O sei parte del problema o sei parte della soluzione
La memorabile vittoria in termini di partecipazione all’ultima tornata referendaria, contro ogni previsione, e soprattutto contro l’apparato politico e mass-mediatico, lascia in bocca una sensazione stupenda di novitĂ , vigore e cambiamento in positivo. Siamo ancora tutti inebriati da una cavalcata durata piĂą di un anno e conclusasi trionfalmente, anche se condotta con uno stile sobrio e pacato, dimostrato – bisogna ammetterlo – anche da chi è salito sul carro dei vincitori solo all’ultimo (almeno quello!).
Prima però che passi questo stato di euforia e si dimentichi quello che questo evento può e deve rappresentare, è bene che io chiarisca a chi ci legge cosa intendo per cambiamento e svolta, termini che ho molto usato con parenti e amici in questi giorni. Sbaglieremmo di grosso, infatti, a pensare di consegnare l’esito del referendum a questa politica perchĂ© essa cambi da sola; a pensare che un segnale così forte e chiaro sia subito accolto in favore di una svolta da parte dell’attuale sistema dei partiti e della sua nomenclatura (non mi riferisco solamente all’attuale maggioranza); a sperare in un automatico rovesciamento delle parti alle prossime tornate referendarie, magari anticipate.
E’ necessario, anzi indispensabile, cambiare scala e livello dello sguardo politico di ciascuno di noi. E’ tempo di spegnere la tv, di dimenticare le trasmissioni di approfondimento e (finto) dibattito, di leggere con piĂą distacco giornali e rotocalchi, in altre parole è tempo a mio avviso di dare molto meno peso alla politica nazionale, e di concentrarsi sul locale.

Attendere ...
Scarica il