{"id":10189,"date":"2014-12-16T19:53:01","date_gmt":"2014-12-16T19:53:01","guid":{"rendered":"http:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/?p=10189"},"modified":"2014-12-16T19:53:01","modified_gmt":"2014-12-16T19:53:01","slug":"syriza-e-podemos-ma-in-italia-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacittafutura.net\/adrianozanon\/2014\/12\/16\/syriza-e-podemos-ma-in-italia-no\/","title":{"rendered":"Syriza e Podemos, ma in Italia no?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Luciano Gallino riassume alla sua maniera la situazione in Grecia e Spagna<\/strong> e si preoccupa di dare uno sbocco politico alle grandi manifestazioni di questi mesi in Italia. Purtroppo non affronta in senso pi\u00f9 allargato la questione italiana. Infatti, non c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;inadeguatezza della sinistra radicale (ma non so neanche pi\u00f9 come chiamarla).<\/p>\n<p>In questi ultimi anni, prima col fenomeno Grillo e poi con quello Renzi, c&#8217;\u00e8 stata una grande operazione mediatica, in senso lato. Entrambi i fenomeni hanno pressoch\u00e9 prosciugato il bacino di una generazione politica post Novecento. Siamo in presenza di dirigenti e militanti che si e no sanno cos&#8217;\u00e8 stata la Resistenza, cos&#8217;\u00e8 stato il regime democristiano, cos&#8217;\u00e8 stato il terrorismo in Italia, chi era Enrico Berlinguer, cos&#8217;\u00e8 stata Mani Pulite, etc. Sono nati e cresciuti politicamente all&#8217;epoca della degenerazione berlusconiana, alcuni schifati dai metodi, altri pienamente inseriti nel modello, tutti sostanzialmente indifferenti ai problemi veri dei cittadini pi\u00f9 sfigati, dei poveri, degli emarginati, e presi sostanzialmente dai problemi loro e di quelli a loro pi\u00f9 simili.<\/p>\n<p><strong>I pi\u00f9 deboli sembrano ormai a carico solo dei sindacalisti<\/strong>, dalla Camusso a Landini della Cgil, ma adesso anche da quelli della Uil, anche grazie ad un cambio di guida. <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2014\/12\/16\/news\/quirinale_napolitano_saluta_le_alte_cariche_dello_stato-103051065\/?ref=HREA-1\">Oggi<\/a> perfino il presidente Napolitano li ha incredibilmente bacchettati, perch\u00e9 stanno esagerando. Quindi sono proprio sulla buona strada.<\/p>\n<p>Ma leggere Luciano Gallino \u00e8 sempre utile.<\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Uno Tsipras per l&#8217;Italia<\/strong><br \/>\ndi Luciano Gallino<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Tra  coloro che hanno partecipato alle dimostrazioni per lo sciopero di venerd\u00ec 12 dicembre si contano forse numerosi elettori potenziali per lo sviluppo di una nuova ampia formazione politica, in grado di opporsi alle catastrofiche politiche di austerit\u00e0 imposte da Bruxelles e supinamente applicate dal nostro governo. Non si tratta di fare un esercizio astratto sul futuro del nostro sistema politico. Se una simile forza di opposizione non si sviluppa, quello che ci attende \u00e8 un ulteriore degrado dell\u2019economia e del tessuto sociale, seguito da rivolte popolari dagli esiti imprevedibili. Il governo \u00e8 seduto su un vulcano, e intanto gioca a far \u201criforme\u201d che peggiorano la situazione.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Chi volesse porre mano alla costruzione della nuova formazione politica potrebbe trarre indicazioni utili da quanto accade in Grecia e in Spagna. Sono due casi diversi. Nel primo siamo dinanzi a una \u201cCoalizione della Sinistra Radicale\u201d (acronimo <strong>Syriza<\/strong>) nata dieci anni fa e guidata dal 2007 da Alexis Tsipras dopo il primo grande successo elettorale. Nel 2012 \u00e8 diventata il secondo partito greco. Al presente i sondaggi lo danno come il probabile vincitore delle prossime elezioni, nel caso che il governo Samaras non riesca a eleggere il presidente della Repubblica.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Syriza non vuole affatto distruggere la Ue. Vuole cambiarla. Il suo successo \u00e8 dipeso da una radicale opposizione ai provvedimenti imposti dalla troika con il Memorandum d\u2019Intesa del 2011, che ha obbligato la Grecia a tagliare pesantemente salari, stipendi e pensioni; a distruggere la sanit\u00e0 pubblica; a vendere ai privati beni pubblici essenziali, facendo piombare l\u2019intero Paese nella miseria e nella disperazione. Tra i punti principali del programma di Syriza, oltre ad annullare i provvedimenti che s\u2019\u00e8 detto, v\u2019\u00e8 la proposta di una conferenza internazionale sul debito pubblico, allo scopo di ottenere che gli interessi dei cittadini non siano perennemente subordinati, come avviene ora, agli interessi delle grandi banche. Si vuole altres\u00ec richiedere alla Ue di cambiare il ruolo della Bce in modo che finanzi direttamente investimenti pubblici, e di indire una serie di referendum su vari punti dei trattati dell\u2019Unione e altri accordi con le istituzioni europee.