":"2015-01-22T07:58:57","modified_gmt":"2015-01-22T07:58:57","slug":"la-guerra-civile-europea-in-corso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2015\/01\/19\/la-guerra-civile-europea-in-corso\/","title":{"rendered":"La guerra civile europea in corso"},"content":{"rendered":"<p><strong>Comincia oggi una settimana importante per le sorti dell&#8217;Unione Europea <\/strong>e dell&#8217;euro, quindi della nostra vita politica e civile, la vita quotidiana.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 in scadenza per gioved\u00ec 22 la decisione finale della Bce sul cosiddetto Quantitative Easing (QE) <\/strong>, cio\u00e8 l&#8217;acquisto da parte della Bce di titoli di stato stampando moneta, gi\u00e0 usato pi\u00f9 volte, anche su titoli privati, da parte di Usa, UK e Giappone (dove per\u00f2 non ha funzionato).<\/p>\n<p>Sui mercati valutari il ribasso dell&#8217;euro \u00e8 la prima conseguenza di una decisione annunciata da tempo. E&#8217; infatti in atto una svalutazione verso tutte le monete, particolarmente verso il dollaro con il quale il cambio medio del 2014 \u00e8 stato 1,33 e ancora a met\u00e0 dicembre era 1,25: oggi \u00e8 a 1,16. Quando avr\u00e0 raggiunto 1,05 avr\u00e0 svalutato del 20%. I grossi esportatori verso gli Usa e la Cina, quindi soprattutto la Germania, avranno una nuova leva economica in mano. Tutti, soprattutto gli altri, avranno soprattutto un aumento delle materie prime che si quotano in dollari o perlomeno una riduzione del vantaggio della caduta del prezzo del petrolio.<\/p>\n<p>La seconda conseguenza \u00e8 gi\u00e0 stata la rivalutazione del franco svizzero del 20%\u00a0della scorsa settimana, dopo l&#8217;annuncio di Berna che non avrebbe pi\u00f9 operato per tenere ancorato il franco all&#8217;euro. Ma nell&#8217;economia globalizzata tutto si tiene e questo balzo ha gi\u00e0 fatto le <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2015-01-18\/gli-effetti-globali-bazooka-europeo-081130.shtml?uuid=AB9buwfC&amp;fromSearch\">prime vittime <\/a>tra i broker.<\/p>\n<p><strong>Ma &#8211; soprattutto &#8211; domenica 25 gennaio si vota in Grecia <\/strong>per il rinnovo del parlamento. Verosimilmente, la propaganda che si far\u00e0 in questa settimana sar\u00e0 notevole e non solo all&#8217;interno del\u00a0paese. La possibilit\u00e0 che <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Coalizione_della_Sinistra_Radicale\">Syriza<\/a>, la coalizione della sinistra guidata da Alexis Tsipras, vinca le elezioni \u00e8 oggetto di aspettative e di ansie che non sono di certo diminuite in questi mesi e settimane.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 Syriza fa paura?<\/strong> Sostanzialmente perch\u00e9 \u00e8 la prima vera forza politica che potrebbe governare un paese UE con\u00a0in programma un vero cambiamento delle politiche in atto da oltre un decennio. Un cambiamento che non pu\u00f2 essere indolore per chi finora ha egemonizzato la linea europea, Germania in testa, e per chi\u00a0invece ha sempre sub\u00ecto e viene oggi minacciato in tutti i modi, a partire dall&#8217;espulsione dall&#8217;eurozona e dall&#8217;Ue, opzioni peraltro non previste dai trattati esistenti. Lo scontro in atto da anni non \u00e8 per\u00f2 solo verbale. <strong>E&#8217;\u00a0in atto\u00a0una vera e propria guerra civile europea<\/strong>, con i suoi vincitori e con le sue vittime. Vittime non in senso figurato. Facciamo parte di un&#8217;unione in cui larghi strati di popolazioni soffrono fisicamente e moralmente e vogliono almeno tentare una via d&#8217;uscita. <\/p>\n<p>Su come uscirne ci sono naturalmente diverse opzioni. Io propongo\u00a0qui sotto un articolo dell&#8217;aprile 2014 di <a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Bernard_Maris\">Bernard Maris<\/a> (foto), l&#8217;economista ucciso il 7 gennaio nell&#8217;eccidio del <em>Charlie Ebdo<\/em>. (Le evidenziazioni sono mie.)<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><img decoding=\"async\" class=\"ngg-singlepic ngg-left\" alt=\"bernard-maris\" src=\"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/wp-content\/blogs.dir\/5\/files\/ratatuia-2015\/bernard-maris.jpg\" \/>&lt;<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/europa-e-mondo\/la-seconda-guerra-civile\/#.VLy-wJdd7cs\"><strong>La seconda guerra civile<\/strong><\/a><br \/>\ndi Bernard Maris<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Nel 1992, Fran\u00e7ois Mitterrand ha dato il via ad una seconda guerra dei 30 anni credendo di poter legare la Germania all\u2019Europa attraverso la moneta unica.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">La Germania realizza senza volerlo attraverso l\u2019economia ci\u00f2 che un cancelliere folle aveva gi\u00e0 realizzato attraverso la guerra: essa sta distruggendo a poco a poco l\u2019economia francese. Di certo, essa non \u00e8 responsabile di questa situazione, tutt\u2019altro; essa non \u00e8 mai intervenuta nella politica interna della Francia e ha dato una mano ai francesi ai tempi di Balladur per realizzare un abbozzo di unit\u00e0 fiscale e di bilancio (che le fu rifiutata).