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Diversamente da Syriza, in Spagna <strong>\u201cPodemos\u201d<\/strong> sembra per cos\u00ec dire nato dal nulla. Fondato nel gennaio 2014 da una trentina di persone provenienti da diversi partiti, intellettuali, esponenti di movimenti, coordinate dal trentenne Pablo Iglesias Turri\u00f3n, appena quattro mesi dopo raccoglie abbastanza voti da mandare a Strasburgo cinque eurodeputati. Al presente viene accreditato di oltre il 27 per cento dei voti, quasi due punti in pi\u00f9 dei socialisti e ben 7 in pi\u00f9 rispetto ai popolari. Ancor pi\u00f9 di Syriza, il programma di Podemos \u00e8 fortemente caratterizzato da proposte volte a modificare gli aspetti pi\u00f9 deleteri del Trattato Ue. Tra i punti salienti del suo programma troviamo: la conversione della Bce in una istituzione democratica che abbia per scopo principale lo sviluppo economico degli stati membri (punto 1.3); la creazione di una agenzia pubblica europea di valutazione (1.4); una deroga dal Trattato di Lisbona.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Nell\u2019insieme, i due programmi di Syriza e di Podemos appaiono essere pi\u00f9 solidamente social-democratici, concreti e adeguati alla situazione attuale della Ue e alle sue cause di quanto qualsiasi altro partito europeo abbia finora saputo esprimere. Non per nulla i due partiti sono gi\u00e0 oggetto di un furibondo bombardamento denigratorio da parte dei media, della troika, dei think tanks sovvenzionati dal mondo finanziario, e dei politici incapaci di pensare che al di l\u00e0 dell\u2019Europa della finanza si potrebbe costruire un\u2019Europa dei cittadini.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Va ricordato al riguardo che il Trattato Ue non \u00e8 affatto immodificabile, come a volte si legge. L\u2019art. 48, comma 1, prevede esplicitamente che \u00abI trattati possono essere modificati conformemente a una procedura di revisione ordinaria\u00bb. Il comma 2 precisa: \u00abIl governo di qualsiasi Stato membro, il Parlamento europeo o la Commissione possono sottoporre al Consiglio progetti intesi a modificare i trattati \u00bb. Pertanto la questione, come si diceva una vita fa, \u00e8 soprattutto politica. Ma nessuno ha mai sentito un solo politico che mostri di avere una conoscenza minimale dei trattati Ue, e ammetta che non sono scolpiti nel granito. In realt\u00e0 si possono cambiare, ed \u00e8 indispensabile farlo, a condizione di costruire una forza politica all\u2019altezza del compito.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Al lume delle esperienze di Syriza e Podemos, come si presenta la situazione italiana?<\/strong> Sulle prime si potrebbe pensare che quanto rimane di Sel, di Rifondazione, dei Comunisti Italiani, insieme con qualche transfuga del Pd, potrebbe dar origine a una coalizione simile a quella di Syriza. Purtroppo la storia della nostra sinistra \u00e8 costellata da una tal dose di litigiosit\u00e0, e da un inesausto desiderio di procedere comunque a una scissione anche quando si \u00e8 rimasti in quattro, da non fare bene sperare sul vigore e la durata della nuova formazione. Si pu\u00f2 solo sperare che la drammaticit\u00e0 della situazione spinga in futuro a comportamenti meno miopi, ma per farlo bisogna davvero credere nell\u2019impossibile. In ogni caso non si vede, al momento, da dove potrebbe arrivare la figura di un leader simile a Tsipras o a Turri\u00f3n, colto, agguerrito sui temi europei, capace di farsi capire e convincere, esponendo al pubblico in modo accessibile dei temi complessi.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">Qualcosa di analogo vale naturalmente per chi, scettico sulla possibilit\u00e0 di recuperare i frammenti delle vecchie sinistre, pensasse di costituire una formazione interamente nuova, come han fatto quelli di Podemos in Spagna. Che si sono dimostrati pure efficaci organizzatori, costituendo in pochi mesi centinaia di circoli di discussione in tutto il Paese. Un contributo potrebbe forse venire dalle esperienze di \u201cCambiare si pu\u00f2\u201d o della stessa Lista Tsipras; non certo finite bene, ma che sono stati episodi di auto-organizzazione di una certa ampiezza. A fronte di un programma realistico, affine a quelli di Podemos e Syriza (con tutte le variazioni del caso), tali esperienze potrebbero trovare un baricentro che ai loro tempi non avevano. Il fatto \u00e8 che il tempo urge, prima che il Paese caschi a pezzi. Una simile urgenza, che il popolo dello sciopero di venerd\u00ec scorso sentiva benissimo, insieme con l\u2019attrattiva di un impegno realistico per ridare peso nella Ue a ideali come eguaglianza, solidariet\u00e0, partecipazione democratica, al posto della lugubre e distruttiva Ue della finanza, potrebbero contribuire a raccogliere molti pi\u00f9 consensi di quanto oggi non si possa sperare.<\/h5>\n<h5 style=\"padding-left: 30px;\">(<em>la Repubblica<\/em>, 16 dicembre 2014, p. 31)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luciano Gallino riassume alla sua maniera la situazione in Grecia e Spagna e si preoccupa di dare uno sbocco politico alle grandi manifestazioni di questi mesi in Italia. Purtroppo non affronta in senso pi\u00f9 allargato la questione italiana. 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