<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">\u00c8 Fran\u00e7ois Mitterand che, in due riprese, ha voluto legare la politica monetaria della Francia a quella della Germania, distruggendo un\u2019industria che gi\u00e0 andava indebolendosi: la prima volta nel 1983, con la svolta del rigore e la politica del \u00abfranco forte\u00bb; la seconda volta nel 1989, andando in panico dopo la riunificazione tedesca e avallando quest\u2019ultima al prezzo d\u2019una moneta unica e d\u2019un funzionamento della BCE ricalcato su quello della Bundesbank.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2015-01-19T10:41:33+00:00\">Sono passati da allora pi\u00f9 di venti anni di guerra economica, e l\u2019industria tedesca ha annientato le industrie italiane e soprattutto francesi. Oggi la guerra \u00e8 finita e ha un vincitore. La parte delle esportazioni della Germania nell\u2019Eurozona rappresenta il 10% del totale. Il resto va invece al di fuori, verso gli USA e in Asia. La Germania non ha pi\u00f9 bisogno dell\u2019Eurozona. Al contrario: la zona Euro comincia a costarle cara, a causa dei piani di sostengo alla Grecia, al Portogallo e alla Spagna a tal punto che essa stessa comincia a sognare di uscire dall\u2019Euro.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">\u00c8 evidente che n\u00e9 la Grecia, n\u00e9 il Portogallo, n\u00e9 la Spagna, e neppure la Francia o l\u2019Italia non potranno mai rimborsare i loro debiti avendo una crescita debole e una industria devastata. L\u2019Eurozona scoppier\u00e0 dunque al prossimo grande attacco speculativo rivolto ad uno dei cinque Paesi appena citati. La Cina e gli USA contemplano incantati questa seconda guerra civile interminabile, e si preparano (per quanto riguarda gli USA, una seconda volta) a togliere le castagne dal fuoco.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">La Cina e gli USA praticano una politica monetaria astuta e lassista. Si potrebbero aggiungere alla lista dei Paesi che praticano una politica monetaria intelligente la Corea del Sud e, oggi, il Giappone. La Gran Bretagna prepara sic et simpliciter un referendum per uscire dalla UE.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2015-01-19T10:41:33+00:00\">La vera scelta da fare \u00e8: uscire dall\u2019Euro o morire a poco a poco. In altri termini, il dilemma per i Paesi dell\u2019Eurozona \u00e8 abbastanza semplice: uscire in modo coordinato e di soppiatto, o attendere lo tsunami finanziario.<\/ins><\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Un\u2019uscita cooperativa e di soppiatto avrebbe il merito di preservare un pochino la costruzione europea, uno tsunami sar\u00e0 l\u2019equivalente del Trattato di Versailles, dove i perdenti questa volta saranno i Paesi del Sud. E, al di l\u00e0 dei Paesi del sud, l\u2019Europa intera.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2015-01-19T14:18:53+00:00\">L\u2019uscita morbida e coordinata \u00e8 abbastanza semplice, ed \u00e8 stata prospettata da molti economisti. Si tratta semplicemente di ritornare a una moneta comune, che serva da riferimento alle differenti monete nazionali. Questa moneta comune, definita da un \u00abpaniere di monete\u00bb nazionali attenuerebbe la speculazione contro le monete nazionali<\/ins>.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><ins datetime=\"2015-01-19T14:18:53+00:00\">Sarebbe il ritorno allo SME (Sistema monetario europeo)? S\u00ec. Avremmo dei margini di fluttuazione interno alla moneta comune. Una stabilizzazione della speculazione attraverso delle limitazioni dei movimenti di capitale, stabilizzazione che potrebbe essere accresciuta attraverso una tassa di tipo Tobin sugli stessi movimenti di capitale.<\/ins> Ma lo SME \u00e8 fallito direte voi\u2026 S\u00ec, perch\u00e9 lo SME non aveva l\u2019obiettivo di lottare contro la speculazione, e non aveva adottato una \u00abCamera di compensazione\u00bb come si augurava Keynes nel suo progetto per Bretton Woods (abbandonato a favore del progetto americano).<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Il modo migliore di rendere l\u2019Europa odiosa, detestabile per un lungo periodo, di dare spazio ai nazionalismi pi\u00f9 biechi, e di proseguire questa politica imbecille della moneta unica associata a una \u00abconcorrenza libera e senza distorsioni\u00bb che fa saltare di gioia coloro che ne approfittano, Cinesi, Americani, e gli altri BRICs.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Con tutta evidenza, il dominio della politica sulla moneta non \u00e8 sufficiente a rendere forte un\u2019economia: la ricerca, l\u2019istruzione, la solidariet\u00e0 sono certamente altrettanto importanti\u2026 Tuttavia, lasciare che i \u00abmercati\u00bb governino i Paesi \u00e8, molto semplicemente, una vergognosa vilt\u00e0.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>Economia e Politica<\/em>, 19 gennaio 2015)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comincia oggi una settimana importante per le sorti dell&#8217;Unione Europea e dell&#8217;euro, quindi della nostra vita politica e civile, la vita quotidiana. 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